25 febbraio 2025

Multi-Toyota

Il brand giapponese intende mantenere la sua posizione di primato coprendo ogni settore automotive, dall'elettrico alle sportive. 

Toyota si prepara a una triplice offensiva nel segmento delle sportive, rilanciando le leggende Celica e MR2 e introducendo un nuovo modello di punta che si rifà alla mitica Lexus LFA. Il trio a motore termico colmerà il vuoto lasciato dalla GR Supra, giunta al termine del suo ciclo produttivo globale, e dalla GR86, la cui presenza in Europa è stata interrotta per le normative di sicurezza UE. Celica e MR2 saranno equipaggiate con il nuovo motore turbo a quattro cilindri G20E, presentato al recente salone di Tokyo sulla M Concept, capace di erogare oltre 400 CV in versione stradale e fino a 600 CV in ambito motorsport. La posizione centrale posteriore con trazione integrale è un banco di prova per il layout di pianale della MR2che potrebbe entrare in produzione intorno al 2028 ma anche in anticipo, per sfruttare al meglio il mercato prima delle restrizioni sulla vendita di auto a benzina nella UE.

Parallelamente, la nuova Supra, già presentata in una Final Edition limitata a 300 esemplari, è attesa per il 2027 e potrebbe adottare una versione ibrida del G20E con trazione posteriore, per differenziarsi dalla Celica e aumentare l’efficienza. Quest’ultima, probabilmente la prima ad arrivare, potrebbe riprendere il nome GT-Four, usato nelle versioni rally degli anni ’80 e ’90, e persino partecipare al Campionato del Mondo Rally grazie alle nuove regole FIA. 

Infine, Lexus sta lavorando all'erede della LFA, anticipata dalla concept GR GT3, già vista in versione stradale e da corsa in Europa, che dovrebbe debuttare in competizioni di alto livello nel 2026. Alimentata da un V8 twin-turbo capace con potenza da 500 a 600 CV e con un peso contenuto entro 1300 kg, la nuova supercar prevede anche una componente ibrida. Pur non avendo ancora un nome ufficiale, è stato brevettato “LFR” per indicare la continuità con la LFA.

24 febbraio 2025

Il re è nudo

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato quattro inchieste, contro BYD, Stellantis, Tesla e Volkswagen per presunte pratiche commerciali scorrette legate alle informazioni fornite sui veicoli elettrici.

C'è stato un tempo in cui il consumo era argomento di marketing, con la clientela che faceva davvero attenzione alle percorrenze. Oggi le auto (tradizionali) consumano assai di più di una volta, ma sembra nessuno ci faccia più caso. Il dato della percorrenza è però quanto mai centrale per le Bev, inutile spiegarne il perché. E sparare autonomie esagerate può motivare una scelta d'acquisto. 


Ma è proprio tutto oro quel che luccica? I dubbi ci sono, di qui le indagini, che si concentrano sull’autonomia dichiarata, sulla perdita di capacità delle batterie e sulle limitazioni della garanzia convenzionale, mirando a verificare il rispetto del Codice del Consumo e a garantire una comunicazione trasparente.
Un tema centrale riguarda la discrepanza tra l’autonomia teorica indicata e quella riscontrabile nell’uso quotidiano. Analogamente a quanto avviene per gli smartphone, la capacità dichiarata delle batterie risulta spesso generosa rispetto alla durata reale e al decadimento delle prestazioni nel tempo. Le aziende forniscono dati tecnici generici e talvolta contraddittori, senza specificare in maniera chiara quali fattori incidano sull’effettiva autonomia.


Tra i principali fattori che influenzano la percorrenza reale di un’auto elettrica si annoverano lo stile di guida, accelerazioni brusche e alte velocità aumentano infatti il consumo energetico; le condizioni climatiche, temperature estreme possono ridurre la capacità della batteria; l’uso di climatizzazione e riscaldamento, che comporta un incremento del consumo; la tipologia del percorso, la guida urbana, favorita dalla rigenerazione in frenata, tende a migliorare l’autonomia, mentre quella autostradale la riduce.
La mancanza di informazioni precise costringe i consumatori a basare le proprie scelte su dati teorici, che raramente riflettono l’esperienza reale. L’intervento dell’Antitrust evidenzia come una comunicazione chiara e dettagliata sia fondamentale per tutelare gli acquirenti, garantendo che le promesse tecniche non inducano in errore chi si affida a dati che non tengono conto delle variabili operative quotidiane.

21 febbraio 2025

Toyota, l'idrogeno e il Diesel

Una nuova generazione di fuel cell sviluppata dal marchio jap promette una durata paragonabile a un Diesel.

Fatto salvo che il Diesel rappresenta ancora la pietra di paragone (ditelo alla UE), Toyota ha annunciato lo sviluppo di un nuovo sistema a celle a combustibile, definite di terza generazione, la cui durata è appunto paragonabile a quella del riferimento di cui sopra, ovvero i motori a gasolio. Il sistema offre prestazioni migliorate, con maggiore efficienza fino al 20% e una significativa riduzione dei costi grazie a innovazioni nel design delle celle e nei processi produttivi. Oltre ai veicoli passeggeri, il nuovo sistema sarà adottato anche nei mezzi commerciali pesanti, con un lancio previsto dopo il 2026 nei mercati di Giappone, Europa, Nord America e Cina. 

Il sistema è stato presentato il 19 febbraio scorso all’H2 & FC EXPO di Tokyo. Toyota considera l’idrogeno una risorsa fondamentale per raggiungere la neutralità carbonica e, in collaborazione con numerosi partner, promuove iniziative volte a creare, trasportare, immagazzinare e utilizzare questo combustibile. Attualmente la vettura MIRAI a idrogeno è stata venduta in oltre 30 Paesi con circa 28.000 unità; dal 2019, inoltre, Toyota ha fornito 2.700 unità per autobus, ferrovie e generatori stazionari. 
Si tratta però di percentuali trascurabili rispetto al circolante, che di fatto rappresentano una sorta di prototipazione a carico di terzi.
Al di là delle caratteristiche della nuova generazione, la soluzione idrogeno si scontra con problemi di funzionamento e logistici non ancora risolti.

Le fuel cell, infatti, hanno il vulnus del lento adeguamento alla richiesta di potenza, che richiede necessariamente una batteria buffer per supplire alla necessità di accelerare rapidamente il veicolo; ciò causa ovviamente un aumento di peso.
C'è poi il problema della grande quantità di calore da smaltire, pur a minore temperatura, che richiede radiatori molto più grandi di quelli delle vetture tradizionali con problemi di ingombro, collocazione e rumore. Cui si aggiunge quello dello stoccaggio del gas sul'auto in bombole alla pressione di 700 bar, valore assai alto che determina oltre a problemi di sicurezza ingenti assorbimenti di energia per la compressione.
E infine la madre di tutti i problemi, quella rete dell'idrogeno attualmente inesistente e foriera di problemi tanto economici quanto di logistica.

Con la situazione geopolitica attuale, mi sembra poco probabile un accordo globale per lo sviluppo di un sistema energetico basato sull'idrogeno. E vorrei far notare che, per parlare di ambiente, non mi risulta che i carri armati abbiano un catalizzatore.


19 febbraio 2025

Sportive pure

L'ad Dodge Matt McAlear sostiene in un'intervista a Motor Trend esista un mercato per una halo entry-level, alla portata cioè del mass market.

Si tratta di un segmento raro e, in un certo senso, in via di estinzione: l’auto sportiva accessibile, ruolo in passato ricoperto da veicoli cult ma ormai scomparsi come Nissan 240SX, Toyota Celica e MR2.
Attualmente il modello più rispondente a questo concetto è la Mazda MX-5 Miata, roadster relativamente economica e universalmente acclamata; uniche concorrenti attuali, Subaru BRZ e Toyota GR86, pur non definibili tout court a basso prezzo.


Ci sono poi le quasi-auto anticonvenzionali di aziende come Polaris (la Slingshot) e Can-Am (la Spyder), che offrono forte carattere, presenza (sono veicoli concepiti esclusivamente per il divertimento) e, al contempo, più accessibili di una moto sportiva. McAlear lascia intendere che, sebbene sia improbabile che Dodge si lanci (o rilanci) nel segmento dei tricicli a tre ruote simili ad ATV, l’azienda potrebbe star coltivando al suo interno l’idea di un’auto davvero grezza, essenziale e pura.

La proposta si inserisce nell'ottica di occupare uno spazio bianco sul mercato, non semplicemente di produrre una muscle car concorrente di Corvette o Mustang. Realizzare quindi una sportiva che eviti costi e complessità di optional superflui e avanzate tecnologie di sicurezza, concentrandosi invece sull’equilibrio tra contenimento dei costi e prestazioni elevate.
Come potrebbe essere questa sportiva accessibile? Esaminando concept del passato, prodotti attuali e basandosi su alcune ipotesi ragionate, si delinea l’immagine di una roadster che richiami in parte l'essenza di Dodge Demon, Copperhead e Razor, con un frontale ispirato alla Hornet.


Il nuovo corso dell'amministrazione americana potrebbe incoraggiare questo mood, ma non dimentichiamo che Dodge fa parte di Stellantis, le cui difficoltà, specie in Usa, sono ben note.

18 febbraio 2025

Gioia virtuale?

Pur con l'affermazione delle Bev sempre più in forse, BMW si concentra su un software gestionale che rende le auto a batteria piacevoli da guidare.

Hearth of Joy, nome da cavalcata delle Valchirie per la black box che il marchio bavarese ha messo a punto, un dispositivo che ha il compito di preservare il piacere di guida che contraddistingueva (il passato è ahimè d'obbligo) i suoi modelli, evitando così l’esperienza anonima che la maggior parte dei veicoli di questo tipo restituisce.
Sviluppare internamente queste tecnologie non è una novità per BMW, ma è una scelta rara in un settore che spesso si affida a fornitori esterni per componenti elettroniche come le ECU, solitamente prodotte da aziende specializzate.
VDX, acronimo di Vision Driving Experience (altro termine altisonante) è il nome del prototipo sul quale la centralina è installata, vettura della quale BMW ha rivelato pochi dettagli, se non l'incredibile valore di coppia di 17.996 Nm e l'efficienza migliorata del 25% grazie alla frenata rigenerativa integrata.


Heart of Joy, cuore del sistema, è una centralina dieci volte più veloce rispetto alle ECU attualmente sul mercato. Uno degli aspetti chiave del suo sviluppo è stato il controllo della frenata e della stabilità. Il sistema può arrestare infatti completamente il veicolo mediante la frenata rigenerativa senza bisogno di toccare il pedale, garantendo così maggiore stabilità nella guida al limite. Grazie alla gestione indipendente di ogni ruota, poi, la rigenerazione dell'energia è più efficiente del 60%, migliorando anche la trazione.
Il computer centrale controlla quindi dinamica di guida, motore e gestione delle ruote, riducendo la latenza nei comandi e l'usura di freni e pneumatici, mentre la centralizzazione dell’hardware semplifica gli aggiornamenti software OTA. 

Tutto molto raffinato ed esclusivo; vedremo se avrà poi un vero futuro.

13 febbraio 2025

Pensiero laterale

Mercedes-Benz e lo statunitense JDS Development Group festeggiano l'avvio delle vendite della Tower 2 del Mercedes-Benz Places di Miami.

L'espansione di Mercedes-Benz nel settore immobiliare solleva numerosi interrogativi: si tratta di una naturale evoluzione del brand, capace di innovare e diversificare la propria offerta, oppure di una strategia di marketing rischiosa che potrebbe distogliere l'attenzione dal core business automobilistico?
Certo è che questo ingresso ufficiale segna per le finanze MB la mescolanza tra due settori chiave dell'economia e il passaggio di un gruppo sinora eminentemente automobilistico e legato alla produzione agli investimenti, per ora immobiliari, ma in potenza di qualunque tipo purché legati al mercato del lusso.
In un certo senso una scelta coerente con l'intenzione di spostarsi verso il mercato del'esclusività, ma anche un passo audace che, pur rafforzando l'immagine di lusso e innovazione, mette alla prova la coerenza del marchio in un mercato molto diverso da quello da cui è tradizionalmente noto.

Anyway, il 5 febbraio si è svolta l'apertura ufficiale della Sales Gallery, unitamente all'inaugurazione della prestigiosa Silver Arrow Lounge, la cui estetica è ispirata alle auto da corsa MB, uno spazio sul tetto riservato ai soli residenti dotato di piscina, solarium e un design ultramoderno realizzato con materiali esclusivi. 

Il futuro ci dirà se si tratta di un'avventura o una una scelta di campo.

12 febbraio 2025

La prima della new age

E' su strada la 00, prima auto del nuovo corso Jaguar, nell'ottica di  divenire marchio ultra-lusso e competere con Bentley e Rolls-Royce.

Il cambiamento avverrà con il lancio di tre veicoli elettrici destinati a una clientela esclusiva. Il primo modello debutterà alla fine del 2025 e sarà una gran turismo di grandi dimensioni ispirata alla concept Type 00 presentata alla Miami Art Week 2024. Il design segue la filosofia del fondatore William Lyons, “non copiare nulla”, pur mantenendo richiami alla tradizione Jaguar.


L'ambizione di competere con i più blasonati brand britannici risulta anche in una sorta di rispescaggio stilistico di un modello Daimler del 1931, la Double Six 40-50 prodotta dal 1931 al 1935. Daimler è il più antico marchio inglese (fu fondato nel 1896), nel 1960 è stato acquisito da Jaguar e fa parte ora del gruppo indiano Tata. Realizzata dalla Martin Walter Ltd per la star del cinema Anna Neagle, la Double Six mostrava un cofano anteriore smisurato, destinato a ospitare il V12 di 7 litri di cui era equipaggiata.


Pur con sbalzi meno pronunciati dell'antenata, i prototipi camuffati suggeriscono che il modello di serie sarà simile alla concept, ma con fari più convenzionali e l’aggiunta di un terzo stop. Altri dettagli visibili includono prese d’aria nella fascia anteriore, un cofano allungato e una porta di ricarica sul parafango anteriore lato guida.
Il veicolo sarà basato sulla piattaforma Jaguar Electric Architecture (JEA), capace di erogare fino a 1.000 CV e garantire un’autonomia EPA di circa 700 km. La ricarica rapida consentirà di aggiungere fino a 320 km in 15 minuti.
I nuovi modelli Jaguar avranno prezzi molto superiori a quelli attuali, con la Type 00 di serie attesa nel 2026 a oltre 150.000 euro. Dopo la gran turismo, seguiranno rapidamente un SUV di grandi dimensioni e una berlina, potenzialmente ancora più costosi.




Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...