04 maggio 2026

Sfida al vertice

Great Wall Motor punta al segmento supercar con un motore termico da 1.184 cavalli. Pechino ha capito, per le supercar l'elettrico non basta.

Al Beijing Auto Show 2026, Great Wall Motor, costruttore noto soprattutto per SUV e pick-up, ha annunciato qualcosa di inatteso, una supercar con motore V8 biturbo da 4,0 litri, sviluppata per competere direttamente con Ferrari. Il progetto si chiama GWM GF (Great Faith, grande fede), la presentazione pubblica è prevista per il 2027 e la potenza combinata della versione stradale potrebbe sfiorare i 1.184 cavalli. 
Non è un annuncio qualunque, ma una dichiarazione d'intenti che racconta molto più di una singola automobile.
Per guidare lo sviluppo della piattaforma, GWM ha ingaggiato infatti Adam Thomson, ex capo ingegnere del programma McLaren GT. Scelta che segnala ambizioni concrete, non esercizi di stile. Thomson ha dichiarato che il suo ruolo si è già esteso oltre la supercar, coprendo l'intera gamma di prodotti del gruppo. Il presidente Wei Jianjun è stato diretto: "Il progetto ha come riferimento Ferrari". Cinque anni di sviluppo alle spalle, un budget da grande industria, competenze europee importate.


C'è però un paradosso al cuore di questo progetto. Lo stesso presidente Wei ha ammesso che "Questa strategia V8 non è allineata con le tendenze attuali in Cina". Il Paese che domina la (pretesa) transizione elettrica globale, che produce la maggior parte delle auto a batteria del pianeta, sceglie deliberatamente il motore termico per il suo progetto di punta nel segmento lusso-prestazionale. 
Il motivo è strategico, GWM guarda ai mercati globali, non a quello domestico. La responsabile tecnica Nicole Wu ha citato esplicitamente il feedback ricevuto dall'Australia, dove GWM vende auto dal 2009, sostenendo che a Oz vale ancora il detto" No replacement for displacement". 
Un messaggio valido anche in Europa e, potenzialmente, negli Usa. 
La Cina ha mostrato di saper costruire Bev veloci (la Yangwang U9 Xtreme ha stabilito il record di velocità per auto di produzione, superando i 495 km/h), ma nel segmento di supercar e ipercar destinate ai collezionisti e agli appassionati veri l'elettrico fatica a costruire desiderio e identità di marca. Ferrari, Lamborghini, Porsche, il loro fascino passa ancora attraverso il suono, la meccanica, il rito del motore che sale di giri. GWM sembra averlo compreso e ha scelto di giocare su quel terreno. 


E il piano va oltre la strada. La piattaforma GF darà origine anche alla prima GT3 mai costruita da un'azienda cinese, con una potenza di circa 600 cavalli, in linea con i regolamenti di categoria. L'obiettivo è competere contro Porsche 911 GT3 R, Ferrari 296 GT3 Evo e Toyota GR GT3 nelle serie endurance internazionali. Se il programma andasse in porto, GWM diventerebbe il primo costruttore cinese a competere credibilmente sia nel mercato delle supercar sia nel motorsport globale. 
Restano però le incognite. GWM non ha mai prodotto una vettura ad alte prestazioni. Il mercato interno delle supercar da oltre un milione di yuan è marginale. E omologare un V8 ibrido secondo le normative europee sulle emissioni sarà una sfida tecnica non banale. Ma il solo fatto che un'azienda cinese stia assumendo ex ingegneri McLaren, sviluppando motori termici d'alta gamma e puntando al GT3, racconta una storia nuova sull'industria automobilistica di Pechino, che evolve dal concetto di volumi ed elettrico verso cultura motoristica, halo product, identità di marca globale.

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