Più che alla guida, i sistemi robotici sembrano utili per svolgere compiti strategici su larga scala. Un utilizzo intelligente e prezioso per l'ambiente.
Il concetto di guida autonoma è ancora tutto da standardizzare e definire in campo automotive, ma negli ultimi anni la tecnologia inerente si è allargata a settori diversi da quello puramente automobilistico; oggi si stanno diffondendo perciò macchine robotiche autonome progettate per compiti civici diversi dal delivery sperimentale.
Da robot terrestri per la pulizia di strade e spiagge a sistemi acquatici che raccolgono rifiuti nei porti, a soluzioni urbane autonome. Un esempio tra i più noti è BeBot, un robot elettrico semiautonomo in grado di setacciare la sabbia delle spiagge fino a 10 cm di profondità per rimuovere mozziconi, plastica e piccoli rifiuti che sfuggono alle pulizie manuali o meccaniche tradizionali. Azionato a batterie, può coprire circa 3.000 m² di spiaggia l’ora, migliorando la qualità del servizio pur con supervisione umana da remoto.
Nel settore acquatico, robot di superficie come WasteShark, sviluppato da RanMarine Technology, è progettato per operare in porti, canali e bacini d’acqua interna. Questo aquadrone a propulsione elettrica rimuove rifiuti galleggianti, biomassa o alghe catturate in una cesta centrale e può essere controllato da remoto o eseguire missioni predefinite. Con una capacità di carico significativa e autonomia di diverse ore, rappresenta una soluzione eco-friendly per la pulizia di superfici d’acqua e la raccolta di dati ambientali.
A complemento di questi sistemi robotici veri e propri, il Seabin Project propone un sistema automatizzato di raccolta dei rifiuti galleggianti. Si tratta di cassette dotate di una pompa che aspirano l’acqua superficiale catturando plastica, microplastiche, fibre e altro in sacchi rimovibili, e possono operare 24 ore su 24 nei pressi di moli, marine e yacht club. Non è un vero robot mobile, ma l'operatività continua lo rende strumento efficace per intercettare i rifiuti prima che raggiungano il mare aperto.
Oltre alle soluzioni ambientali, sviluppi nella robotica urbana includono spazzatrici stradali autonome, dotate di sensori LiDAR e controllo di flotte per la gestione in ambito smart-city, soluzioni già in uso sperimentale per grandi aree pubbliche. Ulteriori progetti di ricerca esplorano l'uso di robot capaci di riconoscere e raccogliere rifiuti su prati o marciapiedi tramite visione artificiale e navigazione intelligente.
Tutte queste tecnologie condividono l’obiettivo dell'automazione di compiti manuali ad alta intensità, con benefici ambientali e operativi, ma richiedono ancora integrazione con personale umano e infrastrutture per massimizzare impatto e affidabilità.
Rappresentano però un passo significativo verso città e spazi pubblici più puliti e gestiti grazie alla robotica e potranno giovarsi grandemente dell'uso dell'intelligenza artificiale.





















