La Casa nipponica riorganizza la strategia globale, partendo da un rapporto più pragmatico con Renault e un rilancio identitario.
Meno vincoli finanziari, più collaborazione mirata e una gamma che cambia volto a seconda dei mercati. Il nuovo corso di Nissan prende forma da una revisione profonda dell’alleanza con Renault. Nel 2025 i due gruppi hanno definito un framework agreement che allenta l’intreccio azionario e supera la logica dell’integrazione forzata, mantenendo però cooperazioni industriali selettive su piattaforme, produzione e sviluppo. L’obiettivo è chiaro, preservare le economie di scala indispensabili in un’industria sempre più costosa senza i vincoli strategici che in passato avevano rallentato il processo decisionale.
Su questa base industriale si innesta la visione del nuovo ad Ivan Espinosa, che ha sintetizzato il rilancio con il messaggio: “Nissan is back”. Il ritorno, però, non passa da una rivoluzione tecnica isolata, ma dal recupero del DNA storico del marchio come leva di differenziazione. Non retro design sistematico, ma richiami, Easter egg (l'introduzione di codici visivi leggibili da chi conosce la storia Nissan) e continuità stilistica capaci di collegare clienti storici e nuove generazioni.
La strategia si declina in modo diverso a seconda dei mercati. In Europa, Nissan punta con decisione su elettrificazione accessibile e produzione locale. Il ritorno della Micra come EV, la Leaf di terza generazione e l’evoluzione del sistema e-POWER su modelli chiave come Qashqai delineano una gamma pensata per accompagnare la transizione senza shock. Lo stabilimento di Sunderland (UK) resta centrale e potrebbe essere sfruttato anche in ottica di collaborazioni industriali più ampie.
Negli Stati Uniti un approccio più tradizionale, con Suv, pickup e ibridi. Il nuovo Xterra annunciato sotto i 40.000 dollari e l’ipotesi di un Pathfinder confermano una Nissan che oltreoceano privilegia robustezza e margini rispetto alla corsa al full-electric.
Ne emerge una Nissan a doppia anima, razionale e industriale sui modelli di volume, più emozionale su quelli d’immagine. Con un’alleanza con Renault meno ideologica e più funzionale, il marchio giapponese prova a tornare competitivo in un mercato globale sempre più affollato e polarizzato.




















