La Commissione europea predica la transizione green, ma i suoi stessi vertici sono i primi a non percorrerla fino in fondo.
Ursula von der Leyen viaggia abitualmente su un veicolo blindato tradizionale, ergo Ice e non elettrico,
scelta determinata ufficialmente per ragioni di sicurezza proprio dalla ridotta autonomia delle
Bev, ma non priva di ironia simbolica per chi guida tetragonamente la politica
climatica europea.
Dal 2022, però, i commissari sono tenuti a spostarsi su veicoli elettrici forniti e pagati dall'istituzione, ossia in quota anche da noi. A questo punto entra in gioco la burocrazia.
Il Protocollo n. 6 allegato al Trattato di Lisbona impone che le 12
sessioni plenarie annuali si tengano a Strasburgo, retaggio di una
decisione politica del 1952 legata alla simbolica franco-tedesca del
dopoguerra. Cambiarlo richiederebbe l'unanimità dei 27 Stati membri e la
Francia blocca ogni tentativo in tal senso da decenni.
Il costo di
questo inutile pendolarismo istituzionale è stimato in circa 114 milioni di euro
l'anno, oltre a un'impronta carbonica che stona con le ambizioni
climatiche della stessa istituzione. Peccato però che i pedolari europei non riescano a coprire i 440 chilometri che separano Bruxelles da Strasburgo senza una sosta di ricarica obbligata in Lussemburgo. Almeno una ventina di minuti in un'area di servizio, che trasformano già un viaggio di cinque ore in qualcosa di ancora più lungo, anche perché spesso gli autisti sono costretti a rallentare per non consumare troppo. Lo hanno riferito a Politico funzionari di ben otto gabinetti di commissari.
In ogni caso, la flotta conta 128 veicoli, ma non esiste un dato uffuiciale sul loro costo. I bandi di acquisto della Commissione vengono gestiti dall'OIB (Office for Infrastructure and Logistics in Brussels), ma i contratti specifici per i veicoli dei commissari non sono pubblicati in modo consultabile nelle ricerche disponibili. Si tratta comunque di veicoli di fascia premuim, il cui prezzo unitario pubblico si colloca ampiamente sopra i 100.000 euro, anche se non è noto il valore applicato in trattativa.
Il quadro finale è quello di un'Europa che impone ai commissari auto elettriche inadeguate per viaggi che non dovrebbero nemmeno essere necessari, mentre la sua presidente viaggia blindata su un termico. Specchio di quanto unilaterale sia il diktat verso i cittadini europei.













