Pur con l'affermazione delle Bev sempre più in forse, BMW si concentra su un software gestionale che rende le auto a batteria piacevoli da guidare.
Hearth of Joy, nome da cavalcata delle Valchirie per la black box che il marchio bavarese ha messo a punto, un dispositivo che ha il compito di preservare il piacere di guida che contraddistingueva (il passato è ahimè d'obbligo)
i suoi modelli, evitando così l’esperienza anonima che la maggior parte dei veicoli di questo tipo restituisce.
Sviluppare internamente queste tecnologie non è una novità per BMW, ma è
una scelta rara in un settore che spesso si affida a fornitori esterni
per componenti elettroniche come le ECU, solitamente prodotte da aziende specializzate.
VDX, acronimo di Vision Driving Experience (altro termine altisonante) è il nome del prototipo sul quale la centralina è installata, vettura della quale BMW ha rivelato pochi dettagli, se non l'incredibile valore di coppia di 17.996 Nm e l'efficienza migliorata del 25% grazie alla frenata rigenerativa integrata.
Heart of Joy, cuore del sistema, è una centralina dieci volte più veloce rispetto alle ECU attualmente sul mercato. Uno degli aspetti chiave del suo sviluppo è stato il controllo della frenata e della stabilità. Il sistema può arrestare infatti completamente il veicolo mediante la frenata rigenerativa senza bisogno di toccare il pedale, garantendo così maggiore stabilità nella guida al limite. Grazie alla gestione indipendente di ogni ruota, poi, la rigenerazione dell'energia è più efficiente del 60%, migliorando anche la trazione.
Il computer centrale controlla quindi dinamica di guida, motore e gestione delle ruote, riducendo la latenza nei comandi e l'usura di freni e pneumatici, mentre la centralizzazione dell’hardware semplifica gli aggiornamenti software OTA.
Tutto molto raffinato ed esclusivo; vedremo se avrà poi un vero futuro.


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