L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato quattro inchieste, contro BYD, Stellantis,
Tesla e Volkswagen per presunte pratiche commerciali scorrette legate
alle informazioni fornite sui veicoli elettrici.
C'è stato un tempo in cui il consumo era argomento di marketing, con la clientela che faceva davvero attenzione alle percorrenze. Oggi le auto (tradizionali) consumano assai di più di una volta, ma sembra nessuno ci faccia più caso. Il dato della percorrenza è però quanto mai centrale per le Bev, inutile spiegarne il perché. E sparare autonomie esagerate può motivare una scelta d'acquisto.
Ma è proprio tutto oro quel che luccica? I dubbi ci sono, di qui le indagini, che si concentrano sull’autonomia dichiarata, sulla perdita di capacità delle batterie e sulle limitazioni della garanzia convenzionale, mirando a verificare il rispetto del Codice del Consumo e a garantire una comunicazione trasparente.
Un tema centrale riguarda la discrepanza tra l’autonomia teorica indicata e quella riscontrabile nell’uso quotidiano. Analogamente a quanto avviene per gli smartphone, la capacità dichiarata delle batterie risulta spesso generosa rispetto alla durata reale e al decadimento delle prestazioni nel tempo. Le aziende forniscono dati tecnici generici e talvolta contraddittori, senza specificare in maniera chiara quali fattori incidano sull’effettiva autonomia.
Tra i principali fattori che influenzano la percorrenza reale di un’auto elettrica si annoverano lo stile di guida, accelerazioni brusche e alte velocità aumentano infatti il consumo energetico; le condizioni climatiche, temperature estreme possono ridurre la capacità della batteria; l’uso di climatizzazione e riscaldamento, che comporta un incremento del consumo; la tipologia del percorso, la guida urbana, favorita dalla rigenerazione in frenata, tende a migliorare l’autonomia, mentre quella autostradale la riduce.
La mancanza di informazioni precise costringe i consumatori a basare le proprie scelte su dati teorici, che raramente riflettono l’esperienza reale. L’intervento dell’Antitrust evidenzia come una comunicazione chiara e dettagliata sia fondamentale per tutelare gli acquirenti, garantendo che le promesse tecniche non inducano in errore chi si affida a dati che non tengono conto delle variabili operative quotidiane.



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