In Nepal sono stati messi al bando i voli turistici in elicottero nel parco nazionale del Sagarmatha, ove si trova l'Everest.
C'è una sorta di vicinanza ideale tra l'Italia e il Nepal, che riguarda il fenomeno dell'overtourism. E se da noi sono principalmente le città ad essere assediate dai molti turisti in visita, nello Stato himalayano quelli sotto pressione sono i parchi nazionali, principalmente quello di Sagarmatha, che ospita la catena montuosa più alta del mondo e in particolare la montagna maggiormente oggetto del desiderio, l'Everest.
Si è già cercato di mettere un freno all'eccesso di presenza imponendo una tassa di 11.000 dollari per accedere al campo base dell'Everest, ma ciò riguarda gli scalatori, che possono arrivare a spendere anche 100.000 $ per il costo di spedizione complessivo.
Ci sono però anche turisti meno avventurosi e preparati (ma egualmente danarosi) che si accontentano di un tour in elicottero, presenza tuttavia assai più cospicua di quella degli alpinisti.
E proprio su di loro si è abbattuto il divieto dei voli turistici in elicottero entrato in vigore dal 1° gennaio.
Le autorità locali, compreso il governo del Nepal, rivendicano il controllo dello spazio aereo sopra la zona, sollevando dubbi sul futuro del turismo di lusso nel Paese. Il parco nazionale del Sagarmatha ha emesso direttive per vietare i voli commerciali, ma l’autorità per l’aviazione civile ha dichiarato che il parco non ha basi legali per imporre tale divieto. Anche il comune rurale di Khumbu Pasang Lhamu si è opposto ai voli, avvisando le agenzie turistiche di non vendere pacchetti che li includano.
Il problema principale riguarda l’inquinamento acustico che disturba fauna e abitanti. Gli animali sono spinti a lasciare i loro habitat e gli incidenti aumentano. Il parco, patrimonio UNESCO dal 1979, ha incaricato l’esercito e gruppi locali di monitorare il divieto. Tuttavia, il settore turistico teme che il blocco danneggi gravemente l’industria, ancora in ripresa dopo il Covid.
L'eccessiva presenza di mezzi aerei riguarda anche i voli di emergenza, che aumentano proporzionalmente ai ricconi che vogliono affrontare la scalata disponendo più che della preparazione necessaria, del mero denaro e le autorità locali chiedono anche qui regole più rigide. Il governo centrale non ha però ancora preso una posizione chiara.

















