22 gennaio 2025

Chi paga le scelte della politica

Influire sulla dinamica dei prezzi con dikat e prese di posizione autoritarie è difficile. Tra Usa e UE i fini sono diversi, ma gli effetti gli stessi.

Se le intenzioni di Trump sono di far crescere la ricchezza del Paese, bisogna domandarsi della ricchezza di chi parli. Sì, perché a dispetto delle dichiarazioni d'intenti, l'applicazione dei dazi finirà per avere l'unica ricaduta di far salire i prezzi al consumo e, nello specifico, quello di listino delle automobili in vendita sul mercato Usa.
Un po' come il ciclone verde nella UE, che per ora ha avuto l'unico effetto concreto di far lievitare i listini al di là delle capacità di acquisto dei singoli.
Siamo alle solite insomma, la scelte della politica le pagano i consumatori.


Gli aggravi del 25% sull'importazione delle vetture provenienti da Canada e Messico proposti dal presidente potrebbero infatti influire pesantemente sul listino, portando ad aumenti tra 3.000 e 10.000 dollari, secondo studi come quello commissionato da Kelley Blue Book.
Molte auto, tra cui ad esempio Toyota RAV4 e la Honda CR-V, sono costruite in Canada, molte altre in Messico, per non contare pezzi e componenti, ugualmente colpiti dai dazi, che provengono da oltre confine come parte della produzione di veicoli.
Alla fine della catena economica, dunque, saranno i consumatori e non i produttori a pagare prezzi più alti a causa dei dazi, dato che le aziende trasferiranno semplicemente il costo alla clientela. Ma attenzione, c'è anche il capitolo energia. Il sovrapprezzo potrebbe essere applicato pure al petrolio canadese e ciò significa prezzi più alti al distributore, argomento sul quale le masse yankee sono sempre molto sensibili.


Mary Barra (ad GM) e Jim Farley (ad Ford) hanno già parlato con Trump della questione ed è anche possibile, almeno all'inizio, che le Case possano assorbire i costi aumentati. Ma non c'è da aspettarsi che duri nel tempo.
Nel frattempo l'inflazione ha già fatto salire il prezzo medio di transazione sul nuovo a poco sotto i 50.000 dollari in autunno. Per una volta meglio il nostro Paese, dove l'indicatore si colloca a 30.000 euro, ma le nostre remunerazioni sono parecchio inferiori a quelle Usa.
E non dimentichiamoci che gran parte delle auto in vendita oggi a caro prezzo sono sostanzialmente le stesse del 2021, ma a prezzo raddoppiato. Solo ritocchi e nessuno sulla core technology, ma tanta scena con elettronica a basso costo.


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