03 aprile 2025

E-Ray al debutto

Grazie al gruppo Cavauto di Monza, debutta in Italia la Chevrolet Corvette C8 in versione E-Ray, ibrida e 4WD.

I dazi americani verso la UE sono appena entrati in vigore, ma occorre ricordare che sono proprio i costruttori Usa i primi ad avere contraccolpi economici per questa iniziativa presidenziale, sulla quale hanno peraltro già espresso contrarietà e dubbi.
In ogni Caso la Chevrolet Corvette non ha colpe per tale situazione e resta in questa sua versione C8 a motore centrale una supercar attraente e tecnologica, con una gamma che impiega sia il collaudato motore 6.2 aspirato quanto il più recente da 5,5 litri

Ma è la più recente versione ibrida E-Ray che debutta oggi in Italia grazie al Gruppo CAVAUTO, unico distributore con mandato da Hedin Sport Car, che gestisce le importazioni sul mercato europeo. Questo modello segna una svolta nella leggendaria storia della Corvette, combinando la tradizionale anima da supercar americana con la tecnologia ibrida. È infatti la prima Corvette a trazione integrale elettrificata (eAWD), frutto dell’abbinamento tra il collaudato motore small-block V8 LT2 da 6,2 litri da 482 CV e 637 Nm e un motore elettrico anteriore da 161 CV e 195 Nm, per una potenza combinata di 643 CV. Il cambio è un Tremec a doppia frizione con 8 rapporti, che agisce sulle ruote posteriori per il tramite di un differenziale a controllo elettronico. L’accelerazione da 0 a 100 km/h si copre in 2,9 secondi, rendendola la Corvette più scattante mai prodotta, la Vmax supera i 300 km/h.

La E-Ray è disponibile nelle versioni Coupé e Convertible: la Coupé, dotata di tettuccio rigido rimovibile, e la Convertible, che offre un hardtop retrattile elettrico in grado di aprirsi e chiudersi in 16 secondi, anche in movimento fino a 50 km/h. Interessante notare che la scocca per entrambe le versioni è stata sviluppata in versione cabrio, senza contare perciò sulla maggiore rigidezza dovuta al tetto, cui sopperisce un irrobustimento nella parte inferiore. Ciò garantisce perciò anche alla versione scoperta la medesima rigidità torsionale.
Il sistema eAWD garantisce trazione su tutte le ruote, migliorando stabilità e aderenza in ogni condizione. Il motore elettrico, compatto e posizionato sull’asse anteriore, lavora fino a 240 km/h, alimentato da una batteria al litio da 1,9 kWh che permette di muovere la vettura a emissioni zero fino a 70 km/h per una decina di km.


Le modalità di guida sono personalizzabili: Normal, Stealth, per emissioni zero in ambito urbano, Shuttle per la guida in ambienti ristretti e Charge+ per ottimizzare la carica. L’impianto di sospensioni Magnetic Ride Control 4.0 effettua fino a 1.000 aggiustamenti al secondo e il Front Lift System™ permette di superare ostacoli cittadini sollevando la parte anteriore di 5 cm in meno di 3 s. Può poi memorizzare la posizione degli ostacoli mediante il Gps, in modo da ricordare la loro posizione e agire autonomamente.
All’interno l'abitacolo high-tech, futuristico e raccolto attorno al pilota, con un display digitale da 12” e un sistema infotainment Chevrolet4 touchscreen da 8”, integrato con Apple CarPlay e Android Auto. Sedili sportivi in pelle premium e finiture in fibra di carbonio.

I prezzi partivano ieri da 174.900 Euro per la versione Coupé e 181.900 Euro per la Convertible, IVA inclusa, con garanzia di 3 anni o 100.000 km.
Vedremo di quanto varieranno alla luce delle contromisure ai dazi messe in opera dalla UE.

01 aprile 2025

Svolte autoritarie

Imporre sembra la modalità sempre più diffusa, di qua e di là dell'Atlantico. Oggi tocca alle auto, ma domani?

Che la democrazia sia ormai globalmente sotto attacco è palese e ne vediamo il segno giorno dopo giorno, a partire dalle esigenze di accentramento determinate da conflitti economici e militari per giungere alle abitudini quotidiane dei cittadini, sempre più stretti nella morsa di obblighi e divieti.
Ed è altrettanto indubbio che negli Stati Uniti sia in corso un mutamento che in brevissimo tempo li sta portando ad assomigliare sempre più a una dittatura, le cui sfaccettature dipendono dagli umori di chi siede sugli scranni.

Il caso.
La Virginia è considerata uno degli Stati meno favorevoli per gli appassionati della guida, con limiti di velocità tra i più bassi degli States e soglie rigide per la definizione legale di guida spericolata. Ora però una proposta di legge introduce un'alternativa alle sanzioni tradizionali, quali sospensione della patente o carcere: i conducenti condannati per reckless driving (guida spericolata) o che superano le 100 mph (circa 160 km/h) potrebbero essere obbligati a installare nei loro veicoli un sistema che rende impossibile superare il limite di velocità, la cui manomissione sarebbe considerata un reato.
Il programma, denominato ISA, Intelligence Support Activity, si basa su tecnologie già comuni nei veicoli moderni, come il riconoscimento dei segnali stradali e il controllo adattivo della velocità, ma con una differenza fondamentale: il limite imposto non è regolabile dal conducente. In altre parole, il sistema agisce come un controllo automatico della velocità basato sulla posizione geografica.

La proposta ha ricevuto modifiche che hanno eliminato le pene detentive da due a sei mesi originariamente previste, lasciando ai tribunali la decisione sulla durata dell'uso del limitatore e la legge, se approvata, dovrebbe entrare in vigore a luglio 2026. Manca tuttavia chiarezza sui criteri per decidere chi debba installare il limitatore o subire invece la sospensione della patente. Inoltre, si teme che questa tecnologia possa essere estesa a tutti i nuovi veicoli in futuro; altri stati americani, come Washington e Maryland, stanno infatti considerando leggi simili, mentre in California, una proposta simile è stata respinta dal governatore lo scorso anno.

Auto nel mirino, dunque, nell'ottica generale di una sorta di bisogno di individuare colpevoli ad ampio spettro. Colpevoli che devono diventare obbedienti e rispettosi.
E la Ue non è così lontana da questi criteri.

29 marzo 2025

La Panda new age

Un'auto che si rifa al design delle origini, ma con un corpo maggiorato che la rende adatta alla mobilità familiare e cittadina.

Non avevo ancora visto dal vero la nuova Fiat Grande Panda e l'occasione è capitata ieri sera presso la concessionaria G. Villa S.r.l. di Monza, in occasione della presentazione del nuovo spazio espositivo dedicato al marchio.

Progettata presso il Centro Stile di Torino, la vettura mostra un aspetto solido, combinato con un design vagamente rétro unito a richiami Suv. Sviluppata sulla Smart Car Platform di Stellantis, l'auto è disponibile in due motorizzazioni: una versione mild hybrid con motore turbo 1.2 litri da 110 CV con cambio a doppia frizione, abbinato a un sistema 48V, e una versione elettrica dotata di una batteria da 44 kWh capace di offrire un’autonomia WLTP di circa 320 km.
L'interno è ben strutturato e piacevole, con una plancia dove spicca l'elemento rettangolare con i lati arrotondati; analoga forma è riservata al pannello che include il quadro strumenti digitale da 10 " e lo schermo dell'infotainment da 10,25.


Dal punto di vista estetico non ha certo la forza della Panda di Giugiaro, ma si distingue per linee essenziali e dinamiche, arricchite da particolari di richiamo come i LED PXL, il cavo di ricarica integrato frontale (anche per l'ibrida) che si aggiunge allo sportellino posteriore e l’uso di materiali sostenibili come componenti riciclati da cartoni per bevande e il tessuto BAMBOX Bamboo Fiber Tex® per la plancia.
L'offerta parte da 16.950 € per l'ibrida e 22.950 € per l'elettrica.

28 marzo 2025

La caduta

Le scelte della dirigenza ricadono sulle vendite. Questo in soldoni l'esito ultimo delle esternazioni politiche di Musk, che minano ormai pesantemente il futuro di Tesla.

Nell'ultimo periodo Tesla è passata da simbolo di innovazione e sostenibilità a marchio sempre più in crisi, minacciato non tanto da problemi tecnici o di produzione, quanto dalle scelte politiche del suo a.d., Elon Musk. La situazione attuale, come evidenziato da vari articoli e studi, è il risultato di un’inaspettata svolta: Musk ha intrapreso un percorso di coinvolgimento diretto nella politica statunitense, arrivando a dirigere iniziative governative come il DOGE, Department of Government Efficiency. Tale scelta ha fatto sì che Musk non solo alterasse il tradizionale rapporto tra imprenditore e potere politico, ma anche che Tesla venisse percepita come uno strumento per implementare misure drastiche (e spesso impopolari) come tagli al settore pubblico Usa. 

Il risultato è un’erosione della fiducia nei confronti del brand, tale da spingere alcuni clienti americani a vendere le proprie auto addirittura a prezzo di risulta, nel tentativo di dissociarsi dall’immagine negativa del marchio che si sta consolidando. I consumatori, un tempo attratti da Tesla per la sua aura di impegno ambientale e tecnologico, ora si trovano di fronte a un dilemma morale: continuare a sostenere un’azienda il cui volto è ormai indissolubilmente legato a scelte politiche controverse oppure optare per alternative che, pur offrendo tecnologie simili, non sono coinvolte in tali dinamiche.


In Europa, dove la memoria storica e il sentimento anti-autoritario sono particolarmente forti, le conseguenze sono ancor più evidenti. Studi recenti hanno rilevato un calo significativo delle vendite e una crescente insoddisfazione dei clienti, con proteste pubbliche che si sono trasformate in vere e proprie campagne di boicottaggio. I danni all’immagine del marchio Tesla si stanno traducendo in un deprezzamento delle vetture usate e in un’erosione della fidelizzazione della clientela, tanto che addirittura alcuni investitori hanno chiesto il distacco di Musk dalla guida dell’azienda.

Questo fenomeno rappresenta un esempio lampante di come la personalità e le scelte di un leader possano incidere direttamente sul valore di un brand. In un’epoca in cui l’immagine e la reputazione giocano un ruolo fondamentale nelle decisioni d’acquisto, il caso Tesla sottolinea come il confine tra politica e business sia ormai sempre più sottile. Se da un lato l’innovazione tecnologica e la spinta verso un futuro sostenibile hanno reso Tesla pioniera nel settore delle auto elettriche, dall’altro le scelte politiche di Musk rischiano di compromettere non solo il successo commerciale dell’azienda, ma anche la sua capacità di ispirare fiducia e credibilità in un mercato sempre più competitivo. La sfida per Tesla sarà quella di riconciliare il proprio passato da leader dell’innovazione con la necessità di mantenere un’immagine neutra e affidabile agli occhi dei consumatori, evitando che le dinamiche politiche diventino l’elemento dominante della sua identità. 

25 marzo 2025

Contrordine

Basta con i V8, d'ora in poi solo elettriche, al massimo un 6 in linea. Come non detto, riprendiamo a costruire gli 8 cilindri. Stellantis annaspa nelle decisioni sul mercato Usa.

Con il debutto della Dodge Daytona EV Stellantis aveva decretato la fine dei V8 su una delle due ultime muscle car yankee (l'altra è la Ford Mustang), lasciando aperta solo una porticina con il 6L biturbo Hurricane. Il mercato americano è abituato a obbedire ai cambiamenti imposti dall'alto, ma nel caso del passaggio alle elettriche le cose non vanno e pare non andranno anche in futuro come il marketing aveva previsto.
Non è una débacle come quella europea, ma sicuramente le Bev non mostrano la tendenza a divenire la base della motorizzazione continentale americana, specie sulle auto prestazionali, e ciò fa sì che ci siano decisioni da prendere e in fretta.

Così, in una presentazione interna a Stellantis è stato confermato il ritorno del V8 Hemi da 5,7 litri, inizialmente sul Ram 1500. Per il modello 2025 il pickup era passato esclusivamente a motori a sei cilindri, ma ora si prevede il rientro del V8. Sempre secondo la fonte interna, altri motori Hemi, come il 6.4 392 e il 6.2 Hellcat compressore, torneranno a essere disponibili dopo un anno di assenza, non solo per i truck, ma anche per la nuova Dodge Charger, lanciata l'anno scorso in versione elettrica Daytona.

Fonti anonime di MoparInsiders hanno riferito che la produzione degli Hemi riprenderà ad agosto allo stabilimento Dundee Engine Plant nel Michigan. Secondo le informazioni, la Charger V8 potrebbe essere lanciata il prossimo anno, dopo il modello EV, già in vendita, e i modelli Sixpack a sei cilindri in arrivo questa estate.
Un portavoce Ram ha definito la notizia “una pura speculazione” e Stellantis non ha ancora confermato ufficialmente il ritorno degli Hemi, ma i rumors paiono assai credibili e si prevede che il ritorno degli Hemi possa interessare anche altri modelli, come la Jeep Wrangler Rubicon 392, oltre a possibili estensioni a Grand Cherokee, Grand Wagoneer e la prossima generazione di Dodge Durango.

24 marzo 2025

Terrorismo interno

Così Trump ha definito gli atti vandalici verso le vetture Tesla. E minaccia di deportare i responsabili in Salvador.

Sappiamo quanto Elon Musk sia legato a Trump, avendo finanziato la sua campagna presidenziale per quasi 300 milioni di dollari; sappiamo anche che guida il cosiddetto Dipartimento per l’Efficienza del Governo (DOGE), che si è incaricato di tagliare le spese federali. Ma le sue recenti sortite hanno creato molta ostilità nei suoi confronti, che viene espressa materialmente con atti di vandalismo verso le Tesla parcheggiate.

C'è da aspettarsi dunque che in un sistema all'insegna del denaro come gli States il presidente difenda gli interessi di un sostenitore, ma in questo caso lo ha fatto con toni particolarmente aggressivi: ha suggerito infatti di mandare i colpevoli nelle prigioni di El Salvador.
«Non vedo l’ora di vedere quei malati terroristi ottenere condanne a 20 anni di carcere per quello che stanno facendo a Elon Musk e a Tesla», ha scritto Trump. «Forse potrebbero scontare la pena nelle prigioni di El Salvador, che recentemente sono diventate famose per le loro condizioni così piacevoli!» 


Trump ha sostenuto ci siano persone che stanno boicottando illegalmente e collusivamente il produttore di veicoli elettrici e il procuratore generale Pam Bondi ha recentemente addebitato reati federali ad almeno tre sospetti per attacchi contro vetture Tesla, reati che se classificati come terrorismo prevedono una pena di vent’anni di detenzione.
Che un presidente usi un linguaggio simile a protezione di una società guidata da un uomo che è un importante donatore politico è indice di una pericolosa svolta autoritaria del governo Usa, che la dice lunga su quanto ci si possa attendere in futuro da questa amministrazione. 

Successivamente, Trump ha trasformato la Casa Bianca in una concessionaria Tesla per alcune ore, ha trascorso del tempo ad esaminare vari modelli Tesla e pare ne abbia scelto uno.
Peccato però non possa e non potrà mai guidarlo. Questo perché il presidente Usa, una volta giurato, rinuncia ai privilegi di guida per il resto della vita, anche dopo aver lasciato l'incarico.

21 marzo 2025

Un nuovo Karma

La società ora cinese presenta la Amaris, nuova ibrida che mostra però il consueto passo lungo delle Karma, di vaga ispirazione Ferrari.

Karma Automotive ha percorso una notevole evoluzione dal 2016, dopo il fallimento della Fisker e l’acquisizione da parte dei cinesi di Wanxiang. La società ha rilanciato il marchio con la berlina Revero, ibrida dotata di batterie al litio da 21,4 kWh della potenza di 543 CV, con autonomia complessiva di 480 km.

Il lancio della coupé elettrica Kaveya, inizialmente previsto per il 2026, è stato rinviato al 2027 in risposta alle mutate dinamiche di mercato nel segmento di lusso, così ieri la società ha svelato la nuova coupé ibrida plug-in Amaris durante il primo evento Create Karma a Irvine, California. La Amaris, che uscirà sul mercato nel tardo 2026, colmerà quindi il vuoto lasciato dal rinvio della Kaveya, mentre è attesa anche una SUV elettrica, denominata Ivara, sempre nel 2027.
 

A differenza della Kaveya, basata su una nuova piattaforma EV in grado di erogare oltre 1.000 CV, la Amaris sfrutterà una versione modificata della attuale piattaforma della Revero, accelerandone così lo sviluppo. Il range extender è basato ora su un 4 cilindri turbo e la vettura promette accelerazioni 0-100 in circa 3,5 secondi, con una velocità massima di 265 km/h. 

Prezzi e inizio consegne restino ancora da definire.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...