La società ora cinese presenta la Amaris, nuova ibrida che mostra però il consueto passo lungo delle Karma, di vaga ispirazione Ferrari.
Karma Automotive ha percorso una notevole evoluzione dal 2016, dopo il fallimento della Fisker e l’acquisizione da parte dei cinesi di Wanxiang. La società ha rilanciato il marchio con la berlina Revero, ibrida dotata di batterie al litio da 21,4 kWh della potenza di 543 CV, con autonomia complessiva di 480 km.
Il lancio della coupé elettrica Kaveya, inizialmente previsto per il 2026, è stato rinviato al 2027 in risposta alle mutate dinamiche di mercato nel segmento di lusso, così ieri la società ha svelato la nuova coupé ibrida plug-in Amaris durante il primo evento Create Karma a Irvine, California. La Amaris, che uscirà sul mercato nel tardo 2026, colmerà quindi il vuoto lasciato dal rinvio della Kaveya, mentre è attesa anche una SUV elettrica, denominata Ivara, sempre nel 2027.A differenza della Kaveya, basata su una nuova piattaforma EV in grado di erogare oltre 1.000 CV, la Amaris sfrutterà una versione modificata della attuale piattaforma della Revero, accelerandone così lo sviluppo. Il range extender è basato ora su un 4 cilindri turbo e la vettura promette accelerazioni 0-100 in circa 3,5 secondi, con una velocità massima di 265 km/h.
Prezzi e inizio consegne restino ancora da definire.



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