13 dicembre 2013
GM: bye bye PSA
Ve lo ricordate l'accordo tra GM e gruppo PSA (Peugeot-Citroën) del febbraio 2012? In soldoni PSA varò un aumento di capitale di 1 miliardo di euro contemporaneamente all'acquisto da parte di GM del 7% delle quote azionarie del gruppo francese, diventando così il secondo gruppo di controllo dopo la famiglia Peugeot. Si parlava di sviluppi comuni, di nuove piattaforme condivisibili, di sinergie sul mercato europeo.Ma tutto cambia, come mostra la nomina di Mary Barra a nuovo ceo GM. E forse il fatto che l'accordo fosse stato firmato da Dan Akerman la dice lunga. Comunque GM vende la sua quota di PSA, dato che, secondo il viecpresidente Steve Girsky, "L'acquisto fu fatto per aiutare PSA a reperire sul mercato i fondi per l'aumento di capitale e ora quel tipo di supporto non serve più". Dobbiamo credergli? Mah, bisogna valutare le (abituali) dichiarazioni di continuità (l'alleanza rimane forte, ci saranno programmi per veicoli comuni, sinergie sul mercato europeo) con la recentissima decisione di ritirare Chevrolet dal Vecchio Continente. Comunque per ora i piani dellla prossima piccola crossover e dei veicoli commerciali comuni vanno avanti.
Lego Blues Brothers
Visto che siamo in periodo natalizio, oggi andiamo di Lego. Sì, perchè questo video è la copia esatta della scena del centro commerciale di Blues Brothers ottenuta con scatti singoli tramite i mitici mattoncini. Non ci credete? Date un occhiata al secondo, video, nel quale sono paragonate l'azione filmica originale con quella realizzata con i Lego. E' praticamente perfetta, un capolavoro di pazienza da cartoonist e di originalità. Eh, se facessero anche le automobili con la stessa cura...
11 dicembre 2013
Una concept rivoluzionaria
Visto che siamo sul pezzo idrogeno... La Hyundai ha annunciato che al prossimo salone di Ginevra, a Marzo 2014, presenterà un'auto alimentata, appunto a idrogeno. La vettura si chiama Intrado Concept e per ora c'è soltanto un disegno a rappresentarla. Impiegherà comunque una struttura ultraleggera in materiali compositi con la particolarità di un innovativo sistema di collegamento tra le parti, tanto avanzato che nelle dichiarazioni della Casa si annuncia potrebbe rivoluzionare il modo di costruire le auto nel prossimo futuro. Un concentrato di innovazione, dunque, visto che anche la fuel cell di cui è dotata deriva sì da quella dell'attuale Tucson a idrogeno, ma è più compatta e leggera e in pratica incarna quella che sarà la prossima generazione di questi dispositivi made in Corea. Per vedere la Intrado su strada non dovremo però aspettare molto: dalla prossima primavera è previsto che alcune vetture saranno impiegate per dei long term test in California.
Le poste francesi innovano
In Francia sono avanti, tanto che persino le poste possono darci dei punti. E' il caso di una regione, la Franche Comté, quella attorno a Besançon, dove il servizio pubblico ha deciso di sperimentare degli innovativi range extender (generatori di corrente imbarcati, in pratica) per i propri veicoli elettrici. Grazie a un accordo con la società Symbio FCell, infatti, le poste hanno acquistato alcuni Kangoo Z.E. modificati con l'aggiunta di fuel cell che ne aumentano l'autonomia. Il sistema impiega le celle prodotte dalla Symbio FCell, unità da 5 kW che possono essere accoppiate sino a un numero di 4 per aumentare la potenza; sul Kangoo è installata la ALP5, l'unità base, e grazie ad essa l'autonomia raddoppia rispetto ai 160 km (teorici) garantiti dalle batterie, raggiungendo i 320 km (vera la parte a gas). Il consumo di idrogeno per la generazione di energia elettrica, contentuto in una bombola da 38 litri collocata in posizione posteriore sotto la scocca, è di 1.5 litri all'ora, ma il gas viene usato anche per il riscaldamento o la climatizzazione del veicolo. Unico problema il rifornimento, che dev'essere effettuato presso aziende specializzate, anche perché la pressione di lavoro della bombola arriva a ben 700 bar. Non vorrei proprio essere tamponato, ma si tratta comunque di un esperimento interessante, anche perchè il range extender occupa un decimo del volume delle batterie che garantirebbero la stessa autonomia.
Kawa rilancia con il turbo
Probabilmente lo saprete già, ma la Kawasaki, quella che noi conosciamo nella veste a due ruote è solo la piccola branca di un grande gruppo industriale che costruisce petroliere e aerei e gioca un ruolo di primo piano sul mercato giapponese. Dato che tra i suoi skill Kawasaki annovera anche quello della costruzione di motori a turbina, si dà per scontata una certa confidenza con i motori turbo. Così, a vent'anni dalla GPz 750 Turbo, l'azienda di Kobe ripropone un motore sovralimentato destinato ai motocicli. E' un 4 cilindri di cubatura ignota ma che, traslando l'esperienza delle auto, dovrebbe stare attorno al mezzo litro, dato che con il turbo è ragionevole adottare il downsizing. Questa Kawa turbo del terzo millennio, però, contrariamente alle vecchie edizioni alla ricera del massimo in termini di potenza, dovrebbe privilegiare piuttosto erogazione e riduzione di inquinanti e consumo. Alla Kawasaki sono piuttosto criptici sul prodotto; attendiamo perciò altre info. Mi sorge però una considerazione. Dato che il principale effetto del turbo è quello di aumentare la coppia, dubito che su una due ruote si possa andare oltre i già elevati valori dei motori aspirati attuali, se non altro per l'impossibilità di metterli a terra. Beh, però anche quando presentarono le 500 Mach III tutti erano scettici.
Lei guida da sola
Rinspeed è forse il più eclettico dei piccoli costruttori; per di più è pure svizzero. Nessuna meraviglia quindi che abbia sposato con entusiasmo il new deal dell'autonomous driving, vale a dire quello che per me è una nemesi ma che per un cittadino del Paese che maggiormente ostacola la circolazione al mondo dev'essere il nirvana. Il nuovo prodotto di herr Rinderknecht si chiama infatti Xchang E e rappresenta soprattutto lo studio dell'interno di una vettura a guida autonoma. Dato che non devi più guidare, infatti, è ragionevole trasformarlo in un salotto viaggiante, dove puoi leggere, lavorare e persino dormire. I sedili possono dunque ruotare per consentire una conferenza viaggiante, con tanto di caffè caldo servito tramite un vassoio posto sotto il volante. Quest'ultimo, che adotta la tecnologia steer-by-wire, cioè priva di collegamenti meccanici, è semplicemente "parcheggiato" (dicono proprio così) al centro della plancia e probabilmente è utile soltanto nel box o in qualche parcheggio. La propulsione è elettrica e la vettura può raggiungere i 120 km/h, il massimo in Svizzera. Per vederla da vero dovremo aspettare il salone di Ginevra il prossimo Marzo, intanto ci possiamo fare un'idea con questi due render.
Ora comanda lei
Chi la capisce è bravo. Parlo della General Motors, quella che fu un tempo la più grande azienda automobilistica al mondo e che pure oggi è messa mica male. Famosa per le scelte che definirei oltranziste, tipo quella di pagare Fiat per non acquistarla qualche anno addietro, poi di puntare diritti versio il baratro sotto la guida di Rick Wagoner e infine di essere finita sotto amministrazione controllata con l'acquisto delle quote da parte del governo. Ora è stato invece designato il successore di Dan Akerman (che lascia ufficialmente per motivi famigliari): Mary Barra, sinora a capo dello sviluppo e da 30anni in azienda. Una scelta bella tosta e rivoluzionaria per quella che forse è la più conservatrice delle big Usa. Che dire, speriamo che la leadership femminile eviti altri danni, tipo ulteriori sovrapposizioni di marchi come Chevy e Opel in Europa o altri salassi per i contribuenti Usa, visto che in soldoni il salvataggio della Government Motors, com'è definita dagli americani, è costato allo stato oltre 10 miliardi di dollari, persi nella rivendita delle azioni GM che al momento vogliono solo gli speculatori.
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