22 aprile 2025

Record manuale per la GT3

La Porsche 911 GT3 batte il record di velocità al Nürburgring nella categoria delle vetture con cambio manuale.

L'elettronica di controllo è sempre più presente nelle auto, sia per regole imposte dagli organi regolatori, sia per indubbie minori difficoltà di progetto. Per fare un esempio, al posto di un differenziale autobloccante è assai più semplice (e molto meno costoso) utilizzare l'ABS per frenare la ruota che slitta, ottenendo così lo stesso effetto.
Un andamento quindi comune tanto alle auto per tutti i giorni quanto alle sportive, ma per queste ultime, generalmente vetture costose e raffinate, le cose stanno cambiando. Emerge infatti una voglia di meccanica che agisca direttamente sulla vettura senza intermediazioni elettroniche. E' il caso dei cambi di velocità, sempre più spesso sostituiti da sistemi a doppia frizione o automatici ad alta rapidità di selezione, che molti acquirenti però preferiscono nella vecchia soluzione manuale.


Porsche, da sempre molto attenta alla sua clientela, ha colto questo desiderio e l'8 aprile scorso ha stabilito un record assoluto per vetture di serie a cambio manuale con la nuova Porsche 911 GT3 sulla Nordschleife, fermando il cronometro a 6:56.294. Al volante della GT3 da 510 CV con pacchetto Weissach, Jörg Bergmeister ha migliorato di oltre 9,5 secondi il precedente primato, detenuto da una concorrente con motore più potente, e di 3,633 secondi il tempo realizzato dal modello 992.1 con trasmissione a doppia frizione PDK.


La GT3 manuale beneficia di interventi mirati su motore, telaio e aerodinamica, oltre a un differenziale a slittamento limitato convenzionale e a un rapporto di trasmissione più corto dell’8%, che aumentano stabilità, trazione e spinta in accelerazione.
Pur rinunciando alla rapidità del PDK, che secondo Bergmeister avrebbe consentito di ridurre di qualche secondo il tempo, la manuale offre un’esperienza di guida più coinvolgente e divertente, anche se al prezzo di un impegno maggiore. Ma è proprio questo maggiore impegno quello che molti appassionati cercano nella guida in pista o comunque al limite. Convalidato da un giudice di gara, oggi il tempo ufficiale rappresenta il nuovo punto di riferimento per le coupé sportive manuali.

17 aprile 2025

La forza della ragione

Dall'ambiente alle armi; in questo caos forse è il momento di attuare strategie e politiche che facciano davvero gli interessi della gente.

Parlo ovviamente del campo automotive e mi rendo conto che oggi (forse) finalmente il re è nudo. Da anni una martellante campagna fatta di terrorismo ambientale e alterazione di dati scientifici cerca di spingere tutta l'Europa verso le Bev ed è indubbio che dietro tutto ciò ci sia la potente lobby verde. Ora però il voltafaccia degli Usa spinge a politiche più realistiche e concrete e l'energia, o meglio come produrla, torna al centro delle scelte strategiche. Che con le fonti rinnovabili non si possa sostenere la domanda era ed è noto, anche se la falsa retorica ambientale ha sempre cercato di nasconderlo.
Se ci fosse stato l'auspicato passaggio epocale alle Bev, inoltre, oggi saremmo in quasi tutta Europa al razionamento energetico, altro che mobilità.


Quindi per l'automotive in blocco è ora di rimettere i piedi per terra e di parlare di rendimenti e autonomia e per le Case di affrontare il tema del motore Diesel, ingiustamente messo da parte nonostante abbia tutte le caratteristiche per essere la migliore soluzione per la mobilità, anche in ottica verde. Bisogna fare delle scelte: contano davvero le emissioni di CO2 oppure è solo una manfrina per sostenere l'industria delle batterie?


Quindi facciamo un confronto diretto well to wheel Diesel- Bev.
Con tali parametri un motore Diesel ha un'efficienza tra il 20 e il 30%, una Bev va dal 13 al 27% se l'energia della ricarica viene dal carbone, dal 13 al 31% se da impianti a gas e dal 53 al 57% solo se da rinnovabili.

I dati sono comprensivi di ogni perdita di sistema ed è indubbio che il motore elettrico abbia in sé e per sé la maggiore efficienza, ma così non è per la batteria e la ricarica. In sintesi, su una rete elettrica ancora basata su combustibili fossili, le Bev offrono un’efficienza comparabile a quella dei Diesel, ma questi ultimi senza tutti i costi legati al cambiamento della rete e all'acquisto delle nuove auto, assai più costose delle tradizionali. In Italia la corrente viene prodotta con il gas, quindi siamo al massimo alla pari con le Diesel.
Una mano potrebbe venire dalla soluzione Diesel plug‑in, presente sul mercato solo nella gamma Mercedes, che se diffusa potrebbe ottenere il doppio scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica e i costi d'uso, anche in virtù  dell’entrata in vigore delle nuove norme fiscali sulle auto aziendali.


Quindi per andare avanti occorre (anche) guardare indietro, a cosa abbiamo colpevolmente scartato per scelte del tutto ideologiche o economiche di parte (vedi Germania). 
E non ci sono Paesi messi meglio di noi: in Cina l'energia è prodotta al 53% mediante carbone. Qundi tutte le loro auto elettriche produrrebbero la stessa CO2 alimentate a gasolio, ma forse anche meno.

16 aprile 2025

Cavalcare alla giapponese

In un inaspettato video su YouTube, il marchio jap, noto soprattutto per moto e moto d'acqua, ha presentato Corleo, un cavallo robot alimentato a idrogeno.

Si chiama Corleo il nuovo prodotto di Kawasaki che potrebbe cambiare radicalmente il concetto di off road e realizzare i sogni più audaci da fantascienza western. Diversamente dagli altri animali robotici, tipo quelli della Boston Dynamics, questo esemplare è concepito per essere cavalcato, aggiungendosi in modo sorprendente alla linea principale di prodotti moto Kawasaki.

La silhouette è quella della fusione tra un cane robotico, un umanoide su quattro zampe e l’idea stessa di un cavallo: le gambe, accovacciate come quelle di un cucciolo o di un bambino pronto a saltare, sono frutto di un design studiato per consentire una mobilità molto più ampia di quella tipica di un mezzo a ruote. Gli arti anteriori e posteriori si muovono perciò indipendentemente, permettendo al robot di affrontare terreni accidentati, scalare massi e saltare piccoli ruscelli, proprio come un vero destriero.


Il movimento indipendente, unito agli zoccoli in gomma, offre ammortizzazione e resistenza allo slittamento, tanto durante la marcia quanto in corsa. Durante la cavalcata, il pilota poggia i piedi su staffe regolabili, poste al centro del robot: un semplice cambio di peso indica al cavallo meccanico la direzione da prendere, un po' come nei Segway. Il pannello strumenti anteriore proietta dei marcatori sul terreno, fornendo indicazioni direzionali simili a quelle di un videogioco e una rapida panoramica della topografia. Il cruscotto mostra inoltre informazioni sul percorso, la posizione del centro di gravità e il livello di idrogeno, poiché questo “pony” funziona a gas.

Gas che alimenta un motogeneratore da 150 cc, la cui energia è trasmessa alle unità di potenza elettriche in ciascuna delle quattro gambe. Il serbatoio è fissato sul fianco e si possono installare più contenitori contemporaneamente, facilitando così i lunghi viaggi, anche se a oggi non è stata comunicata l’autonomia consentita da ogni serbatoio.
Un concept a grandezza naturale è esposto all’Expo Osaka-Kansai attualmente in corso, ma non si sa ancora se e quando Corleo uscirà sul mercato.
Nel frattempo, l'idea di un cavallo meccanico ha alimentato sogni e attese sia tra gli escursionisti, sia tra chi usa una sedia a rotelle e potrebbe trovare così una tecnologia capace di cambiare la propria vita all’aperto.
Resta però da vedere quanto vigore fisico occorra per gestire questa straordinaria macchina, che sicuramente è in grado di scalare e affrontare ogni tipo di asperità, ma non può evitare del tutto contraccolpi e urti al pilota, completamente esposto a ogni tipo di contatto.

07 aprile 2025

OMODA 9, la nuova ammiraglia

In occasione dell'apertura della Milano Design Week, OMODA & JAECOO ha scelto di presentare in anteprima nazionale al Fuorisalone la nuova OMODA 9.

La nuova vettura del brand cinese è un'ammiraglia ibrida che ambisce a ridefinire i canoni SUV in chiave di design e tecnologia. L’auto è stata progettata secondo il criterio Golden Ratio Mobility, un parametro individuato dalla divisione di design del brand che colloca al fattore numerico 0,618 l'ottimale equilibrio tra forme e dinamismo.
Molta attenzione anche alla profilatura aerodinamica, che con un Cx di 0,308 contribuisce a ridurre la resistenza al moto e ad aumentare l'autonomia.


L’interno, completamente rivestito in pelle nappa, unisce attenzione ai particolari con elementi high-tech, come la plancia curva da 24,6 pollici, il volante multifunzione con comandi tattili, l’illuminazione ambientale e l’audio immersivo studiato dalla SONY, che si avvale del sistema ISD (Intelligent Sound & Design) che fa interagire luci e musica.


OMODA 9 dispone di un motore 1.5 TGDI che lavora secondo il ciclo Miller e mostra un'efficienza termica superiore al 44,5%, cui si aggiungono due motori elettrici collocati il primo in serie al motore a combustione e il secondo sull'asse posteriore; il cambio è un DHT a tre rapporti. La versione 4WD sviluppa oltre 500 CV, consentendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 4,9 secondi e può funzionare a 4 ruote motrici tanto mediante il sistema elettrico quanto con il motore a benzina, vista la presenza di un albero di trasmissione.
La batteria ha una capacità di 34,46 kWh e consente in modalità a zero emissioni un'autonomia di 170 km, mentre quella complessiva, grazie al serbatoio da 70 l, supera i 1.300 km secondo il ciclo WLTC; il consumo medio è di 5,4 l/100 km. Il motore è in grado di ricaricare l'accumuatore durante la marcia e non consente mai la discesa della sua carica al di sotto del 15%, mantenendo così sempre funzionale il sistema ibrido.


OMODA & JAECOO fa parte del gruppo Chery, che ha una produzione di 1,8 milioni di vetture di cui 900mila destinate ai mercati esteri, primo gruppo automotive cinese per esportazioni nel mondo. La nuova OMODA 9 sarà disponibile presso la rete ufficiale a partire dalla fine di maggio 2025, nell'ottica di un ulteriore consolidamento della posizione commerciale del marchio sul mercato italiano.

04 aprile 2025

Una Coca a idrogeno

La divisione jap della multinazionale ha realizzato un distributore di bevande che funziona grazie a una fuel cell a idrogeno.

Sta per aprire l'Expo di Osaka, che resterà aperta fino al prossimo ottobre. Lo scopo è, oltre ovviamente a quello del business connesso a ogni esposizione universale, quello di mostrare innovazione e stato dell'arte nei principali settori  di ricerca ed economia.
Ma a lato delle principali attrazioni c'è spazio per approcci innovativi anche nell'Horeca, l'insieme delle attività legate all'accoglienza.


Così i visitatori potranno (salvo contro-dazi o ritorsioni) bersi una Coca Cola erogata da una speciale macchina distributrice alimentata da cartucce di idrogeno, che utilizza la metà dell’energia necessaria a un apparecchio tradizionale.
Collocata sotto il lato nord del tetto Grand Ring dell’expo, la macchina è stata sviluppata congiuntamente da Coca-Cola Bottlers Japan Inc. e Fuji Electric Co. e il fatto che funzioni mediante una fuel cell le permette una collocazione indipendente dalla connessione alla rete elettrica.


Certo, niente consumo di corrente, compensato però da quello di idrogeno che, oltre a non trovarsi abitualmente al supermercato, richiede sostituzioni periodiche delle cartucce, non si sa quanto frequenti. E infatti Coca-Cola Bottlers Japan ha dichiarato di non aver ancora preso una decisione sull’adozione dell'apparecchio, visto il costo maggiore e lo spazio supplementare richiesto. Un altro esempio di applicazione strutturalmente inutile delle tecnologie ecologiche, che evidenzia più che altro le sfide legate alla diffusione dell’idrogeno come vettore energetico alternativo.

Penso però che l'idea sarebbe perfetta per collocare distributori nel Rubʿal-Khālī, il deserto interno della penisola arabica. Lì potrebbero usare elicotteri per il rifornimento di lattine e idrogeno, in linea con lo spirito ecologico del luogo.

03 aprile 2025

E-Ray al debutto

Grazie al gruppo Cavauto di Monza, debutta in Italia la Chevrolet Corvette C8 in versione E-Ray, ibrida e 4WD.

I dazi americani verso la UE sono appena entrati in vigore, ma occorre ricordare che sono proprio i costruttori Usa i primi ad avere contraccolpi economici per questa iniziativa presidenziale, sulla quale hanno peraltro già espresso contrarietà e dubbi.
In ogni Caso la Chevrolet Corvette non ha colpe per tale situazione e resta in questa sua versione C8 a motore centrale una supercar attraente e tecnologica, con una gamma che impiega sia il collaudato motore 6.2 aspirato quanto il più recente da 5,5 litri

Ma è la più recente versione ibrida E-Ray che debutta oggi in Italia grazie al Gruppo CAVAUTO, unico distributore con mandato da Hedin Sport Car, che gestisce le importazioni sul mercato europeo. Questo modello segna una svolta nella leggendaria storia della Corvette, combinando la tradizionale anima da supercar americana con la tecnologia ibrida. È infatti la prima Corvette a trazione integrale elettrificata (eAWD), frutto dell’abbinamento tra il collaudato motore small-block V8 LT2 da 6,2 litri da 482 CV e 637 Nm e un motore elettrico anteriore da 161 CV e 195 Nm, per una potenza combinata di 643 CV. Il cambio è un Tremec a doppia frizione con 8 rapporti, che agisce sulle ruote posteriori per il tramite di un differenziale a controllo elettronico. L’accelerazione da 0 a 100 km/h si copre in 2,9 secondi, rendendola la Corvette più scattante mai prodotta, la Vmax supera i 300 km/h.

La E-Ray è disponibile nelle versioni Coupé e Convertible: la Coupé, dotata di tettuccio rigido rimovibile, e la Convertible, che offre un hardtop retrattile elettrico in grado di aprirsi e chiudersi in 16 secondi, anche in movimento fino a 50 km/h. Interessante notare che la scocca per entrambe le versioni è stata sviluppata in versione cabrio, senza contare perciò sulla maggiore rigidezza dovuta al tetto, cui sopperisce un irrobustimento nella parte inferiore. Ciò garantisce perciò anche alla versione scoperta la medesima rigidità torsionale.
Il sistema eAWD garantisce trazione su tutte le ruote, migliorando stabilità e aderenza in ogni condizione. Il motore elettrico, compatto e posizionato sull’asse anteriore, lavora fino a 240 km/h, alimentato da una batteria al litio da 1,9 kWh che permette di muovere la vettura a emissioni zero fino a 70 km/h per una decina di km.


Le modalità di guida sono personalizzabili: Normal, Stealth, per emissioni zero in ambito urbano, Shuttle per la guida in ambienti ristretti e Charge+ per ottimizzare la carica. L’impianto di sospensioni Magnetic Ride Control 4.0 effettua fino a 1.000 aggiustamenti al secondo e il Front Lift System™ permette di superare ostacoli cittadini sollevando la parte anteriore di 5 cm in meno di 3 s. Può poi memorizzare la posizione degli ostacoli mediante il Gps, in modo da ricordare la loro posizione e agire autonomamente.
All’interno l'abitacolo high-tech, futuristico e raccolto attorno al pilota, con un display digitale da 12” e un sistema infotainment Chevrolet4 touchscreen da 8”, integrato con Apple CarPlay e Android Auto. Sedili sportivi in pelle premium e finiture in fibra di carbonio.

I prezzi partivano ieri da 174.900 Euro per la versione Coupé e 181.900 Euro per la Convertible, IVA inclusa, con garanzia di 3 anni o 100.000 km.
Vedremo di quanto varieranno alla luce delle contromisure ai dazi messe in opera dalla UE.

01 aprile 2025

Svolte autoritarie

Imporre sembra la modalità sempre più diffusa, di qua e di là dell'Atlantico. Oggi tocca alle auto, ma domani?

Che la democrazia sia ormai globalmente sotto attacco è palese e ne vediamo il segno giorno dopo giorno, a partire dalle esigenze di accentramento determinate da conflitti economici e militari per giungere alle abitudini quotidiane dei cittadini, sempre più stretti nella morsa di obblighi e divieti.
Ed è altrettanto indubbio che negli Stati Uniti sia in corso un mutamento che in brevissimo tempo li sta portando ad assomigliare sempre più a una dittatura, le cui sfaccettature dipendono dagli umori di chi siede sugli scranni.

Il caso.
La Virginia è considerata uno degli Stati meno favorevoli per gli appassionati della guida, con limiti di velocità tra i più bassi degli States e soglie rigide per la definizione legale di guida spericolata. Ora però una proposta di legge introduce un'alternativa alle sanzioni tradizionali, quali sospensione della patente o carcere: i conducenti condannati per reckless driving (guida spericolata) o che superano le 100 mph (circa 160 km/h) potrebbero essere obbligati a installare nei loro veicoli un sistema che rende impossibile superare il limite di velocità, la cui manomissione sarebbe considerata un reato.
Il programma, denominato ISA, Intelligence Support Activity, si basa su tecnologie già comuni nei veicoli moderni, come il riconoscimento dei segnali stradali e il controllo adattivo della velocità, ma con una differenza fondamentale: il limite imposto non è regolabile dal conducente. In altre parole, il sistema agisce come un controllo automatico della velocità basato sulla posizione geografica.

La proposta ha ricevuto modifiche che hanno eliminato le pene detentive da due a sei mesi originariamente previste, lasciando ai tribunali la decisione sulla durata dell'uso del limitatore e la legge, se approvata, dovrebbe entrare in vigore a luglio 2026. Manca tuttavia chiarezza sui criteri per decidere chi debba installare il limitatore o subire invece la sospensione della patente. Inoltre, si teme che questa tecnologia possa essere estesa a tutti i nuovi veicoli in futuro; altri stati americani, come Washington e Maryland, stanno infatti considerando leggi simili, mentre in California, una proposta simile è stata respinta dal governatore lo scorso anno.

Auto nel mirino, dunque, nell'ottica generale di una sorta di bisogno di individuare colpevoli ad ampio spettro. Colpevoli che devono diventare obbedienti e rispettosi.
E la Ue non è così lontana da questi criteri.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...