Una nuova tecnologia di accensione, applicabile a ogni motore, potrebbe ridare futuro alla filiera tradizionale dei propulsori automobilistici.
Al di là delle speculazioni politiche e delle ambizioni di takeover della lobby verde, i carburanti rappresentano ancora la più concentrata forma di accumulo energetico. Non c'è storia, nessun tipo di accumulatore elettrico può nemmeno lontanamente arrivare ai 9,6 kWh/litro (in peso il paragone è ancora più devastante, 14,1 kWh/kg) della benzina e il maggiore rendimento dei motori elettrici deve confrontarsi con le emissioni necessarie alla costruzione delle batterie e quelle dei sistemi di produzione dell'energia, la cui efficienza raggiunge il 40% solo con le centrali termoelettriche. Persino in quelle nucleari non si va oltre il 33% per l'impossibilità di usare cicli surriscaldati.
Quindi l'impiego razionale e pulito dei motori a combustione è ancora il miglior modo di produrre movimento contenendo peso ed emissioni.
Si tratta dunque di aumentare il rendimento dei motori e una nuova risorsa potrebbe scaturire dall'uso di plasma a bassa temperatura, variante del quarto stato della materia diversa da quella ottenuta mediante calore.
Una società Usa, la Transient Plasma Systems, ha sviluppato un sistema di accensione che grazie a un impulso elettrico brevissimo (nanosecondi) crea un plasma che non è caldo ma ha energia sufficiente per accendere immediatamente la miscela aria-benzina.
Un sistema al plasma transitorio produce impulsi ad alta tensione per 10-20 nanosecondi; durante ogni impulso gli elettroni guadagnano rapidamente energia mentre gli ioni, più massicci, restano stazionari. Nella camera di combustione tali elettroni entrano in collisione con la miscela aria-carburante e ciò produce specie chimicamente reattive che catalizzano il processo di combustione e, soprattutto, stabilizzano la combustione magra.
Proprio qui sta il vantaggio: la possibilità di impiegare miscele molto al di sotto del rapporto stechiometrico in modo efficiente, riducendo la quantità di carburante necessaria per lo stesso risultato e quindi aumentando notevolmente il rendimento. Il tutto senza aumentare gli NOx, tipica contropartita dei processi ad alta efficienza, visto il limitato aumento di temperatura.
L’accensione a plasma transitorio può salvare dunque il motore a combustione interna? La tecnologia può essere applicata alla maggior parte dei motori esistenti e non richiede costose riprogettazioni dato che funziona in tandem con tutte le strutture ausiliarie dei motori esistenti, dall' EGR all'iniezione diretta di benzina, ai turbocompressori.
Si tratta perciò di una soluzione plug-and-play di fatto già disponibile, che molti produttori stanno valutando. Sarà il punto di svolta nel mondo del'automobile?
La tecnologia TPS potrebbere avere un seguito industriale già entro l'anno.
















