30 marzo 2023

The last urrah

SRT Demon 170, settimo e ultimo modello della esagerata serie delle Dodge Challenger, le muscle car più "animali" del panorama yankee.

E' senza dubbio la più devastante, brutale, adrenalinica Dodge di sempre, realizzata per chiudere in bellezza l'era delle supervitaminizzate a benzina. In edizione speciale, sarà prodotta da questa estate al prezzo consigliato di 96.666 dollari, chiaro riferimento all'origine demoniaca.
L'auto è realizzata per dare il meglio con l'E85, il carburante a base di etanolo, e in questo caso eroga 1.025 HP (1.039 CV) a 6.500 giri, con coppia massima di 1.282 Nm a 4.200.
Se proprio non trovate l'E85 e vi tocca di fare il pieno di Premium, sono comunque 913 CV e 1.099 Nm, abbastanza da schiodare tutti i tombini sul vostro percorso e far impennare l'auto in accelerazione come si vede dalla foto e dal video.


La Demon 170 va da 0 a 60 mph (96 km/h) in 1,66 s e (parametrando il dato) da 0 a 100 kmh in 1.719 s, con un'accelerazione di 2 g su una superficie preparata per dare la massima aderenza come quella delle piste di drag racing. Gli altri dati sono comunque impressionanti, con il quarto di miglio (402.25 m) in 8,91 secondi e velocità di uscita di 243,23 km/h; la Dodge Demon 170 è l'auto di produzione più prestazionale si possa comprare.
 

A corredo della globale esagerazione di quest'auto, l'NHRA, ente per le gare di drag racing, ha già inviato alla Dodge una lettera di messa in mora data la capacità dell'auto di percorrere il quarto di miglio in meno di nove secondi. Secondo la regolamentazione attuale, infatti, quando si scende sotto i 10 secondi occorre obbligatoriamente un rollbar e sotto i nove un paracadute, in mancanza dei quali c'è il divieto di vendita. Ma alla Dodge questa notifica fa solo piacere, poiché aumenta l'aura di mito attorno alla 170.


Lo sviluppo del propulsore ha posto molti problemi, perché la PMI durante la combustione era tale da distruggere le testate strappandole dal basamento. Per questo alla Dodge hanno adottato un procedimento HIP (Hot Isostatic Pressing) per la realizzazione delle teste, una variante della sinterizzazione  a caldo che aumenta la resistenza dei materiali.
Le uniche parti ancora condivise con le normali Demon sono perciò l'albero a camme, le molle delle valvole e le punterie. Il blocco in ghisa da 6,2 litri adotta prigionieri di maggior sezione e il compressore ha aumentato la capacità da 2,8 a 3 litri, con una pressione massima di 1.47 bar.


Con le altre Challenger la 170 condivide però l'impianto Power Chiller SRT, che riduce le temperature dell'aria d'ingresso al collettore fino a 45°C deviando il flusso del sistema di condizionamento dell'aria per raffreddare l'intercooler del compressore. 

Chi la vuole deve visualizzare i concessionari che avranno una fornitura del nuovo modello sul sito DodgeGarage.com; gli ordini sono partiti da lunedì scorso.

29 marzo 2023

Nissan punta su Renord

Con l'apertura della nuova sede milanese di via Certosa, Renord è partner esclusivo del marchio giapponese per l'intera area urbana.


Mentre alcuni marchi cambiano il rapporto di vendita con la clientela passando da concessionarie ad agenzie, Nissan conferma la sua fiducia nella classica struttura del rapporto di intermediazione tra la Casa produttrice e la clientela costituito dalla concessionaria, capace di supportare gli acquirenti per tutto quanto riguarda vendita e post-vendita della vettura.
Così il conferimento del mandato esclusivo per l'importante mercato milanese alla Renord, ormai storico riferimento nel settore per Nissan e i marchi del gruppo Renault, il marchio giapponese affronta quindi la sfida della complessa transizione del settore automobilistico verso la nuova mobilità senza recidere i riferimenti tradizionali a disposizione della clientela per scelte e assistenza.


La gamma di vetture oggi disponibile punta sulla tecnologia e-POWER, che impiega la trazione elettrica con il motore a combustione utilizzato solo per la ricarica dell'accumulatore, permettendo di fatto lo stesso tipo di guida di un'auto a batteria ma senza la necessità delle ricariche.
Per quanto riguarda le elettriche pure, comunque, grazie a un accordo con Mobilize Renord installerà entro l'estate due colonnine a ricarica rapida da 100 kW presso la nuova sede appena inaugurata.

 

27 marzo 2023

Ognun per sé...

La rigida UE si accorda con la Germania per consentire la continuazione del termico dopo il 2035, ma soltanto con gli e-fuels. Peccato esistano solo sulla carta.

Che l'Europa applichi pesi e misure diverse a seconda dell'interlocutore è risaputo; ce ne siamo accorti da tempo. In particolare c'è una evidente saldatura tra bisogni e indirizzi economici dei Paesi dei Nord, quegli stessi che commercialmente fanno capo alla Germania.
Faccio notare che i Paesi Bassi, luogo di nascita del vicepresidente Frans Timmermans e tra i più intransigenti sulle norme da imporre, pagano un contributo annuale alla UE pari a circa un terzo di quello dell'Italia, ma si comportano come appartenessero a una casta regnante sul Continente con potere decisionale sugli altri membri. Mi domando perché glielo consentano.


Ma politica e colpi bassi a parte, è sempre più chiaro come questa gestione della UE non funzioni e crei solo problemi senza dare alcuna soluzione. Pur sapendo che le auto sono responsabili solo dell' 1% delle emissioni di CO2 l'accanimento nei loro contronti è massimo, incurante dei disastri sociali ed economici che tale posizione crea e creerà.
Dall'altro lato si prospetta una sudditanza verso prodotti e risorse provenienti dalla Cina che non può sfuggire al parlamento europeo, che getta una luce sinistra su scelte e scadenze imposte a danno di industrie fin qui solide e realizzatrici di gran parte del PIL europeo.


Che i principali costruttori teutoni abbiamo scelto la strada elettrica è non solo prematuro, ma anche distruttivo per l'intero comparto. E la tardiva presa di coscenza di ciò da parte di un governo nazionale diviso tra spinte che definirei talebane nella loro mancanza di contatto con la realtà e la necessità di tutelare milioni di posti di lavoro per evitare un tracollo, non sposta di un millimetro la tragica realtà di un diktat europeo senza senso.


I carburanti sintetici semplicemente non esistono. Perché si basano sull'uso di idrogeno che qualche anima candida definisce verde poiché presume sia prodotto con risorse rinnovabili, ergo elettrolisi da fonti non fossili.
Il fatto però è che comunque lo si produca, l'idrogeno ha un bilancio energetico in perdita, poiché occorre più energia per ottenerlo di quanta se ricavi utilizzandolo. Non è sostenibile, quindi, nè ora né tantomeno a lungo termine.
I combustibili sintetici avrebbero perciò un costo esorbitante e non si può ipotizzare per loro un iter di calo del prezzo in quanto frutto di un sistema di produzione inefficiente. Tantomeno è credibile una produzione quantitativamente in grado di supplire a quelli fossili.


Non esiste ancora un'alternativa ai combustibili fossili, bisogna realizzarla PRIMA di passare ai veti per la mobilità esistente. E ancor oggi l'unica fonte energetica concentrata e continua è quella nucleare, che tra l'altro mediante la radiolisi rappresenterebbe l'unico modo conveniente di produrre idrogeno.

Nulla al mondo è a costo zero, l'ho detto molte volte. Ma il prezzo da pagare non deve mai ridurre la qualità di vita, che è fatta di concretezza e non di ideologia, mentre questa UE sembra solo capace di produrre problemi, veti e sanzioni senza dare risposte.

24 marzo 2023

Te la do io la ricarica

Hyundai ha sviluppato un sistema di ricarica robotizzata che evita ai conducenti di maneggiare fisicamente cavi o connettori.

La casa coreana aveva già rivelato il robot di ricarica lo scorso anno, ma questa settimana ha pubblicato un video che ne mostra un il funzionamento su una Ioniq 6.
Nel video tutto è automatico, pure l'apertura dello sportellino che copre la presa. Il braccio meccanico  impiega quindi un algoritmo a intelligenza artificiale che si basa sui dati acqusiti da una telecamera 3D per innestare nella presa il cavo di ricarica. Al termine del processo il robot scollega l'auto e invia una notifica allo smartphone del conducente.


Hyundai sostiene che il sistema è stato sviluppato per funzionare in modo affidabile in tutti gli ambienti, indipendentemente dalla posizione del caricatore, dalle condizioni meteorologiche e dai potenziali ostacoli e può quindi essere alloggiato anche all'aperto.
Tuttavia mi sfugge l'utilità contingente di un tale device nel momento attuale, oltre a rappresentare di fatto una ulteriore spinta verso la "amebizzazione" del genere umano che vive nei Paesi sviluppati.


La ricarica robotica sarà probabilmente necessaria per le auto a guida autonoma, che non avranno sempre un conducente a bordo per collegarle o per chi ha problemi di mobilità, ma non credo che il costo di una stazione così costituita sia risibile.
Anche se devo ammetterre che potrebbe colmare la lacuna esistente oggi nei confronti del rifornimento tradizionale, che sovente dispone anche di una linea servita che evita di fare tutto da soli.
L'idea comunque non è nuova, perché nel 2015 Tesla aveva rivelato un progetto simile, mentre Stellantis ha presentato all'ultimo CES un robot a ricarica induttiva.

23 marzo 2023

Una EV6 di mattoncini

Brick To The Future, una Kia davvero unica realizzata con 350mila mattoncini dall'unico esperto certificato di LEGO in Italia.

E' vero che se si utilizzano elementi abbastanza piccoli si può riprodurre in pratica qualunque forma, ma d'altronde occorre esserne capaci.
Così BrickVision, azienda italiana specializzata nell'utilizzo professionale dei mattoncini più famosi del mondo, ha realizzato una EV6 con i componenti dell'azienda danese, dando così vita alla prima crossover elettrica del brand coreano che grazie alla sua intrinseca staticità ha letteralmente impatto zero sull'ambiente.


Notevole la cura dei particolari, riprodotti anche nei minimi dettagli in quest'opera in scala 1:1, gruppi ottici compresi. L'impresa ha richiesto 800 ore di lavoro e 350.000 elementi e il risultato è spettacolare, tanto che la vettura sarà esposta a Milano in occasione della settimana del design in aprile.


Nel video qui sotto alcune fasi di realizzazione della EV6 in LEGO; Brick to the Future parteciperà poi a tutti i prossimi eventi promozionali Kia.





20 marzo 2023

Ford brevetta le sgommate

Il marchio ha depositato una modalità variabile di burnout destinata alle auto elettriche, che permette di scegliere quali ruote far "fumare".

La futura evoluzione sportiva delle auto elettriche secondo Ford si baserà su molta scena ma poca velocità. Quantomeno è ciò che si può dedurre dall'esame della domanda di brevetto presentata dall'azienda, che è definita "modalità prestazionale del veicolo elettrificato con rotazione intenzionale delle ruote per il riscaldamento dei pneumatici".
La scoperta è intestata al sito Usa CARBUZZ che ha scovato la domanda di brevetto presentata nell'agosto scorso e pubblicata ufficialmente dall'ufficio federale qualche settimana fa. In sostanza si tratta di un software che aziona selettivamente i freni e l'erogazione di coppia sugli assi anteriore e posteriore allo scopo di "far fumare" le ruote desiderate.


La funzione ricorda la line-lock della Mustang tradizionale che blocca le ruota anteriori per favorire i burnout, ma qui è possibile decidere quale asse privilegiare, oppure scaricare la coppia su entrambi. Nonostante nella domanda Ford definisca la procedura "atta a fornire peel out e riscaldamento per migliorare la trazione", stante una netta minoranza di vetture impiegate in pista è di fatto immaginabile invece uno stuolo di piloti della domenica scatenare le sgommate sul posto con la coreografia di un fumo da tagliare con il coltello.
Come si vede dal video, la cosa interessa parecchio agli yankee, anche perché attualmente con tutta l'elettronica di controllo le sgommate sul posto non sono possibili; quindi il brevetto risponde a una effettiva richiesta (di almeno una parte) della clientela.
Aggiungo che agli americani gli pneumatici evidentemente  li regalano, perché è noto che ogni furiosa sgommata equivale quanto a usura del battistrada a qualche migliaio di chilometri, ma di certo c'è gente che pur di farsi notare è disposta a farsi svuotare il portafoglio dal gommista.



A questo punto noto però due fattori che possono essere letti come positivi.
Intanto il diffondersi di questo device potrebbe fungere da contraltare alla preventivata crisi nera degli autoriparatori con l'avvento delle elettriche; se i meccanici si avviano a sparire, forse la crisi potrà essere compensata da una veloce crescita dei ricambisti di pneumatici.
Poi i burnout difficilmente portano a incidenti pericolosi: si fanno sul posto e non mettono a rischio altri automobilisti; certo, perdite di controllo e schianti con vetture parcheggiate a parte.

16 marzo 2023

A testa bassa

Inossidabile a ogni parvenza di ripensamento su una scelta elettrica che anche per il governo tedesco è ancora prematura, VW spinge sull'acceleratore con la ID 2.

Il gruppo VAG ha mostrato la ID.2 all, prototipo che debutterà in produzione nel 2025; uno dei 10 nuovi veicoli elettrici che saranno lanciati entro il 2026. La ID. 2all, è di fatto l'anticipazione della vettura con prezzo sotto i 25.000 euro che il marchio intende lanciare per favorire l'avanzata delle elettriche e si basa sulla piattaforma MEB Entry a trazione anteriore destinata a tutti i prossimi modelli economici, anche se il termine economico va inteso in "chiave elettrica" e quindi con un sovrapprezzo mediamente del 20-30% rispetto ai paragonabili modelli tradizionali.



La ID.2all è lunga 4.050 mm, appena più di una Polo, ma grazie alla compatta struttura di trazione l'interno è spazioso quanto una Golf, con un vano bagagli da 90 a 1.330 litri.
La piattaforma MEB Entry è più corta della MEB e dispone di un solo motore collocato anteriormente con potenza di 226 CV, mentre per la batteria è dichiarata un'autonomia di 450 km con ricarica in 20 m dal 10 all'80%.

La produzione avverrà in uno stabilimento spagnolo ed è prevedibile lo share con Seat e Skoda; la piattaforma MEB Entry, inoltre, darà vita a anche una vera entry model con prezzo inferiore a 20.000 euro che verosmilmente dovrebbe prendere il posto della e-UP!
VW insomma tira dritto sulla scelta elettrica, convinta che nè la crisi, né la guerra e nemmeno il cambio di baricentro econonomico in atto possano interferire con la sua orientazione. Vedremo se ha ragione.

Le due facce della rinuncia

C’è qualcosa di profondamente ipocrita nel modo in cui l’Europa ricca affronta l’automobile: la Svizzera vuole far pagare il transito, Malta...