26 giugno 2019
Peugeot 308 TCR, pronto pista
Amanti della pista e delle competizioni, segnate in agenda questa data: 6 luglio 2019. Quella domenica debutterà infatti ad Adria la Peugeot 308 TCR nella categoria Serie Turismo. La vettura che rappresenta ovviamente la massima espressione prestazionale della gamma 308 può contare sui 350 CV erogati dal PureTech Turbo di 1,6 litri derivato dal motore della 308 GTi stradale in questo caso però accoppiato a un cambio sequenziale a sette marce con paddles al volante. L’impianto frenante ha dischi da 370 mm, i cerchi sono da 18 pollici e il peso è contenuto in 1.100 kg. La realizzazione è curata dai tecnici di Peugeot Motorsport, mentre il pilota è una vecchia volpe da circuito: Massimo Arduini.
Le altre Corsa
Dopo il lancio “epocale” della prima Opel full electric, la Corsa, la Casa tedesca ha ora fornito dati e prezzi delle altre versioni della gamma, quelle per così dire convenzionali. Il listino delle nuove Corsa partirà perciò da una base di 13.990 euro (in Germania) e le ordinazioni in concessionaria saranno possibili a partire dal 1 luglio. Al pari della Corsa-e, è realizzata sulla piattaforma CMP che condivide con PSA, è lunga 4 metri e 6 centimetri e viene offerta nella sola configurazione a cinque porte. A parte la ovvia presenza del terminale di scarico, qualche differenza dalla elettrica è visibile nella zona anteriore dove cambia leggermente il design dello scudo paraurti. Sotto il cofano anteriore trovano posto motori benzina e Diesel: nel primo caso si tratta di un tre cilindri di 1,2 proposto in versione aspirata (75 CV) e turbo con potenze di 100 e 130 CV. Il turbodiesel è invece un 1.5 da 102 CV. Interni ovviamente migliorati e arricchiti nell’infotainment con il grande display centrale, di serie però solo sugli allestimenti più ricchi. L’equipaggiamento standard prevede comunque un sistema anti-collisione con frenata d’emergenza e rilevamento pedoni, cruise control, riconoscimento segnaletica stradale e avvertimento abbandono corsia. Tre infine i livelli di allestimento: Edition (da 13.990 euro), Elegance (da 17.850 euro) e GS Line da 19.880 euro. Più tardi è prevista una variante un po’ più pepata, la GSi, e una ancora più cattiva con il marchio OPC.
Durata garantita, parola di VW
Le batterie sono il principale problema delle auto elettriche, bla bla bla, lo sappiamo ormai tutti. OK, stavolta però non si tratta delle solite chiacchiere, quanto di una questione che ostacola duramente il piano di diffusione di VW della nuova ID.3. Ecco perciò l'inizio della campagna accu, con la garanzia da parte della Casa che il pacco batterie della nuova auto è in grado di mantenere anche dopo 8 anni o 160.000 km di utilizzo il 70% della carica iniziale. La garanzia si applica a tutte le tre versioni dell'accumulatore, da quella da 45 kWh (330 km di autonomia) a quella da 58 kWh (420 km) e alla più capace da 58 kWh (550 km). La stima però (perché di stima si tratta) è stata fatta prevedendo che il 50% delle ricariche avvengano cion la rete di casa (a bassa potenza) e il 20% sul posto di lavoro (con potenza magari superiore ma comunque non elevata). Solo il 30% sarebbe dunque effettuato con le colonnine da 125 kW, il 25% in centraline pubbliche e l'ultimo 5% in autostrada. Non vorrei fare la Cassandra, ma mi sembra che ogni claim relativo alle auto elettriche ne vanti la rapidità di ricarica con le centraline ad alta intensità. Limitarne l'uso nel corso della vita dell'auto al solo 30% fa della vettura più che un mezzo di trasporto un giocattolo da tempo libero. Ma non dovevano mica sostituire quelle a combustibili?
Nata coupé, ora eccola Suv
Ve la ricordate la Puma? Era una Ford che seguiva il mood delle piccole sportive in voga negli ultimi anni '90, realizzata sulla scocca della Fiesta con diversi motori e (almeno con il millesette) con buone prestazioni. Beh, come ormai spesso accade di questi tempi con i nomi più noti del passato, oggi rinasce come Suv. La Ford parla di crossover, per una cittadina rinforzata dalla linea gradevole e nata ancora sulla piattaforma Fiesta ma poco personale rispetto all'ampia offerta di vetture simili. Il vantaggio pratico rispetto alla berlina sta nella maggiore altezza di 30 mm e nel grande vano bagagli da 456 litri, che prevede una modularità del piano d'appoggio adattabile alle diverse esigenze. La Puma è fornita con l'ottimo motore turbo a tre cilindri Ecoboost da 1 litro, che incorpora una struttura mild hybrid grazie a un motore/generatore da 11,5 kW al posto del convenzionale alternatore ed è disponibile nelle versioni da 125 e 155 cavalli. Due le logiche di funzionamento del sistema: Torque substitution, che eroga fino a 50 Nm aggiuntivi al posto del motore a combustione, consentendo così un risparmio medio nel consumo fino al 9% (ciclo WLTP), e Torque supplementation, che aggiunge 20 Nm alla massima coppia del motore per migliorare le prestazioni. Il sistema ha consentito di adottare un turbo di maggiori dimensioni e di ridurre il rapporto di compressione, mantenendo la prontezza di risposta all'acceleratore; inoltre è presente sulla Puma il primo sistema di deattivazione del cilindro (centrale) in un three pot, che alle basse richieste di potenza si trasforma quindi in un bicilindrico. Contrariamente alla tendenza generale, Ford equipaggerà la Puma anche con un Diesel, un millecinque turbo di ultima generazione con filtro per gli NOx a urea che richiede quindi il doppio rifornimento ma che risulta avere comunque maggiori percorrenze rispetto all'ibrido a benzina.
25 giugno 2019
Ritorno al futuro 4.0
Se siete degli inguaribili romantici e amate le cose del bel tempo che fu, ma nel contempo avete un’anima green questa Mustang Fastback probabilmente fa per voi. Perché mette tutti d’accordo: amanti del vintage e seguaci dell’ecosostenibilità, il diavolo e l’acqua santa. Per il semplice motivo che si tratta di una splendida Ford Mustang totalmente restaurata ed…elettrificata. La vedremo al Festival of Speed di Goodwood tra qualche settimana ed è frutto del lavoro di un’azienda inglese, che non ha nulla che vedere con Ford ma che ne ha seguito lo sviluppo, oltre che la prossima eventuale commercializzazione. Si tratta della Charge Cars, che ha dotato la Fastback di un motore elettrico della potenza di 540 CV, con la mostruosa coppia di 1.200 Nm. Il pacco batterie fornisce 64 kWh, mentre le prime indiscrezioni citano un’accelerazione da 0 a 100 in meno di 4 secondi e una velocità massima di 240 km/h. Chi fosse interessato sappia che Charge Cars ha già dato un’indicazione sul prezzo: più o meno 360.000 euro. Cosa aspettate?
Ma è proprio la M1?
Per BMW si chiama Vision M NEXT, ibrida da 600 CV a due posti secchi che dovrebbe debuttare in veste produttiva al salone di Francoforte in settembre. Per tutti noi è la nuova M1, più in generale il futuro delle M che nell'ottica del marchio dovranno seguire il percorso ibrido che caratterizzerà ogni altra vettura di Monaco. Un'auto che (a regolamenti approvati dagli organi di controllo) si potrà scegliere se guidare o far guidare al computer, la cui scocca in carbonio è in comune con quella della seconda generazione della i8 e che si andrà a confrontare sul mercato con le Audi Sport e le Mercedes-AMG. Ma per quelli che sognavano un ritorno ai motori come si deve dell'Elica azzurra c'è una grande delusione: niente V8 o 6 in linea, ma un nuovo 4 cilindri turbo montato trasversalmente dietro il posto di guida che agirà insieme a 2 motori elettrici, uno per ciascun asse. I 600 cavalli sono quindi complessivi e, come su ogni ibrida, dipendono dallo stato di carica dell'accumulatore; nel migliore dei casi consentono quindi uno 0-100 in 3 secondi netti e una Vmax di 300 orari. Ma si possono anche fare 100 km in pura modalità elettrica, il che suggerisce un pacco batterie non proprio piccolissimo, ergo non leggerissimo. Il posto di guida è molto F1 nel senso della concentrazione attorno al driver e nel volante a forcella, ma minimalista grazie all'uso di uno head-up display a realtà aumentata. Due chicche per concludere. Il portabicchieri giroscopico, che compensa scuotimenti e accelerazioni, e la struttura del tetto in fibra di carbonio riciclata. Ma dove la trovano quella usata?
Multiple joint venture crescono
I margini ridotti e il mercato in contrazione (pure in Cina) suggeriscono alleanze strategiche che i giapponesi, come sempre, iniziano a stringere con largo anticipo. Così il colosso Toyota, dopo la collaborazione con Subaru per le prossime elettriche, ora conferma anche quella con Mazda per una nuova piattaforma comune con motore anteriore a 6 cilindri e trazione posteriore. Vi ricorda nulla? Io sinceramente sento molto odore di Supra, ma potrei anche sbagliarmi; in ogni caso le alleanze di questi tempi sono molto by project: finito l'impegno si può anche tornare amici (o concorrenti) come prima. In ogni caso questa alleanza muove dal nuovo 6 in linea che Mazda intende costruire nelle varianti a benzina (Skyactiv-X) e turbodiesel (Skyactiv-D), entrambe associate a un sistema mild hybrid a 48 V e alla possibilità opzionale della trazione integrale. Mazda vanta una notevole esperienza in campo motoristico classico, con prodotti di rottura come il nuovo Skyactiv-X a combustione omogenea, e deve allestire una sostituta della Mazda 6; Toyota dal canto suo ha un grande know how in campo ibrido e ma non dispone attualmente di una moderna piattaforma per auto prestazionali. Lo scambio sarà quindi proficuo per entrambi.
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