25 giugno 2019

Ma è proprio la M1?



















Per BMW si chiama Vision M NEXT, ibrida da 600 CV a due posti secchi che dovrebbe debuttare in veste produttiva al salone di Francoforte in settembre. Per tutti noi è la nuova M1, più in generale il futuro delle M che nell'ottica del marchio dovranno seguire il percorso ibrido che caratterizzerà ogni altra vettura di Monaco. Un'auto che (a regolamenti approvati dagli organi di controllo) si potrà scegliere se guidare o far guidare al computer, la cui scocca in carbonio è in comune con quella della seconda generazione della i8 e che si andrà a confrontare sul mercato con le Audi Sport e le Mercedes-AMG. Ma per quelli che sognavano un ritorno ai motori come si deve dell'Elica azzurra c'è una grande delusione: niente V8 o 6 in linea, ma un nuovo 4 cilindri turbo montato trasversalmente dietro il posto di guida che agirà insieme a 2 motori elettrici, uno per ciascun asse. I 600 cavalli sono quindi complessivi e, come su ogni ibrida, dipendono dallo stato di carica dell'accumulatore; nel migliore dei casi consentono quindi uno 0-100 in 3 secondi netti e una Vmax di 300 orari. Ma si possono anche fare 100 km in pura modalità elettrica, il che suggerisce un pacco batterie non proprio piccolissimo, ergo non leggerissimo. Il posto di guida è molto F1 nel senso della concentrazione attorno al driver e nel volante a forcella, ma minimalista grazie all'uso di uno head-up display a realtà aumentata. Due chicche per concludere. Il portabicchieri giroscopico, che compensa scuotimenti e accelerazioni, e la struttura del tetto in fibra di carbonio riciclata. Ma dove la trovano quella usata?

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