06 giugno 2019

Nuova Forester, l'ibrido secondo Subaru





























Subaru è un costruttore indipendente, che realizza prodotti di nicchia con spiccata personalità. Auto diverse, assai appetibili in Usa, dove gran parte del 1.063.000 auto prodotte nel 2018, 7° record consecutivo, è venduto; meno diffuse in Europa, 40.600, ma comunque apprezzate per qualità e affidabilità. La filosofia del marchio è passata negli ultimi anni dalle auto prestazionali che vincevano nel WRC a prodotti che puntano su sicurezza e qualità, grazie anche al know how in campo aerospaziale che fa di Subaru un fornitore della Boeing. Ora è il turno delle ibride, che seguono la road map iniziata con l'eliminazione del Diesel dalla gamma del 2018 e arriverà ai modelli elettrici puri nel corso dei prossimi anni, che saranno realizzati (notizia di oggi) insieme a Toyota.



Forester, giunta alla 5a generazione, e XV sono ora dotate del nuovo e-boxer, un 2 litri a iniezione diretta da 150 CV (110 kW) tra 5.600 e 6.000 giri con coppia massima di 194 Nm a 4.000 giri connesso all'ormai tradizionale cambio a variazione continua Lineartronic, che qui però incorpora un motore elettrico da 10 kW (13,6 CV) continui con potenza di picco di 12,3 kW (16,7 CV) e coppia di spunto di 66 Nm. Una struttura da ibrida vera, quindi, ma confinata al ruolo di mild hybrid dalla batteria al litio da 0,6 kWh a 118 V collocata nella nuova piattaforma SGP sotto il pianale posteriore, che assicura una percorrenza elettrica di soli 1,6 km a una velocità massima di 40 km/h. L'aumento di peso è di 110 kg, per un totale di 1.550 kg. Il volume utile del bagagliaio è di 340 l, in leggero calo rispetto ai precedenti 385.



L'auto è stata moderatamente rivista nel frontale; più accentuate invece le modifiche alla coda, ove spicca la fascia nera orizzontale che si inserisce nei gruppi ottici, mentre l'andamento del portellone con i bordi arrotondati è più squadarato e taglia le luci anziché circondarle. La batteria ha fatto sparire il vano anteriore sotto il piano di appoggio del baule, ma non ha modificato il volume disponibile. Nello spazioso interno la finitura è ora più accurata, con i due schermi in posizione centrale unici a tradire l'anima ibrida grazie ai diagrammi di flusso selezionabili.



Le assistenze alla guida sono cresciute e ora il controllo di corsia è attivo, mentre l'Eye Sight, il sistema a doppia telecamera di supervisione dinamica, incorpora anche la frenatura automatica in retromarcia in prossimità di ostacoli, oltre a quello in direzione di marcia. Sali a bordo e il Driver Monitoring System, l'interfaccia uomo-macchina, ti esamina e registra con un sensore a infrarossi; da quel momento ti riconoscerà e adatterà tarature, temperatura e regolazione del sedile alle tue esigenze, anche se hai gli occhiali da sole. Comodo, utile, ma forse anche un po' invasivo: basti che ti distrai un attimo dalla visuale anteriore perché un bip ti evidenzi il messaggio "Guarda avanti" (in inglese, per ora). Assai più utile invece "la sveglia" se chiudi gli occhi per più di 3 secondi, un vero presidio contro i colpi di sonno.



Pressione sul bottone di avviamento, spia Ready accesa e via. Se premi poco, pochissimo il gas riesci a muoverti con il motore elettrico, ma basta un nulla per far intervenire quello a benzina. Data l'omologazione ancora in corso ho provato la Forester in un centro esperienze dell'Automobile Club austriaco, sia sul tracciato di velocità, sia su quello off road. E le migliori doti emergono proprio su quest'ultimo, ove gli angoli caratteristici favorevoli e l'ottima trazione traggono da ogni difficoltà. Il motore elettrico dà lo spunto da fermo sufficiente a superare gli ostacoli con facilità, condizione che rende subito padroni della guida anche sul brutto. A velocità maggiori e su asfalto si evidenzia invece una certa oscillazione del corpo vettura nelle curve, che non corrisponde però a perdite di aderenza od oscillazioni di traiettoria; lo sterzo preciso consente inoltre facili ed efficaci manovre di correzione, cosa non comune su veicoli di questa stazza e collocazione di baricentro. Particolarmente buono poi il comfort acustico, con il motore sempre a basso regime e un livello di vibrazioni da 6 cilindri.

Fine dei giochi







Visto che i francesi cincischiano, FCA ritira l'offerta. Questo il senso della notizia di stanotte, che sancisce la fine del sogno di costituire un gruppo globale che poteva (Nissan permettendo) collocarsi al vertice mondiale della produzione di auto. Ed è stata proprio la posizione dell'azionista di governo a decretare la chiusura della trattativa. Troppo alte le richieste, troppo scarsa la capacità di decisione in ambito commerciale, quella caratteristica che si chiede ai grandi manager di fare scelte importanti in tempi ristretti. L'azionista di riferimento di Renault chiedeva infatti un rinvio nell'ottica dei tempi della politica, quei tempi che fanno spesso rimandare sine die decisioni importanti privilegiando giochi di potere. E qui di potere ce n'era in ballo parecchio, vista la richiesta di far parte del consiglio di amministrazione, magari con potere di veto, e quella del dividendo straordinario, di fatto una tassa, un'entrata aggiuntiva per l'erario francese. Dal mio punto di vista meglio così. So non avere elementi per una valutazione obiettiva, ma l'idea che un governo straniero potesse decidere dell'occupazione in Italia non mi piace. Il dialogo è già difficile con gli imprenditori, figuriamoci con politici senza scrupoli. Ora rimane aperta perciò la questione delle alleanze. Sappiamo tutti che, avendo saltato almeno 3 cicli evolutivi del prodotto, FCA vede in una joint venture o in un'acquisizione l'unica possibilità di sopravvivenza in un mercato le cui risorse calano a fronte di costi in aumento. Il prossimo futuro vedrà quindi altre novità, anche perché i talks con altri soggetti sono versomilmente ancora in corso. E in questo ambito nessuno fa il permaloso.

BMW e Jaguar, fidanzamento lampo





Mentre il mondo dell’auto sembra voler procedere a passo spedito verso le motorizzazioni a zero emissioni, molti costruttori si guardano intorno per capire come raggiungere buoni risultati senza dissanguare le casse delle aziende. E l’ultima news di queste ore è l’annuncio di un accordo tra Bmw e il gruppo Jaguar – Land Rover per una stretta collaborazione nelle tecnologie legate all’elettrificazione. I matrimoni o le convivenze a tempo sono ormai all’ordine del giorno e tutti, chi più chi meno, cercano di trarre il massimo profitto con il minimo sforzo. Ora si chiamano sinergie e operazioni di co-branding, un tempo i nostri vecchi maestri dicevano: fare le nozze con i fichi secchi... Sia come sia, la notizia è fresca: le due Case uniranno ufficialmente le loro forze per sviluppare unità elettriche di nuova generazione più performanti e economiche. Perchè se è vero che entrambi i marchi hanno a disposizione modelli green, l’intenzione è quella di dare un brusca accelerazione sul versante, appunto, dei costi di esercizio, delle prestazioni e dell’autonomia. E per arrivare a questo punto, dice la nota del gruppo inglese, ci vogliono investimenti troppo onerosi per una sola azienda seppur grande come Jaguar – Land Rover. Tali tecnologie verranno sviluppate da un team composto da progettisti di entrambe le società e il primo frutto di questo nuova “storia d’amore” potrebbe essere la prossima iX3 in uscita il prossimo anno. La stessa Bmw ha confermato che l’unità motrice della iX3 sarà la base su cui si costruiranno le future motorizzazioni green dei due marchi. Non resta che attendere.

Grandi e cattive

























































Dopo i tanti rumors, decine di anticipazioni e di teaser, Bmw ha finalmente svelato le forme delle nuove M8 e M8 Competition. Sportive di alto lignaggio, le M8 sono lussuose Coupé destinate a una clientela super selezionata. Le performance sono assicurate dalla presenza di un’evoluzione del V8 Twin Power Turbo che sviluppa 600 CV nella M8, che salgono a 625 nel caso della Competition. Nella gamma è presente anche la Convertible che adotta anch'essa il propulsore da 600 CV. Ai due motori è associata una trasmissione M Steptronic a otto rapporti, mentre lo schema di trasmissione prevede la trazione sulle quattro ruote. Tra le peculiarità meccaniche la possibilità di settare su due differenti posizioni la risposta dell’impianto frenante a seconda del tipo di guida adottata con reazioni più secche e decise, ad esempio, in pista e più dolci e progressive su strade normali. Le M8 verranno presentate a Monaco alla fine di giugno in occasione dell’evento Bmw #NextGen. Velocità massime limitate a 250 km/h e 0 100 in 3,3 secondi per la M8 (3,4 la Convertible) e 3,2 secondi per la Competition (3,3 Convertible). Inutile sottolineare che gli interni sono particolarmente ricchi e accessoriati con largo uso di pelle pregiata, mentre la dotazione non teme confronti con le migliori luxury car del momento. In Italia al momento i prezzi non sono stati resi noti, ma si sa che in Inghilterra la M8 Coupé ha un listino che parte da 123.434 sterline, oltre 140 mila euro.

04 giugno 2019

La ID R è la più veloce sul Ring









Poco più di un mese fa l'annuncio del tentativo, ieri il record. Parlo della VW ID R, la sportiva nata per Pikes Peak riadattata alla pista per staccare il giro a zero emissioni più prestazionale di sempre sulla Nordschleife: 6:05,336. Alla guida del francese Romain Dumas, ha superato il record che apparteneva dal 2017 alla Nio EP9 con 6:45,9, facendo registrare una velocità media di 206,96 kmh. Il dato più interessante è però quello relativo alla potenza: 500 kW (680 CV) per la ID R contro 1 MW (1.359 CV) per la cinese. Evidentemente assetto e scocca contano assai più della potenza bruta, visto inoltre che la velocità massima non supera praticamente mai i 260 km/h.

La cittadina elettrica di Seat





















La Seat ha appena presentato la city car Mii elettrica a emissioni zero, modello che anticipa la variante ibrida della Leon e la plug-in sulla base della Suv Cupra Formentor. La Mii condivide ovviamente la struttura dell’altra piccola EV del gruppo, la Skoda Citigo, e rimpiazzerà da luglio la versione con motore a benzina. Equipaggiata con un’unità elettrica da 82 CV, accelera da 0 a 50 km/h in 3,9 secondi e ha una velocità massima limitata a 130 km/h. Il pacco batterie da circa 37 kWh consente, secondo i dati dichiarati, un’autonomia di oltre 250 chilometri. Le differenze estetiche sono minime e si riducono ai cerchi da 16” e nuovi badge di riconoscimento sia davanti che dietro. All’interno il cruscotto ha un disegno differente. Nella dotazione sono compresi accessori quali sensori di parcheggio, cruise control e riconoscimento automatico della segnaletica stradale. Il bagagliaio ha sempre una capienza di 251 litri. Tempi di ricarica: 4 ore per arrivare all’80% attraverso una wall box domestica o un’ora presso una colonnina di ricarica veloce. Al momento non esiste ancora un listino prezzi ma il numero uno di Seat Luca De Meo assicura che la Mii EV sarà una delle full electric più economiche del mercato.

La barchetta Porsche omaggio alle gare in salita













Dal cilindro (meglio dai cilindri...) Porsche spesso esce il canonico coniglio. La Casa numero 1 per remuneratività delle sue auto ha sempre in serbo qualcosa per i suoi fedeli appassionati e raramente sbaglia il colpo. Stavolta è il caso della poco nota 981 Bergspider, omaggio e riedizione della 909 Bergspider del 1968 nata per il campionato europeo della montagna. La scocca è quella di una 918 Boxster e il motore il 3.8 litri a 6 cilindri, la cui potenza qui è di 387 CV. Il progetto risale al 2015, quando si studiava un omaggio alla leggerissima barchetta (385 kg) che non ebbe però il via libera dal board; troppo difficile ottenere le omologazioni con quella forma e con un'esposizione del pilota così totale. L'auto finì al museo di Stoccarda, ove risiede tuttora. E' però perfettamente funzionante e ogni tanto fa le sue uscite, stavolta in compagnia dell'antenata. Indubbiamente meno corsaiola dell'originale, che con il motore da 275 cavalli faceva registrare un rapporto peso/potenza di 1,4 kg/CV, è in ogni caso capace di fare bella figura perché i 2,83 kg/CV assicurati dal peso di 1.099 kg non la farebbero sfigurare sul Ring; accertato anche lo 0-100 sotto i 4 secondi. Peccato che gli unici a potersela gustare siano i collaudatori del museo.

Due record, una settimana, una strategia

A pochi giorni di distanza, il Gruppo Volkswagen ha piazzato due record al Nürburgring, con vetture agli antipodi. La Taycan Turbo GT con il...