Il quadriciclo cinese è pratico, si parcheggia dappertutto ed è agile e veloce nel traffico urbano.
BAW1 è un quadriciclo di categoria L7e-CP, guidabile da 16 anni. Per la mia prova cittadina ho scelto la versione a 4 posti, che il Codice prevede abbia un peso massimo di 400 kg (batterie escluse), una potenza di 15 kW e una Vmax di 80 km/h. Questo corpo vettura colma in un certo senso il vuoto
lasciato dalle Case che hanno abbandonato il segmento A con un veicolo studiato espressamente per i centri urbani.
La linea è squadrata, con un tetto alto che ricorda un po' i taxi di Londra e le Keicar giapponesi, non certo sinuosa ma nemmeno sgradevole. Le grandi porte hanno un ampio grado di apertura e rendono facile l'accesso ai sedili avanti, per raggiungere quelli dietro occorre agire sulla leva che regola l'inclinazione dello schienale, operazione semplice ma che obbliga a ricalibrarlo a ogni volta.
Il portellone posteriore si apre a pulsante o con il telecomando; lo spazio è davvero minimo, anche perchè ospita la borsa con il cavo di ricarica, ma una piccola spesa, magari impilata, ci sta. Ovviamente lo spazio aumenta ribaltando i sedili, operazione semplice.
L'interno è spazioso davanti, grazie anche al pavimento piatto; dietro si sta più stretti ma per il transito cittadino i viaggi in quattro non sono troppo compressi. I rivestimenti sono in plastica rigida di aspetto gradevole, ma con imperfezioni di montaggio. Il volante di giuste dimensioni non è regolabile e occorre agire solo sul sedile per trovare la posizione di guida; ne consegue che questa sia a braccia allungate per non trovarsi troppo vicini alla pedaliera. Quest'ultima, curiosamente, mostra i segni + e -, qualora ci fossero dubbi sul loro ruolo.
Gli appoggiabraccia sulle porte sono rigidi e il gomito cade proprio nel vano che fa da maniglia per la chiusura, inoltre è facile azionare involontariamente gli alzavetro elettrici; elettrica anche la regolazione degli specchietti. La piccola consolle centrale ospita un portaoggetti e la manopola per la direzione di marcia, mentre la plancia è rettilinea con finitura in plastica nera lucida. Due schermi, quello di destra touch, fanno da cruscotto e centro di controllo dei sistemi di bordo. Il bordo in metallo lucido si riflette però fastidiosamente nel parabrezza.
La logica del sistema di infotainment è un po' criptica, la radio non ha l'RDS e non sono installati Android Auto né Apple CarPlay, peccato, perché in città sono spesso assai utili. Sul volante ci sono i comandi del volume e del telefono; mancano invece sulla plancia quelli per la climatizzazione (dotata di condizionatore), che dev'essere azionata mediante lo schermo.
La BAW1 non soffre di complessi di inferiorità e grazie alle ridotte dimensioni si infila ovunque, anche nelle zone a traffico limitato, dribblando con agilità auto e mezzi pubblici. Le modalità di guida, selezionabili premendo la manopola nella consolle, sono Eco, con limitazione della potenza erogata, e Sport, ma nella maggior parte delle condizioni la prima è sufficiente, con sensibile aumento dell'autonomia.
L'avvio è un po' brusco, in Eco l'accelerazione è modesta e il motore raramente supera la potenza di 6 kW; passando in sport si leggono fino a 21 kW di picco (la potenza di targa è di 13) mentre, grazie al peso molto ridotto, si lasciano indietro facilmente gran parte delle altre auto.
Il comfort è relativo: il motore si fa sentire solo con un sibilo, ma la scarsa insonorizzazione permette a rotolamento e rumori esterni un facile ingresso. Visibilità buona davanti ma limitata lateralmente dai montanti, sterzo leggero, adeguato alle basse velocità.
In movimento la BAW1 emette un bip bip di avvertimento fino a 20 km/h, peccato ricordi quello di un camion in retromarcia; sarebbe meglio scegliere un suono diverso.
La BAW1 è veloce, la velocità massima si raggiunge in fretta e si mantiene anche
alleggerendo il pedale. Sullo schermo-cruscotto ho letto anche 96 km/h,
ma a questa andatura la carica della batteria al litio-ferro- fosfato
dura poco.
Quando ho ritirato l'auto l'autonomia indicata sul monitor
era di 163 km, ma
più che a questa è meglio far riferimento alla percentuale di carica
rimanente, più affidabile. La ricarica avviene tramite un cavo con
presa Schuco e tramite le colonnine in AC, ma non è fornito il cavo per
queste ultime. In ogni caso l'autonomia è sufficiente per l'uso cittadino, anche perché il consumo medio nella mia prova si è attestato su 1 kWh/100 km.
Meglio però se si dispone di un box con presa di corrente, perché non appena esci alla ricerca di una colonnina ti rendi conto di quanto entri in zona di guerra.
L'elettrico cittadino è senz'altro il miglior grimaldello per l'affermazione delle Bev, ma siamo molto indietro con le sovrastrutture e l'ansia da autonomia finisce per afferrarti.
Come per tutte le miniauto, poi, il prezzo è un elemento dirimente che va affrontato con una logica di lungo periodo per dare risultati in termini numerici.






































