26 luglio 2017
L'occhio del fisco sulle elettriche
Ancora sull'elettrico, ma stavolta riguardo un evento che avevo peraltro largamente previsto. In California, a Palo Alto per la precisione, dal prossimo 1° agosto si pagherà una tassa aggiuntiva sulle ricariche di auto elettriche. Fa specie che la prima di questa prevedibile individuazione da parte della fiscalità di una nuova fonte di introito avvenga proprio nella località ove ha sede la Tesla e forse la coincidenza è dovuta al lancio della Model 3 con le sue ampie aspettative di vendita, ma il fatto è che c'è stata una prima volta, la pratica è stata sdoganata. Ora dobbiamo aspettarci una discesa a pioggia un po' dappertutto, con più o meno sviluppate punte di ingordigia da parte delle diverse amministrazioni. Sulla West Coast la tassa si limita a 0,23 $/kWh, decisamente poco in assoluto meno di 10$ per una percorrenza di 100.000 km circa, ma è il concetto che conta. Per ciò che riguarda i futuri automobilisti elettrici (diciamo) low cost della Model 3, inoltre, ci sarà pure da pagare la fattura della corrente utilizzata, il cui costo per i più ricchi possessori di Model S e Model X viene assunto da Tesla. Per essere realisti, comunque, non si può pensare che a fronte del calo di vendite dei carburanti tradizionali, per ora futuribile ma possibile, i diversi governi rinuncino tout court a un cospicuo introito di cash senza prevedere una alternativa. E calando il discorso in Italia, viste le abitudini, io starei molto attento nel valutare i reali costi futuri.
Toyota cambia idea
Il punto debole delle auto elettriche resta sempre quello delle batterie. Ingombranti, pesanti nonostante l'impiego del leggerissimo litio, con una densità energetica ridicola (la quantità di energia per unità di volume) rispetto a un serbatoio di carburante. Ecco perché gli sforzi degli attori del settore si concentrano sulla ricerca nel campo degli accumulatori. E l'ultima novità viene da Toyota, che secondo un quotidiano jap ha in fase di avanzato sviluppo un nuovo tipo di batterie al litio a elettrolita solido che sarà sul mercato nel 2022. La scelta va nella direzione di accumulare maggiore energia grazie alla parimenti maggiore densità del composto, mentre il migliore scambio termico riduce la possibilità di surriscaldamento e limita quindi il peso aggiuntivo dovuto al sistema di raffreddamento; infine, le nuove batterie accetterebbero intensità di ricarica assai maggiori, riducendo drasticamente (ammesso che le colonnine specifiche diventino virali) i tempi di attesa. La scelta di produrre in quantità accumulatori rappresenta un deciso cambio di orizzonte per la casa nipponica, che 5 anni fa aveva preferito lo sviluppo delle fuel cell (vedi la Mirai), ritenendolo più promettente. Ma solo lo stolto non cambia mai idea...
25 luglio 2017
Manca pochissimo alla nuova TVR
Un po' più di un anno fa ero tornato sull'argomento TVR, nome mitico per gli amanti delle auto feroci, ma ahimé scomparso dalla scena da (troppo) tempo. La nuova proprietà tuttavia sembra mantenere le promesse e la nuova vettura è attesa per il lancio al 2017 Goodwood Revival che si aprirà appena prima del salone di Francoforte in settembre; nel frattempo un nuovo teaser è stato rilasciato. Confermate le linee generali dell'auto: motore yankee V8 di 5 litri, del quale non è stata comunicata tanto la potenza quanto (nella più pura illogica ottica anglosassone e in unità di misura arcaiche) il rapporto peso potenza di 400 hp/tonne, vale a dire 405,56 CV/1.016,04 kg, cioè, in unità umane, 2,5 kg/CV; peso di 1.200 kg, 0-60 mph (96 km/h) in meno di 4 secondi e Vmax di oltre 320 km/h. Gli scarichi sembrano essere stati modificati rispetto al primo teaser, altrettanto la scocca che ora impiega un mainframe in alluminio con pannelli in vetroresina, mentre quella in carbonio realizzata con il sistema iStream di Gordon Murray sarà una (costosa) opzione in sede di prenotazione dell'auto. Prezzo sopra i 100.000 € e produzione del lotto iniziale ampliata a 500 vetture; il portafoglio clienti per ora ha raggiunto 300 depositi di 5000 sterline per la prenotazione.
24 luglio 2017
Blind screen anche sulla Ampera-e?
A volte un piccolo bug può fare danni più grandi quanto si pensi. E' il caso della Chevrolet Bolt, la nuova elettrica di GM in fase di lancio anche dalle nostre parti sotto il nome di Opel Ampera-e, che manifesta un piccolo ma serio problema di visibilità. Sulle vetture dotate del parabrezza nella finitura grigio chiaro unita all'interno nella tinta "light ash gray and ceramic white", la scelta di tonalità dà luogo a forti riflessioni che in determinate condizioni rendono la guida pericolosa, causando una sorta di cecità temporanea del guidatore. Il problema è stato segnalato alla NHTSA (l'ente di controllo Usa sulla sicurezza stradale) su alcuni forum e l'ente sta facendo controlli per decidere se ordinare un richiamo. Nel frattempo gli sfortunati pionieri dell'elettrico a stelle e strisce hanno dovuto provvedere a proprie spese alla sostituzione della plancia, con un costo di circa 2.500 dollari che per ora GM si rifiuta di accollarsi. Magari però in Europa le plance sono solo scure...
Mica tutti uguali, i cavalli
Di GT40 originali penso ce ne siano in giro ormai poche, Restano però le repliche, che se sono fatte come si deve hanno ancora moolto da dire. Come in questo video, dove una replica motorizzata Gurney-Weslake fa vedere i sorci verdi un po' a tutti in accelerazione. Il V8 è un 427 cid (6994,26 cm3) da 450 CV, abbastanza pochi rispetto alle supervitaminizzate che le fanno da contorno, ma che uniti al peso ridotto e alla rapportatura racing sparano agilmente la vecchietta oltre i 250 orari sul quarter mile. Ma la chicca è la sdrumata che si becca una Dodge Challenger SRT Hellcat, che pur con un differenziale di potenza di ben 267 cavalli rimane nettamente indietro. Senza contare che se guardate bene a fine sparo dallo scarico esce un fumino bianco che la dice lunga sull'affidabilità di quei 717 CV. OK, gli spari sul quarto di miglio sono una specialità Usa che non dice nulla sulle vere doti stradali dell'auto. Ma pensate che sul ring sarebbe andata diversamente?
19 giugno 2017
Appuntamento a luglio
Quest'anno si anticipa. Così le vacanze arrivano prima, ma purtroppo anche il ritorno sarà anticipato; me ne farò una ragione. Cari topolini, ci vediamo a luglio e per chi nel frattempo parte, buone vacanze.
16 giugno 2017
La Panoz elettrica per Le Mans
Dan Panoz, figlio di Don Panoz, una dinastia di imprenditori farmaceutici di origini italiane con il pallino delle corse. Dall'89 in pista e ora alla rincorsa delle nuove tecnologie, con la Green4U presentata a Le Mans ieri, in occasione della 24 ore che si corre in questo weekend. E' una GT elettrica a batterie che nelle intenzioni del tycoon dovrebbe debuttare già l'anno prossimo sul tracciato endurance. L'omologazione dovrebbe avvenire nella categoria GTE e la scocca in fibra di carbonio prevede l'abitacolo a sinistra, lasciando spazio per le ingombranti batterie sull'altro lato. Accumulatori per i quali è prevista la sostituzione rapida, tanto quanto la ricarica, che dovrebbe avvenire in appena 35 minuti grazie a speciali caricatori installati nel box. L'autonomia, trattandosi di un'auto da competizione, è valutata più che in chilometri in unità di tempo: per la vettura disegnata da Peter Stevens le ipotesi sono di un range da 48 a 55 minuti con una velocità massima attorno ai 300 orari, mentre la strategia di corsa si baserà sul cambio batterie a fine autonomia, effettuato con tempi paragonabili a quelli di un rifornimento classico. I motori di propulsione sono due, uno per asse, e con la loro potenza complessiva attorno ai 600 CV garantiscono anche la trazione integrale con torque vectoring.
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