Il punto debole delle auto elettriche resta sempre quello delle batterie. Ingombranti, pesanti nonostante l'impiego del leggerissimo litio, con una densità energetica ridicola (la quantità di energia per unità di volume) rispetto a un serbatoio di carburante. Ecco perché gli sforzi degli attori del settore si concentrano sulla ricerca nel campo degli accumulatori. E l'ultima novità viene da Toyota, che secondo un quotidiano jap ha in fase di avanzato sviluppo un nuovo tipo di batterie al litio a elettrolita solido che sarà sul mercato nel 2022. La scelta va nella direzione di accumulare maggiore energia grazie alla parimenti maggiore densità del composto, mentre il migliore scambio termico riduce la possibilità di surriscaldamento e limita quindi il peso aggiuntivo dovuto al sistema di raffreddamento; infine, le nuove batterie accetterebbero intensità di ricarica assai maggiori, riducendo drasticamente (ammesso che le colonnine specifiche diventino virali) i tempi di attesa. La scelta di produrre in quantità accumulatori rappresenta un deciso cambio di orizzonte per la casa nipponica, che 5 anni fa aveva preferito lo sviluppo delle fuel cell (vedi la Mirai), ritenendolo più promettente. Ma solo lo stolto non cambia mai idea...
26 luglio 2017
Toyota cambia idea
Il punto debole delle auto elettriche resta sempre quello delle batterie. Ingombranti, pesanti nonostante l'impiego del leggerissimo litio, con una densità energetica ridicola (la quantità di energia per unità di volume) rispetto a un serbatoio di carburante. Ecco perché gli sforzi degli attori del settore si concentrano sulla ricerca nel campo degli accumulatori. E l'ultima novità viene da Toyota, che secondo un quotidiano jap ha in fase di avanzato sviluppo un nuovo tipo di batterie al litio a elettrolita solido che sarà sul mercato nel 2022. La scelta va nella direzione di accumulare maggiore energia grazie alla parimenti maggiore densità del composto, mentre il migliore scambio termico riduce la possibilità di surriscaldamento e limita quindi il peso aggiuntivo dovuto al sistema di raffreddamento; infine, le nuove batterie accetterebbero intensità di ricarica assai maggiori, riducendo drasticamente (ammesso che le colonnine specifiche diventino virali) i tempi di attesa. La scelta di produrre in quantità accumulatori rappresenta un deciso cambio di orizzonte per la casa nipponica, che 5 anni fa aveva preferito lo sviluppo delle fuel cell (vedi la Mirai), ritenendolo più promettente. Ma solo lo stolto non cambia mai idea...
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