Visualizzazione post con etichetta curiosità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta curiosità. Mostra tutti i post

28 febbraio 2025

Pedalare sulla neve

Arosno è una società basata ad Annecy, Francia, che realizza la E-Trace, e-bike ispirata alle motoslitte concepita per affrontare le piste innevate.

Per gli appassionati della natura e delle avventure all’aria aperta, l’Arosno E‑Trace è una proposta rivoluzionaria per scoprire paesaggi innevati in modo completamente nuovo. Un ibrido che unisce le caratteristiche di una e‑bike e di una motoslitta, che integra quindi la forza delle pedalate con un’efficiente assistenza elettrica. Il sistema di sterzata, controllato tramite manubri verticali, offre precisione nei movimenti, mentre la cinghia in gomma collocata nella parte posteriore assicura una trazione ottimale e una stabilità eccellente su superfici coperte di neve.


La E‑Trace è lunga 1,930 m, alta 0,92 m, larga 1,038 m e pesa 45 kg batteria compresa; quest'ultima, rimovibile, lavora alla tensione di 48V e alimenta un motore da 250 W e 110 Nm che supporta la pedalata fino alla velocità di 25 km/h, con un’autonomia di 45 km con una singola carica completa. La trasmissione del moto al cingolo posteriore impiega un sistema Enviolo a variazione continua, con percentuale di trasmissione da 0 a 380%. Il veicolo può affrontare pendenze fino al 30% ed è dotato di un freno a disco che agisce sul cingolo, come nelle motoslitte. Può ospitare persone con altezza da 1,45 a 2 metri di statura e sopporta un peso massimo di 120 kg.


Che si tratti di cercare un’esperienza adrenalinica lungo sentieri innevati o di affrontare condizioni climatiche rigide in maniera innovativa, questo mezzo offre un’alternativa moderna alle motoslitte tradizionali, coniugando prestazioni elevate, un design all’avanguardia e il movimento assolutamente silenzioso. Una novità per affrontare le piste anche senza gli sci ma con lo stesso divertimento; inoltre la posizione sdraiata è perfetta per prendere il sole. Gli ordini sono gestiti direttamente dal sito; costa 7.800 euro.

12 aprile 2024

Evidenza virtuale

Dopo il fallimento della sua breve escursione automotive, Dyson sviluppa ora gli aspirapolvere 4.0.

Se esiste un parallelo tra il mondo luxury automotive e gli elettrodomestici, quello è incarnato dalla Dyson. La società del tycoon inglese, infatti, dopo aver abbandonato a ottobre 2019 il suo progetto legato al mondo della mobilità ha continuato per la vecchia strada, ergo produrre costosi elettrodomestici caratterizzati da soluzioni esclusive e prezzi elevati. E proprio all'insegna dell'esclusività si annuncia la nuova funzione degli aspirapolvere del marchio.


Si chiama CleanTrace e utilizza sensori di realtà aumentata per dipingere virtualmente le aree sulle quali è stato passato l'aspirapolvere, in modo da evidenziare se si sia tralasciato un punto. I sensori sono quelli degli iPhone Pro o Pro Max 12 e successivi (noblesse oblige), che devono essere collegati all'aspirapolvere. Per ora solo un modello top, il Gen5detect, accetta il morsetto per smartphone, che sarà comunque venduto separatamente; non se ne sa ancora il prezzo. Il progetto prevede di aggiungere la funzionalità all'app mobile come aggiornamento gratuito quando verrà lanciata, a giugno; principo ispiratore, secondo sir James Dyson, è aiutare l'efficienza pulente dei consumatori, sempre distratti quando passano l'aspirapolvere. 

Ma c'è altro in cantiere. Gen5detect infatti ha già funzionalità integrate pensate per rivelare polvere e detriti di cui è difficile accorgersi, come un fascio di luce verde che rende visibile lo sporco. Non è chiaro comunque se l'app utilizzi le informazioni dell'aspirapolvere per dimostrare che hai pulito adeguatamente i tuoi pavimenti. Nè se ci sia un premio.

04 ottobre 2019

Più spazio per i bagagli nella XC40 elettrica



















Riguardo la versione elettrica della XC40, Volvo non è stata prodiga di dati tecnici, concentrandosi piuttosto sul design e fornendo solo qualche schizzo.  Ma la cosa che più colpisce è il vano bagagli posto in posizione anteriore, frunk, come lo chiamano gli yankee dalla contrazione di front-trunk. La sua capacità è di 29,73 litri, pari in pratica a quella di un frigorifero portatile. Non molto, ma il vano ha il compito di aggiungersi piuttosto che di sostituire i normali spazi nell'abitacolo destinati al carico e mostra come sia la parte motrice sia quella  di controllo abbiano trovato una sistemazione che ne compatti l'area occupata. Una caratteristica innovativa della piattaforma CMA impiegata dal marchio, mentre la dotazione del modello dovrebbe comprendere una nuova interfaccia utente (nessun dato specifico). Più info nel prossimo futuro.

27 settembre 2019

Altre Tesla vanno a fuoco





Il problema degli incendi che riguardano le Tesla non sembra ancora sotto controllo. La settimana scorsa in Nevada, nella contea di Carlin, una bisarca che trasportava delle vetture del marchio ha preso fuoco causandone la distruzione completa, insieme a quella di una incolpevole Subaru. Un comunicato di Tesla sostiene trattarsi di un incendio originato dal mezzo che le trasportava e non dalle vetture stesse, ma se avete presente come sia fatta una bisarca, risulta difficile capire cosa abbia potuto scatenare un incendio in quella che fondamentalmente è una incastellatura metallica su ruote, costituita per la maggior parte da materiale non infiammabile. Forse possono prendere fuoco i freni, ma sinceramente dubito che un autista possa non rendersi conto del loro bloccaggio e agire prima che sia troppo tardi. Sono certo comunque che se l'incendio avesse riguardato vetture non elettriche probabilmente non ci sarebbe nemmeno stata la notizia, ma tant'è. Cinque nuove Tesla non raggiungeranno i loro trepidanti acquirenti.

25 settembre 2019

L'elettricità...fa bene al cervello





La tecnologia evolve secondo linee in parte prefissate ma in parte anche casuali, a seguito di scoperte o intuizioni che sopravvengono durante il suo sviluppo. Così l'avanzata dell'elettrificazione porta con sé tutta una serie di novità in un mondo come quello dell'auto da oltre un secolo adagiato su criteri assodati e ripetitivi. E non si tratta soltanto di novità high tech o comunque legate alle diversità di approccio alla tecnica specifica, ma anche di nuove e diverse impostazioni mentali che, potremmo dire, la corrente elettrica stimola.



Mi riferisco all'atteggiamento di chi guida rispetto al quello che potremmo definire il mondo nuovo, mi perdoni Aldous Huxley per il paragone. Perché non si tratta semplicemente di acquisire informazioni su comandi e amenities di cui le nuove auto sono dotate, ma di un cambio radicale di mentalità che, e qui faccio un'ipotesi assiomatica, fa bene al nostro cervello, quell'organo così capace di volare alto ma che i vincoli della pseudo-cultura moderna costringono invece in binari stretti e ripetitivi.



Usare un'auto elettrica è diverso. Perché non hai più quell'atteggiamento di spensierato utilizzo del mezzo che avevi con le vecchie auto, ma devi pensare ogni volta che sali in macchina. Pensare a dove vai, a cosa troverai sul percorso, a quanto sarà distante dal punto di ricarica necessario e infine, quando torni a casa e la metti in carica, a quanti chilometri stai guadagnando nel tempo di connessione. Non è come al distributore, paghi e via. Qui non basta pagare. Anche se usi una colonnina rapida, comunque occorre tempo, quel tempo così prezioso (dicono) che non vorresti sprecare ma che sei costretto a donare alla tua auto.



E' un po' la stessa cosa che avviene con i computer, che ti fanno perdere ore perché si aggiornano quando pare a loro oppure ti invischiano in vorticosi loop di malfunzionamento. E tu, frettoloso con gli altri, dai invece a loro dai tutto il tempo che ti rubano perché se lo fa la macchina è giusto. Il paragone con Huxley è ancora più marcato se ci pensate bene. Viviamo in una società che ci mette a disposizione un sacco di tecnologia della quale non sappiamo nulla veramente se non che è facile da usare nei suoi impieghi apparenti. Dico apparenti perché dietro ogni servizio ce n'è sempre un altro, ma occulto, quello che fa guadagnare davvero chi lo gestisce.



Forse usare un'auto elettrica e dover fare i calcoli per stabilire tempi, chilometri e magari uso comune potrà farci bene: ci farà usare il cervello, che così potrebbe sfuggire alla imperante atrofia che ci circonda. No, i costruttori non hanno minimamente fini sociali; non l'hanno fatto apposta. Ma questa è una di quelle conseguenze stocastiche di cui dicevo all'inizio, una fuga imprevista. Impariamo a coglierle, queste occasioni.

24 settembre 2019

Vendite parallele











































Le 106 McLaren Speedtail sono già andate, piazzate prima della costruzione. Se per voi il denaro non è un problema ma i desideri sì, la soluzione però esiste e viene da Dubai. Una Speedtail è in vendita (nuova) a 5,5 milioni di dollari, più del doppio rispetto agli 1,98 milioni di euro del prezzo alla fabbrica. Un rivenditore locale ha pubblicato l'annuncio su un sito tedesco: evidentemente la fine del'era del petrolio porta anche i tradizionalmente annoiati emiri a fare della speculazione sulle prenotazioni della ultraesclusiva vettura di Woking. Con i suoi 1.050 CV, lo 0-300 in 12,8 s, le telecamere retrattili e il posto guida centrale come sulla F1, la Speedtail è un assoluto del marchio, che inizierà però le consegne solo l'anno prossimo. Come succede con tutte le hypercar, c'è un mercato sotterraneo tra chi può permettersela ma era distratto quando la vendita era ufficiale. Una pratica fortemente contrastata, per esempio dalla Ferrari, che non consente il commercio parallelo. Ma alla McLaren non se ne curano; e poi fare un torto agli emiri significa la perdita sicura di parecchi clienti. Quindi se i 5 milioni e rotti li avete, e la Speedtail vi piace (a me no) fatevi sotto.

17 settembre 2019

Daimler crede nei taxi aerei









Un mese fa trattavo del Volocity, il multicottero tedesco che ambisce al ruolo di primo aerotaxi automatico in servizio effettivo. A seguito dei test svolti all'aeroporto di Helsinki due settimane fa (una delle città che ha autorizzato il veicolo alle prove di volo), sabato scorso si è svolto a Stoccarda, al quartier generale di Daimler, il primo volo ufficiale in Germania. Il marchio tedesco è stato con un versamento di 27 milioni nel 2017 tra i primi investitori nel progetto della Volocopter e la scelta di accoglierne il debutto in patria rientra nei suoi progetti ad ampio spettro sulla mobilità del prossimo futuro. Ricordo che il Volocity ha 18 rotori ad azionamento elettrico, un'autonomia di 20 minuti con un range di 35 km alla velocità massima di 110 km/h. Decolla verticalmente da piattaforme dedicate che dispongono di un sistema di sostituzione delle batterie a ogni atterraggio per garantire piena autonomia (!?) a ogni volo. Al di là della comprensibile soddisfazione per un progetto che si mostra davvero operativo (specie quella di chi ci ha messo parecchio denaro) mi domando se ci siano i presupposti di sicurezza per un sistema di volo automatico e per di più con così poca autonomia. Se qualcosa va storto i tempi per agire (e chi dovrebbe agire visto che il pilota non c'è?) imporrebbero ritmi frenetici che in genere sono fatalmente l'anticamera di un guaio. E chi paga salato per un servizio così esclusivo non credo proprio voglia fare la cavia.

13 settembre 2019

Suonovelox





Tra le norme del codice della strada spesso disattese c'è quella relativa al rumore prodotto dal mezzo, che deve sempre rientrare nei parametri di omologazione anche dopo anni d'uso. Una volta sulle auto erano le marmitte a dare forfait, ma da quando si usano quelle in accaio inox la maggior parte non produce più fracasso o almeno non involontariamente, a parte certe supersportive (italiane comprese). Il desiderio animale di far rumore è legato all'infanzia, quando si metteva una carta da gioco sulla bicicletta per simulare un motorino e in teoria dovrebbe scemare con la crescita. Ma capita anche che la specie involva puttosto che evolvere ed eccoci a chi gode nel mostrare acusticamente quel che in altri campi langue. Tutto ciò con le auto.



Con le moto è invece più diffuso sostituire la marmitta originale con una che magari non ti dà nemmeno un cavallo in più, ma in compenso gratifica il tuo ego non sviluppato; pratica comune in tutta Europa. Ma in Francia, Paese con il triste primato del numero di autovelox sul territorio, hanno deciso di mungere anche questo settore: ecco perciò l'installazione a Villeneuve-le-Roi, comune nei dintorni del principale aeroporto parigino, del primo suonovelox, dispositivo che sanziona i fracassoni. 



Una serie di microfoni individua il suono eccessivo, lo segue e registra una traccia di movimento che individua con precisione il responsabile. Poi foto e solita trafila degli autovelox, con la multa che arriva a casa. Secondo Didier Gonzales, sindaco del paesino francese, il rumore avvelena l'ambiente urbano tanto quanto le emissioni e occorre porvi rimedio. Non mi sento di dargli torto; d'altronde l'idea è brillante e, fatto non secondario, apre un nuovo cespite per le aministrazioni del Vecchio continente. Attendiamoci dunque una diffusione virale del suonovelox, quindi occhio alla marmitta.

10 settembre 2019

L'elettrizzante Smart Brabus 2020





In queste ore a Francoforte Smart presenta l'ultima versione della piccola city car. Ultima in tutti i sensi poiché dal 2022 la produzione si trasferirà in Cina per dar vita a una nuova generazione di super compatte. Ma torniamo subito alla nuova fortwo che si evolve esclusivamente in chiave elettrica con la meccanica basata sul solito motore elettrico da 82 CV abbinato a una batteria agli ioni di litio dalla capacità di 17,6 kWh. Per una ricarica completa con wall box da 7kW bastano 3,5 ore. Autonomia dichiarata 160 km. autothrill propone perciò una sua interpretazione in chiave Brabus. Una follia? Assolutamente no, dal momento che questo preparatore da sempre accompagna la vita delle Mercedes e in particolare della famiglia Smart. Questo render propone un kit estetico che in ogni caso non precluderebbe a eventuali interventi meccanici per dar un pizzico di sprint in più piccola due posti. A titolo di cronaca, la precedente Smart a benzina griffata Brabus disponeva di 125 CV. Non resta che attendere: in fondo regalare più coppia e sprint a un'auto elettrica non è così difficile e non può fare che bene...


06 settembre 2019

Smart: l'auto che resiste a tutto. Anche agli uragani




Probabilmente per le piccole smart non potevano trovare pubblicità migliore. Una trovata geniale per sottolineare l'estrema praticità di questa simpatica vettura lillipuziana. E così via con tutte le considerazioni che il mondo del marketing farebbe in casi del genere. Già se fosse una pubblicità.... In realtà è successo davvero in queste ore a Jacksonville in Florida dove il signor Patrick Eldridge ha pensato che il posto migliore per proteggere la sua adorata smart dalla furia dell'uragano Dorian fosse la cucina di casa. Detto e fatto con tanto di immagine postata sui social. "Una scommessa con mia moglie", avrebbe detto Eldridge, "visto che il garage era già occupato dalla sua vettura". Sia come sia il tornado ha lasciato la Florida e, contrariamente a molte altre vetture violentate dalla tempesta, la smartina del signor Eldridge sta già circolando per le vie del centro città.... La classica storia americana a lieto fine a cui manca però ancora un tassello. Quale? La consegna delle chiavi di una fiammante smart di ultima generazione al signor Eldridge. Che a malincuore abbandonerebbe (in cucina?) la sua adorata ma attempata city car.

05 settembre 2019

Tante GLE da riempire una pista









Migliaia di Mercedes GLE parcheggiate in un ex aeroporto militare in Germania. Il fatto strano è che le GLE sono prodotte in Alabama, Usa, quindi per stoccarle in Germania occorre prima spedirle. Diverse le ipotesi, dai problemi di fornitura a quelli legati al lancio multi-mercato della nuova versione. Anche se la maggior parte dello stock è composto da GLE, ci sono anche  GLS, Classe C, Classe E e Classe S; comunque pare che le GLE, la gran parte, circa 9.000, facciano la spola con lo stabilimento Daimler di Brema, forse per sistemare qualcosa. La faccenda pare comunque incuriosisca alquanto, tanto che la televisione tedesca ARD ne ha realizzato un servizio dedicato.

04 settembre 2019

Tesla non apre le porte







Il troppo stroppia, dice un proverbio. E potremmo applicare tranquillamente il concetto agli smartphone, che stanno diventando sempre più uno scrigno che contiene dati e informazioni essenziali. Anche le chiavi dell'auto nel caso Tesla, che offre questa amenity da tempo. Ma cosa succede se c'è un problema di connessione? Semplice non entri in macchina. E' ciò che è successo due giorni fa in Usa, il Labor day. Evidentemente stanca e desiderosa di riposare nel giorno canonico, la app Tesla ufficiale a partie dalle 16,00 ha cessato di funzionare; numerosi proprietari di Model 3 sono così rimasti a piedi. Purtroppo però alla Tesla non lo sapevano; i rimedi sono quindi stati messi in atto solo dopo che qualcuno ha segnalato loro la disfunzione. Cose che succedono, direte. Ma se l'uso dell'auto fosse stato essenziale proprio in  quel momento? Fidarsi eccesivamete della tecnologia è rischioso, pensateci.

29 agosto 2019

Tutti Tiger Woods con le palline Nissan









Indipendentemente da un futuro più o meno legato al gruppo Renault, Nissan va avanti lo sviluppo della guida autonoma e sta mettendo a punto un upgrading del sistema ProPilot che dovrebbe debuttare sulla nuova Skyline il mese prossimo in Giappone. Nel frattempo, la stessa tecnologia è stata applicata...al golf, realizzando una pallina intelligente che centra invariabilmente al primo colpo, addirittura se viene tirata in direzione opposta, la buca. Il sistema richiede una telecamera esterna di monitoraggio, che controlli il movimento della pallina e individui la buca. Il movimento spetta poi a un micromotore elettrico all'interno, che mantiene il moto sino a quando non venga raggiunto l'obiettivo. Un oggetto indubbiamente interessante dal punto di vista della micromeccanica, ma che potrebbe diventare un must anche per far scena, poiché le dimensioni sono inalterate rispetto alle palline normali. Temo però non sia in vendita, in quanto esercizio high tech del team che si occupa del ProPilot. In ogni caso sarà meglio fare qualche controllo in più ai prossimi tornei.

26 agosto 2019

Fidarsi delle batterie









La società è tedesca e si chiama Volocopter. Dal nome potete già dedurre cosa produca: l'ultima creazione è il VoloCity, multicottero giunto alla quarta generazione e pronto per il debutto. Il settore dei taxi volanti autonomi è in sviluppo e numerose società aeronautiche lo individuano come un futuro grande business, anche se, viste le difficoltà della guida autonoma su strada e la congestione delle rotte aeree, il volo automatico su tre dimensioni credo debba ancora fare molta strada prima del debutto operativo. La struttura del VoloCity si basa su 18 rotori, mossi da altrettanti motori elettrici a loro volta alimentati da 9 batterie; a bordo spazio per due più un piccolo bagaglio a mano. L'elevato numero di rotori segue la duplice esigenza di garantire una ridondanza di forza portante e ridurre il rumore: a questo proposito la società sostiene che a 75 m di distanza l'apparecchio produca meno rumore di un piccolo elicottero a 500. Un paragone complesso da immaginare ma, se avete avuto occasione di sentire un elicottero in funzione da vicino, siamo su livelli mica tanto bassi.



La cosa a mio parere più inquietante è però che il VoloCity ha un'autonomia operativa di soli 20 minuti, con un range di circa 35 km alla velocità massima di 110 km/h. Davvero pochi per qualcosa che sta in aria solo grazie all'energia rotazionale delle pur numerose eliche e senza alcun ausilio di portanza aerodinamica. Volocopter ha già ottenuto permessi di volo in Germania e a Dubai, oltre alle città di Helsinki e Singapore, quest'ultima futura sede del prototipo di sistema di appoggio terrestre Voloport (foto), modulare e sviluppabile su terra e pontoni galleggianti. Sì, perchè questi multicotteri non possono atterrare ovunque, ma solo ove esista il sistema di ricarica rapida fornito dalla Casa, che vista la scarsa autonomia dev'essere necessariamente a portata di mano. Per ora i multicotteri tedeschi sono tra i primi ad aver volato effettivamente con un pilota; la guida autonoma è ancora in sviluppo ma alla Volocopter sono ottimisti, i piloti anche. Perchè il rischio lo correranno solo i passeggeri.

13 agosto 2019

La donna bionica





Lei è Amie DD, occupazione sviluppatrice di software. Auto posseduta, una Tesla Model 3. Come probabilmente sapete, le Tesla non si aprono con una chiave (che banalità!) ma mediante lo smartphone oppure con una scheda che contiene un chip. Amie proprio non ce la faceva a stressarsi con queste procedure troppo antiche e così ha deciso di farsi impiantare sotto pelle il chip RFID, che è stato introdotto nel suo braccio sinistro mediante un piccolo cilindro contenitore e un ago cavo; costo dell'operazione 99 dollari. Ora il braccio di Amie è gonfio per gli esiti del piccolo intervento, ma la programmatrice è certa che la sua scelta farà scuola, quantomeno in un certo ambito. Un viatico per il futuro, quindi: l'evoluzione del concetto sarebbe quella di farsi impiantare un intero telefono sotto pelle, così da non doversi nemmeno più preoccupare di muovere il dito sullo schermo per rispondere alle chiamate.

06 agosto 2019

L'ultimo miglio di Audi













Sul fatto che l'industria dell'auto stia cambiando e che cerchi nuovi ambiti di business ho già scritto parecchio. L'allargamento del mercato comprende anche la mobilità più spiccia, quella che viene definita dell'ultimo miglio, riguardando gli spostamenti di piccolo cabotaggio dal parcheggio alla destinazione finale. Così Audi lancia l'e-scooter, veicolo elettrico minimale un po' skateboard un po' monopattino che sarà in vendita a fine 2020 a un prezzo attorno a 2.000 €. Mica poco per un oggetto che, pur cavalcando la moda più recente, di high tech, in soldoni, non ha poi molto. Autonomia di 20 km, velocità massima di 20 km/h, peso di 12 kg e posizione al traverso a mo' di skater, che ne consente l'uso con una sola mano, quella che deve azionare l'acceleratore a manopola. Il freno, idraulico, è invece a pedale e le ruore sono quattro, al lati della tavola, per garantire maggiore stabilità. e-scooter sarà proposto come optional a chi acquisterà una e-tron e si guida con gli spostamenti del corpo, mentre non mancano gruppi ottici anteriori e posteriori a led e luci di stop. Abilitazione al movimento con interfaccia bluetooth che fa anche da antifurto, anche se la soluzione più pratica è quella di portarsi il mezzo appresso. Finiture esclusive per il telaio, a scelta in carbonio o radica, completeranno la dotazione, anche per dare all'acquirente qualcosa che giustifichi il prezzo. Resta da vedere come sarà normata in maniera definitiva la questione della micromobilità, attualmente in fase di autorizzazione provvisoria, salvo trovarsi con un mezzo cool ma fuori legge.

05 agosto 2019

Dagli USA: più ha cavalli, meno ti costa














Sentite cosa si sono inventati in America per vendere qualche macchina in più. O meglio qualche supersportiva in più. E' un'iniziativa commerciale della Dodge (uno dei brand di Chrysler) e offre una singolare forma di incentivo: 10 dollari a cavallo. Molto semplicemente e molto banalmente uno sconto in base alla potenza. Più la vettura ha cavalli e più forte è l'incentivo. Banale ma tutto sommato geniale. Così, scorrendo i listini Dodge scopri che una Challenger con motore V6 Pentastar da 305 CV ti costa 3050 dollari in meno o, meglio ancora, acquistando una brutale Hellcat con V8 da 797 CV risparmi 7970 dollari sul listino.E così via passando anche per le Durango e le Charger più potenti. Che altro dire... Sarà anche il solito commento superficiale e retorico, ma l'America è l'America. Nel male ma soprattutto nel bene. Pensate ad un'iniziativa analoga dalle nostre parti lasciando ovviamente perdere marchi quali Ferrari e Porsche che navigano su altre galassie. A me ad esempio verrebbe in mente un'operazione del genere in casa Alfa Romeo riservata alle Giulia e alle Stelvio più potenti da oltre 500 CV o a tutte quelle vetture di altri marchi terribilmente divertenti ma anche dannatamente costose. Bene: nessuno fino ad ora ha fatto nulla. O meglio qualcosa chi ci governa l'ha fatto: ha introdotto il superbollo. Un meraviglioso incentivo.... al contrario però!

02 agosto 2019

Monterey: il trionfo del Made in Italy




















In occasione della settimana dedicata alle auto da sogno nella prestigiosa rassegna di Monterey in California (metà agosto), 1.000 auto italiane sfileranno davanti agli appassionati di tutto il mondo per celebrare gli anniversari di diversi modelli storici. L'evento si chiama "Concorso Italiano" e vedrà sfilare vetture che hanno fatto la storia delle quattro ruote, come la Ferrari Dino 246 GT, l'Iso Lele, l'Abarth e la De Tomaso. Modelli e marchi che negli ultimi 70 anni hanno rappresentato il gusto e la competenza italiana nel mondo raggiungendo livelli di assoluta eccellenza. Come è appunto il caso della Dino disegnata da Leonardo Fioravanti: festeggia il 50mo anniversario ed è stata la prima Ferrari di serie con meno di 12 cilindri. All'evento di Monterey non mancherà l'Alfa Romeo presente con tre icone del passato, la Giulietta e Giulietta Spider del 1955 e la Junior Zagato, che festeggia anch'essa il 50° anniversario. Uno spettacolo eccezionale per qualità e quantità degli esemplari esposti e che si intona alla perfezione con lo spirito esclusivo e unico che da sempre anima la rassegna di Monterey.






01 agosto 2019

Monterey, l'asta delle meraviglie













Nel caso non abbiate ancora deciso cosa fare a ferragosto, autothrill vi rammenta che a partire da venerdì 16 si terrà a Monterey in California la consueta asta di Sotheby's, un appuntamento imperdibile per tutti i più ricchi collezionisti di auto del mondo. Una delle regine annunciate dell'edizione 2019 è questa meravigliosa Ford GT40 che vedete nelle immagini. E' l'ottavo dei 12 esemplari realizzati dalla Casa americana, oltre che il primo dei cinque roadster costruiti. Le stime calcolano che questa vettura verrà battuta tra i 7 e i 9 milioni di dollari. Ovviamente questa GT Roadster telaio numero GT/108 ha una bella storia alle spalle. Uscita dalla fabbrica nel marzo del 1965 venne quasi subito spedita in California per entrare nel garage di Carroll Shelby (un autentico mito dell'automobilismo a stelle e strisce) che la curò amorevolmente per moltissimi anni.



Per la cronaca la vettura più cara mai battuta nella storia delle aste è, guardacaso, una Ferrari. E' successo lo scorso anno sempre a Monterey quando una 250 GTO del 1962 è passata di mano per la modica cifra di 48.405.000 dollari. Chi l'ha acquistata? Mistero...

31 luglio 2019

Solo lodi a chi compra...





Il marchio Rimac è rapidamente entrato nel novero dei costruttori di supercar e attualmente si colloca tra quelli con il maggiore know how nel campo dei powertrain elettrici di grande potenza. Se me lo consentite aggiungo che tale know how è comunque limitato (senza alcuna intenzione di denigrare) rispetto al bagaglio di skills e tecnologia necessari a ottenere le stesse prestazioni con i vecchi motori endotermici. Ma tant'è e attualmente il brand croato sulla cui Concept One si è schiantato l'Hammond di Top Gear ha all'attivo collaborazioni con marchi importanti; è il caso di Aston Martin, ma anche di Porsche. Quello che però forse non sapete è che il marchio di Stoccarda è proprietario per il 10% dell'impresa slava; questo potrebbe spiegare perché Mate Rimac, patron della società, canti le lodi della Taycan su LinkedIn dopo che Porsche gli abbia chiesto di schizzare un prototipo sulla base di quella scocca. Non si sa se la Taycan adotterà componenti di origine Rimac, ma di sicuro c'è la collaborazione per le batterie ad alto voltaggio. I tedeschi in genere fiutano bene gli affari, ma talvolta prendono costose cantonate, vedi Mercedes con Chrysler. Porsche è tra le più caute e finora nulla ha interferito con la sua altissima redditività di marchio. Cosa potrebbe andar storto? Beh, metti la tendenza a schioppare che ultimamente le elettriche iniziano a manifestare. Ma sono casi isolati, direte. E se il caso isolato fosse il vostro sarebbe più o meno grave?

Stop alla 718 Bev

Porsche è alle prese con il confine tra purezza tecnica, sostenibilità e guadagno. Ne farà le spese la 718 elettrica? Il marchio tedesco sta...