13 settembre 2019
Suonovelox
Tra le norme del codice della strada spesso disattese c'è quella relativa al rumore prodotto dal mezzo, che deve sempre rientrare nei parametri di omologazione anche dopo anni d'uso. Una volta sulle auto erano le marmitte a dare forfait, ma da quando si usano quelle in accaio inox la maggior parte non produce più fracasso o almeno non involontariamente, a parte certe supersportive (italiane comprese). Il desiderio animale di far rumore è legato all'infanzia, quando si metteva una carta da gioco sulla bicicletta per simulare un motorino e in teoria dovrebbe scemare con la crescita. Ma capita anche che la specie involva puttosto che evolvere ed eccoci a chi gode nel mostrare acusticamente quel che in altri campi langue. Tutto ciò con le auto.
Con le moto è invece più diffuso sostituire la marmitta originale con una che magari non ti dà nemmeno un cavallo in più, ma in compenso gratifica il tuo ego non sviluppato; pratica comune in tutta Europa. Ma in Francia, Paese con il triste primato del numero di autovelox sul territorio, hanno deciso di mungere anche questo settore: ecco perciò l'installazione a Villeneuve-le-Roi, comune nei dintorni del principale aeroporto parigino, del primo suonovelox, dispositivo che sanziona i fracassoni.
Una serie di microfoni individua il suono eccessivo, lo segue e registra una traccia di movimento che individua con precisione il responsabile. Poi foto e solita trafila degli autovelox, con la multa che arriva a casa. Secondo Didier Gonzales, sindaco del paesino francese, il rumore avvelena l'ambiente urbano tanto quanto le emissioni e occorre porvi rimedio. Non mi sento di dargli torto; d'altronde l'idea è brillante e, fatto non secondario, apre un nuovo cespite per le aministrazioni del Vecchio continente. Attendiamoci dunque una diffusione virale del suonovelox, quindi occhio alla marmitta.
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