21 gennaio 2014

Se Albione ci lascia



I ripensamenti UK sull'Unione Europea potrebbero dar luogo a pesanti ripercussioni sull'industria automobilistica isolana. In Gran Bretagna non esiste da tempo una manifattura nazionale, ma sono numerosi i costruttori impegnati sul suo territorio, Ford, GM (Vauxhall), BMW (MINI e Rolls Royce), Renault-Nissan, VW (Bentley) per fare qualche esempio. Se la decisione degli ineffabili opportunisti albionici fosse quindi quella di lasciare l'Unione per ritirarsi nello splendido isolamento delle politiche fiscali e commerciali off shore cui da sempre gli inglesi strizzano l'occhio, il risultato potrebbe essere assai diverso da una situazione di ricco porto franco come quella della Norvegia, che peraltro non ha mai fatto parte della Comunità. Dopo le dichiarazioni di Renault sul possibile ripensamento degli investimenti Nissan a Sunderland, arrivano oggi quelle di Ford, che pone interrogativi sulla convenienza a rimanere in un Paese che potrebbe addirittura uscire dalla European Free Trade Association e quindi essere soggetto a dazi e restrizioni nelle esportazioni verso la UE. Per quanto attiene GM, poi, il ritiro Chevrolet dall'Europa lascia campo libero a Opel, che potrebbe trovare maggior risorse senza la "dispersione" di Vauxhall.

La prossima sarà Landy



Land Rover ha registrato il nome Landy, leziosetto e certamente adatto a un veicolo meno tosto rispetto ai soliti prodotti del marchio indo-britannico. Indiscrezioni parlano di una Suv di maniera, una urban Suv come sono definite ora queste vetture, sulla scia di MINI e Audi Q1. Il fatto che il marchio depositato copra tanto automobili quanto ogni tipo di merchandising a esse legato fa pensare possa essere messa in atto una operazione di lancio modello Evoque, dunque lunga e articolata, per generare un effetto mito sulla vettura. La Landy sarebbe costruita sulla piattaforma Evoque e disponibile tanto a trazione anteriore quanto integrale, ma non avrebbe le stesse doti fuoristrada della altre Land, quanto piuttosto uno spirito di avventura di maniera con uno stile accattivante ripreso, con le dovute proporzioni, dalla concept DC-100, l'auto destinata a sostituire la Defender che dovrebbe arrivare sul mercato nel 2015. Nessuna data per la produzione, dato che le fonti ufficiali parlano di pure speculazioni progettuali senza, per ora, piani industriali.

I cinesi a un passo da Peugeot





Si avvicina l'ingresso di capitale cinese nel gruppo PSA (Peugeot-Citroën): due giorni fa il consiglio di amministrazione della Casa ha ricevuto la proposta di finanziamento di Dongfeng Motor Corp (la seconda azienda motoristica cinese) che, insieme con il governo francese, dovrebbe erogare 3 miliardi di euro per ricapitalizzare l'azienda, attualmente in pesante perdita. La manovra cambierebbe gli equilibri della proprietà, conferendo ai due nuovi azionisti una quota del 15% e facendo di PSA il secondo gruppo francese (dopo Renault) con partecipazione pubblica. Dal canto suo la famiglia Peugeot, per rimanere in gioco, dovrebbe investire 100 milioni di euro nell'azienda. Analisti indipendenti sostengono come fin dal 2012 la società abbia un disperato bisogno di denaro per far fronte al crollo del mercato auto europeo; all'epoca data infatti la prima richiesta di aiuti di stato per sostenere la branca finanziaria della società. Il recente spinoff di GM, d'altra parte, ha accelerato l'urgenza. PSA si è impegnata a fornire agli azionisti un piano dettagliato e concreto della futura alleanza in occasione della presentazione del bilancio, il prossimo 19 Febbrario.

Master of driving



Stamattina si parte con un video. Questo pilota è armeno e si chiama Garo Haroutounian; partecipa alla gara in salita di Falougha, in Libano. Con buona pace della location in un territorio tormentato e insicuro, Garo controlla la sua M3 con rara maestria e fonde doti da drifter con una guida fluida da manuale che gli permette di vincere la gara. Magari gli avversari non erano un gran che, ma sicuramente ho visto poca gente tenere andature simili su strade approssimative come questa con la precisione millimetrica di un computer. Bravo!

20 gennaio 2014

Un'oretta e la macchina è pronta



L'estabilishment automobilistico dovrà farci i conti, prima o poi. Parlo di Tabby ultima delle kit car, riedizione in chiave low cost delle auto in scatola di montaggio anglosassoni anni '60 e '70. Qui però le chiavi di lettura sono la riduzione dei costi, la condivisione dell'iniziativa (Tabby è completamente open source e chiunque può migliorare il progetto se ne è capace e se se la sente) e la semplicità: il montaggio richiede infatti soltanto un'ora (guardate il video). L'iniziativa nasce da una joint venture tra Francisco Liu, cinese, un passato in Cagica, Husqvarna e Giugiaro e Ampelio Macchi, ingegnere, Husqvarna, Aprilia; la società che produce il kit si chima OSVehicle (l'acronimo lo capite no?). Il costo, completa di propulsore, che può essere elettrico o ibrido, è attorno ai 6.000 euro,  la capacità richiesta per la costruzione più o meno alla portata di ogni appassionato di bricolage. Ma l'idea è ancora più rivoluzionaria se si pensa al sistema di costruzione in chiave territoriale: niente più fabbriche con prodotti grandi e pesanti da spostare ma una semplice spedizione dei pezzi direttamente all'utilizzatore finale, una sorta di chilometro zero tecnologico. L'auto in realtà è un quadriciclo, si è vista infatti al'ultima EICMA di Milano (l'esposizione motociclistica) e prevede versioni a 2 e 4 posti, struttura per la città o il tempo libero, tetto chiuso o apribile. L'evoluzione prevede anche la possibilità di acquisto del veicolo montato: in questo caso i costi ovviamente aumentano e si perde il plus del chilometro zero, ma non si deve fare la trafila dell'omologazione in proprio.

Visione laser per il futuro







Le corse come ambito di sviluppo della tecnologia per le auto di serie. Per Audi questo concetto è ancora in auge; lo prova la decisione di equipaggiare con i proiettori laser le R18 e-tron che parteciperanno alla prossima 24ore di Le Mans. L'lluminazione
ottimale della pista gioca un ruolo cruciale nella 24 Ore e in genere nelle gare di endurance, dato che si
svolgono parzialmente al buio. Così, dopo la presentazione al CES di Las Vegas della Sport quattro laserlight concept equipaggiata, appunto, con l'innovatico e potente sistema di illuminazione, l'impiego in gara fornirà dati essenziali per consentirne l'uso anche sulle vetture di serie. Sulla R18 i fari innovativi combinano i punti di forza dei precedenti sistemi a matrice di LED con quelli a luce laser che, impiegati per i proiettori di profondità, consentono una intensità di luce tripla a ben 500 m di distanza con una definizione perfetta dei particolari, assai utile alle velocità che si tengono in gara. La tecnologia potrebbe cambiare molto quelli che sono oggi i criteri di progetto dei gruppi ottici: la sorgente è infatti piccolissima e impiega laser a luce blu, il cui fascio viene intercettato da cristalli al fosforo di colore giallo e si trasforma quindi in luce bianca. Ciò evita anche il pericolo di essere colpiti da una luce laser diretta, che, anche se non abbastanza potente da provocare ustioni o addirittura tagli, potrebbe comunque danneggiare la retina.

Tutto passa...per di lì!







Al recente Tokyo Motor Show Honda ha utilizzato un sistema decisamente inusuale per promuovere la sua anima green: una copia in plastica  alta circa 2 metri del putto di Brussel, il Manneken Pis (fiammingo, vuol dire ragazzo che fa pipì) una statuetta alta una cinquantina di centimetri nel centro di Brussel in una posa diffusissima in svariate fontane nostrane. I giapponesi sono strani, diciamocelo. Innanzitutto vanno a scegliere una statua non in Italia, dov'è pieno, ma in Belgio; poi la scelta cade su quello che è un simbolo del coraggio belga in battaglia (!?). Infine, il tutto serve a promuovere l'uso dell'idrogeno nell'autotrazione: alle spalle del bimbo c'era un serbatoio d'acqua e al passaggio dei visitatori una voce spiegava (in lingua jap) che quando idrogeno e ossigeno reagiscono in una fuel cell producono energia, ma dallo scarico esce solo acqua. A questo punto gli occhi del putto lampeggiavano ed egli urinava in una vasca sottostante (date un occhiata al video). Che dire, complimenti per la sottigliezza del messaggio, sono certo che in tutti quelli che sono passati di lì l'imprinting sia stato tale da spingerli a passare in concessionaria appena usciti; ovviamente dopo una fermata ai servizi.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...