16 gennaio 2014

Correre e basta





Questo video vintage è del 1975 e mostra una gara su una ex-pista di atletica inglese tra vetture strettamente di serie. C'è una Ford Mustang convertibile contro una Opel Ascona, una Ford Anglia, una MG B, una Hillman Imp che sembra voler sfidare una combriccola di Mini Cooper, ma, soprattutto, cosa ci fa una supermolleggiata Rolls Royce Silver Shadow tra tante proletarie? Questa era la passione del'auto 40anni fa: correre così, senza roll bar, senza casco, con auto improbabili, cabrio comprese. Ma che sballo poterlo fare. Il video è un po' lunghetto, con un loquace e sonoro commento british, ma è da vedere, anche solo un pezzetto.

Quando le uguaglianze uccidono



Commentando la notizia di Chevrolet che lascerà l'Europa, il manager GM Alan Batey ha detto che il fatto che tanto i prodotti Chevrolet quanto quelli Opel siano stati progettati sulla stessa piattaforma li ha resi troppo simili e non ha consentito una differenziazione tale da poter presentare un brand come più economico del'altro per trovare ad entrambi spazio sul mercato. Un'affermazione che mette in luce le abissali differenze di impostazione tra i marchi Usa e quelli europei, uno per tutti VW. Il gruppo tedesco, infatti, impiega la sua piattaforma MQB (matrice modulare trasversale, dal tedesco) per creare tutta una serie di modelli che poi vende con i molteplici marchi di cui dispone differenziandoli benissimo ed evitando accuratamente le sovrapposizioni. Quindi tra le due sponde del'Atlantico le differenze sono di impostazione o tecnologia? Io opterei per la tipica tendenza pragmatica Usa, ma devo dire anche che in America i prodotti GM di fatto clonati con diversi brand sono decine. Qualcosa non quadra, dunque; anche perchè le 200.000 vetture Chevy vendute nel 2013 sono sì soltanto l'1% del quadro europeo, ma personalmente non le avrei buttate via per impostare un'altra stuttura ex-novo, sia pure in un mercato promettente come l'Asia. Aspettiamo ancor segni della leadership femminile.

A Lecco fai il pieno (di corrente) gratis





Ricarica gratis a Lecco per le auto elettriche. L'iniziativa fa capo allla Tecno-Lario, società importatrice e distributrice in Italia delle centraline tedesche RWE, diffuse in 18 Paesi europei. L'azione promozionale prevede, previo la dotazione di una tessera magnetica con i dati dell'utente fornita dalla Tecno-Lario, la possibilità di ricarica per tutte le auto fornite di una spina di tipo 2 senza addebito di costi fino al 30 Aprile prossimo. La presa di tipo 2 realizza una connessione trifase a elevata potenza, consente quindi la ricarica rapida dei veicoli collegati grazie alla maggior erogazione di corrente e permette l'allacciamento contemporaeneo di 2 auto con una potenza massima erogata di 11 kW ciascuna. Senza dubbio l'iniziativa è interessante, ma purtroppo va anche ricodato come questo punto di ricarica sia l'unico in tutta la provincia; per una reale diffusione dell'auto elettrica ci vuole molto, molto di più.

Il clone di Callaway



Stavolta il buon Callaway potrebbe aver fatto fiasco. Spiego: il famoso preparatore Usa di Corvette ha presentato la sua elaborazione sul modello Stingray appena dopo il revealing della Z06 ufficiale, quella di Detroit. Dov'è l'inghippo? Semplice, la Callaway, anch'essa sovralimentata con compressore volumetrico, ha appena 618 CV e 754 Nm contro i 633 CV e 861 Nm della supercompressa ufficiale. Quisquilie, direte, ma se uno decide di acquistare una Vette così, ovviamente vuole il massimo e non ne fa una questione di soldi. Sì, perché Callaway annuncia per la sua elaborazione un prezzo minore della versione ufficiale, oltre a inserti specifici in carbonio, abitacolo rivisto, scarichi in acciaio inox e garanzia di 3 anni. Per di più il compressore spunta dal cofano come nelle vere hotrod, un plus per i più gasati degli yankee. Per non dimenticare la mitica conversione in shooting brake che il preparatore rende disponibile anche su questo modello. In ogni caso le prestazioni non sono mica da schifo: come definireste altrimenti uno 0-100 in 3.4 secondi e un'accelerazione laterale massima di 1.05 g  in curva?



Si riparla di Pajun



L'ingresso nell'orbita VW di Porsche coincide con una politica di marketing più aggressiva, che non può accontentarsi dei peraltro buoni risultati della gamma attuale. Così, nell'ottica di un ampliamento, la Casa di Stoccarda pensa nuovamente a entrare nel segmento delle berline medio-grandi. L'obiettivo, secondo una intervista rilasciata ad Autocar dal boss Matthias Muller, è di mettere in campo una rivale per Maserati Ghibli, BMW serie 5, Mercedes Benz classe E e Jaguar XF., un settore che conta circa un terzo di tutte le vendite nel mercato globale. Le difficoltà, però, ci sono, soprattutto appena a valle del lancio della Macan che ha implicato copsicui investimenti per l'ampliamento produttivo. La nuova vettura, di cui si parla dal 2012 come Panamera Junior, da cui la contrazione  Pajun, è però allo stato ancora un'opzione. Porsche può attingere al parco motori VW e una vettura di questo genere non avrebbe quindi la sola dotazione di motori V6 e V8, ma le valutazioni devono essere accurate per non dar luogo a un modello che sia troppo cheap o troppo sovrapposto agli altri brand del gruppo, Audi in particolare. La politica VW dei cloni, infatti, richiede una accurata valutazione per non incorrere in cul de sac involontari come quello della Phaeton.

15 gennaio 2014

Torna la Miata!






La nuova Mazda MX-5 è in fase di avanzato sviluppo e debutterà nel 2015. L'obiettivo di marketing è ottenere lo stesso successo della prima versione, quella del 1989, anche se i tempi sono molto cambiati e oggi si privilegiano economia e connettività al puro piacere di guida. La nuova Miata avrà un profilo più essenziale e pulito, con un lungo cofano e una presa d'aria anteriore che fa tanto Jaguar F-Type, o almeno questo è quanto si deduce dai proptotipi  visti girare al Nürburgring, che mostrano anche una lunghezza attorno ai 4 metri (circa la stessa dell'antenata). I motori saranno della generazione SKYACTIV a  benzina da 1.5 e 2 litri, ma non è escluso il montaggio di una nuova versione turbo dell' 1.5. Per condire il tutto, si attende un peso di circa 1.100 kg, sufficienti a garantire prestazioni notevoli. E speriamo tutti siano come quelle delle versioni da ghiaccio del video.







Mai più soli



La settimana scorsa Jim Farley, un simpatico boss Ford che ho conosciuto in Usa e che risulta piuttosto schietto nelle sue affermazioni, si è fatto scappare al CES di Las Vegas, nell'ambito di una discussione tecnica sui sistemi elettronici di bordo che Ford incorpora nelle sue vetture, che mediante il gpsdelle vetture è possibile tracciare il comportamento di ciascun automobilista e di coglierlo puntualmente quando viola un regolamento o una legge. L'affermazione è stata seguita a ruota dall'assicurazione che si trattava di una speculazione su una possibilità e che comunque questi dati rimangono registrati alla Ford e non vengono ceduti a terzi, ma l'allarme resta. Anche in un Paese abituato al controllo come gli Usa la dichiarazione ha fatto un certo scalpore. Ma quello che potrebbe preoccupare noi, europei e in particolare italiani, è il fatto che tutta l'elettronica sulle auto è sostanzialmente la stessa di qua e di là dell'Atlantico. Ne consegue come sia possibile attuare un controllo puntuale di ogni comportamento alla guida anche senza bisogno della scatola nera promozionata da certe assicurazioni. Mi seguite? Che arma può rappresentare questa tecnologia nelle mani di un'amministrazione sempre alla ricerca di soldi come la nostra?



Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...