Storicamente impegnata nella sicurezza quando era svedese, la Casa ora cinese lancia la versione high tech del dispositivo.
L'idea che in auto servisse un dispositivo di ritenzione è antica e si può far risalire al primo brevetto statunitense per una sorta di cintura di sicurezza per
veicoli nel 1885, ad opera di Edward J. Claghorn. Il progettista del moderno sistema di sicurezza a tre punti è invece Nils Bohlin, ingegnere Volvo che sviluppò il dispositivo nel 1959.
La Casa introdusse poi la cintura come dotazione di serie nello stesso anno sui modelli Amazon e PV544 e decise di rendere il brevetto accessibile ad altri costruttori perché riteneva l’invenzione troppo importante per restare esclusiva, scelta che contribuì alla sua rapida diffusione.
Oggi Volvo rilancia sull'argomento con la cintura di sicurezza multi-adattiva, che farà il suo debutto sulla Suv elettrica EX60, in arrivo nel gennaio 2026. La nuova cintura è progettata per adattarsi non solo alla gravità dell’incidente ma anche alle caratteristiche fisiche di chi la indossa. Il sistema integra infatti una rete di sensori interni ed esterni che monitorano in tempo reale velocità, traiettoria, postura, peso e altezza degli occupanti. I dati vengono elaborati da un processore centrale che regola intempo reale la tensione della cintura, maggiore in caso di urti violenti o per corporature robuste, minore quando le forze d’impatto sono ridotte o per passeggeri più esili, in modo da ridurre il rischio di lesioni toraciche.
La cintura comunica inoltre con i sistemi di bordo dell’auto, tra cui radar e telecamere, anticipando le manovre d’emergenza e predisponendo la giusta tensione anche prima dell’impatto. Tutto il sistema è collegato alla piattaforma software di Volvo e potrà aggiornarsi over-the-air, evolvendo con i nuovi dati raccolti sul campo.
Il debutto sull’EX60, SUV elettrico basato sulla nuova architettura SPA3, segna un passo ulteriore nella visione Volvo di un’auto che impara dai propri utenti per proteggere meglio tutti gli occupanti, confermando la Casa sino/svedese come uno dei punti di riferimento nell’innovazione data-driven applicata alla sicurezza.
















