08 ottobre 2019

A volte ritornano















La tecnologia è fatta di corsi e ricorsi. A volte si tratta della
riedizione di vecchie idee, solo attualizzate e rese più moderne; altre
della mera riedizione dello stesso concetto, collocato o meno in un
ruolo diverso nell'ambito di un analogo progetto. Così per una Casa, Jaguar, che riesuma la CX-75
facendo a meno delle turbine, Mitsubishi le introduce sulla concept
MI-TECH che sarà mostrata all'ormai imminente salone di Tokyo. L'auto,
di cui per ora sono stati mostrati solo due teaser, è infatti una Suv dotata di 4 motori elettrici di trazione, due per ciascun asse, e di una turbina a gas che aziona un generatore in funzione di range extender. Non è ancora chiaro, quindi, se si tratti di una ibrida oppure di un'elettrica ad autonomia aumentata, visto che non ci sono dati sulla presenza di una batteria e soprattutto sulla sua capacità. La vettura dispone anche di una nuova interfaccia utente chiamata MI-PILOT che incorpora sistemi di assistenza attivi e un controllo dello sterzo avanzato. Il salone di Tokyo apre il prossimo 23 ottobre; ne sapremo di più allora.





Altered news















In un mondo dove le fake news spuntano ovunque, c'è spazio anche per le altered news quelle la cui importanza è sovrastimata. E un bell'esempio della specie si trova in campo auto. Al recente salone di Francoforte Volkswagen ha strombazzato ai quattro venti un epocale cambio di logo, stimolando così una ridda di ipotesi sull'innovativo aspetto del quasi immortale simbolo. Una volta vista la nuova edizione, vi sfido a distinguerla al volo dalla vecchia: è in pratica la stessa, manca solo lo sfondo blu; tra l'altro ricorda di brutto quella del 1960. Sull'onda di questo straordinario risultato il gruppo va avanti a tutta birra con il logorinnovo: ora è la volta della R, quella che contraddistingue le auto sportive. Il nuovo carattere fa a meno del verticale per presentare una stanghetta inclinata importante, auspicio del dinamismo che caratterizzerà anche le elettriche prestazionali. E' stato definito moderno ed elegante. Urka!

07 ottobre 2019

Millennium lazo









Gli yankee sono ossessionati dagli inseguimenti. Dev'essere una sorta di legame atavico con il west, quando i banditi rapinavano una banca poi scappavano a cavallo e bisognava rincorrerli. Oggi ci sono le auto e gli inseguimenti spesso avvengono più per sfuggire a una multa per speeding che per aver compiuto reati veri e propri; ma nella legislazione americana andar forte è considerato sovente un vero e proprio crimine e a volte si rischia addirittura il carcere. Quindi la gente continua a scappare e la polizia cerca di continuo nuovi sistemi per bloccare rapidamente i fuggitivi. Il più efficace attualmente sembra sia una vecchia conoscenza, il Grappler, presentato già tre anni fa ma solo ora in grande diffusione tra i diversi corpi di polizia. E' stato inventato da Leonard Sock, di professione (un tempo) costruttore di tetti. Grazie alla sua abilità di saldatore, ha portato nel secondo millennio il concetto del lazo e realizzato e brevettato una sorta di forcella che si allunga davanti alla parte anteriore dell'auto della polizia e che reca stesi tra i due bracci una fettuccia di nylon da 5 cm con una resistenza alla trazione che supera le 9 tonnellate. Un capo della fettuccia è collegato al telaio della vettura, quindi quando si avvolge attorno alla ruota del fuggitivo e ne blocca la rotazione può anche trattenere l'auto e consentire al cop di fermare chi ne è al volante. Costo 5.000 $, compreso un mini-corso di addestramento. La fettuccia di ricambio costa invece 400 $ e va re-installata a ogni uso. Mica scemo Stock, si è assicurato un guadagno di lungo corso, vista la frequenza dei car chase in Us.

Bella e impossibile






















 





Zagato compie 100 anni e per festeggiare l'anniversario rinnova la collaborazione con Aston Martin. Il prodotto è la DBS GT Zagato, realizzata sulla base di una DBS Superleggera presentata la scorsa settimana a Newport, Rhode Island (Usa), splendido omaggio alla DB4 GT Zagato prodotta tra il 1960 e il 1963 in soli 19 esemplari. Aston ha deciso di replicare i dati di produzione: anche della nuova versione saranno perciò costruiti solo 19 esemplari, ciascuno al prezzo di 6 milioni di sterline, 6,73 milioni di euro al cambio odierno ma, contrariamente all'antenata, questa vettura è omologata per l'uso stradale. La DBS GT Zagato ha il cofano in fibra di carbonio, un pezzo unico che avvolge l'intero frontale e riprende la mascherina dell'antenata con grande classe; lo stesso materiale è impiegato per la griglia motorizzata con disegno a diamante, che si apre a motore acceso per richiudersi nelle soste. Il risultato è un'auto e elegante e unica (beh, insieme alla altre 18), con interni lussuosi e forse pure un tantino opulenti, ma un'allure capace di confrontarsi con gli apici dell'esclusività del mondo dell'auto non tanto per le prestazioni, quanto per la raffinatezza. Sotto il cofano, comunque, c'è una versione da 770 CV del V12 da 5,2 litri della Superleggera; le prestazioni non possono quindi che essere superiori agli abituali 0-100 in 3,6 s e 340 km/h di Vmax. Tutte già vendute, ovviamente.



04 ottobre 2019

Più spazio per i bagagli nella XC40 elettrica



















Riguardo la versione elettrica della XC40, Volvo non è stata prodiga di dati tecnici, concentrandosi piuttosto sul design e fornendo solo qualche schizzo.  Ma la cosa che più colpisce è il vano bagagli posto in posizione anteriore, frunk, come lo chiamano gli yankee dalla contrazione di front-trunk. La sua capacità è di 29,73 litri, pari in pratica a quella di un frigorifero portatile. Non molto, ma il vano ha il compito di aggiungersi piuttosto che di sostituire i normali spazi nell'abitacolo destinati al carico e mostra come sia la parte motrice sia quella  di controllo abbiano trovato una sistemazione che ne compatti l'area occupata. Una caratteristica innovativa della piattaforma CMA impiegata dal marchio, mentre la dotazione del modello dovrebbe comprendere una nuova interfaccia utente (nessun dato specifico). Più info nel prossimo futuro.

La A5 va in pensione





La gamma Audi è piuttosto vasta e copre praticamente ogni segmento. Con il passaggio alla trazione elettrica, però, le cose potrebbero cambiare con l'eliminazione/sostituzione di qualche modello. E' il caso delle A5, che rumors indicano sostituite da una delle nuove elettriche basate sulle quattro piattaforme sviluppate dal gruppo VW per l'equipaggiamento di base dei prossimi progetti. In particolare, la vettura in oggetto sarebbe basata sulla scocca PPE (Premium Platform Electric) sviluppata insieme a Porsche; al brand di Stoccarda servirebbe infatti per dar vita a una erede della Macan. Sembra però che nessuno dei due marchi ha ancora un'idea precisa del look: tutto nasce da una vettura che è stata mostrata coperta da un telo in occasione della presentazione delle nuove piattaforme elettriche del gruppo, la C-BEV, la MEB e la J1 e la citata PPE. Da dimensioni e ingombri sembrerebbe collocarsi nel range di una A5 Sportback e questo ha fatto partire le congetture, peraltro non smentite da Audi. Ogni realizzazione è comunque prevista a partire dal 2021, nel novero del programma della Casa dei 4 anelli che intende disporre di ben 20 modelli elettrici entro il 2025, molti dei quali dovrebbero prendere il posto di quelli attualmente con motore a combustione.

03 ottobre 2019

Zoe, si aggiorna l'elettrica di Renault



















Le auto elettriche continuano ad essere al centro dell'attenzione ed è perciò normale che tutte le case, o quasi, si preparino ad affrontare il 2020 proponendo le ultime novità in chiave "green". Renault compresa che offre la nuova Zoe, una elettrica che a sette anni di distanza dalla prima versione torna sul mercato con contenuti aggiornati. E mentre il design mostra un frontale inedito con elementi tipici dello stile Renault, fari full led più potenti e presa di ricarica centrale celata dal marchio, l'abitacolo sorprende positivamente per una plancia totalmente ridisegnata e, ovviamente, con strumentazione tutta digitale, oltre che con display centrale dedicato all'impianto multimediale compatibile con Apple Car Play e Android Auto.



Cambia anche la meccanica con batterie potenziate per una maggiore autonomia (Renault dichiara fino a 395 km) e motori da 110 o 135 CV. Il nostro primo contatto con questa vettura si è svolto lungo le mille curve che collegano i paesi più suggestivi della Costa Smeralda provando la versione da 135 CV l’unica, al momento, disponibile. È un’elettrica agile e facile da guidare esattamente come lo era la prima, che permette di districarsi velocemente nel traffico grazie alla reattività del motore elettrico ad ogni affondo dell’acceleratore. I tempi di ricarica come sempre variano in funzione della quantità di corrente erogata: dalle setto-otto ore di una normale presa domestica alle rapidissime (e scarsissime) colonnine da 50 kW che in un’ora vi garantiscono l’80% della ricarica. Le prime consegne entro la fine dell’anno in quattro allestimenti ,- Life, Zen, Intens e Edition One (per quest’ultimo solo 50 esemplari full optional in fase di lancio) – con prezzi che variano dai 25.900 euro della base ai 31.300 della Edition One. Somme che non comprendono la batteria (ottenibile a noleggio oppure con supplemento di 8.200 euro in caso di acquisto) e i vari incentivi previsti da Stato, Regioni e concessionarie che permettono di abbattere sensibilmente i costi.



Detto questo, resta da capire l'accoglienza che il pubblico riserverà a questa compatta transalpina che si troverà costretta a fronteggiare la concorrenza dei marchi tedeschi (con il gruppo Volkswagen in prima linea) che sta per scatenare la sua offensiva con il lancio di parecchie novità sulla carta decisamente allettanti.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...