26 ottobre 2016

Autonomous flying
















Se dico Airbus probabilmente vi viene in mente il 380. O i 319 che fanno la spola tra le diverse città europee. Ma la società guarda avanti, molto avanti e mediante una partecipata della Silicon Valley, A3, ha sviluppato Vahana, un piano di mobilità aerea urbana che potrebbe debuttare dal 2020, con i primi voli dei velivolo elettrico autonomo già dal 2017. Ho scritto autonomo e qui sta la chiave di volta di tutto il progetto. Lo spazio aereo rimane infatti l'unica possibilità di sfuggire agli ingorghi permanenti che attanagliano e attanaglieranno in futuro le megalopoli del mondo. La migrazione verso i centri urbani è apparentemente irreversibile e con città da oltre 10 milioni di abitanti la mobilità terrestre diventa talmente congestionata da provocare danni sensibili all'economia. Il progetto Vahana si propone quindi di spostare "verso l'alto" il traffico, ma per far ciò in modo sicuro occorre una guida autonoma; non è possibile infatti concepire il traffico aereo senza controllo, tanto più con migliaia di piccoli mezzi in volo contemporaneamente. Il velivolo monoposto in sviluppo impiega motori elettrici e accumulatori ultraleggeri, è capace di decollare verticalmente come un elicottero e più che alla genia degli aeroplani appartiene a quella dei droni. Ma l'azienda non si ferma qui: Airbus sta infatti pensando anche a degli airbus passeggeri, mentre a metà dell'anno prossimo debutterà il progetto Skyways di Singapore, destinato al delivery aereo sull'ultimo chilometro. Non è detto che Amazon e & stiano fuori dal business, ma Airbus ha tutta l'intenzione di aprire questa nuova strada dei trasporti per conto proprio. Certo la sfida è davvero notevole. Siamo appena agli inizi della guida autonoma bidimensionale e concepire quella su tre dimensioni è ancora di là da venire. Nemmeno i veicoli spaziali ne sono forniti pur con i loro budget stellari. Ma la fida è lanciata. Ci aspetta un futuro da Pronipoti. O da Quinto Elemento per i più giovani.

25 ottobre 2016

Alba chiara sulla Rolls




















Per la serie velleitario a manetta (finché dura, visto l'andazzo con economia e migranti), ecco una nuova Rolls Royce, la Dawn-Inspired by Fashion. Proviene dal servizio interno Bespoke, quello che a Goodwood confeziona auto su misura per chi trova le Rolls di serie troppo cheap. La cabrio è un omaggio alla haute couture ed è stata concepita da un gruppo di persone esterno all'azienda, il cui campo di lavoro spazia, appunto, dalla moda al lusso ai tessuti di pregio. Gli interventi, dunque, si sono concentrati sull'interno, realizzato in bianco con inserti rossi (o gialli, o blu) e decorazioni nelle tasche che riprendono in astratto la mitica statuetta Spirit of Ecstasy che campeggia tuttora sul chilometrico cofano motore. Inutile citare la cura maniacale di ogni particolare, su tutte basti sapere che il processo di laccatura della plancia con inserti in alluminio richiede nove giorni. La carrozzeria è disponibile solo in Andalucian White con tetto Mugello Red, Cobalto Blue o Mandarin. La Dawn si può ordinare da novembre; non chiedetemi il prezzo, please, è così volgare!

Dopo il surplace, Fisker corre









Come spesso accade nelle imprese moderne ad anni di surplace seguono improvvise accelerazioni. Parlo di decisioni produttive e in particolare della Fisker, di cui ho trattato a inizio mese. Due teaser mostrano infatti alcune particolarità della vettura, come le porte che si aprono a libro e il frontale, aggressivo come quello della Force 1 (su meccanica Dodge Viper) prodotta dall'altra impresa di herr Fisker, quella con Lutz e&Co che si chiama VLF. La sinergia è anche più spinta, dato che sembra la nuova berlina sarà prodotta proprio negli impianti VLF di Auburn's Hill, gli stessi dove si concentra l'attività miscellanea sulle (nuove) sportive e l'installazione dei motori V8 a benzina sulle (vecchie) Karma. Teaser a parte, nessuna novità esplicativa sul contenuto tecnologico della nuova auto elettrica, tranne la conferma dell'autonomia di 650 km e il prezzo indicativo superiore a 100.000 dollari. Lo spazio a forma di trapezio sotto il marchio è destinato ad accogliere un radar e una telecamera, il che la dice lunga su come Fisker si ponga rispetto alla guida automatica. Ma se la nuova auto vuole far concorrenza a Tesla...

24 ottobre 2016

Forse un 4 sulla R50?





Nel decadente inizio di terzo millennio convivono schiavitù e ricchezza, fame e lussi del tutto velleitari. Ma il business è sempre l'ultimo a recepire i cambiamenti epocali e in attesa di variazioni spreme inossidabile da ciò che rende ancora. Come il segmento delle ipercar che, a dispetto della palese inutilità, tranne il far sognare gli appassionati, registra una vitalità incredibile. Così se Aston Martin va avanti con la sua AM-RB 001, Mercedes, forte della leadership in F1, prosegue con la OMG AMG R50. La ipercar tedesca sarà in pratica una vettura di formula a due posti, con il motore posteriore, l'assistenza elettrica e un rapporto peso/potenza da Koenigsegg, leggi 1:1. Curioso che pur possedendo il 5% di Aston, Mercedes non abbia voluto partecipare al progetto inglese, ma evidentemente i tecnici teutoni non vogliono dividere un prodotto di vertice. Le ultime notizie parlando però di un possibile cambiamento a livello di motore: i 950 CV circa del V6 potrebbero non bastare a raggiungere il target, 1.300 cavalli complessivi. Rumors parlano di un 4 cilindri di due litri, ma certamente il confronto con il V12 Aston sarebbe stridente. Se la R50 impiegherà infatti la tecnologia più avanti in ogni campo, scocca in fibra di carbonio, sospensioni attive, aerodinamica pure attiva tipo Pagani, torque vectoring su ciascuna ruota, il motore non può essere da meno. L'auto dovrebbe comparire l'anno prossimo a Francoforte. Sul prezzo buio, ma se la Aston costa 3 milioni...

21 ottobre 2016

Fidarsi del computer









Volete sapere cosa si prova seduti su un'auto self driving? Questo video accontenta il vostro anelito: è girato negli States e riguarda una Tesla Model S dotata di Autopilot 2.0, settato sul livello 5, quello della completa autonomia. Si tratta di una implementazione non ancora disponibile per il pubblico, o meglio già installata sulle vetture in vendita ma non ancora operativa, in attesa delle fine dei test ancora in corso. Sulla vettura sono presenti, oltre al radar frontale, 8 telecamere e 12 sensori a ultrasuoni, che garantiscono la guida anche in condizioni meteo avverse. Il posto di guida dev'essere occupato, secondo gli attuali obblighi di legge, e il passeggero guidatore tiene le mani in quella posizione poiché sul volante ci sono sensori che arrestano la vettura se non avvertono la presenza, appunto, delle mani. Bello il contrasto con la musica, no?

Nissan compra Mitsu





Il gruppo Renault-Nissan ha messo a segno un'altro passo nel consolidamento della propria posizione commerciale, questa volta in Giappone. L'ad Carlos Ghosn ha infatti firmato l'acquisizione della quota di controllo delle azioni Mitsubishi Motors Corporation, il 34%, al costo di 237 miliardi di yen, pari a circa 2,07 miliardi di euro. Di fatto si crea così il quarto gruppo produttivo mondiale, con la benedizione della Commissione Europea che ha già dato il suo consenso. Mitsubishi sta attraversando in patria una crisi epocale a causa dello scandalo scoppiato nel 2016 riguardi i falsi dati di consumo e il joint con Nissan può aiutarla a risalire la china, mentre da parte Nissan si ha accesso al grande know how del marchio riguardo 4x4 e fuoristrada professionali. L'attuale ad Mitsubishi, Osamu Masuko resterà al suo posto per gestire il passaggio e l'integrazione di risorse e impianti tra i due gruppi, operazione che consentirà una notevole economia di scala al neo-nato gruppo.

Ritorno al passato





Sinceramente non ho mai capito come sia nato il mito della DeLorean. Sì, certo il film Ritorno al futuro, ha fatto la sua parte, ma si tratta di un'auto nata vecchia, con un motore spompato e gli unici atout delle porte ad ala di gabbiano e della carrozzeria non verniciata in acciaio inox, peraltro incubo dei carrozzieri ed evidenziatore naturale per i piccoli danni. Per non parlare dei ridicoli finestrini, copiati dalla Subaru SVX. Ma tant'è e, nonostante il flop commerciale di allora (ne hanno fatte solo 9.200 tra il 1981 e il 1983) oggi è un oggetto del desiderio. Un desiderio possibile, però, dato che a Humble, Texas, Usa, sulla scorta dello LVMVA (Low Volume Vehicle Manufactures Act) del 2015, che consente di realizzare fino a 325 repliche di auto almeno venticinquennali all'anno saltando gran parte delle complesse e costose procedure di omologazione, è nata una DeLorean Motor Company che (ri)costruisce le DMC-12 per un prezzo a partire da 65.000 dollari. L'azienda si occupa anche di rinfrescare l'usato, così come di venderlo, grazie a una rete estesa in 5 stati, mentre le auto nuove sono realizzate artigianalmente al ritmo di una alla settimana. Delivery dal 2017, anche fuori dagli States. Appassionati del Vecchio Continente state all'occhio. In fin dei conti il motore è il PRV, nato proprio dalle nostre parti.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...