09 novembre 2015

Anche scoperta la Evoque





La famiglia Range Rover si allarga con la nuova Evoque Convertible, versione scoperta della "piccola" della famiglia delle off road di lusso anglo-indiane. L'auto, che sarà in vendita dalla prossima primavera a circa 50.000 €, è di fatto la concept vista a Ginevra nel 2012, come ormai abitudine del marchio con poche modifiche di produzione. Il peso complessivo aumenta di 270 kg a causa degli irrobustimenti necessari a compensare l'eliminazione del tetto strutturale, la capote si apre in 21 secondi fino a circa 50 orari e il bagagliaio è ridicolo come si vede nel video, ma contiene un paio di sci (nell'abitacolo); d'altronde l'azienda è la stessa che nella F-Type dichiara come nel vano ci stia addirittura una sacca da golf. I motori sono quelli abituali: il turbodiesel da 180 CV e il turbo benzina  da 240. Premesso che ritengo la Evoque un auto inutile dalla linea elegante, trovo che realizzare una fuoristrada vera (e tutte le Range lo sono) in versione cabrio sia del tutto pleonastico; pensate a un ribaltone sul brutto e  a come ne uscireste. Ma dimenticavo: nessuna Evoque che si rispetti sarà mai usata così.




06 novembre 2015

L'auto elettrica è sempre più vicina



L'evoluzione della tecnologia non avviene progressivamente; è un fatto. Piuttosto è un fenomeno a gradini, ovvero ogni tanto avviene uno scatto in avanti, qualche volta piccolo, qualche altra grande. E nel caso della trazione elettrica potremmo essere alle soglie di uno di quelli grandi. Andiamo con ordine. Chiunque si interessi di auto sa che il problema dei problemi per queste vetture è l'autonomia ed è altrettanto conscio di come allo stato attuale un pacco di accumulatori, per quanto grande e pesante, non arriva nemmeno lontanamente a immagazzinare un'energia comparabile a quella contenuta in un pieno di carburante. Di qui la scarsa percorrenza di questi mezzi, principale ostacolo alla loro diffusione. Ma i progressi nelle nanotecnologie hanno lavorato sotto traccia e oggi la densità energetica degli accumulatori potrebbe fare un grande balzo in avanti, passando dagli attuali 140-160 Wh/kg (per le batterie ai polimeri di litio) ai 300-330 Wh/kg delle batterie al litio NCM (Nickel Cobalt Manganese Oxide), che saranno disponibili industrialmente entro i prossimi 5 anni. Detto così non si apprezza appieno la novità, farò quindi una scaletta di paragone. Facciamo il caso di una capacità imbarcata di 24 kWh, un valore medio. Con le batterie al piombo avremmo un peso del pacco di 800 kg, che scendono a 480 con le NiCd, a 320 con le NiMh, a 267 con le LiFePO4 (litio di prima generazione) e a 160 con le LiPo, le più evolute oggi. Passando alle NCM si scende a un'ottantina di kg, poco più del peso del serbatoio convenzionale. In soldoni questo significa che un'autonomia attorno ai 500 km è ormai tecnicamente a portata e questo valore è quello che dà all'automobilista medio la tranquillità di poter affrontare un viaggio senza "patemi da ricarica" o range extender a combustione. Il passo successivo sarà di ridurre i tempi di ricarica, cosa fattibile con reti ad alta tensione in corrente continua, evoluzione che va di pari passo con quella, fondamentale, della creazione di una rete ad hoc e capillare, i cui costi non sono certo trascurabili. Un altro gradino della scala.

Sportiva all'inglese















La Gran Bretagna è una specie di Bengodi per le special e le auto in "scatola di montaggio", grazie a una legislazione interna piuttosto permissiva in questo campo in deroga alle rigide norme europee. Zenos è uno dei marchi di questa galassia; produce auto "leggere e abbordabili" con scocca in alluminio e fibra di carbonio riciclata (!?) e propulsori Ford (marchio che con la loro tipica testardaggine gli albionici continuano a ritenere inglese) di chiara impronta sportiva, un po' sul tipo delle Lotus, per intenderci, ma a prezzi più bassi. Tipo una Zenos E10 standard da 203 CV e 285 Nm che pesa 700 kg (fanno 3,45 kg/CV, sufficienti per uno 0-100 in poco più di 4,5 secondi) costa 24.995 £, un filo meno di 35.000 €. Poi c'è la E10S da 253 CV a 29.995 £, 42.000 € e fischia, e ora pare sia in arrivo una versione da 300 CV che andrebbe a insidiare ufficialmente il reame Lotus ma a prezzi molto più contenuti. Sembra che gli affari della piccola azienda sul mercato interno vadano a gonfie vele e che presto ci sarà un'espansione fuori dai confini. UE permettendo.

C'è chi può...



La prossima settimana si apre il Dubai Motor Show, appuntamento di cui certamente sentivate la mancanza, visto il tenore delle auto in esposizione. E tanto per non smentirsi sulla sua esclusività ecco una nuova auto della W Motors, che sul sito associa un teaser al count down per la presentazione. Si tratta della Fenyr Supersport, nome da saga nordica che corrisponde a un modello (diciamo) più popolare (ricordo che la Lykan costa più di 3 milioni)  che dovrebbe espandere l'attualmente ricco ma limitatissimo business della Casa. Nessun dato tecnico ancora, ma la vettura dovrebbe basarsi sulla meccanica depotenziata della Lykan, che ricordo eroga circa 780 CV e sfiora i 400 orari.

05 novembre 2015

Piano con il gas!





Questo video si potrebbe attribuire alla serie se te se minga bun, milanese per "se non sei capace", di cui ho già trattato parecchio (http://auto-thrill.blogspot.it/2014/02/va-piano-se-non-sei-capace.html; http://auto-thrill.blogspot.it/2014/06/la-prima.html; http://auto-thrill.blogspot.it/2014/12/valet-crash.html; http://auto-thrill.blogspot.it/2015/05/volere-non-sempre-e-potere.html). Qui però è stato colto dall'ungherese Gabor Grubits proprio il momento del crash, anche se con un telefono di scarsa qualità. Oggetto della ripresa una Ferrari Laferrari, tanto rara (499 in totale) quanto costosa, che in quel di Budapest, alla guida di un facoltoso imbranato riesce a schiantarsi contro alcune auto in sosta a causa di una sgommata in accelerazione sul dritto e neanche da fermo. L'auto era appena uscita da una concessionaria, forse per in giro di prova e altrettanto forse l'emozione ha giocato un brutto scherzo al guidatore, che subito dopo l'incidente si affrettato come prima azione coerente a togliere le targhe, con ogni probabilità per non essere individuato o sbeffeggiato sul web. Ma secondo voi se lo merita, no? Ah, l'auto della foto è quella schiantata a Monaco nel 2014, prima delle quattro (comprendendo quella ungherese) mancanti a oggi.

In pista con l'ultima





Fatto salvo che ogni volta che una sportiva "con i numeri" viene rinnovata, dalle dichiarazioni dei progettisti si direbbe sempre che la precedente faceva schifo, visti gli incredibili aumenti in rigidità e tenuta che vengono comunicati (vedi le dichiarazioni nel video), ecco la nuova Viper che, pur destinata alla scomparsa dal 2017, si presenta qui in anteprima (debutta in primavera) con una track edition che ha staccato le bellezza di 13 record su altrettante piste in Usa, migliorando i tempi ottenuti dalle varie McLaren P1 o Porsche 918 Spyder, le avversarie da battere in questo ambito. Questa Dodge Viper ACR 2016 è quindi decisamente il canto del cigno di questo modello, ma devo dire che comunque si tratta di un prodotto nato assai bene, con tutte le cose al posto giusto nonostante l'enorme V10 8.4 litri di origine commerciale, che comunque pompa 654 CV e 814 Nm. Inoltre, dalla sua ha il prezzo, meno di 123.000 dollari, certamente non pochi ma che se vengono rapportati alle prestazioni...

Mazda spakka











Grande vitalità alla Mazda, che dopo il ritorno del Wankel celebrato a Tokyo ha portato al SEMA, che chiude domani, due concept, la MX-5 Speedster e la MX-5 Spyder, basate ovviamente sull'ultima scoperta "rievocativa" del marchio. Le due vetture confermano il buongusto del brand e hanno un sapore vintage decisamente attraente, che comprende, per la prima, un piccolo deflettore al posto del parabrezza e la dotazione di particolari in fibra di carbonio come le portiere e i sedili, per ridurre così il peso complessivo a 943 kg; assetto ribassato di 30 mm e sospensioni regolabili completano la realizzazione. La Spyder invece ha una capottina ridotta, la verniciatura brillante Mercury Silver, ruote da 17 pollici e un kit aerodinamico in carbonio che la rendono più cattiva e grintosa. Una volta di più la dimostrazione che Mazda ha idee brillanti e "plasmabili", che si estrinsecano in vetture belle così come sono ma che strizzano l'occhio anche alla crescente nicchia degli hipster.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...