26 agosto 2014
AMG "popolari"?
Da tempo BMW ha lanciato la serie M Sport, versioni cattive sì, ma sotto la soglia delle M, che rimangono sul piedistallo. Una scelta vantaggiosa dal punto di vista economico, capace di ampliare la base d'utenza delle sportive del marchio. Del resto anche Audi ha fatto salire di livello le S, un gradino sotto le RS. Ora anche AMG ha fiutato l'affare e si prepara a fare lo stesso con il debutto della C450 AMG Sport, modello più tosto della C400 ma meno della C63 AMG. La new entry dispone infatti di 367 contro 333 CV, sempre erogati dal nuovo V6 biturbo, a fronte dei 450 CV del recentissimo V8 biturbo del modello top. Si potrà scegliere tra la purezza della tutto dietro oppure la trazione integrale 4MATIC del modello da cui deriva; l'auto è dotata poi di un kit aerodinamico con spoiler anteriore e diffusore posteriore argentati, minigonne e nuovi paraurti. All'interno pelle bicolore e tono sportivo dei particolari, tipo volante AMG in Alcantara (molto bello). Il telaio vede un irrigidimento delle sospensioni e il potenziamento dei freni. La C 450 AMG Sport sarà disponibile in versione berlina e station, probabile anche la coupè. La vediamo al salone di Parigi.
25 agosto 2014
Anche Volvo passa al tre
Seguendo il filone del downsizing e della generale riduzione dei consumi (più dichiarata che reale, però, lasciatemelo dire), anche Volvo salta il fosso del quattro e passa al tre. Lo farà con la prossima edizione dei motori Drive-E, che oltre all'attuale 2 litri comprenderà anche un 3 millecinque, ma solo nel 2016. Il motore è destinato principalmente ai gruppi ibridi (ma non solo) e non è ancora chiaro se sarà offerto anche in versione Diesel; in ogni caso sarà montato al massimo sulle S e V60, visto che, nonostante Volvo abbia sviluppato un 1.5 da F1, in questo caso si previlegia un rapporto aureo tra consumo e potenza piuttosto che puntare al massimo ottenibile. Il fatto è che i limiti di emissione di CO2, attualmente fissati nella UE a 120g/km scenderanno a 95 g/km nel 2020 e continueranno con questo gradiente anche negli anni successivi. L'unico modo per ottenere un livello di consumo così basso con prestazioni accettabili senza ricorrere massivamente ai (costosi) sistemi ibridi è perciò la riduzione dimensionale dei propulsori e la rivistazione della sovralimentazione in chiave di economia d'uso. Un percorso obbligato, dunque, la cui presa sulla clientela in termini di marketing dipende però molto da come sarà fatta la comunicazione e da quanto il motore sarà ancora importante nell'acquisto di un'auto. Vi siete mai domandati cos'ha sotto un frullino?
Only for Japan
Subaru ha messo sul mercato una versione potenziata della WRX STI, la Type S. La potenza del quattro cilindri boxer qui raggiunge 309 CV, con una coppia massima di 422 Nm; in pratica una elaborazione della attuale STI. L'auto è fornita di serie del DCCD, il differenziale centrale a controllo elettronico made in Subaru che permette di variare il grip sulle quattro ruote per migliorare la trazione in uscita dalle curve. Il cambio è il solito 6 marce manuale, rinnovato nella precisione degli innesti. L'auto è però disponibile solo in Giappone, così come l'altra new entry, la WRX S4, versione un filo meno prestazionale (300 CV e 400 Nm) ma perversamente dotata dell'orrendo cambio CVT Lineartronic, che sarà pure efficiente ma è piacevole nella guida come un acciuga al cioccolato. Si direbbe che alla Fuji Heavy Industries, la Casa madre, tendano a far prevalere le scelte ingegneristiche alla faccia di ogni tipo di marketing.
20 agosto 2014
La nuova Lambo da corsa
Destinata al Supertrofeo Blancpain 2015, la Lamborghini Huracan è stata presentata a Monterey in versione LP 620-2 Supertrofeo. Studiata con la collaborazione della Dallara, impiega una scocca in composito che limita il peso complessivo a 1.270 kg, di cui solo 43 kg sono da attribuirsi al roll bar a gabbia. Cito la rigidità aumentata del 45%, ma mi corre l'obbligo di far notare (e questo vale per tutti i costruttori) come ogni volta il modello precededente fosse in pratica un budino. Il V10 eroga 620 CV e impiega una centralina Motec M182 che gestisce anche il controllo di trazione e lavora insieme a quella del cambio sequenziale a 6 rapporti Xtrac. Le ruote sono da 18 pollici con pneumatici 305/660-18 anteriori e 315/680-18 posteriori; la trazione solo posteriore.
Discovery Sport: decollo
L'avevamo vista in Aprile al salone di NY in veste di concept; ora Land Rover ha diffuso un video teaser degli interni. L'auto di cui parlo è la nuova Discovery Sport, che debutterà il prossimo 3 Settembre e il cui abitacolo ripropone la soluzione 5+2 della Discovery Vision. Intanto prosegue la partnership con la Virgin Galactic e insieme alla vettura verrano presentati i nuovi sviluppi "terrestri" delle prossime avventure spaziali di SpaceShipTwo.
Operazione nostalgia
D'epoca, anzi nuova. Si chiama E-Type Lightweight il prototipo delle prima delle sei auto che il Jaguar Heritage, team costituito da esperti artigiani del settore e interno alla divisione Jaguar Land Rover Special Operations, costruirà nello storico reparto corse di Browns Lane. Fu proprio da questo indirizzo che nel 1964 uscì l'ultima delle E Leggere con scocca in alluminio; vetture destinate alle competizioni che pesavano (e pesano) 114 kg meno delle corrispondenti in acciaio. Questa operazione nostalgia mira a chiudere il cerchio delle 18 auto previste a suo tempo dal programma nei favolosi sixties: dopo le prime 12 la produzione era stata interrotta, ma riprende ora con le 6 rimaste in canna. Le vetture riprendono fedelmente le caratteristiche delle auto orginali, motore sei in linea alimentato a carburatori (3 Weber) compreso, ma c'è l'iniezione meccanica Lucas in opzione (con un extra). In quest'ultimo caso, la potenza del motore da 3868 cm3 è di 340 CV a 6.500 giri, con coppia massima di 380 Nm a 4.500 giri; cambio a quattro rapporti e differenziale autobloccante Powr-Lock. Freni a disco (su una Jaguar ça va sans dire) su ruote da 15 pollici e peso complessivo di 1.000 kg. Insomma, con meno di 3 CV per kg è un'auto capace di dare grandi soddisfazioni in pista, con la forte coppia già a basso regime e l'assetto duro e un po' ostico che rende tradizionalmente "ballerino" il retrotreno delle E, ma ben controllabile con la precisione dello sterzo a cremagliera e la dosabilità dei freni, entrambi privi di servo. Nessun accenno al prezzo (che cosa volgare!) ma se siete di quelli che ci fanno un pensiero sappiate che è previsto per ciascun acquirente anche un orologio Bremont su misura, optional, ovviamente.
19 agosto 2014
MotoDrone
Dopo l'auto che guida da sola, Google raddoppia con Ghostrider, la moto che si guida da sola, sfida ancor più difficile ma che legittima una fitta serie di domande sulla sua reale utilità. Il progetto è portato avanti da Anthony Lewandowski, un ingegnere di Berkeley che lavora a stretto contatto con Ron Meford, responsabile per la sicurezza del programma Google Autonomous Drive; quest'ultimo ha richiesto allo Stato della California l'autorizzazione a procedere con i test. Più che indirizzato alla guida di tutti i giorni, tuttavia, il progetto potrebbe avere scopi militari, vista anche l'acquisizione da parte di Google di Boston Dynamics, azienda specializzata in robotica militare; lo sviluppo di un drone robotico è tra le ipotesi. La ricerca di nuovo business potrebbe finire quindi, come peraltro è già accaduto in US, in ambito militare, un grande cambiamento per le dichiarate politiche di Google. Chiedo scusa per foto e video di bassa qualità; quest'ultimo è relativo al prototipo della moto di qualche tempo addietro.
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