17 febbraio 2014

Sicuri sulla neve come sull'asfalto con Bridgestone

















Che il clima stia cambiando lo dicono tutti. Ma se vai in Lapponia tocchi con mano questa variazione, che non promette nulla di buono per il futuro. Così, quando la scorsa settimana sono stato in Lapponia con Bridgestone per provare il loro nuovo Blizzak LM 001 (la sigla non vi ricorda la Lambo off road?) mi sono ritrovato in deciso surplus di abbigliamento, perché c'erano 4 gradi; e sopra, non sotto, zero. Meno male che il test center della Casa giapponese si trova sul terreno e non su un lago, altrimenti c'era il rischio di fare un tuffo indesiderato. Comunque la neve per valutare la gomma l'abbiamo trovata e la considerazione d'obbligo è che per fortuna gli pneumatici stanno cambiando come il clima. Sì, perché se una volta l'inverno era l'inverno e ti trovavi di sicuro ghiaccio, neve e freddo da Ottobre a Marzo, ora tu, la tua auto e le tue gomme siete sottoposti a un' altalena di gelate (poche) e giornate primaverili, con il contorno di piogge a volontà su tutto il periodo. Risultato? La gomma invernale deve evolvere e garantire la sicurezza che gli automobilisti si aspettano in un nuovo ambito climatico, che comprende strade che continue variazioni di aderenza e la necessità di un maggiore e più preciso controllo del veicolo in ogni condizione, perché mediamente vai più forte. Quello che stupisce di più del Blizzak LM 001 è il grip in frenata. Non è che puoi fare una stacccata sulla neve, ma appena spingi sul pedale il muso si abbassa e ti dà quella sensazione di sicurezza che volevi. Così magari puoi evitare di metter sotto quel pedone che è sbucato all'improvviso. Ma se vuoi una guida sportiva ti puoi anche levare delle soddisfazioni. Come quelle che mi sono preso con una M3, che incredibilmente riusciva a scaricare bene la sua potenza grazie alle gomme Bridgestone (ma per essere onesti devo dire grazie anche a una leggera chiodatura, obbligatoria in Svezia). Anche con le Golf 1.4 TSI le cose sono andate alla grande, con una grande trazione e un controllo preciso. Certo, sei sempre sulla neve, è opportuno ricordarlo, ma la sicurezza è davvero al massimo. Anche se guidi una 4x4, il tipo di auto che può dare più problemi sulla neve. Non non ho bevuto, è proprio così. Molti pensano che una integrale sia a posto così come l'hanno acquistata, con le gomme estive. Ma sullo sdrucciolevole le cose possono cambiare e molto, come abbiamo verificato con una Volvo XC60 che con i pneus estivi andava a spasso in libertà per la pista con scarsissime possibilità di controllo, specialmente in frenata. Salvo tornare a darti grande sicurezza con le invernali. Meditate gente.

Ipercar come se piovesse













Sembra incredibile, ma in questi oscuri tempi di crisi (economica ma anche molto dell'automobile in senso stretto) le ipercar spuntano come mosche. Chiuso (ma anche no, a dire il vero) il capitolo Bugatti Veyron, acquisite Venom, Pagani e Koeingsegg, ora il mercato se lo vuole spartire anche la Zenvo, nata dall'ambizione di Jesper Jensen di Køge, piccolo centro della Danimarca. L'auto si chiama ST1,è nata nel 2009 e l'anno scorso è stata presentata ufficialmente sul circuito di Monza. Monta un V8 Chevrolet big block da 7 litri che grazie a compressore e turbo spara 1101 CV e fa lo 0-100 in 3 secondi, con velocità massima di 375 km/h (autolimitata, però). Finora in pratica c'è solo il prototipo, anche perché, diciamocelo, non è che la ST1 sia una bellezza, ma se volete di più c'è la versione tuned che eroga 1250 CV e 1500 Nm. La trazione è posteriore (auguri agli acquirenti, specialmemte se piove) e c'è un selettore che consente di settare il motore su 650 CV, 850 CV oppure piena potenza, Telaio in acciao, scocca in carbonio; il tutto per 916.000 euro. Dovrebbero farne 15, per altrettanti miliardari annoiati, suppongo, ma sinceramente non vedo perché uno dovrebbe preferirla alle concorrenti. Forse perché l'intento di Jesper era quello di creare una supercar da pista ma anche per andarci a spasso tutti i giorni? Se ha un milione da spendere per una ipercar, hai di sicuro un altro centone per l'auto della spesa.

13 febbraio 2014

Conto alla rovescia per la Twingo



Quella della foto si chiama Twin'Run concept e l'abbiamo vista l'anno scorso ma, una volta levato il V6 3,5 litri da 320 CV, messo un motore più umano e allestita da strada, sotto sotto c'è la nuova Twingo, che condivide con l'anticipazione corsaiola la trazione posteriore. La vedremo a Ginevra tra due settimane nella versione a 5 porte ma per valutarla appieno dovremo aspettare anche la nuova smart, la cui scocca è la stessa. Collocare tutti i gruppi di trazione al retrotreno consente maggior spazio nell'abitacolo ma implica anche maggiori costi realizzativi, che però dovrebbero essere compensati dalla sinergia di progetto (e dai numeri di produzione) con Mercedes. La nuova vettura sarà comunque collocata a un livello superiore alla precedente e con numerose possibilità di personalizzazione; una sorta di ritorno ai primordi del modello, che inizialmente divenne famoso proprio per la forte personalità.





12 febbraio 2014

Al cuore del business con il web



Il web si insinua sempre più nel substrato della vita di tutti; in particolare le sue rapidità e concretezza creano nuove condizioni per il marketing. E' il caso del modo di vendere le auto, che ha nella rete una risorsa che comincia solo ora a essere sfruttata adeguatamente. Io ho comprato la mia ultima auto in questo modo, per esempio, ma non tutti i costruttori sono ancora pronti a questa rivoluzione digitale, che implica un netto cambiamento nella struttura di vendita. Il modello bricks & clicks, come viene definito tra gli addetti ai lavori, implica una netta riduzione dei costi di esposizione delle vetture ma ovvviamente un pari aumento delle risorse da collocare sul web per offrire al cliente una scelta adeguata. Un'analisi svolta dalla società di consulenza Frost & Sullivan prevede per il 2020 tra il 60 e il 70% dei nuovi contratti di vendita ottenuti via web, sia con siti specifici sia con piattaforme social. Un esempio di questa tendenza è lo spazio espositivo a Mayfair, Londra, realizzato da Audi. Si chiama Audi City London e permette di esaminare e configurare l'intera gamma dei 4 anelli grazie a schermi orizzontali ad alta definizione a disposizione dei clienti. Lo spazio è relativamente piccolo, in una zona lussosa e ad alto costo immobiliare della city, ma permette la stessa fruibilità di una grande concessionaria con costi assai più contenuti e maggiore visibilità.



La California a Ginevra



Ginevra ospiterà pure una nuova Ferrari, la California T. Adeguandosi ai nuovi criteri di downsizing, il motore è un V8 di 3.8 litri (uhm, mi ricorda qualcosa) con doppio turbo che eroga 560 CV a 7500 giri e 755 Nm. Beh, il passaggio al turbo sembra inevitabile per ogni costruttore e specialmente per quelli di auto top, ma la scelta della cilindrata, praticamente quella del V8 McLaren fa pensare che 3800 sia il numero perfetto per questi motori. In ogni caso le prestazioni sono suppergiù le stesse della versione aspirata, con uno 0-100 in 3.6 secondi e una velocità massima di 316 km/h. Interessante però che i consumi si siano ridotti del 15%, con una media (quasi incredibile)  di 11.5 km/litro. La scocca impiega gli ammortizzatori a controllo elettronico Magnaride che permettono di modificare l'assetto e i freni sono in carboceramica, mentre il peso è di 1650 kg. Particolare caro alla Ferrari, il sound è stato rivisto e viene definito più pieno. Peccato non si senta nel video.

Niente estinzione per questo dinosauro



Attualmente il ciclo di vita di un'auto è attorno ai 5-6 anni, con face lifting previsti ogni 2-3. Certo il rinnovo del modello spesso è soltanto estetico, mentre i gruppi tecnici, motore, sospensioni, scocca (anche se modificata) rimangono suppergiù gli stessi assai più a lungo. Comunque dopo 20 anni un'auto è certamente vecchia, se persino la Regione non ti fa più pagare il bollo. Beh, questa VW Santana Vista basata sulla seconda generazione della media tedesca, entrata in produzione come modello nel 1981 e aggiornata nel 1995 è appena uscita di produzione a 19 anni di età, ma le concessionarie locali ne sono ancora piene. Anche perché è sempre stata molto richiesta, sia dai privati sia dai taxisti, per il grande spazio interno e l'ampio cofano. Monta ancora il milleotto da 98 CV e costa 100.000 RMB, poco più di 12.000 euro. Un pensierino?

Boom!





Le gare di accelerazione Usa, quelle dove si confrontano i dragsters, da noi non hanno mai avuto molto successo. Un po' perché la potenza media e il frazionamento dei motori qui in Europa sono ridotti, un po' perché tutto succede in pochi attimi e non te lo gusti come una gara con tutte le sue belle curve. Ma è indubbio che tenere dirittta un'auto con 7.000 CV sotto il sedile richiede un certo fegato, anche perché, come mostra il video, gli accidenti capitano, eccome. Qui Ron Capps, durante una gara a Pomona, California, ha visto il motore della sua funny car esplodere, lasciandolo letteralmente all'aria aperta alla velocità di 480 km/h. Un bel trip non c'è che dire; d'altronde quando si "ficcano" quintali di nitrometano in un motore queste eventualità sono da mettere in conto.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...