06 dicembre 2013
Ford rilancia con due concept e una muscle car
Dalla Ford tre nuove auto, due concept e una muscle, per proseguire nel concetto evolutivo del marchio che prevede la disponibilità su ampia scala della tecnologia. Un progresso reale e per tutti, che incarna lo spirito del fondatore Henry Ford e che con al comando il pronipote Bill è ancora in grado, grazie alla concezione multimercato dei suoi prodotti, di fare innovazione anche su mercati in recessione come quelli europeo e italiano. Così sulla nuova Ka, presentata a Barcellona sotto forma di concept, sarà disponibile la stessa elettronica degli altri modelli più grandi e costosi, come il sistema Sync che usa il tuo telefono per tenerti connesso e funziona con semplici comandi vocali. Ma Ford prosegue anche nella riqualificazione del concetto Suv (gli unici veicoli in crescita di mercato in Europa) con Edge Concept, lussuosa e dotata di tutta la più recente eletronica di sostengo sviluppata dal centro ricerche, come il parcheggio automatico o il sistema di evitamento ostacoli o ancora l'Assisted Protection, che rivela le insidie nascoste. Ma poiché dietro la tecnologia batte sempre un cuore, ecco quello sportivo nel più puro stile yankee: la Mustang viene importata in Italia dopo quasi mezzo secolo di privazione e inaugura sul nostro mercato il nuovo motore turbo a 4 cilindri Ecoboost da 309 CV, ovviamente in accoppiata con il più classico V8 di 5 litri da 420 CV. Linea rivista ma sempre nel mood delle ponycar, anche se il frontale un po' giapponese potrebbe confondere. Certo, il quattro cilindri è una risorsa nell'ottica del risparmio e dell'ecologia, ma lasciatemi dire che il V8, magari quello della Boss 302 con la sua profonda voce baritonale, è ancora il massimo.
One lap under seven
Sapete tutti, cari Topolini, che sulla Nordschleife pesa l'onere di provare che una sportiva è davvero tale. Ormai in tutto il mondo il parametro universalmente accettato è il tempo che la vettura riesce a staccare sul famoso e pericoloso circuito tedesco. Qundi non suona strano che McLaren abbia portato là la sua nuova P1 per mostrare ciò di cui è capace. Ma a questo punto inizia il mistero. La Casa ha infatti dichiarato semplicemente di aver compiuto il giro in meno di 7 minuti, senza però diramare né il tempo effettivo, né un video on board del tentativo. Il filmato che vi mostro è infatti l'unico rilasciato e sinceramente non mi pare esaltante; oltretutto la musica drammatica da sbarco in Normandia stona con il tecnicismo della pista e soprattutto non ti fa sentire il rombo del V8 ad albero piatto, che suona cone un Ferrari (beh, non del tutto a dire il vero). E' pur vero che McLaren aveva già dichiarato a suo tempo l'intenzione di voler scendere semplicemente sotto il tempo di 7 minuti, ma corre l'obbligo di considerare che in settembre la Porsche 918 Spyder ha girato in 6 minuti e 57 secondi. Coda di paglia?
04 dicembre 2013
Record di percorrenza per elettriche
In Giappone un team di quattro drivers, tra i quali Kenjiro Shinozuka, primo vincitore nipponico di una Dakar, è riuscito a percorrere 1.300 km con un veicolo elettrico senza alcuna ricarica (notizia Japan Times). L'auto impiegata per il record è una Suzuki Every (in effetti si tratta più di un van che di un'auto) ed è stata modificata installando batterie al litio di tipo innovativo e, ovviamente, un motore elettrico. L'impresa si è svolta lungo un anello di 25 km intorno alla città di Ogata ed è stata condotta nell'arco di un giorno e una notte. Si tratta di un nuovo primato da iscrivere nel Guinness book, dato che in precedenza la massima distanza percorsa con una singola ricarica da un veicolo elettrico era stata di 1.003.2 chilometri; la richiesta di omologazione è già stata inoltrata. Al di là di facili battute sull'importanza del risultato, anche se in condizioni piuttosto particolari (circuito chiuso, velocità media di 30 km/h) si tratta di un'impresa che dà speranza per il futuro delle auto elettriche, il cui tallone d'Achille, lo sappiamo, è proprio l'autonomia. Ma mi viene un dubbio: non è che avranno scelto un minivan per caricarci una tonnellata di batterie?
Spalanca, se hai coraggio
Nei francesi dev'esserci una vena un po' folle; forse odiano gli inglesi proprio perché in fin dei conti gli assomigliano. In cosa, dite? Per esempio nella mania di esagerare con le motorizzazioni su oggetti incongrui. Così se in UK ci danno dentro con i tagliaerba (http://auto-thrill.blogspot.it/2013/11/te-lo-do-io-il-tagliaerba.html) in Francia ci pensa Lazareth ad andare fuori di melone. Lazareth è un preparatore che lavora in genere sulle moto e sugli scooter; il suo successone è la Tmax Transformer. Questa volta però ha scelto le 4 ruote. E per non tradire le sue origini ha lavorato su un quad, che ha reso davvero esagerato. La bestia si chiama Wazuma V8F e una volta era un quad. Già perché il trapianto di un V8 Ferrari di 3 litri, quello della Dino GT4 anni '70 lo ha trasformato in qualcosa di radicalmente diverso. Il V8 è vecchio, ma pur sempre Ferrari e tira fuori 230 CV a quasi 8.000 giri. Cambio a 6 marce di provenienza BMW M3, freni Brembo su ruote 285/30 davanti e 315/30 dietro. Fuori di testa? Cerrto. Divertente? Beh, se sopravvivi, sì. Perché prendere i 320 km/h con un quad, insomma... E infatti il pilota nel video va praticamente a passeggio. Qundi aspettiamo che Ludovic (che fa Lazareth di cognome) assuma uno stuntman e ci mostri un video dove il Wazuma V8F mostri le sue vere capictà. Per 200.000 euro mi sembra il minimo.
Le tasse? Ma le pago io!
Tra le numerose attività anti-automobilistiche spalmate su tutto il territorio nazionale ed equamente divise tra le diverse amministrazioni, si annovera il superbollo per le vetture la cui potenza superi i 185 kW, 251 CV. La tassa è piuttosto salata, 20 € per ogni kW eccedente, vale a dire che per un'auto di 350 CV, oltre alla tassa di possesso, bisogna corrispondere circa 1450 €, per di più su un modello apposito, l'F24. Insomma tutta una serie di complicazioni che di fatto hanno segnato il de profundis (o il passaggio al leasing in Svizzera) delle auto che una volte erano ritenute potenti e oggi sono soltanto sfortunate. Lotus, che guarda caso ha in listino la Exige S che ha 350 cavalli giusti giusti (motore Toyota riveduto e corretto con l'aggiunta di un compressore), ha però inaugurato una iniziativa interessante: scontare il superbollo per i prossimi quattro anni sul prezzo della vettura.
Se siete interessati, vi basterà recarvi presso una concessionaria Lotus, perfezionare l'acquisto e vi sarà fatto uno sconto di 5840 €, pari cioè all'importo della supertassa (anche un po' di più a dire il vero). Così una Exige S, che costa un filo meno di 71.000 euro, vi verrà a costare solo poco più di 65.000. Regalata. Beh, scherzi a parte, ho la netta impressione che, facilitazione o no, se ne volete davvero comprare una (e non c'è la fila, credo) potreste ottenere ben di più. Anzi, di meno.
We are british
Gli inglesi non cambiano mai. Negli anni '70, quando si affacciarono sul mercato le moto nipponiche, la loro reazione fu quella classica secondo lo stile del "decotto" british empire: "Spezzeremo le reni alla concorrenza giapponese": Sappiamo tutti come sia finita. Oggi non esiste più un'industria automobilistica britannnica, eccettuate piccole aziende artigianali come la Morgan. E qui il più puro spirito d'Albione sopravvive intatto. Morgan ha presentato la versione 2014 del suo rinato Threewheeler, il tre ruote che ha permesso il decollo del marchio a cavallo delle gurrre mondiali. Piccole modifiche, robetta. Tipo aver finalmente installato una spia per l'insufficiente livello del fluido freni (peraltro oggetto di un richiamo sulle 1.000 vetture vendute dal debutto nel 2011), oppure aver modificato la geometria di sterzo che in presenza di buche provocava reazioni sul volante così brusche da rischiare di far perdere il controllo. Quisquilie, direbbe Totò, cosucce. Anche il ventilatore per evitare il surriscaldamento del motore in ambito urbano: il bicilindrico a V montato anteriormente non ha un radiatore e in città va arrosto. Le ruote ci sono, tre, il posto per due pure, se piove... vabbè se piove prendete un taxi. Ma insomma, cosa vogliono questi clienti per 35.000 €? Gli diamo pure il bottone di avviamento uguale uguale al tasto di sgancio bombe dei bombardieri Lancaster!!
03 dicembre 2013
Volvo va avanti con le autonome
Se amate la guida, questa notizia vi deprimerà. Volvo ha lanciato un progetto pilota in Svezia, per la precisione nella città natale della Casa, Goteborg (si pronuncia Ioteborie), che servirà a mettere alla prova nella guida cittadina una flotta di vetture a guida autonoma. Stiamo parlando di quell'obbrobrio che fiorisce in vari progetti di qua e di là dell'Atlantico, dell'opposite of pleasure della guida. Dal mio punto di vista, infatti, se non guidi tanto vale tu prenda un mezzo pubblico, metrò, treno o aereo che sia; se non guidi nulla giustifica una spesa elevata come l'acquisto di un'automobile. Ma il mondo è bello perché è vario e così l'amministrazione dei trasporti svedese, insieme con l'agenzia dei trasporti (sì, sono due e diverse) e un parco scientifico locale hanno stanziato un discreto capitale per aiutare Volvo allo sviluppo efficiente dei sistemi che sovrintendono alla guida autonoma e sopratttutto alla assoluta sicurezza che deve esservi associata. Per Volvo è anche l'occasione di proseguire nell'implementazione del suo sistema SARTRE, quello che prevede carovane di auto sulle strade gestite con un sistema di tipo ferroviario (che felicità eh?). I risultati sono attesi nei prossimi due anni. Non vedo l'ora.
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