02 dicembre 2013

Incentivi "pelosi"



Per la serie tutto il mondo è paese, ovvero non ti puoi fidare di nessuna amministrazione. Negli USA scade il 31 dicembre 2013 il termine per usufruire degli incentivi destinati all'installazione presso la propria casa di un  caricatore rapido per auto elettriche. L'incentivo è erogato sotto forma di uno sconto fiscale del 30% sul costo di acquisto e installazione della centralina e può essere detratto integralmente. Bene, direte voi, ecco un governo che fa le cose sul serio senza tiritere e complicate procedure. Ma c'è un piccolo problema: a fronte del fatto un impianto di questo genere può costare cifre da capogiro (http://auto-thrill.blogspot.it/2013/06/si-fa-presto-dire-elettrico.html) ovvero fino a 300.000 $, il limite di detrazione è fissato... a 1.000 $, una vera presa in giro, anche perché il costo della vita in America è piuttosto elevato ed è da escludere siano in vendita centraline low cost. Ergo, l'amministrazione fa la sua pantomima per mostrare che tiene all'ambiente e in quest'ottica eroga gli incentivi verdi, ma poi "ritira la mano" e i costi restano tutti a carico tuo. Ma non l'ho già sentita da qualche parte questa storia?

Ma è davvero così facile?





Esterno, giorno. Pista di Fiorano; aria di Ferrari dunque. E alla guida del test driver Rafferele De Simone ecco la 458 Speciale che sgrana tutte le sue marce sulla stessa pista che serve alla messa a punto delle F1. Il video va però visto anche in un'altra luce. Permette infatti di rendersi conto della incredibile evoluzione dei nuovi sistemi di controllo della stabilità: di fatto il pilota è bello rilassato, mentre alla vettura viene concesso addirittura un sovrasterzo di potenza guidato. Secondo l'istinto di un purista è certamente un po' triste non avere più il controllo completo della vettura (peraltro ancora possibile escludendo tutto). Ma è indubbio che portare al limite un'auto dallo 0-100 in 3 s con un tempo sul giro inferiore soltanto a F12 e LaFerrari non è da tutti. E considerato che la maggior parte di quelli che se la potranno permettere saranno o troppo vecchi o incapaci di tirarla a manetta, l'elettronica va vista nella più pura ottica del marketing.

Posto per uno

















Ok, non è una novità in senso stretto perché l'abbiamo vista al salone di Ginevra di quest'anno. Ma con tutte le concept jap viste a Tokyo centrare il loro mood sulla mobilità del futuro, che un costruttore europeo, tedesco per la precisione, sconvolga il branco con un'auto a un solo posto ci sta come notizia. Ora sembra che la IMA, Innovative Mobility Automobile GmbH, abbia finito la ricerca di capitali e sia pronta per realizzare la sua microauto, che si chiama Colibrì. Ricapitoliamo. Un posto, tre porte, due ad ala di gabbiano sui lati e un miniportellone, lunga 2.75 m, larga 1.18 e alta 1.30, 440 kg il peso, 180 litri di bagagliaio. La Colibrì ha il motore elettrico ma non è un chiodo: grazie alle sue batterie al litio-ferro-fosfato da 6.5 kWh raggiunge i 120 km/h, va da 0 a 100 in 9.9 secondi e ha un'autonomia di 110 km, mentre la carica dalla rete di casa richiede appena 2 ore per raggiungere il 90% del range di mobilità, che scendono a 20 minuti da una colonnina pubblica (quelle che in Italia ci sognamo ancora, ehehehe). Insomma il mezzo perfetto per la città, dato che tre Colibrì occupano lo stesso spazio di una berlina media, che non inquina e si ricarica in fretta. Cosa manca? Il prezzo, signore e signori. Per il lancio, nel 2015, starebbe sotto i 9.000 €, cui occorre aggiungere la catena mensile di 55 € del leasing per le batterie (la soluzione Renault, in pratica). Possibilità di successo? Beh, credo parecchie, se tutto andrà come sostengono alla IMA e se il prezzo rimarrà quello ipotizzato. Con il video fatevi un'idea di come ci si senta dentro la Colibrì.

01 dicembre 2013

Tragico weekend







Questo weekend è stato segnato dalla sfortuna e dai lutti. In due giorni se ne sono andati Doriano Romboni e Paul Walker, l'indimenticabile driver di Fast&Furious. Il primo in un evento benfico di raccolta fondi per l'associazione a nome di Marco Simoncelli, con un incidente che ricorda tragicamente proprio quello del giovane campione. Il divo di Hollywood invece su una strada pubblica, mentre  correva forse troppo a bordo della sua Porsche Carrera GT, tanto per non venir

meno alla sua fama di uomo veloce,. E proprio una spider di Stoccarda, la 550, quasi sessant'anni fa segnava la fine di un altro "maledetto" del cinema, James Dean. Due morti, di qua e di là dell'Atlantico, con analogie di modalità, ciascuna, inquietanti. E il breve video celebra proprio gli ultimi momenti di Paul. Meno di mezz'ora dopo lo schianto.

29 novembre 2013

La speranza è l'ultima a morire



L'Europa è il Continente ove l'auto elettrica ha le maggiori possibilità di sviluppo. Una conseguenza delle legislazioni attuale e venture nel campo dell'inquinamento, con i valori limite di emissione più restrittivi al mondo. Tra sette anni infatti, nel 2020, l'emissione media della produzione di ciascun costruttore non potrà superare i 95 g/km di CO2, un livello che pone serie problematiche tecniche a ciascun marchio e che diventa ancor più irrangiungibile se tale valore deve applicarsi a vetture ad alte prestazioni. Chiunque abbia avuto una sportiva in passato e la confronti con le attuali, riscontra infatti una progressiva minor prontezza dei propulsori meno inquinanti. La situazione andrà peggiorando con l'ulteriore riduzione delle emissioni e alla fine i costi supereranno i benefici, dando luogo a motori il cui uso sarebbe difficile e letargico. Di qui emerge il fatto che che l'auto elettrica potrebbe (e il condizionale è d'obbligo) risolvere tutto in grande stile, con ottime prestazioni ed emissioni (quantomeno quelle strettamente legate al solo veicolo) assenti, ma con il gigantesco problema dell'autonomia, tuttora irrisolto. Il fatto che negli USA il limite raggiunga i 102 g/km solo nel 2025 e i 119 e 117 g/km nel 2020 rispettivamente in Cina e Giappone, dà tuttavia respiro all'industria e un motivo in più per concentrarsi su mercati più attarenti dal punto di vista delle vendite e meno pesanti in ternini normativi. Non c'è da disperarsi, ma di fatto esiste la concreta possibilità che nel prossimo decennio l'appeal del prodotto auto così come lo conosciamo oggi cali verticalmente. E se le elettriche non impareranno a darci qualche botta di adrenalina, non la vedo bene per gli appassionati.

Il web ama il vintage














Al salone di Tokyo Nissan non ha presentato soltanto l'avveniristica BladeGlider, ma anche questa curiosa IDx Nismo, progetto sviluppato grazie alla collaborazione con la comunità degli appassionati del marchio Nismo e portato avanti con contributi raccolti rigorosamente via web. La Nissan definisce il processo co-creazione e vuole inaugurare un nuovo rapporto tra la Casa e i propri clienti . Il nome stesso della vettura è denso di significato: ID sta per identificazione mentre x è la variabile che rappresenta i nuovi valori e sogni nati attraverso la comunicazione. Dal punto di vista costruttivo viene utilizzata una struttura interna di sostegno con pannelli asportabili che formano la carrozzeria, un 'idea un po' europea che ultimamente sembra piuttosto virale in Giappone. A noi che la guardiamo con l'occhio disincantato del Vecchio Continente, però, la IDx Nismo ha tanto di una muscle car a stelle e strisce e addirittura ricorda una Mustang, anche se un po' più tozza e meno slanciata dell'originale, per non parlare dell'interno anni '60 con quel volante squadrato che ricorda l'inglese Maestro anni '90; un'abbuffata di vintage quindi.Trattandosi di una supersport, alla Nissan non hanno avuto cuore di seguire l'attuale mood jap delle elettriche e sotto il cofano pulsa un tecnologico millesei a iniezione diretta turbocompresso, unito (eccola la toppata) a un CVT con la possibilità dei famosi sei rapporti virtuali. Beh, cambio a parte è un'auto interessante. Nel video si vede anche la versione più stilish, la IDx Freeflow, destinata a chi apprezza più lo stile delle prestazioni.

Due is meglio che one, vero?



Non è comune vedere una Pagani, nemmeno in pista. Qui ce ne sono addirittura due, una "vecchia" Zonda (in milanese si dice avèghenn) e una Huayra. Ma il discreto signor Read che commenta una parte di video le possiede entrambe, non so se mi spiego e le ha messe a disposizione per questo elegante confronto sulla elegante pista di Goodwood, deep England, sede del concorso di eleganza più famoso d'Europa. Non gli viene dato molto risalto (non fa chic, ovviamente), ma godetevi gli scampoli di roar dei V12 AMG e il colpo d'occhio assolutamente aeronautico dei flap che si sollevano in frenata sulla Huayra. E' però incredibile che il possessore di una, anzi, scusate, DUE delle più esclusive e prestazionali supercar al mondo abiti in un Paese dove la pioggia  o comunque l'umido regnino sovrani. Una sorta di principio di compensazione per noi invidiosi umani?

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...