La prima Nissan Skyline risale al 1957, una vettura che nel corso degli anni si è fatta apprezzare sempre più per le sue doti sportive (GT-R) e che nelle ultime versioni era diventata un'auto addirittura estrema. Ricordo di averne guidata una da 340 CV in Giappone (per legge non potevano avere più di 280 cavalli, quindi la potenza era segreta!) che sembrava davvero un cavallo selvaggio: l'entrata in coppia era in pratica ingestibile e nonostante le 4 ruote sterzanti e la trazione integrrale i controsterzi erano la norma. Poi, fine. E' vero è arrivata la GT-R, la nuova ipercar, ma nulla ha a che vedere con la epocale Skyline, con il suo 6 in linea da 2.6 litri e con la su cattiveria. Beh, ora il nome ritorna ma solo in Giappone. L'auto è curiosamente marchiata Infiniti (nel Sol Levante sinora il brand non era venduto, o meglio i prodotti Inifiniti erano marchiati Nissan) e se la guardate bene non è altro che una Q50, con il motore da 364 CV e di tutto quello che rende una Infiniti paragonabile a una Lexus: grande comfort, cambio a doppia frizione, 4 ruote sterzanti e il primo sistema di sterzo drive by wire al momdo. Ma volete ridere? Sapete qual è l'arco di prezzo della vettura in Patria? Da 22.375 a 26.120 €. Qui con quei soldi qui ti compri un'utilitaria. Beati loro.
13 novembre 2013
Torna la Skyline ma solo in Giappone
La prima Nissan Skyline risale al 1957, una vettura che nel corso degli anni si è fatta apprezzare sempre più per le sue doti sportive (GT-R) e che nelle ultime versioni era diventata un'auto addirittura estrema. Ricordo di averne guidata una da 340 CV in Giappone (per legge non potevano avere più di 280 cavalli, quindi la potenza era segreta!) che sembrava davvero un cavallo selvaggio: l'entrata in coppia era in pratica ingestibile e nonostante le 4 ruote sterzanti e la trazione integrrale i controsterzi erano la norma. Poi, fine. E' vero è arrivata la GT-R, la nuova ipercar, ma nulla ha a che vedere con la epocale Skyline, con il suo 6 in linea da 2.6 litri e con la su cattiveria. Beh, ora il nome ritorna ma solo in Giappone. L'auto è curiosamente marchiata Infiniti (nel Sol Levante sinora il brand non era venduto, o meglio i prodotti Inifiniti erano marchiati Nissan) e se la guardate bene non è altro che una Q50, con il motore da 364 CV e di tutto quello che rende una Infiniti paragonabile a una Lexus: grande comfort, cambio a doppia frizione, 4 ruote sterzanti e il primo sistema di sterzo drive by wire al momdo. Ma volete ridere? Sapete qual è l'arco di prezzo della vettura in Patria? Da 22.375 a 26.120 €. Qui con quei soldi qui ti compri un'utilitaria. Beati loro.
12 novembre 2013
Calo in Russia e Turchia
Se Atene piange, Sparta non ride. La crisi dell'auto che attanaglia l'Europa Occidentale da alcuni anni sembra un virus letale che resiste a ogni cura. Così adesso si espande come un blob anche su quelli che erano sinora ritenuti mercati immuni e addirittura in crescita. Ne è un esempio la Russia, che nel mese di Ottobre ha subito un calo di vendite dell'8% rispetto all'anno scorso. Il venduto si è attestato su 234.481 veicoli, 19.539 meno dell'Ottobre 2012, dopo un calo del 7% registrato nei primi dieci mesi del 2013. Ma fa ancora più effetto il dato sulla Turchia, dove le cose vanno meglio nelle sfumature del peggio. Qui il calo è stato solo del 3.2% con una riduzione di un paio di migliaia di unità rispetto al periodo di riferimento del 2012. C'è da dire però, a favore dei bocciati dell'expo, che globalmente l'economia turca registra incrementi di PIL come quella ovest-europea potrebbe solo sognare di raggiungere e che in totale le vendite di auto nel 2013 sono aumentate di ben il 18%. Un calo monentaneo dunque; curioso però che il calo sia da addebitare principalmente all'area europea della megalopoli di Istambul; non sarà mica l'Europa a portare sfortuna?
11 novembre 2013
Torna lo scorpione dei sogni
Di un calo del successo della 500 non è nemmeno il caso di parlare. E quindi, dato che a Novembre cadono giusto i 50anni dell'Abarth e che il concetto tiene, ecco la versione produzione della Abarth 595 50° Anniversario presentata al salone di Francoforte. Motore a 4 cilindri T-Jet da 180 CV, coppia masima di 250 Nm, accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 7 secondi e una velocità massima di 225 km/h sono il biglietto da visita di questa 500 ultrasportiva, praticamente un'auto da corsa mignon che pur con il suo passo corto ha doti di stabilità e una precisone di inserimento invidiabili. A parte le ruote da da 17'' con cerchi dal design 695 Grigio Magnesi, particolari decisamente moderni e necessari per gestire la potenza della esubernate auto, la livrea della vettura si rifà all'antenata. Fatta salva una piccolezza: là c'era l'aggressività povera di chi voleva farsi strada, qui lo status di una piccola icona.
Subaru va di WRX
Debutto al salone di Los Angeles per le nuove Subaru toste, la WRX e la WRX STI, di cui la Casa ha diffuso un teaser. Devo dire che la linea delle ultime Subaru, BRZ e XV a parte, non mi ha smosso dentro più di tanto e che da ciò che si vede anche questa non sarà più bella di tanto. Comunque, a parte il concentrato di linee da mal di testa, la grande presa d'aria sul cofano fa tanto auto cattiva. Non è però priva della sua indubbia funzionalità, dato che il motore dovrebbe essere il 2 litri sviluppato con Toyota, quello della BRZ e edlla GT-86, qui in edizione turbo. A seconda delle tarature, meno spinta sulla WRX semplice e con maggiore sovrapressione sulla STI, la potenza dovrebbe variare tra 265 e 305 CV, praticamente gli stessi della versione attuale nel secondo caso ma, attenzione, ottenuti da un boxer di 2.5 litri contro i due del prossimo. D'altronde, dopo l'imprinting Mercedes con la nuova Classe A AMG, i duemila che vogliano definirsi sportivi non possono assolutamente stare sotto i 300 cavalli.
09 novembre 2013
CitroPorsche 911 DS
Il team del blog Brandpowder ha sviluppato un progetto tanto eccezionale quanto visionario. Si è posto l'obiettvo di realizzare l'auto perfetta e ha individuato due brand per ottenere l'assunto: Citroën e Porsche, la prima (parliamo dei modelli d'antan, ovviamente) per il comfort e la seconda per la sportività. Detto fatto, la scelta è caduta su due modelli: una indimenticabile DS e su una altrettanto inossidabile 911. E poi, direte voi? Semplice, poi le hanno messe insieme, ma davvero, non al computer, aggiungendo un tocco di tecnologia contemporanea con un sisetma di propulsione ibrido annesso al sei cilindri boxer Porsche, qui rivoluzionariamente collocato nel vano anteriore. Come vogliamo definirla questa 911 DS? Strana? Orribile? Inguardabile? Oppure straordinaria? A ciascuno la propria valutazione, ma devo dire che la giunzione è stata realizzata con cura perfetta. E che a seconda del'angolo di visuale si riconosce l'una o l'altra delle componenti. Come dire, unite sì, ma ognuna con la sua dignità.
A grande richiesta
Per la serie "A volte ritornano", trasmettiamo: i sei cilindri in linea Mercedes. Pare infatti che, a seguito dell'accordo con Renault sullo share di propulsori tra i due marchi e nell'ottica di ridurre i costi di fabbricazione rendendo il più possibili modulari i diversi componenti, la Casa della stella abbia riesumato a livello progettuale i suoi classici e (ottimi e mai dimenticati, devo dire) motori a sei cilindri in linea, allo scopo di creare una nuova famiglia, appunto, modulare di propulsore a 6, 4 e 3 cilindri in linea. Il 3 dovrebbe addirittura equipaggiare anche la nuova Classe C. Ora, il passaggio ai V6 era avvenuto per ragioni di compattezza e di sicurezza nei crash; l'albero motore infatti in questo caso è molto più corto e ciò lascia maggior spazio disponibile all'avantreno. Tornare al 6 in linea implica una completa riprogettazione delle vetture per rivederne il bilanciamento (il motore è di gran lunga il componente più pesante) e quindi costi assai elevati che a mio parer sopravanzano alla grande la futura modularità. Ma una delle caratteristiche storiche della Mercedes è quella di lanciarsi in avventure tecnologiche anche al di là della convenienza, un tratto tanto raro quanto apprezzabile nel crudo mondo degli affari contemporanei.
08 novembre 2013
Se non te lo dicessero qual è quello vero...
Questo short video dà un'idea di quanto sia oggi sofisticata la realtà virtuale.Sulla destra le immagini riprese dall'interno di una vettura da corsa Mercedes durante una gara del campionato tedesco DTM; a sinistra invece l'immagine del videogioco sviluppato dalla svedese SimBin Studios AB. La precisione è incredibile e si capisce come anche i piloti professionisti possano allenarsi con questi simulatori. Rimane ovviamente la questione del pelo. Sì, perché su uno schermo non rischi nulla e non senti le accelerazioni, mentre nella realtà osare è decisamente più impegnativo.
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