09 novembre 2013

A grande richiesta



Per la serie "A volte ritornano", trasmettiamo: i sei cilindri in linea Mercedes. Pare infatti che, a seguito dell'accordo con Renault sullo share di propulsori tra i due marchi e nell'ottica di ridurre i costi di fabbricazione rendendo il più possibili modulari i diversi componenti, la Casa della stella abbia riesumato a livello progettuale i suoi classici e (ottimi e  mai dimenticati, devo dire) motori a sei cilindri in linea, allo scopo di creare una nuova famiglia, appunto, modulare di propulsore a 6, 4 e 3 cilindri in linea. Il 3 dovrebbe addirittura equipaggiare anche la nuova Classe C. Ora, il passaggio ai V6 era avvenuto per ragioni di compattezza e di sicurezza nei crash; l'albero motore infatti in questo caso è molto più corto e ciò lascia maggior spazio disponibile all'avantreno. Tornare al 6 in linea implica una completa riprogettazione delle vetture per rivederne il bilanciamento (il motore è di gran lunga il componente più pesante) e quindi costi assai elevati che a mio parer sopravanzano alla grande la futura modularità. Ma una delle caratteristiche storiche della Mercedes è quella di lanciarsi in avventure tecnologiche anche al di là della convenienza, un tratto tanto raro quanto apprezzabile nel crudo mondo degli affari contemporanei.

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