Honda è universalmente conosciuta per le moto e le auto, ma l'attività produttiva della Casa jap si estende anche a generatori e tagliaerba. E proprio a questa categoria appartiene la sua ultima creazione tecnologica: Mean Mower, una superfalciatrice, messa a punto, manco a dirlo, dal team inglese della Honda. Al posto del solito monocilindrico da qualche cavallo è stato installato il 4 cilindri di 1000 cc della VTR Firestorm da 110 CV e il risultato è un tagliaerba che raggiunge 210 km/h e va da 0 a 100 km/h in 4 secondi. Ma a cosa serve, è la domanda che sorge spontanea. Beh, gli inglesi sono folli per tutto ciò che si muove e in UK ci sono sfide tra appassionati (magari un po' fuori di melone) per raggiungere la velocità più alta con questi oggetti. Che sono a tutti gli effetti tagliaerba, provvisti della loro bella lama falciante posta sotto il telaio. In questo caso, dato che la trasmisione del moto dal 4 cilindri sarebbe stata un po' laboriosa, la lama è azionata da due motori elettrici e il suo bravo compito di lawnmower può avvenire fino a 24 km/h, che è comunque una bella velocità su un prato. L'unico neo è il sound a scarico aperto, entusiasmante per le piste ma decisamente off su un prato all'inglese: ben 130 dB, quasi quanto un jet al decollo.
06 novembre 2013
Te lo do io il tagliaerba!
Honda è universalmente conosciuta per le moto e le auto, ma l'attività produttiva della Casa jap si estende anche a generatori e tagliaerba. E proprio a questa categoria appartiene la sua ultima creazione tecnologica: Mean Mower, una superfalciatrice, messa a punto, manco a dirlo, dal team inglese della Honda. Al posto del solito monocilindrico da qualche cavallo è stato installato il 4 cilindri di 1000 cc della VTR Firestorm da 110 CV e il risultato è un tagliaerba che raggiunge 210 km/h e va da 0 a 100 km/h in 4 secondi. Ma a cosa serve, è la domanda che sorge spontanea. Beh, gli inglesi sono folli per tutto ciò che si muove e in UK ci sono sfide tra appassionati (magari un po' fuori di melone) per raggiungere la velocità più alta con questi oggetti. Che sono a tutti gli effetti tagliaerba, provvisti della loro bella lama falciante posta sotto il telaio. In questo caso, dato che la trasmisione del moto dal 4 cilindri sarebbe stata un po' laboriosa, la lama è azionata da due motori elettrici e il suo bravo compito di lawnmower può avvenire fino a 24 km/h, che è comunque una bella velocità su un prato. L'unico neo è il sound a scarico aperto, entusiasmante per le piste ma decisamente off su un prato all'inglese: ben 130 dB, quasi quanto un jet al decollo.
Niente benza, siamo norvegesi
Se penso alla Norvegia mi viene in mente un posto un po' fuori dal mondo (oltre che dalla UE); uno stato dove un pluriassassino può fondare un partito che prende voti a manetta alle elezioni e dove un fuori di testa sale su un autobus con un coltello (two days ago) e fa fuori persone che nemmeno conosce. Logico quindi che anche dal punto di vista dei trasporti ci siano quanto meno delle oddities. Qualche anno addietro circolava addirittura la notizia che dal 2015 sarebbe stata messa al bando la vendita dei combustibili tradizionali e interdetta la circolazione delle auto a loro correlate, rivelatasi fortunatamente del tutto falsa. Ma forse molti norvegesi l'hanno presa per vera, perché capita che in quel Paese la vendita di auto elettriche vada come nei più rosei sogni di Elon Musk: a settembre sono state immatricolate ben 616 Tesla Model S, mentre in ottobre sono state 716 le Nissan Leaf messe in circolazione. Ora, in un Paese con poco più di 5 milioni di abitanti, uno share del 7,2% è senz'altro molto significativo, ma bisogna considerare che lo Stato ci mette lo zampino, sotto forma di congrui incentivi fiscali, di esenzioni da pedaggi e costi di parcheggio. In ogni caso, considerato che la Norvegia è un discreto produttore di petrolio ma anche il più grande produttore di energia idroelettrica in Europa, la scelta di impiegare a fondo la idrocorrente vendendo nel contempo agli altri il petrolio è degna di un premio Nobel. Nel senso della filosofia di Alfred Nobel, quello che ha inventato la dinamite e poi ha indetto il premio.
Giù tutto al Ring
La Ferrari LaFerrari (cavolo che scioglilingua!) è senza dubbio un assoluto, anche se solo per ricchi emiri o vecchi appassionati (gli unici che possano sganciare il quasi milione mezzo di euro richiesto per l'acquisto). Gli appassionati come noi con meno denaro apprezzano comunque un pezzo di meccanica da urlo, con 800 CV e 700 Nm (V12) "vecchio tipo" più 163 CV e 270 Nm elettrici (fanno 963 cavalli e 970 Nm in totale), capace di uno 0-300 in 15 secondi e di una velocità massima di oltre 350 km/h. Un assoluto insomma. Ecco perché è interessante questo video girato al Nürburgring che mostra appunto l'assoluto che scarica i suoi attributi sull'asfalto.
05 novembre 2013
EICMA come se piovesse
Oggi apertura dell'EICMA, il motosalone per quelli che lo conoscono come me da anni. Una bella esposizione, ampia ben fatta, stand ricchi di roba e gente a mentta come sempre, anche il primo giorno. Certo che le differenze tra Casa e Casa si vedono. C'è chi ha novità vere, di hardware intendo e chi invece se la tira, con tanto di stand chiuso con security a presidiare i confini. Ma una rondine non fa primavera... Intanto guardatevi la gallery.
04 novembre 2013
Vitamine USA sulla jap
Oggi è il giorno delle Toyota (vabbé Lexus, it's the same). Questa Camry, berlina stradiffusa in America ma poco nota nel Vecchio Continente, è decisamente supervitamizzata: le è stato installato infatti un V8 NASCAR al posto del V6 di serie. Frutto di una collaborazione tra Toyota e RK Motors, questa Camry adotta un 5.9 TRD da corsa che eroga ben 680 CV, davvero un botto specialmente per una trazione anteriore come la Toyota di serie. Troppi, tanto che la vettura è stata ampiamente trasformata e ora è a trazione posteriore, con sospensioni completamente riviste e adattate all'uso su pista. Le gare NASCAR sono molto popolari negli USA e si fanno con vetture che sembrano di serie, ma in realtà hanno solo la carrozzeria in vetroresina a somiglianza dello standard mentre sotto c'è un telaio in tubi. Beh, questa Toyota fa invece eccezione, tanto che gli interni ci sono tutti, pure quelli dietro, come di vede dal video. Forse si tratta ancora un work in progress, anche perché vanno bene i 680 CV, ma se non si alleggerisce c'è poco da gareggiare. Nel video lo (pseudo)collaudatore non sembra spingere più di tanto, ma forse il V8 era in rodaggio (ehehe)...
Lexus all'attacco delle coupé
Lexus ci riprova con le coupé (per contrastare BMW 4 e Audi 5)e lo fa con la nuova RC, presentanda al salone di Tokyo anche se, a dire il vero, la sicurezza stile colabrodo del marcho aveva già fatto filtrare ampiamente immagini e caratteristiche dell'auto. Due modelli, la RC 350 e la RC 300h; come suggeriscono le sigle, la prima con un V6 di 3.5 litri, la seconda ibrida, con un 2.5 a benzina più il consueto supporto elettrico. Linee morbide e fluenti, che vengono meglio su passi lunghi (2.73 m per una lunghezza di 4.695 m), ma con la consueta tendenza a esagerare dei giapponesi che finisce per dar luogo a ridondanze di stile; c'è di peggio, comunque. Razionalità e moderazione sono comunque alla base del progetto, dato che perfino le versioni F, quelle cattive viste girare al Nürburgring (V8 da 455 CV), non vanno oltre i 18 pollici per i cerchi. All'interno ampio uso di materiali a contrasto con look sportivo e un sistema di illuminazione ad hoc che indirizza la luce verso l'alto piuttosto che verso il basso. Sulla plancia inserti in legno shimamoku (??) e uno schermo touch da 7 pollici, mentre il cruscotto è diviso in una zona di controllo dell stato della vettura e una di segnalazione. Per quanto riguarda i propulsori, nessuna dichiarazione ufficiale, ma le potenze dovrebbero aggirarsi in entrambi in casi sui 300 CV, ovviamente complessivi nel modello ibrido.
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