Neanche il tempo di gustarsi le versioni normali ed ecco che su un sito a stelle e strisce (Worldcarfan) sono comparse le foto (praticamente ufficiali) della M; nella fattispecie la M235i, versione di punta della neonata Serie 2 di BMW. Dopo la presentazione ai concessionari USA, uno di loro non ha saputo trattenersi; beh, meglio per noi. La linea ha molto della 4, anche se, ovviamente, data la minor lunghezza le manca lo slancio. Considerato però che il tre litri turbo eroghi 330 CV e 437 Nm, è possibile che questa piccola sia in grado di metere in crisi anche la prossima M3, che avrà sì maggior potenza (si parla di 430 CV), ma pure un botto di chili in più.
24 ottobre 2013
La nuova piccola M
Neanche il tempo di gustarsi le versioni normali ed ecco che su un sito a stelle e strisce (Worldcarfan) sono comparse le foto (praticamente ufficiali) della M; nella fattispecie la M235i, versione di punta della neonata Serie 2 di BMW. Dopo la presentazione ai concessionari USA, uno di loro non ha saputo trattenersi; beh, meglio per noi. La linea ha molto della 4, anche se, ovviamente, data la minor lunghezza le manca lo slancio. Considerato però che il tre litri turbo eroghi 330 CV e 437 Nm, è possibile che questa piccola sia in grado di metere in crisi anche la prossima M3, che avrà sì maggior potenza (si parla di 430 CV), ma pure un botto di chili in più.
A manetta sulle autobahn
Finora abbiamo "quasi" sempre visto le auto elettriche nell'ottica verde, il che implica basso impatto ambientale, certo, ma anche una sorta di comportamento etico che prevede, per una sorta di tacito accordo, basse velocità. C'è però un brand, Tesla, che sin dall'inizio ha fatto delle prestazioni la sua bandiera: la sua prima auto, derivata da una Lotus Elise, faceva infatti dimostrazioni addirittura in pista. Logico quindi preoccuparsi di garantire anche alla Model S prestazioni adeguate alle autostrade tedesche, dove i miseri 130 km/h sfigurano alquanto. Così ecco il pacchetto Autobahn, messo a punto dalla Casa californiana, che prevede la S possa spingersi e mantenere velocità adeguate alle veloci strade tedesche. Lo ha dichiarato lo stesso Elon Musk nel corso di una visita presso il Tesla Service Center di Monaco di Baviera. Secondo il patron del marchio, le berline vendute in Deutschland non sarano certo in stato di inferiorità rispetto alle potenti concorrenti locali e il piacere della guida sportiva sarà assicurato senza alcun sovrapprezzo. Nessuna menzione però all'autonomia, che dagli (ottimistici) 450 km delle versioni normali è assai probabile scenda alquanto dopo una bella tirata. Ma per Musk non c'è problema, anche perchè pare imminente la prima massiccia installaziome in Germania dei caricatori specifici da 135 kW destinati al fast charge della Model S. Bravo, sappiamo che quanto a promozione e marketing Musk non è secondo a nessuno. Però i dubbi su una reale diffusione di un'auto da 100.000 € con tutte queste difficoltà d'uso rimangono, primo dei quali la reale disponibilità di impianti con la potenza installata di una piccola industria. Ma, poi, chi li paga?
Lusso coreano
Il settaggio dei coreani va verso nuovi segmenti di mercato. Dopo aver aggredito con notevole successo prima il settore delle auto economiche, poi quello delle compatte e infine quello delle medie, è ora il turno del lusso. L'"arma" in questione è la berlina Genesis, già nota e venduta ma di scarso successo principalmente a causa di un'estetica poco attraente. La nuova versione, attesa al salone di Detroit il prossimo Gennaio manterrà il nome ma avrà un'estetica assai differente come mostrano questi teaser ufficiali. Molti gli elementi mutuati dalla concept HCD-14, con un'eleganza di fondo che potrebbe fare proseliti tra gli acquirenti, anche perché pur a fronte di equipaggiamenti completi e raffinati il prezzo dovrebbe mantenersi nel range dei 30.000 € (35.000 $), almeno negli USA. In Europa, dato che noi siamo furbi sarà sicuramente maggiore, ma comunque decisamente competitivo rispetto alle stelle del segmento. I motori dovrebbero essere i V6 di 3.3 e 3.8 litri da 268 e 300 CV, oltre al V8 4.6 litri da 381 e alla versione con compressore (presentata al Sema di quest'anno) da 460 CV. Per i Diesel non ci sono ancora novità certe, ma il V6 di 3 litri dovrebbe trovare posto sulle versioni per il Vecchio Continente.
23 ottobre 2013
Senti come ronza!
Dopo la presentazione, ecco il primo video sul campo al Fuji Speedway per la stepitosa e decisamente insolita Nissan ZEOD, l'elettrica-ibrida da corsa che farà da vettura laboratorio per Le Mans. Per tutto il video il rumore delle auto da corsa tradizionali copre il sibilo della ZEOD, che si sente solo in pochi istanti. Sulla ZEOD, che può essere definita un'ibrida plug-in, è installato anche un 4 cilindri 1.6 turbo che ricarica le batterie al bisogno. Ma la cosa più interessante sono i commenti del pilota tedesco, Michael Krumm, che spiega quanto sia diversa un'auto così da una tradizionale.
Più suono = meno rumore
Chiunque abbia provato una Opel Ampera o una Chevrolet Volt sa che il motore destinato a garantirle l'autonomia allargata caricando le batterie (sono EREV, Enhanced Range Electric Vehicle) ha un difetto sensibile: fa molto rumore, specie quando gira alto perché si chiedono alla vettura maggiori prestazioni. Un problema non di poco conto, ma ancora più fastidioso su vetture famose per la loro silenziosità come le Cadillac. Ecco perché il lussuoso brand GM ha adottato sulla sua ELR, l'elettrica del marchio, un sistema di cancellazione attiva del rumore. Si tratta di un'apparecchiatura già impegata dalla KLM sui viaggi aerei intercontinentali: viene generato un suono uguale e opposto al rumore che si vuole evitare e i due si cancellano a vicenda. Ovviamente per ottenere un risultato efficace occorre campionare il suono nella maniera più accurata; ecco perché la ELR dispone di microfoni collocati in posizioni strategiche oltre all'acquisizione diretta del rumore proveniente dal generatore elettrico e dalla trasmissione. Il sistema audio di bordo, Bose, provvede poi a generare il suono per la cancellazione. Una soluzione sofisticata che però richiede un processore adeguato alla complessità di calcolo, pena aggiungere ulteriore frastuono a un ambiente già inquinato.
Non è più tempo di fare il galletto
Secondo il mensile Autocar, l'ultimo discendente della famiglia Morgan ancora in attività presso l'azienda, Charles Morgan, nipote del fondatore HFS Morgan, è stato "buttato" fuori per aver compiuto ripetuti atti di arroganza decisionale senza averne le prerogative. La Morgan è forse l'ultima azienda artigianale al mondo che produca vetture dal costo tutto sommato abbordabile, ne consegue che le sue finanze, specie in un periodo come questo, siano sempre vicine al rosso. In questi frangenti, Charles, già deposto da chairman a direttore strategico in febbraio, ha preso decisioni finanziariamente impegnative come la partecipazione a compertizioni e la realizzazione di una vettura per Le Mans LMP 2 con motore Nissan, oltre ad aver annunciato indebitamente una versione migliorata della Three Wheeler (la recente tre ruote scoperta) e incassato due pagamenti provenienti da Afghanistan e Iran senza chiederne autorizzazione al board. Ce n'era abbstanza per farlo licenziare, anche perché al di là delle chiacchiere, la Morgan dipende da finanziatori esterni e non più dalla famiglia. Fa effetto comunque che la decisione sia stata sancita anche da Andrew Duncan, storico avvocato della famiglia: come dire, non ce n'è proprio più per nessuno, un po' come alla Porsche prima dell'entrata nell'orbita VW.
22 ottobre 2013
Meglio correrci o farci il bagno?
Vabbè, mettiamola così: il vostro sponsor è il patron del team di F1 che con ogni probabilità quest'anno sarà di nuovo campione del mondo; in più, sempre lui, lo sponsor, ha pure la mania degli aerei e possiede una pattuglia acrobatica personale. Beh, se vi chiede di girare un video con una sorta di prova di velocità/accelerazione tra un aereo acrobatico Extra 200 (fratello minore del 300 da competizione) e la vostra Holden V8 Supercar (quelle su cui corre Stoner), potreste dirgli di no? Appunto, ecco il video, dunque. Alcune precisazioni. Come avrete intuito dal marchio Holden, il teatro scenico è quello dell'Australia, anche perché trovare dalle nostre parti spiagge come quella... E il trick di tutta la faccenda è proprio questo: l'auto deve spararsi tutti i suoi 650 CV sulla sabbia con la sola trazione posteriore. Sì, certo sabbia un po' bagnata che fa più aderenza, ma sempre sabbia. E dai tempi di Daytona 1930, queste prodezze non si fanno più. In ogni caso il video fa venire voglia di farci una vacanza, in Australia. Se ci avete fatto un pensierino, potete anche provare l'ebbrezza di quel volo: per soli 595 $ (australiani, s'intende) un fuori di testa locale vi farà provare gli 8g di una virata acrobatica.
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