12 febbraio 2013

Aiuto pubblico per PSA



Bruxelles alla fine ha dato il via libera pur se provvisorio. Parlo degli aiuti di stato a PSA, che si trova in una grave crisi di liquidità ed è ricorsa a un aiuto da parte dello stato per la sua Banque PSA Finance, quella che eroga i finanziamenti per gli acquirenti che chiedono pagamenti rateali. Poiché al di là dei manicheismi l'operazione si configura comunque come un aiuto di stato a un'azienda proivata, che sapete essere proibito dalle regole comunitarie, la Commissione UE ha chiesto di conoscere il dettaglio del piano di ristrutturazione industriale del gruppo, su suggerimento dell'Antitrust. La prima tranche di aiuti è stata erogata sotto forma di garanzia a copertura dell'emissione di bond da parte della banca per un totale di 1,2 miliardi di euro, ma il totale dell'intervento previsto ammonta a 7 miliardi. E' assai probabile che questa scelta di Bruxelles apra la porta a una ridda di ricorsi e proteste da parte di altri costruttori, nazionali compresi, che hanno uguali problemi di cassa e che potrebbero ricorrere agli aiuti di stato.

11 febbraio 2013

In Porsche per San Valentino



La spasmodica ricerca di elementi che facciano ripartire almeno in parte l'economia spinge a sfruttare a fondo ogni possibilità offerta dal calendario. E' questo il caso di San Valentino, inflazionata (ma rispettata) festa degli innamorati. Domanda. Se lavoraste al marketing di una società di autonoleggi cosa vi verrebbe in mente? Alla Europcar britannica, leader europea del settore, l'idea è stata quella di offrire il 30% di sconto sul noleggio di auto di prestigio, sulla scorta del concetto che "è meglio un giorno da leone... ". Molto anglosassone, ma probabilmente anche in Italia l'iniziativa farebbe proseliti e se non altro una gran scena a un costo tutto sommato ragionevole. Una Porsche Boxster costa infatti in Albione meno di 128 euro. ma se vi accontentate di una MINI Cooper S l'importo dovuto scende  a poco più di 82. E se il managing director di Europcar spara "la Gran Bretegna è piena di bei posti da scegliere per un weekend", pensate a come si potrebbe fare gioco di squadra con  il turismo  in Italia.

Il fascino delle corse



Bella tosta eh? Questa vista frontale della Audi R8 LMS ultra (quella
leggera) arrivata quarta nella 12 ore di Bathurst, Australia,  la dice
lunga sull'appeal delle trasformazioni da stradali in sportive dure e
pure, anche se il fatto di partire da una R8 rende le cose decisamente
più facili. In questa gara i 7 team Audi in lizza sono comunque arrivati
in fondo, pur senza guadagnarsi la bandiera a scacchi come nella 24 ore
di Daytona, due settimane fa. Ma rimane sempre un bel vedere; di questi
tempi sognare anche solo un po' fa bene.




C'è crisi e crisi



Mentre il grosso dei costruttori europei è attanagliato dalla crisi e deve fare i conti con pesanti riduzioni delle vendite e degli attivi (persino VW è scesa del 3% e per PSA si parla di un possibile ingresso di capitale pubblico nell'azionariato), a qualcuno la sorte, invece, sorride. E' il caso di Porsche, che ha diramato i dati relativi alle vendite di gennaio, evidenziando un totale di 12.061 nuove vetture immatricolate nel mondo, un incremento del 25.5 % rispetto a gennaio 2012. Le premesse per una visione ottimistica del 2013, perciò, ci sono tutte, anche se Bernhard Maier, membro del comitato esecutivo che sovrintende alle vendite, dichiara prudentemente che comunque l'attenzione al mercato è massima per cogliere ogni segnale di flessione e reagire di conseguenza. Al di là del dato medio, valutare quelli per area geografica ci dà il polso delle situazioni locali. Così se l'incremento in Cina è stato del 38,1% e quello in USA del 31,7% nel Vecchio Continente ci si è limitati a un 9%, valore che rende bene la situazione. Anche in Italia variazione in positivo, pur se il dato, genericamente dichiarato in un incremento a due cifre, è (furbescamente) fornito aggregato a quello di Spagna e Portogallo.

Una papamobile all'asta?



Le dimissioni di Benedetto XVI, annunciate per l'ultimo giorno di febbraio, arrivano del tutto inaspettate e pongono molti interrogativi, tra cui uno che ha pure un risvolto automobilistico: cosa ne farà delle sua nuova papamobile, regalatagli dalla Mercedes appena l'8 dicembre scorso? Lo so, l'interrogativo vi toglie il sonno, anche perché stiamo parlando di una Mercedes Classe M con allestimento speciale, uno speciale impianto di climatizzazione e di
illuminazione e un altrettando inedito sistema di comunicazione tra il guidatore e zona
posteriore. La lascerà al suo successore o vorrà venga demolita, come avviene di prammatica (in questo caso dovremmo però parlare di fusione) con il suo anello? Un interrogativo che ci toglie il sonno, vero? Ma state tranquilli, perché è assai più probabile che la costosissima vettura rimarrà in dotazione al Vaticano per il successore al trono di Pietro. Curiosità: la Mercedes
da oltre 80 anni fornisce papamobili, a partire dal 1930, con la Nurburg 460 pullman limousine per Pio XI, seguita dalla 300d decappottabile per Giovanni XXIII e dalle Mercedes 600 Pullmann Landaulet e 300 SEL per Paolo VI. Una vera missione...

08 febbraio 2013

Felina anche in lungo



Ogni modello Jaguar si è sempre creato un personale spazio sul mercato nel quale contrastare "dall'alto" le solite tedesche. E con questa nuova XF Sportbrake, prima station wagon di alto livello del marchio (se si esclude il passato esperimento low level della X-Type sotto l’egemonia Ford) l’obiettivo di creare una vettura pratica e versatile, ma che mantenga il blasone è sicuramente centrato. Solo motori Diesel per la Sportbrake, altra novità, ma sicuramente adatti a un prodotto che non è destinato alla guida dell’autista ma piuttosto all'uso daytime macinando chilometri in tutto comfort. Il 2.2 di origine Peugeot ora ha 200 CV e abbinato all'ottimo 8 marce automatico fa miracoli, rendendo la Sportbrake piuttosto scattante. Ma il meglio arriva con il V6, specie in versione biturbo da 275 CV, che sarà purtroppo sicuramente meno venduta della versione da 240 per la sovrattassa tutta italiana rovina-emozioni. L'abbiamo provato con un viaggio viaggio verso Sesto (Bz)  dove pur con un deciso innevamento la macchina se l’è cavata benissimo sfatando il mito negativo della trazione posteriore che si pianta nella neve. Certo, moltissimo del merito va alle Pirelli Sottozero nella mega-misura da 20 pollici, ma altrettanto all'ottima ripartizione dei pesi e all'equilibrio dinamico della Jaguar. La parte nuova delle vettura è ovviamente la coda, con un andamento morbido e curvilineo che sottolinea l’aspetto prestazionale e che con la sua linearità contrasta con il frontale aggressivo e caratterizzato. Sulla Sportbrake si sta comodi anche in cinque, il divano è ampio e c’è parecchio spazio anche in lunghezza. Il bagagliaio, che ha il portellone ad apertura elettrica, è grande “il giusto” dicono alla Jaguar, parafrasando la Rolls (ma se occorre più spazio con un bottone si possono abbattere asimmetricamente gli schienali), e anche se la Sportbrake è piena fino all’orlo le sospensioni autolivellanti a controllo elettronico la tengono in perfetto assetto, garantendo sempre quell’andatura sportiva che è tra i suoi atout. Ci si prende guisto a guidare la nuova XF, anche perché si viaggia in un ambiente ovattato mentre l’occhio individua particolari che appagano: la plancia cucita a mano, la pelle di qualità, la sobrità distinta dell’insieme. La tenuta è sicura, non troppo sportiva ma "sana" e non conviene, almeno su strade non troppo a biliardo, irrigidire troppo le sospensioni, pena il rischio di qualche saltellamento di troppo. Utilizzando il cambio in modalità sportiva, poi, i passaggi di rapporto avvengono sin troppo frequentemente, soprattutto considerato l'ampio pianerottolo di coppia del motore e la sua grandezza, 600 Nm. I migliori risultati si ottengono perciò con le posizioni normali e un piede sensibile. A proposito, sulla consolle centrale c'è anche il tasto per disinserire il controllo di stabilità, ma è a prova di nervi, poiché occorre tenerlo premuto per un'eternità prima di sentire il sospirato "ping" di conferma. Ma occhio ragazzi. La coppia non è da sottovalutare, perché la perdita di aderenza è lì dietro l'angolo. E con le prestazioni soft ma decisamente brillanti della Sportbrake è sempre meglio poter contare sulla massima aderenza possibile.

04 febbraio 2013

Kugatrend



Raggiungere Valencia non è mai stato così difficile, tra piste dell'aeroporto di Madrid chiuse per nebbia (ma de che?) e atterraggi senza carburante a Zaragoza. E tutto per una nuova mascherina, maggiore efficienza dei propulsori (leggi minori
consumi), ma soprattutto uno styling interno che adotta materiali innovativi e impostazione più dinamica. Ne valeva la pena? Sì. Di cosa stiamo parlando? Ma della Kuga, che dal 2008 è stata venduta vendita in 300.000 unità e ora si presenta più grande (8 cm) e con una riprogettazione estremamente razionale ma anche differenziata per Continente. Come? Con James, Carrie e Ken Cheng, testimonial ideali del Kuga Trend, che incarnano il target della vettura. James, collocato in Europa, è sui trent’anni e ama un look vagamente alla Iron Man, con sedili che sostengono bene la schiena e ti aiutano a mantenere il perfetto controllo in ogni situazione. James e la sua Kuga sono una cosa sola. Per il mercato USA Carrie preferisce un interno più soft, con colori morbidi e un maggior senso di ampiezza, caratteristiche che per l’esigente orientale Ken Cheng sono ulteriormente enfatizzate, mentre i sedili diventano poltrone confortevoli che accolgono ma mostrano anche lo status. Un approccio allo studio di impostazione innovativo, quindi, che unisce alla flessibilità del prodotto le esigenze di razionalità produttiva di una vera world car che sarà presente su ogni mercato. Un giro di shopping a Valencia, per amore o per forza nel ruolo di accompagnatore delle mie scatenate colleghe, mi ha poi permesso di apprezzare le features di sicurezza della Kuga e e la sua grande praticità d’uso. Per esempio c’è l’Active City Stop, che nelle strette stradine del quartiere di El Carmen, il cuore di Valencia, ci ha salvato dall’investire qualche shopper sbadato che scendeva in strada all’improvviso. E se ti trovi in difficoltà c’è anche l’Emergency Assistance, che avverte automaticamente il 112 via bluetooth e gli dà le tue coordinate parlando la lingua del Paese in cui ti trovi. Sempre a proposito di voce, puoi usare la tua per selezionare i comandi principali senza muovere le mani dal volante. Il sistema ti capisce benissimo, persino se biascichi le parole, un vero passo avanti nelle interfacce uomo-macchina. Ma l’optional più apprezzato è stato l’apertura senza mani del portellone: è sufficiente un calcetto sotto la vettura con la chiave in tasca (l’apertura è comunque keyless) per aprirlo e altrettanto per richiuderlo, perfetto con le mani occupate. Un giretto fuori città ed emergono le doti dinamiche della Kuga, che con la sua trazione integrale a controllo elettronico è sempre incollata a terra e si comporta come una piccola sportiva, se vuoi. Così come può affrontare uno sterrato, se te la senti di mettere in pericolo la bella vernice Verde Ginger Ale (ma non era giallina la bibita?). Il cambio a doppia frizione powershift è funzionale e veloce, ma anche un po’ brusco, soprattutto se ti fai prendere dalla brillantezza del turbodiesel da 163 CV e affondi pesante per svincolarti dal traffico. Il fatto è che ha una prima cortissima che però inserisce tutte le volte, ci vorrebbe il modo di fargliela saltare. Comunque, se vuoi cambiare in manuale puoi farlo con l'interruttore sulla sinistra della leva: soluzione molto USA che stupisce inizialmente ma alla fine è pratica e veloce. Se aspetti troppo, però il cambio torna in automatico. Come dire, se vuoi prova a fare tu, ma io sono più bravo.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...