04 febbraio 2013
Kugatrend
Raggiungere Valencia non è mai stato così difficile, tra piste dell'aeroporto di Madrid chiuse per nebbia (ma de che?) e atterraggi senza carburante a Zaragoza. E tutto per una nuova mascherina, maggiore efficienza dei propulsori (leggi minori
consumi), ma soprattutto uno styling interno che adotta materiali innovativi e impostazione più dinamica. Ne valeva la pena? Sì. Di cosa stiamo parlando? Ma della Kuga, che dal 2008 è stata venduta vendita in 300.000 unità e ora si presenta più grande (8 cm) e con una riprogettazione estremamente razionale ma anche differenziata per Continente. Come? Con James, Carrie e Ken Cheng, testimonial ideali del Kuga Trend, che incarnano il target della vettura. James, collocato in Europa, è sui trent’anni e ama un look vagamente alla Iron Man, con sedili che sostengono bene la schiena e ti aiutano a mantenere il perfetto controllo in ogni situazione. James e la sua Kuga sono una cosa sola. Per il mercato USA Carrie preferisce un interno più soft, con colori morbidi e un maggior senso di ampiezza, caratteristiche che per l’esigente orientale Ken Cheng sono ulteriormente enfatizzate, mentre i sedili diventano poltrone confortevoli che accolgono ma mostrano anche lo status. Un approccio allo studio di impostazione innovativo, quindi, che unisce alla flessibilità del prodotto le esigenze di razionalità produttiva di una vera world car che sarà presente su ogni mercato. Un giro di shopping a Valencia, per amore o per forza nel ruolo di accompagnatore delle mie scatenate colleghe, mi ha poi permesso di apprezzare le features di sicurezza della Kuga e e la sua grande praticità d’uso. Per esempio c’è l’Active City Stop, che nelle strette stradine del quartiere di El Carmen, il cuore di Valencia, ci ha salvato dall’investire qualche shopper sbadato che scendeva in strada all’improvviso. E se ti trovi in difficoltà c’è anche l’Emergency Assistance, che avverte automaticamente il 112 via bluetooth e gli dà le tue coordinate parlando la lingua del Paese in cui ti trovi. Sempre a proposito di voce, puoi usare la tua per selezionare i comandi principali senza muovere le mani dal volante. Il sistema ti capisce benissimo, persino se biascichi le parole, un vero passo avanti nelle interfacce uomo-macchina. Ma l’optional più apprezzato è stato l’apertura senza mani del portellone: è sufficiente un calcetto sotto la vettura con la chiave in tasca (l’apertura è comunque keyless) per aprirlo e altrettanto per richiuderlo, perfetto con le mani occupate. Un giretto fuori città ed emergono le doti dinamiche della Kuga, che con la sua trazione integrale a controllo elettronico è sempre incollata a terra e si comporta come una piccola sportiva, se vuoi. Così come può affrontare uno sterrato, se te la senti di mettere in pericolo la bella vernice Verde Ginger Ale (ma non era giallina la bibita?). Il cambio a doppia frizione powershift è funzionale e veloce, ma anche un po’ brusco, soprattutto se ti fai prendere dalla brillantezza del turbodiesel da 163 CV e affondi pesante per svincolarti dal traffico. Il fatto è che ha una prima cortissima che però inserisce tutte le volte, ci vorrebbe il modo di fargliela saltare. Comunque, se vuoi cambiare in manuale puoi farlo con l'interruttore sulla sinistra della leva: soluzione molto USA che stupisce inizialmente ma alla fine è pratica e veloce. Se aspetti troppo, però il cambio torna in automatico. Come dire, se vuoi prova a fare tu, ma io sono più bravo.
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