Il gruppo indobritannico riparte dopo lo stop di oltre sei settimane causato dall'attacco hacker di settembre.
Jaguar Land Rover avvia la riapertura graduale degli stabilimenti britannici, oggi ripartono l’impianto motori di Wolverhampton e il centro batterie di Birmingham; saranno seguiti da quelli delle operazioni di stampaggio a Castle Bromwich, Halewood e Solihull. La produzione veicoli seguirà a breve con le linee di Nitra (in Slovacchia) e Solihull. L’azienda definisce la ripresa controllata e a fasi per garantire la sicurezza dei sistemi e la continuità della filiera.
L’arresto produttivo ha origine nell'attacco informatico del 1 settembre che ha costretto JLR a spegnere i sistemi IT, bloccando produzioni, ordini e registrazioni e causando cali significativi di volumi nel trimestre. Le stime preliminari indicano impatti molto pesanti sui ricavi e sulla capacità operativa; il fermo ha amplificato la già debole dinamica di vendita del marchio. Sulle responsabilità, un collettivo che si definisce Scattered Lapsus$ Hunters ha rivendicato l’operazione e sono emerse indicazioni che la violazione abbia sfruttato una nota vulnerabilità in SAP NetWeaver. Polizia, NCSC (la sicurezza informatica brit) e specialisti forensi stanno verificando l’effettiva portata del furto di dati e l’eventuale richiesta di riscatto; l’attribuzione formale è però ancora oggetto d’inchiesta.
Per sostenere la filiera, il governo britannico ha garantito un prestito da 1,5 miliardi di sterline destinato a sbloccare credito per l'azienda e i suoi fornitori; JLR ha inoltre lanciato schemi di pagamento anticipato per alleviare la pressione sulla liquidità dei partner.
Gli esperti restano però cauti, perché pur se nel breve periodo la riapertura limiterà ulteriori danni, il recupero delle vendite dipenderà dalla rapidità del ripristino IT, dalla disponibilità di componenti e soprattutto dalla fiducia di dealer e clienti. Senza una normalizzazione rapida il danno ai volumi e ai margini potrebbe protrarre la crisi commerciale del marchio e rallentare i piani di elettrificazione. Il vero banco di prova sarà la capacità di tradurre questo avvio in vendite concrete e stabilità finanziaria per l’intera filiera.



















