11 ottobre 2019

So long Dyson!







Ne ho parlato più volte e sembrava una sorta di imprinting della new age dell'automobile: l'ingresso dei produttori di elettrodomestici nell'automotive, ergo James Dyson e la sua auto elettrica.

Beh, nulla, abbiamo scherzato. Dyson ha ufficialmente chiuso ieri il suo programma di sviluppo. L'annuncio è stato fatto direttamente dal tycoon che ha ammesso la débacle dell'intero progetto pur riconoscendone innovatività e brillantezza delle soluzioni; non è stato possibile trovare una via remunerativa per realizzare l'automobile, dato che (e questo si apprende solo ora) nessuno dei possibili acquirenti/realizzatori cui l'idea è stata offerta si è fatto avanti per industrializzare la Dyson car. Ne consegue che il progetto da oltre 3 miliardi di euro verrà abbandonato e resta da vedere a quanto ammonteranno le perdite, sicuramente consistenti. Dyson ha lasciato comunque una porta aperta, affermando che è disposto a mettere sul mercato i risultati degli studi e dei progetti portati avanti nel campo di motori e accumulatori con eventuali licenze di produzione, ma si tratta di pure ipotesi.

Le stesse ipotesi che attendono a livello occupazionale molti dei 500 addetti assunti per la startup, la maggior parte dei quali si trova in Gran Bretagna e non ha a propria disposizione un terreno fertile visto l'incombere della Brexit a fine mese.

Fanatismo e perdita del senso della realtà





Non mi occupo di politica e non intendo farlo nemmeno oggi. Non entrerò quindi nel merito delle scelte che hanno portato al decreto che stanzia (scarsi) fondi per l'ambiente, ma desidero fare un commento sulla logica che a quanto pare vi sta alla base.



Pare (perché in Italia le cose sono sempre mobili e fino all'ultimo momento possono cambiare), pare dunque sia previsto un contributo fino a 1.500 euro per chi decida di rottamare la sua auto inquinante, tipo una Euro 3 Diesel. Poco, ma è qualcosa. Ma la sorpresa viene su cosa sia concesso fare con quel denaro: abbonamenti a mezzi pubblici o acquisto di biciclette, anche elettriche (sempre pare, bontà loro). Ah, dimenticavo. Tutto questo solo per chi abita in zona inquinate. Quindi se per disgrazia o per una generosa corrente d'aria costante (il cambiamento climatico può dare sorprese)  l'aria del tuo comune si ripulisce, nisba.



Non ho parole. Secondo chi ha impostato la norma, un'auto pur vecchia ma, penso, visto che la usi ancora, funzionante, è equivalente a una bicicletta. A parte il numero di persone a bordo, la protezione dagli agenti atmosferici, la velocità di spostamento, il paragone mi sembra psichiatrico. Non hai soldi per cambiarla con una elettrica la tua macchina? Beh, visto che sei un pezzente vai a piedi (pardon con i mezzi pubblici), oppure in bici. Ti abbiamo dato un'alternativa valida. Facile farsi i 40 km che ti separano da posto di lavoro pedalando o cambiando 4 autobus (tipicamente Euro 0) all'andata e al ritorno, un'alternativa virtuosa. Lo fai per l'ambiente, devi essere felice. Se poi per prendere il mezzo ti tocca spendere il triplo di quanto spendevi l'anno prima perché hanno aumentato oltremodo i costi o aggiunto in modo coatto servizi che a te non servono ma devi pagare lo stesso stesso non importa. E' per il pianeta.



E, sempre per il pianeta, ci sono rumors dell'attribuzione del premio Nobel per la pace a Greta Thunberg.



Dove sono gli extraterrestri? Vorrei fare una domanda di asilo ambientale da loro.

10 ottobre 2019

La prima Suv compatta di Cadillac























La Cavauto, importatore italiano del marchio, ha presentato a Milano la nuova Cadillac XT4, Suv compatta “premium" che sancisce il debutto del marchio americano in un segmento di mercato in costante crescita. Le vendite inizieranno dalla prossima primavera. Lunga 4 metri e 60 cm ha linee in stile yankee con interni spaziosi e ben dotati, mentre la meccanica si distingue per la presenza di un nuovo 2 litri td da 174 CV e 381 Nm di coppia sviluppato a Torino nel centro della GM Global Propulsion System. Nel secondo semestre del 2020 sarà disponibile anche la versione con motore 2 litri turbo a benzina, già in vendita negli Stati Uniti. Due gli allestimenti previsti per l'Italia: la Launch Edition e la Launch Edition Sport. Nel primo caso si tratta di una trazione anteriore con cerchi da 18 pollici, griglia frontale cromata, barre sul tetto e interni in pelle. La seconda si differenzia per i cerchi in lega da 20 pollici; volante sportivo; pedaliera in alluminio e fari anteriori a LED. La Launch Edition Sport è disponibile con trazione anteriore o integrale AWD, mentre nella dotazione ci sono  per il controllo adattivo della velocità, con funzione stop & go, e l’head-up display a colori. Di serie i più importanti sistemi ADAS di sicurezza: riconoscimento della segnaletica stradale, sistema di mantenimento della carreggiata,  segnalazione acustica attraversamento pedoni, frenata assistita, sedile guidatore con dispositivo Safety Alert (in caso di pericolo il sedile vibra nella direzione dalla quale proviene il pericolo stesso). Quanto al comfort ci sono sedili anteriori e posteriori riscaldabili automaticamente; volante riscaldabile e un nuovo sistema di controllo tattile per la selezione e l’utilizzo dei sistemi infotainment. Entrambe le versioni sono dotate di telecamera con visione a 360°, sistemi di ausilio al parcheggio in parallelo e perpendicolare, sistema di infotainment e assistenza Cadillac User Experience con navigazione 3D integrata. La garanzia è di 3 anni o 100.000 km. In Italia i prezzi di Cadillac XT4 Launch Edition e Cadillac XT4 Launch Edition Sport partono, rispettivamente, da 44.990 euro e 49.290 euro. Buona fortuna dunque a questa new entry che si troverà a fronteggiare rivali del calibro di Audi, BMW,  Mercedes e Volvo. Un compito non proprio facile anche pensando all'offerta delle rivali che si stanno attrezzando per la massiccia offensiva a cui stiamo assistendo in chiave ibrida e elettrica. Offerta che, al momento, manca del tutto alla Cadillac.

09 ottobre 2019

I nuovi sedili a liquido di Tesla





Una volta erano dotazione esclusiva dell'alto di gamma, poi si sono diffusi anche su vetture di minor costo. Parlo della climatizzazione dei sedili, di riscaldamento e ventilazione. Non sono due sistemi connessi tra loro: il primo è infatti attuato in genere mediante resistenze elettriche annegate tra seduta e schienale, mentre il secondo richiede condotti che inviino l'aria dall'interno verso l'esterno del sedile, ove può fuoriuscire dai fori sul rivestimento. L'efficienza di quest'ultimo, in particolare, è piuttosto ridotta, perché innanzitutto l'aria non passa dove il corpo preme sul sedile oltre al fatto che il gradiente di temperatura non può che essere ridotto, anche usando aria proveniente dal climatizzatore, dato il limitato coefficiente di scambio termico.



Tesla ha presentato invece una serie di brevetti per un nuovo e assai più efficace sistema di climatizzazione dei sedili, che agisce tramite la circolazione di un liquido attraverso tubazioni interne all'imbottitura e garantisce maggiore efficacia sia nell'aumento sia nell'abbassamento della temperatura. Il sistema è ovviamente assai più complesso, anche perché richiede protezioni antiforatura per le tubazioni e forse anche un impianto specifico, ma potrebbe davvero cambiare il concetto di comfort in auto, prevedendo la possibilità di una vettura climatizzata nel suo complesso già prima di salirci. Resta da capire se il progetto implichi o meno uno scambio di ruoli con il circuito di riscaldamento/raffreddamento degli accumulatori, cosa che rappresenterebbe una brillante implementazione ingegneristica e potrebbe evitare l'aggravio di peso di un circuito separato. Resta comunque un'idea brillante e nuova, che potremmo vedersi diffondere rapidamente anche presso altro costruttori.

Un altro passo alpino per Alfa









Ah il Tonale, ci sono andato a sciare per tutta la mia giovinezza dato che avevamo una casa a Ponte di Legno. Continuando la filosofia dei passi alpini, dunque, la nuova Suv media Alfa Romeo si chiamerà così e possiamo vederla in anteprima perché le sue immagini sono sfuggite (ad arte) da una linea di pre-produzione. Nel design definitivo ci sono modifiche rispetto alla concept mostrata a Ginevra. Nella parte anteriore la divisione tra cofano e paraurti è cresciuta adattandosi ai fari più convenzionali; anche il lunotto è cresciuto di dimensione, mentre i gruppi ottici posteriori sono più spessi. Le proporzioni complessive rimangono però le stesse. Si pone sul segmento di BMW X1 e Audi Q3, sarà la prima Alfa a offrire tecnologia ibrida plug-in e dovrebbe aiutare il marchio a raggiungere l'ambizioso obiettivo di vendita di 400.000 vetture l'anno (nel 2018 circa 150.000 !!). Il marketing punta molto su quest'auto, ma una politica di presentazioni nel vuoto non aiuta a dare corpo a un brand che invece di interesse a spot necessiterebbe di un rilancio corposo di modelli e capitale. Alfa non ha fornito dettagli sulla potenza del sistema, ma il PHEV Renegade rivelato a Ginevra dalla consociata Jeep presentava un propulsore da 240 CV, quindi il trasferimento di tecnologia dovrebbe prevedere questo gruppo con una probabile trazione anteriore. La presentazione ufficiale dovrebbe avvenire a metà 2020, con le prime consegne per fine anno; la gamma motori dovrebbe comprendere anche modelli con motore Diesel.

08 ottobre 2019

A volte ritornano















La tecnologia è fatta di corsi e ricorsi. A volte si tratta della
riedizione di vecchie idee, solo attualizzate e rese più moderne; altre
della mera riedizione dello stesso concetto, collocato o meno in un
ruolo diverso nell'ambito di un analogo progetto. Così per una Casa, Jaguar, che riesuma la CX-75
facendo a meno delle turbine, Mitsubishi le introduce sulla concept
MI-TECH che sarà mostrata all'ormai imminente salone di Tokyo. L'auto,
di cui per ora sono stati mostrati solo due teaser, è infatti una Suv dotata di 4 motori elettrici di trazione, due per ciascun asse, e di una turbina a gas che aziona un generatore in funzione di range extender. Non è ancora chiaro, quindi, se si tratti di una ibrida oppure di un'elettrica ad autonomia aumentata, visto che non ci sono dati sulla presenza di una batteria e soprattutto sulla sua capacità. La vettura dispone anche di una nuova interfaccia utente chiamata MI-PILOT che incorpora sistemi di assistenza attivi e un controllo dello sterzo avanzato. Il salone di Tokyo apre il prossimo 23 ottobre; ne sapremo di più allora.





Altered news















In un mondo dove le fake news spuntano ovunque, c'è spazio anche per le altered news quelle la cui importanza è sovrastimata. E un bell'esempio della specie si trova in campo auto. Al recente salone di Francoforte Volkswagen ha strombazzato ai quattro venti un epocale cambio di logo, stimolando così una ridda di ipotesi sull'innovativo aspetto del quasi immortale simbolo. Una volta vista la nuova edizione, vi sfido a distinguerla al volo dalla vecchia: è in pratica la stessa, manca solo lo sfondo blu; tra l'altro ricorda di brutto quella del 1960. Sull'onda di questo straordinario risultato il gruppo va avanti a tutta birra con il logorinnovo: ora è la volta della R, quella che contraddistingue le auto sportive. Il nuovo carattere fa a meno del verticale per presentare una stanghetta inclinata importante, auspicio del dinamismo che caratterizzerà anche le elettriche prestazionali. E' stato definito moderno ed elegante. Urka!

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...