09 maggio 2023

Avvitamenti multipli

Progetti falliti da tempo che tornano come attuali; la soluzione per l'autonomia delle EV è ancora tutta da trovare.

Un po' più di una decina di anni fa faceva parlare di sè una startup istraeliana, Better Place, che in accordo con Renault (che al tempo aveva in listino la tre volumi elettrica Fluence) proponeva il battery swap, una serie di stazioni di servizio che invece di ricaricare sostituivano il pacco batterie scarico del veicolo con uno efficiente. Il progetto aveva un suo perché, ma si scontrò con l'allora quasi inesistente circolazione delle EV e con gli elevati costi di installazione dei centri di sostituzione, che dovevano gestire le decine di batterie in stock con notevoli esborsi per ricarica e gestione senza alcuna garanzia di guadagno.


Beh Fisker, altro brand dal passato turbolento oggi rinato in campo elettrico, intende avviare una collaborazione con la società Ample per mettere a punto pacchi batteria destinati alla Suv Ocean che possano essere sostituiti automaticamente. Fisker prevede di lanciare versioni destinate alle flotte dotate della soluzione già nel primo trimestre del 2024; tempi rapidi considerato che il primo esemplare della Ocean, costruito in Austria dalla Magna, è stato consegnato solo quattro giorni fa.
 

Di fatto però Fisker si aggancia alla cinese Nio, che in collaborazione con CATL, azienda costruttrice di accumulatori al litio, sta completando una rete di 800 stazioni di sostituzione rapida nel Paese (previste 1.300 a regime) e ne ha appena aperta un in Norvegia .
Vista l'evoluzione della mobilità elettrica oggi, il sistema concepito dall'israeliano Agassi potrebbe avere finalmente successo?


Mah, la riuscita del progetto dipende da quante società potrebbero condividere il modello di business BaaS, Battery as a Service, che prevede per l'acquirente di una EV il renting di più batterie, che però, data la possibilità di sostituzione, sarebbero di capacità limitata e quindi meno costose.
Alla fine della storia il conto lo dovrebbero pagare quindi gli automobilisti ed è tutto da vedere se alcune batterie meno capaci siano più convenienti di una più grande da ricaricare e basta.
Un altro esempio di come il settore elettrico avanzi a suon di artifici finanziario-tecnologici la cui convenienza sia per l'ambiente sia per le tasche degli acquirenti è tutta da provare.

08 maggio 2023

Della reale utilità delle cose

Nella parte di mondo che si avvita su temi inessenziali (mentra la gran parte affronta difficoltà bibliche) domandiamoci a cosa possa servire davvero la guida autonoma.


E se la risposta è quella che si estrinseca da questo video, proveniente da Dubai, siamo davvero messi male.
Il filmato circola su Twitter e mostra una Tesla Model X che consegna un caffè a qualcuno a Dubai. Caratteristica saliente, la vettura è priva di autista e il video sembra reale e non realizzato da una AI.


La domanda è quindi: siamo arrivati ai Robotaxi? E ancora, il loro utilizzo prevalente sarà il delivery? Ma soprattutto, saranno davvero utili, considerato che escluderanno dal mondo del lavoro moltissime persone?
La risposta è che non ci siamo ancora arrivati, ma la loro concretizzazione è quanto mai reale. Attualmente l'Autopilot di Tesla richiede ogni 30 secondi circa l'interazione con il volante, in mancanza della quale l'auto si ferma. In più c'è un software che rileva se si cerca di bypassare la norma, per esempio mettendo un peso sul volante; in questo caso il sistema si disattiva fino all'inizio del viaggio successivo.
Ma sappiamo tutti che tecnicamente è solo questione di riscrivere una riga di programma, poi, a partire da Paesi velleitari come quelli del Golfo, la guida autonoma verrà sdoganata.

E se Tesla guida il trenino, tutti i costruttori correranno ad adeguarsi al nuovo mood, mettendo in vendita auto propagandate come sicure e capaci di realizzare il mitico obiettivo "zero incidenti".
Peccato sugli incidenti causati dalla guida autonoma il dossier sia ormai consistente e che, visti i prezzi dei prodotti e la palese disuguaglianza imperante, questi veicoli saranno destinati a una manciata di acritici entusiasti, mentre sul versante parallelo il mondo è impegnato ad affrontare cambiamento climatico e crisi demografica migrante. 

Un perfetto simbolo della decadenza di una società ormai al lumicino.

03 maggio 2023

Back & forth

Sembra incredibile ma tra quelli che il marketing (Usa) odierno ritiene dei desiderata c'è il cambio manuale.


Certamente la cosa riguarda più che altro il mercato americano, anche se è probabile vedremo presto ritorni di fiamma anche nel Vecchio Continente. Parlo del ritorno del cambio manuale, dispositivo che sembrava ormai un obsoleto ricordo, tanto più in odore di auto elettriche che notoriamente fanno a meno di qualunque riduzione tra motore e ruote.


Toyota ha confermato infatti che sulla sua Tacoma edizione 2024, pickup molto ben piazzato nelle vendite sul mercato yankee, sarà disponibile (anche) un cambio manuale a 6 marce. E per sancire tanta ridondanza di trasmissioni ieri ha addirittura pubblicato un teaser che mostra la pedaliera del veicolo con la soluzione meccanica a bordo.
Considerato che la Tacoma sarà disponibile anche in versione elettrica, sembra proprio che il marchio jap voglia soddisfare tanto i proiettati verso il futuro a batteria quanto gli agganciati ferocemente al passato meccanico, individuando nel ritorno alla trasmissione manuale un atout che fa presa.
Peccato Toyota non venda versioni Diesel del suo pickup, probabilmente con il meccanico spakkerebero tra gli oltranzisti, quelli che si divertono ad affumicare le Tesla.

02 maggio 2023

Sempre più living, sempre meno auto

Auto o salotto? A vedere l'ultima richiesta di brevetto depositata da Ford si direbbe che l'automotive stia virando verso l'interior design.

L'Ovale blu vuole rendere gli interni dei veicoli più simili ai salotti, affermazione supportata dalla recente domanda del marchio pubblicata dall'Ufficio brevetti Usa lo scorso 20 aprile 2023. I disegni mostrano infatti un tavolo mobile posto all'interno del veicolo, montato su una base fissata al pavimento e dotato di un braccio girevole che gli consentirebbe sia il posizionamento parallelo sia quello perpendicolare al veicolo.

La superficie mobile dell'appoggio può poi sollevarsi, rivelando uno schermo sul lato inferiore, mentre è incluso un poggiapiedi. L'accessorio è verosimilmente destinato alle Suv, unici veicoli a disporre di spazio interno sufficiente a consentire lo spostamento longitudinale di parte dei sedili per accedere al tavolo comodamente, proprio come in un appartamento.

Non è il primo tavolo in ambito automotive: la Chrysler Town & Country e la Dodge Grand Caravan tempo fa offrivano una superficie pieghevole insieme ai sedili anteriori girevoli, consentendo così una sistemazione vis à vis nelle soste.
Ford sembra quindi interessata ad aggiungere una lista di accessori che di fatto diventano sempre più mobili veri e propri, come sedili completamente ribaltabili per pick-up, un comando del cambio pieghevole che rivela una consolle centrale piatta e addirittura una scrivania estaribile dal cruscotto.
Seguire la moda ci sta; resta da capire la reale necessità di camperizzare ogni veicolo. 

27 aprile 2023

Da che parte stai, Elon?

Si è discusso parecchio sull'orientamento politico di Elon Musk, repubblicano oppure democratico? Ma conta davvero?


La verità è che il tycoon gioca per sé a seconda del momento, prova ne sia il tweet al vetriolo sull'ex amico Trump (o meglio sulla sua età) subito ritirato ma intanto pubblicato e ovviamente registrato da parecchie piattaforme.
D'altronde è nell'interesse stesso del Governo Usa, rosso o blu che sia, che Musk e le sue imprese giochino a favore della squadra di casa vista la sua collocazione ormai di fatto sovranazionale. Lo provano i recenti colloqui con il presidente sud-coreano Yoon per valutare la realizzazione di una Gigafactory nel Paese orientale.
Il recente piano stanunitense per recuperare il ritardo tecnologico che si sta accumulando nei confronti del Celeste Impero, tipicamente nel campo dei semiconduttori, potrebbe quindi includere in qualche modo le aziende di Musk in una sorta di partita di giro, visto che alcuni giorni fa anche Biden ha visitato un’importante fabbrica di semiconduttori in Corea del Sud la cui tecnologia sarà replicata in un analogo impianto sul territorio americano.


Assodato quindi che l'orizzonte tecnocratico di Musk prescinda (certo, fino a un certo punto) dalla guerra a colpi di sanzioni e veti tra Cina e Usa, la notizia che la cinese Geely stia adottando la tecnica di pressofusione gigapress di Tesla per il suo furgone multiuso Zeekr 009 fa riflettere sulle interconnessioni economiche che prescindono dalle convenzioni politiche.
Le Giga Press, progetto italiano della bresciana Idra, sono ormai centrali nella tecnologia realizzativa automotive poiché consentono di eliminare centinaia di punti di saldatura e di ottenere elementi dimensionalmente precisi e più leggeri a parità di materiale impiegato.
Praticamente ogni Casa sta quindi valutando il loro inserimento nella catene produttive, ma i cinesi si sono rivolti a Tesla poiché in questo modo hanno avuto accesso a una tecnologia già implementata riducendo i tempi di attuazione pratica del progetto.

L'interconnessione tecnologica potrà dunque trovare un fil rouge al di là di nazionalismi e guerra? E' presto per dirlo, ma così come per il cambiamento climatico, forse dovremo abituarci anche a posizioni laterali sulla geopolitica.

26 aprile 2023

Evergrande affossa Saab

Comportamenti opposti dei cinesi di Svezia: Geely investe in Volvo (e Polestar) ed Evergrande, l'immobiliare che nel 2021 aveva debiti per oltre 300 miliardi, chiude Saab.

Si scrive NEVS, si legge Saab. La startup (beh forse start da un po' troppo tempo) svedese di veicoli elettrici nota per il suo tentativo di riavviare la produzione del marchio nello scorso decennio, ha chiuso definitivamente. In una dichiarazione sul suo sito, l'impresa afferma di voler chiudere le attività di sviluppo della produzione seguendo un sedicente piano di ibernazione.
Contemporaneamente sta raccogliendo informazioni sulla possibilità di vendita delle sue proprietà e tra gli interessati c'è Polestar, che sarebbe interessata a utilizzare un ex impianto di ricerca e sviluppo Saab a Trollhättan per lo sviluppo di propulsori elettrici.


La capofila Evergrande è riuscita comunque a rimanere a galla nel mondo economico e a investire nel settore automotive, visto che alla fine del 2022 un'altra delle sue società di veicoli elettrici, Hengchi, ha avviato le consegne in Cina. Ma per NEVS, che si era concentrata su servizi di mobilità e taxi a guida autonoma, le cose sono andate diversamente.
L'acquisizione delle attività di Saab data 2012, dopo il fallimento della banca della Casa automobilistica l'anno precedente. Il piano originale era di continuare la produzione in Svezia e di estenderla alla Cina, ma di fatto NEVS è riuscita solo a riavviare brevemente la produzione delle 9-3 nel 2013 e l'attività si è interrotta meno di due anni dopo all'esaurimento dei fondi.
 

Come ciliegina sulla torta, NEVS ha anche perso i diritti sull'uso del nome Saab, che restano di utilizzo esclusivo dell'omonimo gruppo aeronautico che include anche la Difesa svedese.

11 aprile 2023

Richiamo Porsche

Anche la durability dei marchi più nobili può avere delle défaillances: Porsche richiama la sua ipercar GT per problemi alle sospensioni.

Porsche ha diramato un richiamo per la supercar Carrera GT, prodotta a metà degli anni 2000; il problema riguarda un difetto alla sospensione identificato solo da poco.
Secondo i dati della richiesta depositata presso la NHTSA (l'ente per la sicurezza stradale Usa) la settimana scorsa, il difetto riguarda i giunti sferici impiegati per collegare i componenti del braccio oscillante della sospensione che potrebbero cedere e causare una perdita di controllo del veicolo. Il problema sembra dovuto alle caratteristiche intrinseche del materiale utilizzato per queste connessioni, che si è scoperto nel tempo indebolirsi a causa di corrosione e sollecitazioni meccaniche. La perdita delle doti di resistenza agli sforzi potrebbe poi causare crepe nelle articolazioni della sospensione e interessare in casi estremi anche il braccio oscillante.


Il richiamo riguarda 489 esemplari della supercar V-10 venduti negli Stati Uniti e prodotti nel 2004 e 2005. Al momento non ci sono evidenze di un analogo provvedimento emesso in Europa, anche se nel 2021 era stato emesso un richiamo per 911 Carrera, GT e GT3 riguardante il sottotelaio anteriore.


I proprietari potrebbero accorgersi di rumori e vibrazioni provenienti dall'avantreno, ma il problema potrebbe anche verificarsi senza alcun preavviso, mentre il rimedio consiste nella sostituzione degli snodi sferici, che verrà eseguita dai rivenditori senza alcun costo per i proprietari.
Le lettere di notifica saranno spedite nel prossimo mese di giugno.

Torna la MR2?

Il piano di rilancio sportivo Toyota ha colmato il versante top con la GR GT; ora potrebbe essere la volta di Celica e MR2. Toyota sta ricos...