Comportamenti opposti dei cinesi di Svezia: Geely investe in Volvo (e Polestar) ed Evergrande, l'immobiliare che nel 2021 aveva debiti
per oltre 300 miliardi, chiude Saab.
Si scrive NEVS, si legge Saab. La startup (beh forse start da un po' troppo tempo) svedese di veicoli elettrici nota per il suo tentativo di riavviare la produzione del marchio nello scorso decennio, ha chiuso definitivamente. In una dichiarazione sul suo sito, l'impresa afferma di voler chiudere le attività di sviluppo della produzione seguendo un sedicente piano di ibernazione.
Contemporaneamente sta raccogliendo informazioni sulla possibilità di vendita delle sue proprietà e tra gli interessati c'è Polestar, che sarebbe interessata a utilizzare un ex impianto di ricerca e sviluppo Saab a Trollhättan per lo sviluppo di propulsori elettrici.
La capofila Evergrande è riuscita comunque a rimanere a galla nel mondo economico e a investire nel settore automotive, visto che alla fine del 2022 un'altra delle sue società di veicoli elettrici, Hengchi, ha avviato le consegne in Cina. Ma per NEVS, che si era concentrata su servizi di mobilità e taxi a guida autonoma, le cose sono andate diversamente.
L'acquisizione delle attività di Saab data 2012, dopo il fallimento della banca della Casa automobilistica l'anno precedente. Il piano originale era di continuare la produzione in Svezia e di estenderla alla Cina, ma di fatto NEVS è riuscita solo a riavviare brevemente la produzione delle 9-3 nel 2013 e l'attività si è interrotta meno di due anni dopo all'esaurimento dei fondi.
Come ciliegina sulla torta, NEVS ha anche perso i diritti sull'uso del nome Saab, che restano di utilizzo esclusivo dell'omonimo gruppo aeronautico che include anche la Difesa svedese.



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