Progetti falliti da tempo che tornano come attuali; la soluzione per l'autonomia delle EV è ancora tutta da trovare.
Un po' più di una decina di anni fa faceva parlare di sè una startup istraeliana, Better Place, che in accordo con Renault (che al tempo aveva in listino la tre volumi elettrica Fluence) proponeva il battery swap, una serie di stazioni di servizio che invece di ricaricare sostituivano il pacco batterie scarico del veicolo con uno efficiente. Il progetto aveva un suo perché, ma si scontrò con l'allora quasi inesistente circolazione delle EV e con gli elevati costi di installazione dei centri di sostituzione, che dovevano gestire le decine di batterie in stock con notevoli esborsi per ricarica e gestione senza alcuna garanzia di guadagno.
Beh Fisker, altro brand dal passato turbolento oggi rinato in campo elettrico, intende avviare una collaborazione con la società Ample per mettere a punto pacchi batteria destinati alla Suv Ocean che possano essere sostituiti automaticamente. Fisker prevede di lanciare versioni destinate alle flotte dotate della soluzione già nel primo trimestre del 2024; tempi rapidi considerato che il primo esemplare della Ocean, costruito in Austria dalla Magna, è stato consegnato solo quattro giorni fa.
Di fatto però Fisker si aggancia alla cinese Nio, che in collaborazione con CATL, azienda costruttrice di accumulatori al litio, sta completando una rete di 800 stazioni di sostituzione rapida nel Paese (previste 1.300 a regime) e ne ha appena aperta un in Norvegia .
Vista l'evoluzione della mobilità elettrica oggi, il sistema concepito dall'israeliano Agassi potrebbe avere finalmente successo?
Mah, la riuscita del progetto dipende da quante società potrebbero condividere il modello di business BaaS, Battery as a Service, che prevede per l'acquirente di una EV il renting di più batterie, che però, data la possibilità di sostituzione, sarebbero di capacità limitata e quindi meno costose.
Alla fine della storia il conto lo dovrebbero pagare quindi gli automobilisti ed è tutto da vedere se alcune batterie meno capaci siano più convenienti di una più grande da ricaricare e basta.
Un altro esempio di come il settore elettrico avanzi a suon di artifici finanziario-tecnologici la cui convenienza sia per l'ambiente sia per le tasche degli acquirenti è tutta da provare.



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