11 luglio 2022

O2 Roadster, fuga in avanti

La scoperta cino/svedese è oggetto di pensieri produttivi, anche se il mercato europeo per ora non si mostra particolarmente ricettivo per i prodotti Polestar.


Al Goodwood Festival of Speed è comparso nuovamente il prototipo della roadster Polestar O2 che potrebbe diventare un veicolo in produzione, anche se la Casa vuole prendere tempo. La vettura deriva dalla concept presentata nel 2020, con struttura a barchetta e abitabilità per due persone con posti più piccoli dietro.

L’impostazione prevalente è del progetto è ancora quella delle altre Polestar inerente l’uso di materiale riciclato, dal poliestere usato per le componenti morbide ai sedili in PET, alle diverse leghe di alluminio etichettate per poterle riutilizzare.


La Polestar O2 integra nella scocca un drone collocato dietro i sedili posteriori; una piccola ala si sollava durante la marcia per creare un’atrea di depressione che ne favorsce il decollo fino a 90 km/h.
Un gadget interessante per una fun vechicle, che tuttavia non aumenta il range della vettura né la rende più abbordabile. Un ulteriore esempio di scollamento della realtà dei costruttori, comprensibile però nell’ottica cinese di qualificarsi come leader di settore sul mercato europeo

07 luglio 2022

La Ferrari per Le Mans

Primi test della nuova Ferrari LMH, che correrà sia per la classe Hypercar del FIA World Endurance Championship, sia per la GTP IMSA SportsCar Championship. 


Per ora Ferrari ha annunciato il solo impegno nel WEC, il che significa Le Mans, ma di fatto la sua nuova vettura potrebbe gareggiare anche in alcune fasi del campionato SportsCar, per esempio a Daytona.
I test della vettura sono in corso e lo sviluppo sarà compiuto in tempo per la stagione sportiva 2023. La partecipazione alla 24 Ore di Le Mans del 2023, sarà la prima in 50 anni, ma Ferrari questa volta non gestirà tutto da sola. Collaborerà infatti con AF Corse e il nuovo team sarà conosciuto come Ferrari - AF Corse; AF Corse attualmente gareggia nelle classi GT del WEC utilizzando GT Ferrari.


Il prototipo Ferrari mostra un trio di pinne che supportano un grande alettone posteriore e sottili strisce luminose nella parte anteriore che probabilmente hanno il ruolo di fari. Il design in effetti è simile a quello della Ferrari Daytona SP3 Icona Series in edizione limitata presentata nel 2021 ed è possibile venga ripreso anche da un'auto da strada a lei ispirata, che potrebbe essere il successore della LaFerrari.

05 luglio 2022

Controcorrente

Nel generale clima di criminalizzazione del motore Diesel, una voce si astrae dal coro: è quella di Mazda, che annuncia una nuova unità a emissioni ultrabasse in listino.


Mazda è un'azienda particolarmente creativa dal punto di vista tecnico, lo sappiamo. Basterebbe citare il Wankel o i suoi motori Skyactiv, ma c'è anche quancosa di più profondo, perché di fatto è un'azienda che si muove spesso controcorrente rispetto ai generali criteri che accomunano le industrie jap, uno tra tutti quello di aver messo definitivamente da parte lo sviluppo dei motori Diesel.
Così ecco che il marchio di Hiroshima presenta per l'ammiraglia CX 60 un nuovo propulsore a gasolio denominato e-Skyactiv D, che sposa l'architettura a sei cilindri in linea e ha una cilindrata di 3,3 litri.

L'unità si caratterizza già inizialmente per un approccio nettamente diverso dal più generale downsizing, visto che la sua cilindrata è mediamente superiore a tutti i progetti tedeschi di pari frazionamento. Realizzato per un montaggio longitudinale, ha una cubatura di 3.283 cm³ ed è disponibile in due livelli di potenza, 200 e 249 CV, entrambi realizzati per l'accoppiamento con una trasmissione automatica a 8 rapporti.


Il motore vanta l'assistenza elettrica mediante il sistema Mazda M Hybrid Boost a 48 Volt, e impiega una nuova tecnologia di combustione sviluppata dal marchio chiamata DCPCI, Distribution-Controlled Partially Premixed Compression Ignition, che aumenta il rendimento fino al 40% e quindi riduce emissioni e consumi.
La CX 60 equipaggiata con l'unità di maggiore potenza va da 0 a 100 in 7,4 secondi con una velocità massima di 219 km/h, ma sfoggia una percorrenza media secondo il ciclo WLTP di 18,9 km/litro con emissioni di 137 g/km di CO2, mentre la variante da 200 CV fa registrare valori rispettivamente di 20,4 km/litro e 127 g/km.


Alla tipica assenza di vibrazioni dei 6 in linea, il nuovo motore aggiunge un peso analogo a quello dello Skyactiv D 2.2 litri a quattro cilindri, mentre la coppia fino a 550 Nm permette gran parte dell'uso del motore a basso regime, limitando così tanto le emissioni quanto il rumore.

La Cx 60 equipaggiata con il nuovo Diesel è già sul mercato, con prezzi a partire da 49.900 euro.

01 luglio 2022

Cara, cara elettrica

Prezzi sempre più al rialzo per le BEV e sempre meno alla portata della classe media. Si profila un futuro di mobilità non più generalizzata, ma garantita solo alla parte più ricca della popolazione.


Sino a pochi anni fa la story telling di settore era che i veicoli elettrici avrebbero raggiunto la parità finanziaria con quelli a combustione nel 2025. L'ipotesi era che ciò sarebbe avvenuto gradualmente, aumentando la produzione di batterie e sfruttando le economie di scala. Ma è ormai chiaro a tutti come la realtà abbia preso una piega diversa, visto che il mondo si trova oggi di fronte a prezzi record su tutta la linea. Secondo JD Power, negli Usa gli aumenti globali di produttori e concessionari hanno portato la fattura media dei veicoli elettrici a 54.000, circa 10 mila in più rispetto al prezzo di transazione tipico dei veicoli a benzina.


I produttori citano inflazione e carenza di materie prime come principali colpevoli, ma era già difficile tenere il passo con la domanda prima che le chiusure dovute alla pandemia ostacolassero la catena di approvvigionamento. Sfortunatamente, tenere il passo significa accelerare i piani di elettrificazione, che sembravano già alquanto rischiosi all'inizio, e aumentare i prezzi nel tentativo di superare l'inflazione. Secondo Bernstein Research, Tesla quest'anno ha aumentato il listino tre volte per la Model Y, raggiungendo un un prezzo medio di 69.900 dollari. Nel complesso, il prezzo medio pagato per un veicolo elettrico negli Stati Uniti a maggio è aumentato del 22% rispetto all'anno precedente.


Venendo al Vecchio Continente, i prezzi di litio, nichel e cobalto sono quasi raddoppiati da prima dell'inizio della pandemia.
Le regole sono state stabilite, gli investimenti fatti e le nuove auto sono ora sul mercato, ma la domanda è se queste siano ancora “Automobili”, nel senso più antico e intrinseco del termine, a partire dalla effettiva mobilità che sono in grado di garantire sulla base della capacità degli accumulatori e della diffusione delle rete di ricarica.


Il dubbio, sempre più concreto, è che la decisione UE di bandire i motori a combustione dal 2035 sia non solo ideologica nell’ambito dell’utopia verde (sappiamo quanto piccola sia la quota di CO2 prodotta dal traffico, mentre la crisi energetica spinge al riuso del carbone per le centrali elettriche), ma si rifaccia anche e soprattutto a un piano per limitare la mobilità di gran parte della popolazione sulla base di una autoritaria politica di controllo. 

Nel frattempo, consegnamo l’intero comparto auto alla Cina.
Aauguriamoci solo che poi non si scopra un clone alla UE della vicenda Schröder per il gas tedesco.

07 giugno 2022

Mega-richiamo per le Suv Mercedes

Mercedes-Benz ha annunciato una campagna di richiamo globale che comprende quasi un milione di veicoli, potenzialmente affetti da un problema ai freni.


I veicoli interessati sono le Suv GL, ML e R prodotte tra il 2006 e il 2012 e il problema consiste in una possibile accentuata corrosione dell'alloggiamento del servofreno, in grado di determinare prestazioni in frenata ridotte e in alcuni casi addirittura il guasto totale del sistema frenante.
Il problema riguarda l'intera produzione mondiale e l'intervento pianificato dalla Casa prevede che i rivenditori esaminino l'intera unità e la sostituiscano "se necessario".


Negli Stati Uniti la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha già affrontato il caso, che riguarda circa 300.000 unità vendute sul territorio Usa, e sconsiglia la guida di qualsiasi veicolo coinvolto nel richiamo, dato che la potenziale perdita di vuoto del booster causa inevitabilmente un pedale del freno molle o poco responsivo e distanze di arresto più lunghe.
Mercedes ha rilevato il problema già nel 2021, avviando un'indagine interna in autunno conclusasi con la necessità di un richiamo entro maggio 2022.
Chi è preoccupato per il suo veicolo può contattare direttamente Mercedes-Benz per avere informazioni al riguardo.

31 maggio 2022

Ritorno al presente

Torna la DeLorean, che dopo i teaser di un paio d'anni fa in questa nuova edizione è alimentata a batteria. Ma le porte ad ala di gabbiano restano.


Debutta oggi la nuova DeLorean, il cui nome è ora Alpha5. Due grandi porte ad ali di gabbiano e posto per quattro con solo alcuni cenni al passato, mentre la trazione elettrica ne fa un prodotto decisamente contemporaneo.
Come per la DMC-12 degli anni '70, anche la Alpha5 ha lo styling di Italdesign, ma questa volta la carrozzeria non è in acciaio inox e la vettura si presenta con una più convenzionale verniciatura. Gruppi ottici a LED come di prammatica su una elettrica ma una linea decisamente meno di rottura rispetto alla produzione del momento sono evidenti, mentre i richiami al passato si limitano a piccoli accenni.


L'impostazione dell'abitacolo ricorda una Taycan nel cruscotto digitale, mentre lo schermo centrale è "alla Tesla" (ma più piccolo e più in basso). I quattro sedili singoli hanno una spiccata profilatura, ma dalle foto pare che lo spazio a bordo, particolarmente dietro, non  sia poi così ampio.


Secondo le caratteristiche dichiarate, il pacco batteria ha una capacità superiore ai 100 kWh che corrisponde a un range di 300 miglia, 483 km, con la possibilità di ricarica rapida a 150 kW, mentre il coefficiente di penetrazione aerodinamica è di 0.23.
La Alpha5 ha due motori che realizzano un sistema di trazione integrale, una velocità massima di 250 km/h e passa da 0 a 60 mph (96 km/h) in 2,99 secondi e da 0 a 88 mph (142 km/h) in 4,35 secondi. L'apparente stranezza per noi europei di quest'ultimo dato va pesata sulle highway Usa, dove 88 mph rappresentano un (peraltro non così diffuso) limite assoluto.


La nuova DeLorean è più grande della DMC-12 originale e impiega una scocca in fibra di carbonio. Farà il debutto ufficiale al Pebble Beach Concours d'Elegance il prossimo 18 agosto, per stazionare poi sui vicini prati di Monterey per la Car Week a partire dal 21 agosto. Il boss dell'azienda DeVries ha dichiarato che la DeLorean ha in previsione altri modelli, le cui sigle, visibili sul sito della Casa, vanno da Alpha ad Alpha3; Alpha4 missing.
Nessuna notizia invece sul prezzo della Alpha5

27 maggio 2022

Corto raggio

Politiche a breve termine e accaparramento di segmenti di mercato che da nicchia dovrebbero diventare mainstream. E' questo il futuro dell'automotive?


E' in corso un cambiamento epocale nell'industria automobilistica, ma non riferisco al "solito" discorso del passaggio alla trazione elettrica. Parlo piuttosto del piano industriale complessivo o meglio dei suoi obiettivi economici. Lo spunto scaturisce dalle recenti dichiarazioni di Mercedes-Benz riguardo la riorganizzazione del listino, che prevede la progressiva eliminazione dei modelli generalisti per concentrarsi sul segmento del lusso.
Storicamente le industrie dell'automotive hanno sempre investito a lungo termine, con piani decennali e oltre destinati a mantenere il know how acquisito e a tracciare la linea evolutiva dei prodotti. Una politica legata anche all'impatto sociale e che configurava l'allargamento della clientela come metodologia base per garantire la reditività delle imprese. Parlo ovviamente di grandi costruttori.


L'impostazione più recente, seguita al diktat europeo sulle elettriche, introduce però modifiche sostanziali al modello di business di quasi ogni Casa. Da più parti infatti si annunciano ristrutturazioni produttive all'insegna di lusso ed esclusività, salutate con enfasi grazie all'aumento degli attivi visto negli ultimi bilanci.
Non può sfuggire la sostanziale miopia di questa politica se l'orizzonte va al di là di un quinquennio. Il mondo occidentale è stretto in una crisi globale di cui non si intravede la fine e il concentrarsi sui più abbienti con prodotti che offrono il superfluo potrebbe rivelarsi addirittura velleitario nei prossimi anni, sorta di crepuscolo degli dei che non va oltre un mero interesse a corto termine, incapace di garantire l'integrazione delle strutture produttive nel tessuto societario con tutte le sue pesanti conseguenze.


La realtà è quella di crescenti difficoltà di larga parte della popolazione, che non potrà certo permettersi prodotti di alta gamma e se oggi la concentrazione delle vendite su segmenti esclusivi dà risultati positivi, non si può pensare che questi ultimi possano essere mantenuti a lungo. Una sorta di trasfusione dalla politica all'economia dunque, contando sulla memoria corta della gente e sul fare cassa finché si può.
Non traccio certo giudici etici o politici, ma mi sembra si stia delineando una situazione che ricorda la celebre sprezzante affermazione attribuita a Maria Antonietta, che suggeriva al popolo affamato dalla mancanza di pane di mangiare al suo posto le brioches.
Se l'evoluzione di prodotto spinge al rialzo i prezzi in un mercato in inflazione crescente, c'è da aspettarsi prima poi una netta riduzione del bisogno del prodotto stesso, tenuto conto inoltre che le strutture nazionali ed europee sembra facciano di tutto per disincentivare la mobilità privata.


La descrizione dell'automotive dei prossimi anni è perciò tutta da scrivere e non è detto che ciò che oggi le Case prospettano abbia realmente possibilità di successo in un arco temporale appena un po' più in là di quanto progettato oggi. Aggiungo che alcuni dei settori di sviluppo più implementati possono rappresentare addirittura un boomerang, mi riferisco per esempio alla guida autonoma.
Pensateci, oggi ce l'abbiamo già e su larga scala: si chiama mezzi pubblici ed è certamente più adatta alle masse di costosi mezzi privati.
Per quale motivo affrontare un grosso investimento a fronte di una funzionalità inferiore a quella dei trasporti collettivi? Ma è una questione cui su glissa facile, come d'altronde quella delle infrastrutture di ricarica o quella dello smaltimento degli accumulatori.
Hic et nunc
, quindi, ma fino a quando?

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...