09 ottobre 2019

I nuovi sedili a liquido di Tesla





Una volta erano dotazione esclusiva dell'alto di gamma, poi si sono diffusi anche su vetture di minor costo. Parlo della climatizzazione dei sedili, di riscaldamento e ventilazione. Non sono due sistemi connessi tra loro: il primo è infatti attuato in genere mediante resistenze elettriche annegate tra seduta e schienale, mentre il secondo richiede condotti che inviino l'aria dall'interno verso l'esterno del sedile, ove può fuoriuscire dai fori sul rivestimento. L'efficienza di quest'ultimo, in particolare, è piuttosto ridotta, perché innanzitutto l'aria non passa dove il corpo preme sul sedile oltre al fatto che il gradiente di temperatura non può che essere ridotto, anche usando aria proveniente dal climatizzatore, dato il limitato coefficiente di scambio termico.



Tesla ha presentato invece una serie di brevetti per un nuovo e assai più efficace sistema di climatizzazione dei sedili, che agisce tramite la circolazione di un liquido attraverso tubazioni interne all'imbottitura e garantisce maggiore efficacia sia nell'aumento sia nell'abbassamento della temperatura. Il sistema è ovviamente assai più complesso, anche perché richiede protezioni antiforatura per le tubazioni e forse anche un impianto specifico, ma potrebbe davvero cambiare il concetto di comfort in auto, prevedendo la possibilità di una vettura climatizzata nel suo complesso già prima di salirci. Resta da capire se il progetto implichi o meno uno scambio di ruoli con il circuito di riscaldamento/raffreddamento degli accumulatori, cosa che rappresenterebbe una brillante implementazione ingegneristica e potrebbe evitare l'aggravio di peso di un circuito separato. Resta comunque un'idea brillante e nuova, che potremmo vedersi diffondere rapidamente anche presso altro costruttori.

Un altro passo alpino per Alfa









Ah il Tonale, ci sono andato a sciare per tutta la mia giovinezza dato che avevamo una casa a Ponte di Legno. Continuando la filosofia dei passi alpini, dunque, la nuova Suv media Alfa Romeo si chiamerà così e possiamo vederla in anteprima perché le sue immagini sono sfuggite (ad arte) da una linea di pre-produzione. Nel design definitivo ci sono modifiche rispetto alla concept mostrata a Ginevra. Nella parte anteriore la divisione tra cofano e paraurti è cresciuta adattandosi ai fari più convenzionali; anche il lunotto è cresciuto di dimensione, mentre i gruppi ottici posteriori sono più spessi. Le proporzioni complessive rimangono però le stesse. Si pone sul segmento di BMW X1 e Audi Q3, sarà la prima Alfa a offrire tecnologia ibrida plug-in e dovrebbe aiutare il marchio a raggiungere l'ambizioso obiettivo di vendita di 400.000 vetture l'anno (nel 2018 circa 150.000 !!). Il marketing punta molto su quest'auto, ma una politica di presentazioni nel vuoto non aiuta a dare corpo a un brand che invece di interesse a spot necessiterebbe di un rilancio corposo di modelli e capitale. Alfa non ha fornito dettagli sulla potenza del sistema, ma il PHEV Renegade rivelato a Ginevra dalla consociata Jeep presentava un propulsore da 240 CV, quindi il trasferimento di tecnologia dovrebbe prevedere questo gruppo con una probabile trazione anteriore. La presentazione ufficiale dovrebbe avvenire a metà 2020, con le prime consegne per fine anno; la gamma motori dovrebbe comprendere anche modelli con motore Diesel.

08 ottobre 2019

A volte ritornano















La tecnologia è fatta di corsi e ricorsi. A volte si tratta della
riedizione di vecchie idee, solo attualizzate e rese più moderne; altre
della mera riedizione dello stesso concetto, collocato o meno in un
ruolo diverso nell'ambito di un analogo progetto. Così per una Casa, Jaguar, che riesuma la CX-75
facendo a meno delle turbine, Mitsubishi le introduce sulla concept
MI-TECH che sarà mostrata all'ormai imminente salone di Tokyo. L'auto,
di cui per ora sono stati mostrati solo due teaser, è infatti una Suv dotata di 4 motori elettrici di trazione, due per ciascun asse, e di una turbina a gas che aziona un generatore in funzione di range extender. Non è ancora chiaro, quindi, se si tratti di una ibrida oppure di un'elettrica ad autonomia aumentata, visto che non ci sono dati sulla presenza di una batteria e soprattutto sulla sua capacità. La vettura dispone anche di una nuova interfaccia utente chiamata MI-PILOT che incorpora sistemi di assistenza attivi e un controllo dello sterzo avanzato. Il salone di Tokyo apre il prossimo 23 ottobre; ne sapremo di più allora.





Altered news















In un mondo dove le fake news spuntano ovunque, c'è spazio anche per le altered news quelle la cui importanza è sovrastimata. E un bell'esempio della specie si trova in campo auto. Al recente salone di Francoforte Volkswagen ha strombazzato ai quattro venti un epocale cambio di logo, stimolando così una ridda di ipotesi sull'innovativo aspetto del quasi immortale simbolo. Una volta vista la nuova edizione, vi sfido a distinguerla al volo dalla vecchia: è in pratica la stessa, manca solo lo sfondo blu; tra l'altro ricorda di brutto quella del 1960. Sull'onda di questo straordinario risultato il gruppo va avanti a tutta birra con il logorinnovo: ora è la volta della R, quella che contraddistingue le auto sportive. Il nuovo carattere fa a meno del verticale per presentare una stanghetta inclinata importante, auspicio del dinamismo che caratterizzerà anche le elettriche prestazionali. E' stato definito moderno ed elegante. Urka!

07 ottobre 2019

Millennium lazo









Gli yankee sono ossessionati dagli inseguimenti. Dev'essere una sorta di legame atavico con il west, quando i banditi rapinavano una banca poi scappavano a cavallo e bisognava rincorrerli. Oggi ci sono le auto e gli inseguimenti spesso avvengono più per sfuggire a una multa per speeding che per aver compiuto reati veri e propri; ma nella legislazione americana andar forte è considerato sovente un vero e proprio crimine e a volte si rischia addirittura il carcere. Quindi la gente continua a scappare e la polizia cerca di continuo nuovi sistemi per bloccare rapidamente i fuggitivi. Il più efficace attualmente sembra sia una vecchia conoscenza, il Grappler, presentato già tre anni fa ma solo ora in grande diffusione tra i diversi corpi di polizia. E' stato inventato da Leonard Sock, di professione (un tempo) costruttore di tetti. Grazie alla sua abilità di saldatore, ha portato nel secondo millennio il concetto del lazo e realizzato e brevettato una sorta di forcella che si allunga davanti alla parte anteriore dell'auto della polizia e che reca stesi tra i due bracci una fettuccia di nylon da 5 cm con una resistenza alla trazione che supera le 9 tonnellate. Un capo della fettuccia è collegato al telaio della vettura, quindi quando si avvolge attorno alla ruota del fuggitivo e ne blocca la rotazione può anche trattenere l'auto e consentire al cop di fermare chi ne è al volante. Costo 5.000 $, compreso un mini-corso di addestramento. La fettuccia di ricambio costa invece 400 $ e va re-installata a ogni uso. Mica scemo Stock, si è assicurato un guadagno di lungo corso, vista la frequenza dei car chase in Us.

Bella e impossibile






















 





Zagato compie 100 anni e per festeggiare l'anniversario rinnova la collaborazione con Aston Martin. Il prodotto è la DBS GT Zagato, realizzata sulla base di una DBS Superleggera presentata la scorsa settimana a Newport, Rhode Island (Usa), splendido omaggio alla DB4 GT Zagato prodotta tra il 1960 e il 1963 in soli 19 esemplari. Aston ha deciso di replicare i dati di produzione: anche della nuova versione saranno perciò costruiti solo 19 esemplari, ciascuno al prezzo di 6 milioni di sterline, 6,73 milioni di euro al cambio odierno ma, contrariamente all'antenata, questa vettura è omologata per l'uso stradale. La DBS GT Zagato ha il cofano in fibra di carbonio, un pezzo unico che avvolge l'intero frontale e riprende la mascherina dell'antenata con grande classe; lo stesso materiale è impiegato per la griglia motorizzata con disegno a diamante, che si apre a motore acceso per richiudersi nelle soste. Il risultato è un'auto e elegante e unica (beh, insieme alla altre 18), con interni lussuosi e forse pure un tantino opulenti, ma un'allure capace di confrontarsi con gli apici dell'esclusività del mondo dell'auto non tanto per le prestazioni, quanto per la raffinatezza. Sotto il cofano, comunque, c'è una versione da 770 CV del V12 da 5,2 litri della Superleggera; le prestazioni non possono quindi che essere superiori agli abituali 0-100 in 3,6 s e 340 km/h di Vmax. Tutte già vendute, ovviamente.



04 ottobre 2019

Più spazio per i bagagli nella XC40 elettrica



















Riguardo la versione elettrica della XC40, Volvo non è stata prodiga di dati tecnici, concentrandosi piuttosto sul design e fornendo solo qualche schizzo.  Ma la cosa che più colpisce è il vano bagagli posto in posizione anteriore, frunk, come lo chiamano gli yankee dalla contrazione di front-trunk. La sua capacità è di 29,73 litri, pari in pratica a quella di un frigorifero portatile. Non molto, ma il vano ha il compito di aggiungersi piuttosto che di sostituire i normali spazi nell'abitacolo destinati al carico e mostra come sia la parte motrice sia quella  di controllo abbiano trovato una sistemazione che ne compatti l'area occupata. Una caratteristica innovativa della piattaforma CMA impiegata dal marchio, mentre la dotazione del modello dovrebbe comprendere una nuova interfaccia utente (nessun dato specifico). Più info nel prossimo futuro.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...