10 settembre 2019
Mito rinato
Reinventare il concetto senza snaturarlo. Compito non facile per Land Rover, vista l'anzianità della prima Defender, il cui debutto data addirittura il 1948. E reinventare oggi vuol dire principalmente dotare l'auto di quell'elettronica ormai indispensabile, che tuttavia fa a pugni con il concetto di semplice efficienza della vecchietta. Ma ci assicurano che l'auto è rimasta la stessa nella sua filosofia, con il nuovo pianale D7x progettato a norme vicine a quelle militari, la capacità di carico fino a 900 kg di cui 300 sopportabili dal tetto, di traino fino a 3.500 kg e una profondità di guado fino a 90 cm; numeri che fanno capire quanto sia tosta, anche se inevitabilmente ne vedremo un bel po' circolare lustre e fiammanti in centro città, stesso destino cool della Suzuki Jimny. Elettronica dicevo. Ecco perciò il Terrain Response 2 ampiamente configurabile per consentire anche ai meno esperti un off road duro, mentre la grande differenza la fa il promesso comfort su strada, che assieme all'infotaiment à la page rende i trasferimenti meno ostici di quanto non lo fossero quelli camionali del vecchio modello. La gamma prevede le versioni Defender, First Edition e Defender X, oltre agli allestimenti standard S, SE e HSE, tutti ampiamente personalizzabili con pacchetti specifici e un'amplissima gamma optional. I modelli per ora disponibili sono la 110, a 5, 6 o 5+2 posti e la la sorella maggiore 170; dal 2020 anche la 90, più corta. Motori. Al lancio D200 e D240 turbodiesel a quattro cilindri con doppio turbo sequenziale da 430 Nm di coppia. Alternativa tra 4 e 6 anche per i benzina: P400 MHEV e P300 con il 6 in linea da 300 CV, con tecnologia mild hybrid come sulle Evoque. Più avanti anche una ibrida plug-in.
L'elettrizzante Smart Brabus 2020
In queste ore a Francoforte Smart presenta l'ultima versione della piccola city car. Ultima in tutti i sensi poiché dal 2022 la produzione si trasferirà in Cina per dar vita a una nuova generazione di super compatte. Ma torniamo subito alla nuova fortwo che si evolve esclusivamente in chiave elettrica con la meccanica basata sul solito motore elettrico da 82 CV abbinato a una batteria agli ioni di litio dalla capacità di 17,6 kWh. Per una ricarica completa con wall box da 7kW bastano 3,5 ore. Autonomia dichiarata 160 km. autothrill propone perciò una sua interpretazione in chiave Brabus. Una follia? Assolutamente no, dal momento che questo preparatore da sempre accompagna la vita delle Mercedes e in particolare della famiglia Smart. Questo render propone un kit estetico che in ogni caso non precluderebbe a eventuali interventi meccanici per dar un pizzico di sprint in più piccola due posti. A titolo di cronaca, la precedente Smart a benzina griffata Brabus disponeva di 125 CV. Non resta che attendere: in fondo regalare più coppia e sprint a un'auto elettrica non è così difficile e non può fare che bene...
La T-Roc ha perso la.... testa
Un piccolo primato lo ha già: è la prima crossover compatta cabriolet. Con questa credenziale si esibisce sullo stand di Francoforte la nuova VW T-Roc Cabriolet che in luogo delle quattro porte della versione chiusa ne ha due laterali più grandi e uno sportello piuttosto piccolo per accedere al baule. La capote in tela è ad azionamento elettrico in appena 9 secondi, mentre è presente un roll bar che fuoriesce automaticamente in caso di incidente. Solo motori a benzina: 1.0 tre cilindri da 116 CV e 1.5 da 150, quest'ultimo abbinabile al cambio robotizzato. Non sono previste versioni a trazione integrale. Nelle concessionarie italiane a partire dalla fine dell'anno, avrà prezzi da circa 28.000 euro.
09 settembre 2019
Mini Cooper S E; la prima elettrica
I primi esemplari per il nostro mercato arriveranno da marzo con prezzi a partire da 33.000 euro circa. Con questa credenziale, per la verità piuttosto impegnativa, si presenta la prima Mini full electric della storia. E' la Cooper S E che si esibisce sul palcoscenico di Francoforte e che, forte di una potenza dichiarata di 184 CV, promette numeri interessati e un carattere decisamente effervescente. Passa da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 150 km/h. L'autonomia si aggira tra i 235 e i 270 km. Nell'abitacolo la strumentazione è stata parzialmente rivista secondo le logiche di un'auto elettrica: il navigatore ad esempio visualizza le aree raggiungibili dalla vettura, stimando in tempo reale l'autonomia delle batterie e mostrando le colonnine più vicine lungo il percorso. Insomma in questa fascia di mercato si aggiunge un altro tassello che va ad ingrossare l'offerta delle vetture a zero emissioni: un terreno di conquista per tutte le case che sembra promettere grandi risultati nei prossimi anni. Se poi queste promesse si tradurranno in solide realtà è ancora tutto da dimostrare. Ma questa è un'altra storia....
Honda e: nel 2020 da 28.000 euro
Secondo le ultime dichiarazioni ufficiali, a poche ore dall'apertura del Salone di Francoforte, l'attesa full electric di Honda sarà disponibile al debutto in due livelli di potenza a prezzi ancora da confermare compresi tra i 28.000 e i 35.000 euro. Le prime consegne inizieranno nella primavera del prossimo anno. Un listino insomma non troppo abbordabile anche se in Honda sono convinti che i potenziali acquirenti saranno disposti a qualche piccolo sacrificio in cambio di un pacchetto vincente in termini di design, connettività e innovazioni hi tech come nel caso delle telecamere al posto degli specchietti retrovisori esterni.
L'auto ha una batteria da 35,5 kWh che significa un 'autonomia di circa 220 km. Quanto alle potenze, il primo step offre 134 CV, mentre il secondo si attesta su 152 CV. Honda ha dichiarato che il modello più performante accelera a 100 km/h in 8 secondi. Trazione sulle ruote posteriori.
All'interno spiccano i cinque schermi che occupano la plancia, inclusi due display di infotainment da 12,3 pollici e altri due dedicati alle telecamere posteriori. La dotazione prevede inoltre l'Assistente personale che si attiva pronunciando le parole "OK Honda". E' poi possibile accedere all'app per smartphone My Honda +, che consente di utilizzare il telefono per controllare la durata della batteria, attivare da remoto il clima e sbloccare le porte.
L'auto sarà costruita in Giappone utilizzando una nuova piattaforma specifica per veicoli elettrici.
06 settembre 2019
Alfa Romeo, la rivincita del Biscione
Nella storia recente di Alfa Romeo le due posti sportive sono un’autentica rarità, eppure le poche realizzate hanno certamente lasciato il segno. Una su tutte: la bellissima 8C Competizione, modello iconico nella storia del biscione. Esempio di stile pluripremiato nel concorso d’eleganza a Villa d’Este, per la concept car e successiva auto di produzione più bella secondo critica e pubblico, rispettivamente nel 2004 e 2006.
Criticata e allo stesso tempo osannata da chi ha avuto il piacere di provarla su strada e circuito. Per citare le parole di Jeremy Clarkson “può un'auto essere arte?” Secondo lui sì, la 8C è un capolavoro artistico di indiscutibile bellezza, ma senza una vera utilità . Chissà se Clarkson aveva ragione. Certo è che da un’auto realizzata in fibra di carbonio, con un V8 donato da Maserati e con la trazione posteriore ci si aspettava qualcosa in più. Ebbene ora potrebbe essere giunto il momento per Alfa Romeo di prendersi una piccola rivincita.
Quello che autothrill propone oggi è un render in esclusiva dell'erede della 8C. L’ho chiamata Ottocì Evoluzione, una gran turismo fedele allo stile semplice e iconico del vecchio modello e e che sotto scocca condivide molte parti della Ferrari Portofino, a partire dal motore: un 3.9 litri V8 bi-turbo da 550 CV. Rimane la tradizione dell’otto cilindri e la trazione posteriore ma il cambio (all'epoca decisamente poco convincente) viene sostituito da uno ZF a 8 rapporti, e magari, optional, un bel manuale a 6 rapporti. Cerchi da 20 pollici che lasciano scorgere generosi freni carboceramici a sei pistoncini di produzione Brembo.
Cosa ne pensate? Quel che è certo è che la "vecchia" 8C è un ottimo investimento. Infatti la generazione prodotta dal 2006, all'epoca era venduta a circa 160.000 euro e attualmente occorre il doppio per portarla a casa, sempre che se ne trovino in vendita. Infatti chi ce l’ha se la tiene ben stretta.
Anche elettriche le classiche VW
La svolta elettrica di VW non coinvolge soltanto i nuovi prodotti. Tramite la società partner e-Classics, ha infatti sviluppato un gruppo motore elettrico che si può installare sul Maggiolino e i suoi derivati (quelli originali intendo, con il propulsore posteriore), arrivando addirittura ai Microbus e alle Porsche 356. La trasformazione è realizzata presso la eClassics di Renningen, vicino Stoccarda, con parti provenienti dalla Volkswagen Group Component e costruite per la e-up!. La capacità del pacco batterie al litio, composto da 14 moduli da 2,6 kWh ciascuno, è perciò di 36,8 kWh, con un peso della vettura modificata (nel caso della Cabrio) pari a 1.280 kg. Con il motore da 60 kW (82 CV), fa lo 0-50 in 4s, lo 0-80 in 8s, raggiunge una velocità massima di 150 km/h e ha un'autonomia di 200 km. Prestazioni comunque superiori a quelle ottenibili con le vetture originali. VW intende proseguire con i kit di trasformazione, il cui costo per ora non è ancora stato reso noto. Un'idea comunque brillante nell'ottica dell'integrazione totale dell'esistente al mondo elettrico. Certo che da un punto di vista puramente economico al costo dell'installazione occorre, nel caso di auto di valore storico, sommare il deprezzamento dovuto a un mezzo non più originale.
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