05 settembre 2019

E' nata una stella?





















Si può non parlare della Taycan? Domanda retorica. La prima Porsche elettrica occupa oggi la scena mondiale, perché quando un costruttore di quel calibro si cimenta in un nuovo settore gli highlights sono parecchi e notevoli. Innanzitutto le tre location simbolo della presentazione: in Canada alle cascate del Niagara, a Berlino e sull'isola di Pintang, in Cina; rispettivamente energia idroelettrica, elettrosolare ed eolica, tutte rinnovabili. Retorica anche questa, perché in una sportiva da quasi 200.000 euro c'è ben poco di ecologico in senso stretto. Ma indubbiamente l'attacco a Tesla è stato concepito con cura. La Taycan è grande, deriva dalla Mission E che è basata sulla Panamera. Scelta obbligata, perché 93,4 kWh di batterie non ci stanno su una 911. I motori sono uno per asse con una potenza complessiva di 625 CV, che per gli spari da fermo salgono a 680 per la Taycan Turbo e 761 per la Taycan Turbo S. Con 1.050 Nm di coppia massima lo 0-100 si copre, rispettivamente in 3,2 e 2,8 s, lo stesso tempo della Lambo Sián.



Per la prima volta su una elettrica compare un cambio di velocità: agente sull'asse posteriore e a due marce, ottimizza la resa del motore. La velocità massima è però di soli 260 km/h, non autolimitati, a quanto pare. Si ritrova quindi quella sorta di stranezza che si osserva sulla ID.R nel record al Ring, dove il tempo è fatto sulla velocità in curva più che sugli allunghi. Due ipotesi: eccessivo riscaldamento degli avvolgimenti ultracompatti hairpin, oppure velocità limite del rotore che richiederebbe un cambio a più di due velocità, complicando e appesantendo un'auto che sta già attorno a 2.300 kg a vuoto. Freni carboceramici, che però sono chiamati in causa raramente; pare che nel 90% dei casi bastino i 265 kW di recupero energetico massimo in rallentamento. La tensione di lavoro è doppia rispetto alle altre elettriche, 800 V, il che abilita una carica ultrarapida capace in 5 minuti di conferire all'auto 100 km di autonomia e in 22,5 minuti l'80% del range. Il problema è trovarle, le colonnine a 800 V. Comunque, la percorrenza con il pieno è di 450 km, buoni per un viaggetto, i bagagli caricati dietro, 366 litri e davanti, 81.



Un solo particolare mi lascia perplesso: il sistema di comando vocale si attiva pronunciando "Hey Porsche". Considerati i trascorsi Hitleriani di Ferdinand, non è un po' troppo simile a "Heil Porsche"?

Fiat, finalmente la prima ibrida





Finalmente buone news, a quanto pare, da FCA. Un portavoce del gruppo ha infatti confermato la dichiarazione di un comunicato congiunto delle rappresentanze sindacali di FIM, UILM, FISMIC, UGLM e AQCF nel quale si annunciavano investimenti massicci, oltre 1 miliardo di euro, per avviare la produzione delle Alfa Romeo Tonale e di una ibrida su base Fiat Panda nello stabilimento di Pomigliano vicino a Napoli. L'investimento fa parte del piano di FCA annunciato lo scorso anno di spendere 5 miliardi di euro in Italia fino al 2021 per aiutare il gruppo a lanciare i suoi primi modelli elettrici e ibridi e per colmare i vuoti produttivi dei suoi impianti italiani. La produzione della Panda ibrida dovrebbe iniziare nella prima metà del prossimo anno, mentre quella della  Tonale partirà nella prima metà del 2021. E' inoltre confermato che anche le versioni ibride delle Jeep Compass e Renegade e della Suv di Maserati, la Levante, saranno in vendita dal prossimo anno.

04 settembre 2019

Xceed, la crossover compatta di Kia



















Con la nuova XCeed che sta per debuttare anche sulle nostre strade, Kia torna a scommettere sui diesel. Parola di Giuseppe Bitti ad della filiale italiana della casa coreana, che sta accompagnando la nascita di questa crossover. “Credo che venderemo il 50% di Xceed a benzina e il 50% a gasolio" sostiene Bitti" perché il gasolio tornerà ad essere importante. E’ una soluzione vincente sotto molti punti di vista, emissioni di CO2 comprese. E se tutti i costruttori dal 2020 dovranno rispettare la regola dei 95 g/km di media di CO2, la rivalutazione dei td di ultima generazione sarà una scelta inevitabile”. Già perché forse non tutti sanno che dall'anno prossimo l'Unione Europea impone a tutti di non superare la soglia dei 95 g/km di CO2, pena multe salatissime. E dunque via libera al gasolio, ad iniziare da questa gradevole crossover compatta coreana che prevede appunto il 4 cilindri di 1,6 litri in due livelli di potenza: 115 e 136 CV. Nella gamma ovviamente non mancano propulsori a benzina, dal piccolo tre cilindri turbo di 1000 cc da 120 CV al più potente 1.6 sovralimentato da 204 CV. Solo a trazione anteriore, almeno per ora, è venduta in tre allestimenti: Urban, Style e Evolution. La dotazione già dal modello di ingresso comprende accessori quali sei airbag, fari full led e diversi ausili di guida come il sistema di assistenza alla frenata, quello di avviso di superamento carreggiata e il rilevamento stanchezza del guidatore. Prezzi da 22.750 euro a 32.750 euro, promozioni e incentivi esclusi che in ogni caso prevedono sensibili riduzioni al listino nei mesi successivi al lancio della vettura.



Infine nel corso del 2020 è previsto l’arrivo delle XCeed ibride. La prima con un sistema leggero a 48 Volt per le diesel da 115 e 136 CV e l’altra Plug-in (con ricarica anche esterna) sul benzina 1.6 da 141 CV.

Tesla non apre le porte







Il troppo stroppia, dice un proverbio. E potremmo applicare tranquillamente il concetto agli smartphone, che stanno diventando sempre più uno scrigno che contiene dati e informazioni essenziali. Anche le chiavi dell'auto nel caso Tesla, che offre questa amenity da tempo. Ma cosa succede se c'è un problema di connessione? Semplice non entri in macchina. E' ciò che è successo due giorni fa in Usa, il Labor day. Evidentemente stanca e desiderosa di riposare nel giorno canonico, la app Tesla ufficiale a partie dalle 16,00 ha cessato di funzionare; numerosi proprietari di Model 3 sono così rimasti a piedi. Purtroppo però alla Tesla non lo sapevano; i rimedi sono quindi stati messi in atto solo dopo che qualcuno ha segnalato loro la disfunzione. Cose che succedono, direte. Ma se l'uso dell'auto fosse stato essenziale proprio in  quel momento? Fidarsi eccesivamete della tecnologia è rischioso, pensateci.

A quando la prima Suv targata Bugatti?





Continuano i rumors su Bugatti in merito alla produzione di una Suv, che sarebbe il primo esempio di vettura a ruote alte della casa francese. Chissà..Quel che è certo però, è che il CEO Stephan Winkelmann, ha dichiarato che alla lineup attuale serve un nuovo modello: facile prevedere che sarà qualcosa di diverso, magari totalmente nuovo. Si fa largo quindi l'ipotesi di una hyper-Suv, che alzerebbe notevolmente l’asticella delle performance del segmento. Del resto prima di Bugatti altri marchi “puri” hanno iniziato la produzione di queste vetture come Lamborghini, Alfa Romeo e Bentley. Un passo inevitabile per andare incontro alle esigenze del pubblico che ama sempre di più il segmento: look aggressivo e tanto spazio all’interno, senza mai rinunciare alla pura performance.



La produzione “in serie” potrebbe dare l’addio al 16 cilindri, ormai icona del marchio, per dar spazio ad un V8 magari dotato anch'esso di quattro turbo e con una potenza senza eguali nel segmento e prossima ai 1000 cv. Il motore molto più compatto darà anche la possibilità di proporre un’ibrida. Per arrivare infatti a questo impressionante risultato, è facile supporre che i tecnici ricorreranno alla tecnologia elettrica, proponendo una motorizzazione più ecologica rispetto al W16 e con valori di Cv e Nm a quattro cifre.



Quello che vi proponiamo oggi è quindi la visione di autothrill della nuova Suv di riferimento. Look imponente ed elegante, come la tradizione vuole: la “C” sulla fiancata capovolta sottolinea il cambiamento di rotta per Bugatti verso la produzione di qualcosa di assolutamente nuovo. Tetto monoscocca realizzato in carbonio, con lunotto alto e rastremato in stile coupé. La prima quattro posti Bugatti dell’era moderna è pronta. Cosa ne pensate?



P.S. Complimenti a Bugatti per aver raggiunto il 2 agosto il record delle 300 mp/h (492 km/h) con la Chiron Super Sport. Chissà se la futura Suv sarà in grado di rompere la barriera dei 306 km/h, primato attualmente detenuto dalla Bentley Bentayga Speed?












Sián, la Lambo ibrida























Lamborghini ci ha messo un po' ad arrivarci, ma ora l'ingresso è alla grande. Parlo di supercar ibride e dunque della nuova Sián, che è sì ibrida ma mild e non certo plug-in, soluzione quest'ultima che avrebbe comportato un inaccettabile aumento delle masse per una supersportiva. Tecnologia al top, quindi, per un marchio da sempre estroso che per la nuova genìa di auto cambia radice al nome: Sián significa fulmine in dialetto bolognese; si passa perciò dalle razze di tori da combattimento al cuore delle tradizioni italiane.



Motore V12 da 785 cavalli e un piccolo motore elettrico da 34 CV integrato nel cambio che lavora alla tensione di 48 V (tecnologia Audi, dunque), il primo caso di una simile soluzione attuata con un motore a bassa tensione, che lavora in accoppiata al V12 fino a 82 km/h e poi si disconnette. Serve anche per la retromarcia, quindi il cambio si è alleggerito, compensando così non la massa di batterie al litio, ma quella di supercondensatori, tre volte più leggeri ma tre volte più potenti a parità di peso: motore e condensatori pesano infatti solo 35 kg. Il connubio V12 aspirato-ibrido è una sorta di integrazione di futuro e tradizione che apre una strada nuova nel segmento ibrido con il primato dell'uso del supercapacitor.



Le prestazioni sono ovviamente da hypercar: 0-100 in 2,8 s, V max 354 km/h e il motore elettrico serve più che altro a migliorare le riprese a medio regime: da 30 a 70 orari la Sián guadagna 0,2 s alla Aventador SVJ che salgono a 1,2 da 70 a 120. I condensatori si ricaricano durante rallentamenti e frenate e garantiscono comunque un'autonomia sufficiente alle manovre a bassa velocità perché accettano fortissime correnti di ricarica, riducendo anche il lavoro dei freni grazie al recupero energetico dalla trasmissione. Tralascio sugli interni Poltrona Frau e sui particolari stampati in 3D, così come sul programma di personalizzazione. Anche perché se ne volete una siete già in ritardo: tutte e le 63 previste per la produzione sono già vendute.





03 settembre 2019

I nuovi Diesel "puliti" di VW









Sappiamo che VW punta sull'elettrico. Ma dopo tanti anni di sviluppo del motore Diesel sarebbe assurdo chiuderne del tutto con la produzione visto che, nonostante l'incalzante new age delle auto a batteria, resta ancora la soluzione che emette meno CO2. Certo che però per essere davvero a norma le cose si complicano alquanto. E' quello che prospettarono qualche anno addietro i tecnici del settore, ipotizzando un futuro in cui i costi di produzione del motore a gasolio sarebbero cresciuti fino a precludergli una serie di segmenti mercato. E l'ultima novità pulita di VW, la doppia iniezione di AdBlue introdotta sulla nuova Passat 2.0 TDI Evo, conferma questa tendenza.



Il sistema si chiama Twin Dosing e consiste in una duplice iniezione dell'additivo a base di urea in altrettanti catalizzatori riducenti. Il primo è immediatamente a valle del turbocompressore, il secondo segue il catalizzatore ossidante nella tubazione di scarico. Lo sdoppiamento consente di gestire al meglio un problema di efficacia in relazione al range di temperature di lavoro: il primo catalizzatore è posto in una zona soggetta a forte calore e se il suo vantaggio si avverte con una efficacia iniziale maggiore, quando si superano i 350°C, limite superiore del processo di catalisi, l'efficienza cala. A questo punto entra in gioco il secondo dispositivo, che trovandosi più lontano dall'uscita dei gas dalle valvole ha un temperatura di lavoro minore di circa 100°C, mantenendo così l'efficienza necessaria anche quando il motore lavora ad alto carico. Nonostante la compattazione dei diversi apparecchi (il catalizzatore SCR condivide la struttura fisica del filtro antiparticolato) il sistema di scarico diventa così piuttosto complesso e se da un lato si ottiene una riduzione dell'80% degli NOx rispetto alla precedente generazione di motori, dall'altro i costi inevitabilmente salgono. Di questo passo costeranno più i sistemi di purificazione del motore in sé.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...