28 giugno 2019
Signori in carrozza
Ma non era mica la città pronto elettrica? Milano, quella delle Olimpiadi, quella europea, quella all'avanguardia nella messa al bando dei combustibili per autotrazione, da ieri è sotto blackout a macchia di leopardo. Colpa del caldo, dicono, colpa dei troppi impianti di aria condizionata. Eh, beh, certo. Uno il condizionatore lo compra per lasciarlo spento, non fa uno grinza. La stessa logica, d'altronde, applicata alle auto: le compri per non distruggere l'economia, poi devi pagare tasse e balzelli compreso il parcheggio a sorteggio, ma devi pure tenerle ferme. Altrimenti inquinano. Meglio le auto elettriche, quelle sì che risolvono. Ma davvero qualcuno sa di cosa stia parlando? Se non c'è nemmeno la corrente per far funzionare i condizionatori, come potrà esserci quella per ricaricare migliaia di auto elettriche, una sola delle quali, tanto per ribadirlo ai non esperti, assorbe tanta energia quanto una decina di climatizzatori e per almeno 8 ore. Qui non è solo malafede, è pericolosa insipienza. Se la linea del futuro la devono tracciare questi signori, ci ritroveremo come nell'800, tutti a piedi tranne i signori in carrozza.
Mega crisi o mega guadagni?
Alzi la mano chi ha capito quando lo UK se ne andrà dalla UE. Tra governi caduti, possibili ulteriori referendum ed enormi questioni economiche ancora in ballo, la Brexit non è ancora all'orizzonte. Ma se almeno l'antico spirito brit non è andato perduto, una decisione presa dal parlamento (su referendum) da quelle parti si rispetta e pur con rinvii e acrimonie, il distacco avverrà. Dal coro di istituti bancari, società di trading e aziende produttive che stanno esaminando con attenzione lo status per decidere se, quando e come andarsene dal suolo del Regno Unito, sorge però una voce in counterpoint, quella di Rawdon Glover direttore vendite di Jaguar-Land Rover in loco. Secondo il nostro l'uscita del paese dall'Europa sarà un vantaggio per l'azienda, poiché a suo parere il costo della mano d'opera potrebbe addirittura scendere, rendendo così il territorio inglese sede attraente per le manifatture. Un'opinione senza dubbio carica di ioni positivi ma d'altronde poco supportata da statistiche e analisi, tanto che l'ad Ralf Speth ritiene possibile un aggravio di costi di 60 milioni di sterline al giorno in caso di Brexit no-deal, il caso peggiore che tuttavia sembra sempre più inevitabile. Se aggiungiamo al conto i 4.500 licenziandi dal gruppo, si direbbe che Glover abbia davvero una odd opinion. Che sappia qualcosa che l'ad non sa?
Il trattore più veloce del mondo
Agli inglesi piacciono i motori. E non intendo solo auto o moto, ma più in generale tutto ciò che ha un movimento meccanico, vedi i record di Honda UK con i tagliaerba. Così anche le aziende produttrici di macchine movimento terra si danno da fare per stabilire record di velocità. In questo caso è la JCB, che sulla pista dell'aeroporto di Elvington nello Yorkshire ha stabilito il nuovo primato di settore raggiungendo i 166 km/h. Il veicolo impiegato è un trattore dotato di un motore turbodiesel di 7,2 litri di cilindrata che eroga 1.000 CV, con una coppia massima di 2.500 Nm. Grazie a tanta birra le prestazioni sono notevoli, ma larga parte del risultato è merito della Williams Advanced Engineering, società legata al team di F1, che ha studiato accuratamente l'aerodinamica del bestione per trasformarlo da muro verticale a qualcosa di più penetrante. Ricadute sulle vendite del primato? Mah, ho i miei dubbi, a parte forse il fanatico protagonista del secondo video che usa il trattore in autostrada. Ma i partecipanti si sono divertiti alla grande.
27 giugno 2019
Ford annuncia tagli
Tempi duri in casa Ford. E' di oggi la notizia che Ford USA darà un taglio netto a tutte le sue attività produttive europee. Una decisione che comporterà il licenziamento del 20% della forza lavoro in vista dei profondi cambiamenti in atto nel mondo dell'auto.La ristrutturazione vedrà coinvolti ben 18 stabilimenti in Europa con riduzione del personale che si protrarranno fino alla fine del 2020. Nazioni come Germania, Russia, e Inghilterra saranno quelle più colpite dai tagli per un totale di circa 12.000 unità e in una nota diffusa dalla stessa Ford si sottolinea come decisioni di questo tipo siano molto difficili da prendere anche se sono indispensabili per la sopravvivenza del marchio. Da sottolineare anche che negli ultimi mesi le vendite di Ford in Inghilterra sono scese drasticamente anche a causa delle vicende e delle incertezze legate alla Brexit. Per Ford Europe insomma si prospettano tempi difficili, nonostante il recente accordo con la Volkswagen.
Quasi quasi ci ripenso
La parabola automobilistica di Apple si è conclusa formalmente nel 2016 con l'abbandono del progetto Titan. D'altronde, fin da quel momento i vertici aziendali avevano fatto sapere che lo spin off dell'iniziativa automotive consisteva nella concentrazione sui progetti di guida autonoma, filosofia che è proseguita nel tempo con le notizie di due anni da da parte dell'ad Tim Cook sullo sviluppo di un sistema di guida autonoma proprietario e ora dalla notizia dell'acquisto di Drive.ai, società leader del settore in Usa. Drive.ai non era messa bene e sembra stesse per accedere a uno dei chapter che equivalgono dalle nostre parti a un'istanza di fallimento; i suoi 90 dipendenti erano perciò alle strette ma la loro esperienza, maturata con gli esperimenti texani di self driving del 2018 tra lo stadio il campus di Arlington, avevano fatto scuola, qualificando l'azienda al livello di Alphabet, leggi Google. Il know how attuale di Drive.ai si concretizza nelle Nissan NV200 che hanno raggiunto un pieno livello 4 di guida automatica (il massimo è il livello 5) ed è proprio da qui che Apple vuole evolvere per competere prossimo mercato di software e hardware dedicati all'automobile. La politica complessiva di Apple a riguardo resta però un po' oscillante, anche in considerazione della generale aria di crisi che tira nell'automtive che potrebbe infine sconsigliare investimenti nel settore da parte di aziende esterne.
Giulietta Veloce, 100% dna Alfa
La Giulietta che autothrill sta provando per voi in queste settimane è la Model Year 2019, la versione che Alfa Romeo ha messo in vendita recentemente per ridare un po’ di freschezza e appeal a un modello maturo che in ogni caso, nelle intenzioni degli uomini del Biscione, ha ancora parecchio da dire. In effetti, a dispetto di un restyling tutt’altro che radicale, la Giulietta ha più personalità e si distingue per alcuni tocchi di giusta sportività che potrebbero renderla appetibile agli occhi degli alfisti. La gamma è ora composta da cinque allestimenti: Base, Business, Sport, Super e (quella in prova) Veloce che rappresenta, almeno idealmente, la massima espressione della sportività del Biscione.
L’aspetto è personalizzato da paraurti e minigonne con profilature in tinta gialla, pinze Brembo del medesimo colore, impianto frenante maggiorato e terminali di scarico di diametro superiore. In evidenza anche il logo Veloce, i cerchi in lega nero lucidi da 18”, i cristalli oscurati e i proiettori anteriori con trattamento carbon look. All’interno i nuovi tratti salienti sono i rivestimenti in pelle e Alcantara con cuciture a contrasto, i poggiatesta con logo Alfa Romeo e la pedaliera in alluminio.
L’unico motore disponibile per la Veloce è il quattro cilindri turbodiesel JTDM nella configurazione da 170 CV con omologazione euro 6D-temp abbinato al cambio automatico con comandi anche al volante. Al volante la Veloce 2019 conferma l’indole dinamica di questa vettura che sebbene abbia ormai diverse primavere sulle spalle dimostra di cavarsela ancora più che dignitosamente. A uno sterzo preciso associa un impianto frenante potente capace di garantire decelerazioni decise e puntali. Il cambio non è velocissimo ma ha rapporti ben spaziati e con il classico selettore DNA in posizione Dynamic, agevola l’erogazione del 2 litri td, motore che convince sia per le brillanti prestazioni sia per la sostanziale economicità d’esercizio se viene utilizzato in condizioni di guida normali. Mettendo invece il selettore nella posizione dynamic, le accelerazioni sono decise e i cambi marcia bruscamente piacevoli, con un avantreno reattivo e sensibile che aiuta nella guida sportiva.
Insomma la Giulietta M.Y. 2019 è esattamente come ce l’aspettavamo: non tecnologicamente all’avanguardia rispetto alle rivali appena arrivate sul mercato (ovvio), ma è ancora in palla. Sa far divertire e soprattutto ha ancora un’anima sportiva che piace e convince. Come si conviene a una vera Alfa Romeo. Il prezzo della Veloce è di 32.450 euro che salgono a 33.950 per la Veloce Carbon Edition. Non è pochissimo ma è pur sempre il top di gamma Giulietta e non contempla sconti e formule o iniziative speciali della Casa. Motivo in più, quest’ultimo, perché autothrill torni ad occuparsi della Giulietta. Alla prossima dunque.
Fate largo allo sceriffo
La Charger è la tipica macchina dello sceriffo; un po' datata, quattro porte, decisamente muscle. Negli States fa un po' lo stesso effetto delle Challenger, delle quali peraltro condivide le motorizzazioni, dalle più banali V6 ai V8 cattivi e sovralimentati delle SRT. E proprio alla prossima SRT widebody (quella a carreggiata allargata) si riferisce il videoteaser rilasciato ieri dalla Dodge. Come già sulle Challenger Redeye, infatti, questa opzione aggiunge aggressività (se mai fosse necessario) a un design già marcato di suo, con particolari presi dalla Durango SRT, parafanghi allargati e pneus 305/35 ZR 20 su cerchi dal design dedicato. Sotto il cofano uno dei maggiori deliri in salsa V8 disponibili oggi, lo Hemi supercharged da 6,4 litri che però qui ha solo 717 cavalli e non 808 come sulla Challeger Redeye. In pratica questa è la M5 o se preferite la E AMG Usa: 4 porte, spazio a bordo e per i bagagli, cavalli quanto un allevamento. Debutto al Woodward Dream Cruise il 17 agosto, evento che più yankee non si può e che si tiene dal 1995 a Ferndale, Michigan.
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