28 giugno 2019
Signori in carrozza
Ma non era mica la città pronto elettrica? Milano, quella delle Olimpiadi, quella europea, quella all'avanguardia nella messa al bando dei combustibili per autotrazione, da ieri è sotto blackout a macchia di leopardo. Colpa del caldo, dicono, colpa dei troppi impianti di aria condizionata. Eh, beh, certo. Uno il condizionatore lo compra per lasciarlo spento, non fa uno grinza. La stessa logica, d'altronde, applicata alle auto: le compri per non distruggere l'economia, poi devi pagare tasse e balzelli compreso il parcheggio a sorteggio, ma devi pure tenerle ferme. Altrimenti inquinano. Meglio le auto elettriche, quelle sì che risolvono. Ma davvero qualcuno sa di cosa stia parlando? Se non c'è nemmeno la corrente per far funzionare i condizionatori, come potrà esserci quella per ricaricare migliaia di auto elettriche, una sola delle quali, tanto per ribadirlo ai non esperti, assorbe tanta energia quanto una decina di climatizzatori e per almeno 8 ore. Qui non è solo malafede, è pericolosa insipienza. Se la linea del futuro la devono tracciare questi signori, ci ritroveremo come nell'800, tutti a piedi tranne i signori in carrozza.
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