26 giugno 2019

Nata coupé, ora eccola Suv
























Ve la ricordate la Puma? Era una Ford che seguiva il mood delle piccole sportive in voga negli ultimi anni '90, realizzata sulla scocca della Fiesta con diversi motori e (almeno con il millesette) con buone prestazioni. Beh, come ormai spesso accade di questi tempi con i nomi più noti del passato, oggi rinasce come Suv. La Ford parla di crossover, per una cittadina rinforzata dalla linea gradevole e nata ancora sulla piattaforma Fiesta ma poco personale rispetto all'ampia offerta di vetture simili. Il vantaggio pratico rispetto alla berlina sta nella maggiore altezza di 30 mm e nel grande vano bagagli da 456 litri, che prevede una modularità del piano d'appoggio adattabile alle diverse esigenze. La Puma è fornita con l'ottimo motore turbo a tre cilindri Ecoboost da 1 litro, che incorpora una struttura mild hybrid grazie a un motore/generatore da 11,5 kW al posto del convenzionale alternatore ed è disponibile nelle versioni da 125 e 155 cavalli. Due le logiche di funzionamento del sistema: Torque substitution, che eroga fino a 50 Nm aggiuntivi al posto del motore a combustione, consentendo così un risparmio medio nel consumo fino al 9% (ciclo WLTP), e Torque supplementation, che aggiunge 20 Nm alla massima coppia del motore per migliorare le prestazioni. Il sistema ha consentito di adottare un turbo di maggiori dimensioni e di ridurre il rapporto di compressione, mantenendo la prontezza di risposta all'acceleratore; inoltre è presente sulla Puma il primo sistema di deattivazione del cilindro (centrale) in un three pot, che alle basse richieste di potenza si trasforma quindi in un bicilindrico. Contrariamente alla tendenza generale, Ford equipaggerà la Puma anche con un Diesel, un millecinque turbo di ultima generazione con filtro per gli NOx a urea che richiede quindi il doppio rifornimento ma che risulta avere comunque maggiori percorrenze rispetto all'ibrido a benzina.

25 giugno 2019

Ritorno al futuro 4.0














Se siete degli inguaribili romantici e amate le cose del bel tempo che fu, ma nel contempo avete un’anima green questa Mustang Fastback probabilmente fa per voi. Perché mette tutti d’accordo: amanti del vintage e seguaci dell’ecosostenibilità, il diavolo e l’acqua santa. Per il semplice motivo che si tratta di una splendida Ford Mustang totalmente restaurata ed…elettrificata. La vedremo al Festival of Speed di Goodwood tra qualche settimana ed è frutto del lavoro di un’azienda inglese, che non ha nulla che vedere con Ford ma che ne ha seguito lo sviluppo, oltre che la prossima eventuale commercializzazione. Si tratta della Charge Cars, che ha dotato la Fastback di un  motore elettrico della potenza di 540 CV, con la mostruosa coppia di 1.200 Nm. Il pacco batterie fornisce 64 kWh, mentre le prime indiscrezioni citano un’accelerazione da 0 a 100 in meno di 4 secondi e una velocità massima di 240 km/h. Chi fosse interessato sappia che Charge Cars ha già dato un’indicazione sul prezzo: più o meno 360.000 euro. Cosa aspettate?

Ma è proprio la M1?



















Per BMW si chiama Vision M NEXT, ibrida da 600 CV a due posti secchi che dovrebbe debuttare in veste produttiva al salone di Francoforte in settembre. Per tutti noi è la nuova M1, più in generale il futuro delle M che nell'ottica del marchio dovranno seguire il percorso ibrido che caratterizzerà ogni altra vettura di Monaco. Un'auto che (a regolamenti approvati dagli organi di controllo) si potrà scegliere se guidare o far guidare al computer, la cui scocca in carbonio è in comune con quella della seconda generazione della i8 e che si andrà a confrontare sul mercato con le Audi Sport e le Mercedes-AMG. Ma per quelli che sognavano un ritorno ai motori come si deve dell'Elica azzurra c'è una grande delusione: niente V8 o 6 in linea, ma un nuovo 4 cilindri turbo montato trasversalmente dietro il posto di guida che agirà insieme a 2 motori elettrici, uno per ciascun asse. I 600 cavalli sono quindi complessivi e, come su ogni ibrida, dipendono dallo stato di carica dell'accumulatore; nel migliore dei casi consentono quindi uno 0-100 in 3 secondi netti e una Vmax di 300 orari. Ma si possono anche fare 100 km in pura modalità elettrica, il che suggerisce un pacco batterie non proprio piccolissimo, ergo non leggerissimo. Il posto di guida è molto F1 nel senso della concentrazione attorno al driver e nel volante a forcella, ma minimalista grazie all'uso di uno head-up display a realtà aumentata. Due chicche per concludere. Il portabicchieri giroscopico, che compensa scuotimenti e accelerazioni, e la struttura del tetto in fibra di carbonio riciclata. Ma dove la trovano quella usata?

Multiple joint venture crescono





I margini ridotti e il mercato in contrazione (pure in Cina) suggeriscono alleanze strategiche che i giapponesi, come sempre, iniziano a stringere con largo anticipo. Così il colosso Toyota, dopo la collaborazione con Subaru per le prossime elettriche, ora conferma anche quella con Mazda per una nuova piattaforma comune con motore anteriore a 6 cilindri e trazione posteriore. Vi ricorda nulla? Io sinceramente sento molto odore di Supra, ma potrei anche sbagliarmi; in ogni caso le alleanze di questi tempi sono molto by project: finito l'impegno si può anche tornare amici (o concorrenti) come prima. In ogni caso questa alleanza muove dal nuovo 6 in linea che Mazda intende costruire nelle varianti a benzina (Skyactiv-X) e turbodiesel (Skyactiv-D), entrambe associate a un sistema mild hybrid a 48 V e alla possibilità opzionale della trazione integrale. Mazda vanta una notevole esperienza in campo motoristico classico, con prodotti di rottura come il nuovo Skyactiv-X a combustione omogenea, e deve allestire una sostituta della Mazda 6; Toyota dal canto suo ha un grande know how in campo ibrido e ma non dispone attualmente di una moderna piattaforma per auto prestazionali. Lo scambio sarà quindi proficuo per entrambi.

Ecco la Defender!













Colpo di fortuna di un appassionato o un’abile mossa della stessa Land Rover? Chissà… Lo scopriremo, forse, strada facendo. Molto più importante è ciò che autothrill vi sta proponendo: la ghiotta anteprima della foto “rubata” della strumentazione digitale della nuova Defender, modello che ammireremo in anteprima al Salone di Francoforte e che sarà in vendita nel 2020. L’immagine che sta facendo il giro del web documenterebbe con mesi di anticipo l’aspetto della vettura. Sì, perché nel quadro si vede chiaramente la silhouette della rinnovata 4x4 inglese, che mostra linee moderne e originali, ma anche nel mood della lunghissima tradizione del marchio. Così il portellone posteriore ha un taglio verticale, esattamente come nella Defender, con ruota di scorta appesa. Sempre osservando il modello ritratto nel cruscotto, non si possono non scorgere richiami al passato anche nel resto della carrozzeria con tagli decisi e angoli caratteristici da vera 4x4. Quanto al resto, in base alle informazioni trapelate dalla Casa, la nuova Defender prosegue nella messa a punto che è ormai alle fasi finali. I prototipi hanno percorso 1 milione e 200 mila km sulle strade più insidiose del pianeta, deserti africani compresi e l’inizio della produzione avverrà nel nuovo stabilimento di Jaguar Land Rover in Slovenia. Sempre dai rumors provenienti dall’Inghilterra, le nuove Defender saranno offerte sia nella versione a passo corto che in quella a passo allungato. Se questo non è rispetto della tradizione…

24 giugno 2019

Audi SQ8, una coppia devastante























































Non manca molto al lancio sul mercato della nuova Audi SQ8, che non offre solamente un look ancora più aggressivo. La vera novità è infatti nascosta sotto il cofano: il V8 Diesel di 4 litri che abbiamo già visto sulla SQ7, ma con qualche novità in più soprattutto riguardo alla potenza sviluppata. La SQ8 riesce a scaricare a terra 435 CV, ma ciò che fa ancora più impressione sono i 900 Nm, che gli conferiscono di fatto l’investitura di auto a gasolio di serie più prestazionale d’Europa. Il motore è sovralimentato da due turbine che lavorano in modo sequenziale per ridurre il tempo di rispostaa 250 ms, grazie all’ulteriore ausilio di un terzo compressore, elettrico a 48 Volt. L'accelerazione dichiarata è sbalorditiva per un’auto di questa stazza: 4,8 secondi sullo 0-100, mentre la velocità massima sarà  prevedibilmente autolimitata a 250 km/h. La soluzione mild hybrid adottata sulla SQ8 le consente di marciare a motore (endotermico) spento fino a 40 secondi dal rilascio dell’acceleratore, in una finestra di velocità compresa tra 55 e 160 Km/h, veleggiando, immagazzinando energia e abbattendo così i consumi, sempre secondo i primi dati forniti da Audi, di 0,5 litri ogni 100 Km. La trazione integrale ricoprirà un ruolo fondamentale nell’uso sportivo, abbinata a sospensioni pneumatiche adattive per garantire grip e sicurezza. Ci sono poi optional che faranno sicuramente la differenza, come i cerchi da 21 con pneumatici da 285 abbinati ai freni carboceramici e il retrotreno sterzante, ottima soluzione per regalare agilità a un’auto dalle dimensioni non proprio contenute.

Porsche 911 Spyder Lightweight





Che ne pensate di questa one off su base Porsche 911 Turbo? Lascio a voi ogni giudizio, io dico solo che nella storia della Casa tedesca inaugurerebbe un nuovo e affascinante capitolo: sarebbe infatti la prima serie “speciale” di Porsche realizzata per un uso pistaiolo in perfetto stile track day. L’esatto opposto delle speciali viste fino ad ora che hanno sempre mirato ad offrire esclusività, stile e accessori unici. Sia come sia, autothrill propone in esclusiva un approccio inedito attraverso questo render: l’ho chiamata 911 Spyder Lightweight. Nata, come tante altre Porsche, sulla base di una 911 è stata disegnata con il principale obiettivo di una radicale cura dimagrante per farle perdere quanti più kg possibili. L’aspetto più evidente è senza dubbio il generoso aumento della carreggiata posteriore con relative prese d’aria necessarie per il raffreddamento del motore, il sei cilindri boxer con doppia sovralimentazione della prossima 911 Turbo accreditata di 620 CV. Al di sopra delle prese d’aria, la scocca è chiusa e ha un’aerodinamica piuttosto raffinata per ottimizzare la guida alle velocità più elevate. Il tetto è una sottile lastra in carbonio proprio come sulla 918: è estraibile trasformando questa belva da circuito in una Targa stradale a tutti gli effetti. In primo piano anche il cofano in un pezzo unico di alluminio: un omaggio al mondo delle corse che all’apertura si solleva totalmente, parafanghi compresi, lasciando i gruppi ottici al loro posto. Completano il quadro i cerchi monodado da 20 e 21”. Di questa Spyder si apprezza la essenzialità delle linee che non significa certo povertà: implica al contrario un maggior impegno costruttivo per via della complessità delle soluzioni adottate. La trazione sarebbe solo sulle ruote posteriori e il risultato finale ci consegna una vettura esclusiva e per pochi fortunati: leggera quanto una GT3 RS ma con la potenza di una Turbo.

Due record, una settimana, una strategia

A pochi giorni di distanza, il Gruppo Volkswagen ha piazzato due record al Nürburgring, con vetture agli antipodi. La Taycan Turbo GT con il...