Siete inguaribili amanti dei possenti V8 americani, emissioni di feromoni compresi? Bene questa è per voi. Le muscle car dalle nostre parti sono rare, tartassate fiscalmente e assetate, ma hanno sempre un fascino incredibile e incarnano il divertimento di guida yankee, regalando gioia e scariche di adrenalina a chi apprezza l'articolo. Oggi Ford ha diffuso le foto della Mustang Shelby GT 500 che debutterà sul mercato USA entro la fine dell’anno. L’aspetto è quello della iconica Mustang con l’aggiunta di una carica di grinta supplementare grazie ai cerchi specifici e all’assetto studiato per questa versione, senza dimenticare l’inconfondibile sagoma del cobra in bella evidenza nella mascherina anteriore. Insomma una muscle car con fiocchi e controfiocchi. Ovviamente il cuore e l’essenza dell’intera vettura è però sotto il cofano anteriore dove è ingabbiato il V8 Ford sovralimentato di 5,2 litri e 760 cavalli. Albero piatto, ça va sans dire. Un record per il costruttore americano, nonché un primato tra i V8 sovralimentati di questa cubatura. Quanto basta per prestazioni over the top con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3 secondi. I più giovani direbbero che è tanta roba. E avrebbero pienamente ragione: macchine del genere stanno diventando merce rara. Forse è per questo motivo che i veri appassionati le considerano preziose e insostituibili.
19 giugno 2019
Shelby GT 500, il cobra è tornato
Siete inguaribili amanti dei possenti V8 americani, emissioni di feromoni compresi? Bene questa è per voi. Le muscle car dalle nostre parti sono rare, tartassate fiscalmente e assetate, ma hanno sempre un fascino incredibile e incarnano il divertimento di guida yankee, regalando gioia e scariche di adrenalina a chi apprezza l'articolo. Oggi Ford ha diffuso le foto della Mustang Shelby GT 500 che debutterà sul mercato USA entro la fine dell’anno. L’aspetto è quello della iconica Mustang con l’aggiunta di una carica di grinta supplementare grazie ai cerchi specifici e all’assetto studiato per questa versione, senza dimenticare l’inconfondibile sagoma del cobra in bella evidenza nella mascherina anteriore. Insomma una muscle car con fiocchi e controfiocchi. Ovviamente il cuore e l’essenza dell’intera vettura è però sotto il cofano anteriore dove è ingabbiato il V8 Ford sovralimentato di 5,2 litri e 760 cavalli. Albero piatto, ça va sans dire. Un record per il costruttore americano, nonché un primato tra i V8 sovralimentati di questa cubatura. Quanto basta per prestazioni over the top con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3 secondi. I più giovani direbbero che è tanta roba. E avrebbero pienamente ragione: macchine del genere stanno diventando merce rara. Forse è per questo motivo che i veri appassionati le considerano preziose e insostituibili.
Fisker e la pelle dell'orso
Henrik Fisker, il vulcanico automotive designer nato danese, naturalizzato americano, ex BMW, ex Ford e Aston Martin, ex Fisker Karma e attualmente (tra le altre) VLF, ha fatto sapere che la sua Suv elettrica sarà presentata a fine anno e che si tratta dell'auto più sostenibile oggi prodotta, visto l'impiego di plastiche riciclate dagli oceani (sarei curioso di sapere come riutilizza i clorurati, sarebbe davvero una notizia) e quello di un sistema di accumulo elettrico a stato solido al grafene. Autonomia di 500 km e 200 km di autonomia con ricarica di 9 minuti, il che fa circa un quarto d'ora per il pieno. Great, direbbero gli yankee, elettriche sdoganate di fatto.
Ma a me piace fare le pulci a queste dichiarazioni roboanti, quindi cominciamo. Innanzitutto non vi sarà sfuggito che non ho parlato di batterie. Sì, perché per definizione gli accumulatori usano metalli ed elettroliti per scambiare ioni, mentre il grafene è un monostrato di carbonio che accumula le cariche (quindi gli elettroni) staticamente. Di fatto il sistema di Fisker è quindi un condensatore o meglio un ultracondensatore che, come tutti questi dispositivi, si carica in effetti in tempi assai ridotti. Il problema non è però caricarlo, ma fare in modo che non si scarichi tutto in un colpo. Inoltre la densità di carica di un ultracondensatore era finora assai minore di quella garantita da una batteria; ma qui Fisker potrebbe aver trovato davvero la soluzione grazie a un materiale leggero e flessibile ma duro come il diamante, costosissimo però da produrre e soggetto a danni fatali alla minima imperfezione di struttura.
Il grafene si ottiene infatti dalla grafite, che ha una struttura definita exagonal compact composta da strati di esagoni che slittano l'uno sull'altro; è questo tra l'altro che le dona le capacità lubrificanti. E' perciò un singolo strato di grafite (oggi c'è però anche a doppio strato, comunque leggerissimo) che si presta alla costruzione di strutture complesse variando la geometria del legame tra gli atomi, con pentagoni o ettagoni inseriti al punto giusto. Se però il punto non è giusto l'intera struttura collassa o, se ci sono cariche elettriche, va in corto circuito, con danni potenzialmente peggiori degli incendi del litio.
E'indubbio però che la strada maestra dell'elettrico sia questa: il carbonio non inquina, è abbondante e si smaltisce e ricicla senza problemi. Quindi sarei contento di sapere che Fisker ce l'ha fatta, ma aspetto dati sicuri e verificabili, perché non è la prima volta che il nostro vende la pelle...
Peugeot 2008, anche elettrica
I grandi cambiamenti cui dovremmo assistere a partire dal 2020 si avvicinano sempre più velocemente e tutti i grandi costruttori cercano di giocare d’anticipo annunciando le novità che vedremo, per l’appunto, dal prossimo anno. Oggi tocca a Peugeot, che ha distribuito le prime immagini della nuova 2008 che presto arriverà nel nostro Paese. Più lunga di 14 cm della precedente versione, cresce quindi nelle dimensioni e nelle ambizioni, garantendo una maggiore abitabilità e un bagagliaio con una capienza in condizioni standard di 434 litri. Si basa sulla piattaforma CMP (Common Modular Platform) e avrà una gamma composta da motori benzina, Diesel e full electric. Tutte le versioni saranno a trazione anteriore con Grip Control in opzione per una migliore guidabilità su fondi difficili. All’interno l’accresciuto spazio disponibile si traduce anche in finiture più accurate e in un’evoluzione del design della i-cockpit con strumentazione digitale a effetto tridimensionale che migliora, secondo Peugeot, la leggibilità complessiva delle molteplici informazioni disponibili.
Quanto all’infotainment, Apple CarPlay e Android Auto sono standard, con ricarica wireless per smartphone compatibili. Le più lussuose GT-Line e GT avranno rivestimenti in pelle e Alcantara, illuminazione ambientale personalizzabile e poggeranno su cerchi in lega da 18 pollici. I motori benzina PureTech si basano sul 3 cilindri di 1.2 litri, disponibile in tre diversi livelli di potenza:100 CV con cambio manuale 6 rapporti, 130 CV con manuale 6 rapporti o automatico EAT8 a 8 e 155 CV con cambio automatico a 8 marce. Due invece le potenze per il Diesel di 1,5 litri: 100 e 130 CV. Ma la novità più attesa è ovviamente l’introduzione della e-2008, che utilizza un singolo motore elettrico collegato alle ruote anteriori in grado di offrire 136 CV e 260 Nm di coppia. Una batteria da 50 kWh fornirà fino a 310 chilometri di autonomia sul ciclo WLTP, valore leggermente inferiore rispetto a quello più piccola 208. Una ricarica dell’80% richiederà 30 minuti attraverso una colonnina pubblica, mentre utilizzando la corrente domestica il tempo sarà di poco più di cinque ore. Prezzi ancora da definire. Per la cronaca, Peugeot ha confermato che la e-208 sarà la prima full electric di dimensioni accettabili venduta a un prezzo ragionevole: 30 mila euro circa. Se il buongiorno si vede dal mattino…
18 giugno 2019
Richiamo Opel
Secondo un’indiscrezione del periodico tedesco Bild am Sonntag, subito dopo confermata da un portavoce di Opel, la Casa tedesca sta per procedere al richiamo di 210.000 veicoli Adam e Corsa costruiti tra il 2018 e il 2019. Nelle note si parla solo di esemplari a benzina e il motivo del richiamo sarebbe legato a emissioni di ossido di azoto ben al di là del consentito. Un’anomalia confermata, come detto, dalla stessa Opel, che avrebbe riscontrato emissioni superiori alla norma specialmente alle velocità più elevate e particolarmente sui veicoli che hanno percorrenze superiori a 50.000 chilometri. Ecco perché Opel già due mesi fa ha iniziato ad informare i clienti degli esemplari coinvolti, per effettuare l’aggiornamento del software presso le officine autorizzate. Questo è quanto; resta solo da capire, eventualmente, quanti di questi esemplari siano stati venduti in Italia. Vi terremo informati, certi dell’onestà e della totale trasparenza di un marchio del calibro di Opel.
Tesla, la setta
Non comprerò mai una Tesla e non è solo questione di prezzo, né della mia fondamentale essenza giurassica che mi porta a preferire le pluricilindriche. Il fatto è che di Tesla non ti puoi fidare. Il suo indirizzo, la mission aziendale, pare muti con continuità con l'unico obiettivo concreto del profitto. Beh, direte voi, logico. Mica le costruiscono per gioco; è business. Vero, ma acquirenti e potenzialmente tali sono costantemente costretti a a slalom tra modelli scelti in pre-order che non ci sono (o non ci sono più o non ci sono mai stati), offerte economiche che durano un istante, lotterie per le ricariche. Con Tesla non acquisti un'auto, entri in una setta. Il cui santone, il tycoon Elon Musk, fa il padre padrone di tutto quanto, pur in continuo e logico conflitto (compiacente) con la borsa; il tutto escludendo ovviamente la sua intoccabile fortuna personale. Lo spunto del mio discorso viene da una notizia di ieri che riguarda la cancellazione dal listino della versione Long Range della Model 3 a trazione posteriore, incidentalmente la più richiesta e in un certo senso la più conveniente. La modalità produttiva adottata nello stabilimento di Fremont ha un che di virale, nel senso di mutare e adattarsi alle convenienze, ma escludendo a priori ogni interesse del cliente, che deve soltanto adorare il brand e piegarsi alle sue superiori esigenze. Esagero? Beh, spiegatemi allora le torme di volontari che in Cina affollano le concessionarie per rendere edotti i clienti di ogni meraviglia delle Model 3, un fenomeno magari solo cinese ma che ha riscontri nostrani nel senso elitario che accomuna i possessori del marchio a T. E poi fate mente locale. Le Tesla sono connesse e dalla California le possono monitorare una ad una. Quindi la tua auto, pagata fior di soldini, non è mai davvero tua, ma graziosamente affidata alla tua guida. Continuo a pensare a Musk come a un brillante visionario, ma credere che il suo ruolo vada oltre il profitto è decisamente ingenuo.
Un'Hummer elettrica?
Vi ricordate l’Hummer, l’inarrestabile 4x4 dell’esercito americano che in abiti civili (H1, H2 e H3) riscosse parecchio successo diventando una sorta di status symbol per calciatori, veline e aspiranti celebrità? Ebbene dopo anni di oblio (le Hummer sono uscite di produzione nel 2010) GM, il gruppo che detiene attualmente il marchio, sembrerebbe intenzionata a ridar loro vita. Questa è l’ultima indiscrezione che arriva in queste ore dall’altra parte dell’oceano: per l’Hummer si preparerebbe un ritorno in grande stile in configurazione esclusivamente elettrica. A quanto pare, l’idea dei vertici di GM è di creare una divisione a zero emissioni nel settore delle 4x4 e Hummer sembrerebbe il candidato ideale, anche in considerazione del fatto che le 4x4 negli USA stanno vivendo una seconda (o terza) giovinezza, con vendite in costante crescita. La partita è aperta e al momento non è stata ancora presa una decisione definitiva. Certo è che per il marchio Hummer sarebbe una bella rivincita: da pachidermico produttore di emissioni e bersaglio preferito di tutti gli ecologisti a campione di virtù e “pulizia”. E’ un gran bel salto. Sia come sia Mark Reuss, il presidente di GM, ha detto che ama profondamente il marchio Hummer, ma al momento nessuna decisione definitiva è stata presa, anche se ha aggiunto di non escludere nulla. Che il mancato accordo con Rivian abbia a che vedere con il deal? Staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi tre, quattro anni.
Un 6 come si deve sulle 718
Le Porsche sono costruite bene, con qualità eccellente e soluzioni tecniche d'avanguardia, lo sappiamo. Ma l'avvitarsi sulla tecnica a volte dà alla testa e così diventano di serie soluzioni sì razionali, ma che non tengono conto delle dinamiche della passione e delle emozioni. E' il caso del 4 boxer delle Cayman e Boxster, un ottimo motore, parco e prestazionale, ma che non regge il confronto con i flat 6 precedenti, fatta eccezione per l'esclusiva GT4 Clubsport. Ma, attenti come sono al marketing da quelle parti, non potevano continuare a far finta di nulla. Così ecco le nuove 718 Spyder e 718 Cayman GT4, ri-dotate finalmente di un bel 6 cilindri, un 4 litri aspirato derivato dal recente 3 litri turbo della 911 che eroga 420 cavalli e una coppia massima di 420 Nm tra 5.000 e 6.800 giri. Il propulsore, per la gioia dei puristi, è accoppiato esclusivamente a un cambio manuale a 6 marce con doppietta automatica in scalata e ha un regime massimo di 8.000 giri, ma dispone anche della deattivazione di un cilindro per bancata a carichi ridotti per ridurre consumi ed emissioni (9,2 km/litro in media, NEDC). Grazie al nuovo motore la Spyder varca la barriera dei 300 orari: per la precisione 301, mentre la più aerodinamica Cayman raggiunge i 304; per entrambe lo 0-100 si copre in 4,4 secondi. La consueta attenzione all'aerodinamica si concretizza nel nuovo spoiler, fisso nella Cayman e a uscita automatica a 120 km/h sulla Spyder, che a 200 orari genera il 20% in più di carico aerodinamico, 12 kg, sul retrotreno. Lo chassis, lo sappiamo, è nato bene, con i pesi al posto giusto: ora all'assetto ribassato di 30 mmm si associano un differenziale autobloccante meccanico posteriore e il torque vectroring, che rendono le due vetture armi micidiali in pista, al Ring infatti il tempo è sceso di 10 secondi. Per chi poi voglia cimentarsi direttamente nei track days, ecco un pacchetto Clubsport che include un roll bar posteriore in acciaio, un estintore a mano e una cintura di sicurezza a sei punti sul lato del guidatore. Ce l'avete un centone sul conto? Tranquilli, vi restano anche i soldi per il primo viaggio ventre a terra.
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